Buccia di banana/Lisci come velluto

Ritornano. Ritornano sempre, con più o meno puntualità, ma ritornano. In questo weekend milanese ho dovuto amaramente prendere atto che il VELLUTO non solo è ritornato, ma ha preso piede a tutti i livelli (in compenso mi è sembrato di vedere molti meno risvoltini, ma forse è stata solo un’impressione dovuta all’assuefazione visiva…). Una tendenza che ha fatto impazzire le giovanissime, ha fatto venire nostalgia e anche ricordi orribili di adolescenze infami alle mie coetanee, ha sedotto anche le sciure di una certa età, affascinate da quel tessuto retrò…

Ed è subito “Non è la rai”, mentre nello stereo riecheggiano le note delle Spice Girls ed in TV cerchiamo di riesumare le vecchie puntate di Beverly Hills 90210. In fondo è così, si stava meglio quando si stava peggio, le incertezze di un presente nebuloso e di un domani costellato di punti interrogativi le andiamo a compensare con i ricordi di quel passato che al momento ci sembra familiare e rassicurante. E la Moda questo lo sa benissimo. Ecco quindi riapparire il velluto ovunque, in ogni forma e colore, dal classico abitino sottoveste nero alla giacchina rosso mattone fino ai pantaloni a zampa e vita alta blu. Fortunatamente non ho visto la variante bianca, ma temo che sia nascosta da qualche parte in attesa del Santo Natale. Alcuni stilisti si sono impegnati nel proporre linee innovative e forme accattivanti, ma non c’è niente da fare: quell’effetto lucido cangiante e l’aspetto pelosetto-ma-non-troppo ci riportano immediatamente agli sfolgoranti anni 90, quelli dove ci sentivamo fighissime con questo tessuto scivoloso addosso, ma che se riguardiamo le foto adesso…AIUTO!

Però diciamo la verità, il tessuto ha un certo fascino, è l’esagerazione che satura: dopo che ne vedi tanto in giro non ne puoi più!!! Ed è importante che il velluto sia di una certa qualità, altrimenti è davvero brutto. Da non confondere il velluto con sua sorella ciniglia: la differenza tra i due sta nella consistenza del pelo (ebbene sì); il primo è a pelo corto, fitto, compatto e brillante, l’altra ha un pelo più lungo, aperto e morbido. Motivo per cui, da amante dell’effetto “tenero pupazzetto“, ho sempre preferito la ciniglia al velluto…fa più pigiama! 😉 Ma non siamo ancora nel periodo giusto per i pigiamini di ciniglia, molto meglio gli abitini anni 90 in velluto lucido da portare con scarpe pesanti e dettagli di pelle, senza dimenticare il fantastico collarino al collo, altrimenti la citazione storica non riesce completamente!

 Mentre osservo l’escalation del velluto e di tutto il vintage anni 90 tornato prepotentemente in voga, mi chiedo chi e quando avrà il coraggio di tirare di nuovo fuori questi…che a questo punto ci starebbero benissimo. Che dite? 😉 E non dite che non ve li ricordate…

Buon lunedì, scivoloso e brillante come una vestaglia di velluto!

Buccia di Banana/No comment!

Questo fine settimana le mie amiche hanno pensato bene di deliziarmi il momento dell’aperitivo mostrandomi una cosa orribile che sfida quasi le torte partoritrici. A differenza di quelle, che uno se le guarda e se le mangia in santa pace mentre festeggia l’imminente maternità a casa con le amiche, QUESTA cosa uno se la fa di spontanea volontà sul proprio corpo, la porta in giro ed è anche una delle prime cose che si vedono. E io resto sempre più allibita…

Sì, sono unghie. Sì, sono brufoli e sì…

…si schiacciano!!! Un minuto di silenzio…

…e SIPARIO! Perché dopo questa io credo che chiuderò questa rubrica. O_o Buon lunedì!

 

Buccia di Banana/Di calzini di spugna e jeans inesistenti

Sono tornata. Tra uno scatolone da mettere in ordine e la ricostruzione del mio laboratorio, ho preso tempo sbirciando distrattamente sui siti di moda che contano e che danno imperdibili consigli di stile per il prossimo autunno. In fin dei conti non vorrei perdermi dritte indispensabili…;) E sono stata attirata da questo titolo geniale:

E già qui mi si palesa davanti un nordico con calzino di spugna tirato fin sotto al ginocchio che, con le sue ciabattone ortopediche, si gira e dice: “Avete scoperto l’acqua calda, noi è da una vita che andiamo in giro così e ci avete preso per il culo per secoli“. Ed in effetti, come dargli torto. Ripenso poi alle ciabatte di gomma con calzino di spugna, a chi ha avuto il coraggio di indossare le decolleté sempre con il calzino sportivo e alle pioniere che lo hanno messo con il sandalo. Ora, a detta della giornalista, possiamo andare liberi tutti. Cerco di capire il perché…

Cosa significa essere eleganti nel 2017-2018? Vestire in maniera sportiva. (MA DAI?!?) Sì, è questo il fashion mantra del momento, celebrato dai più grandi brand di moda che hanno sposato la tendenza athleisure in maniera totale e totalizzante. Il mood sporty è il dettaglio portante di intere collezioni. E quella firmata Valentino Resort 2018 è l’emblema di come l’athleisure sia la nuova chiave di volta del lusso. E della coolness.”

—>Coolness?!? Vabbè, cerco di andare oltre a questa sbrodolata di inglesismi, alla quale però non mi abituerò mai, e mi informo meglio su questa athleisure, che non è nient’altro che indossare capi sportivi in altre occasioni che non siano la classe di yoga o la sessione in palestra. Praticamente quello che io faccio da sempre, quindi ho scoperto che quest’anno sono pure di tendenza!

Questo look, infatti, è la “prova provata” che le scarpe estive per definizione possono essere indossate ben oltre la stagione calda. E attraverso le giuste possibilità di styling offerte dalla sport couture, i sandali aperti possono diventare le scarpe più cool da sfoggiare anche in autunno e in inverno. Basterà abbinarli con le calze. E con le calze giuste. No, non parliamo di banali calzini in lana o delle solite calze collant. È qui che sta l’audacia e l’essere avanguardisti: puntate sulle calze di spugna. Sì avete capito bene (e vedrete meglio qui sotto), ci riferiamo proprio al calzettoni sportivi a coste, bianchi e con la banda colorata in alto. Sono decisamente il dettaglio estremo e non convenzionale per indossare i sandali più eleganti che avete in maniera totalmente diversa dal solito e per trasformare il vostro ordinario look chic e bon ton in qualcosa che vada oltre i confini e le regole classiche.

E quindi, dopo tutta questa sagra di Cool e Giusto, credo che sia giunto il momento di dare lustro ai calzettoni di spugna della Coop e metterli con i sandali estivi. Sempre che vogliate essere veramente ESTREME e NON CONVENZIONALI. Come tocco di classe, a questo punto, mi sento di suggerire di usare l’accappatoio di spugna al posto del cappotto, così, giusto per rimanere in tema!!! O_o

E vabeh…mentre cerco di farci un pensierino mi imbatto in lei: l’evoluzione del Jeans contro Tigre è la vittoria palese della tigre, che ha lasciato intatte solo le cuciture. Anche qui si tratta di una proposta per gente estrema e non convenzionale, che non soffre il freddo e che non ha paura di rimanere impigliata nei cespugli mentre cammina. Per tutte le altre, ci sono banalissimi jeans interi…

Buon lunedì 😉

Buccia di Banana/Campagne Fashion Why? #10

Elementi di disturbo, dettagli che attirano l’occhio e che in qualche modo risultano fuori luogo. Alle volte sono fatti di proposito, alle volte sono palesemente errori ed altre volte…non lo so, magari sono io che mi fisso sulle piccolezze di certe campagne pubblicitarie che mi fanno l’effetto di un maialino rosa in mezzo ad una galleria d’arte durante un’inaugurazione molto chic. Ma si sa, la moda ama le stranezze! 😉

Brand: Kenzo / Campagna: Zavorre nel deserto

La composizione sarebbe interessante, l’abito multicolor attira l’occhio (e mi piace assai), la location niente di nuovo, eppure queste scarpe zavorra mi distolgono l’attenzione dalla bellezza e mi fanno pensare che sono la nuova proposta anti-vento, per rimanere sempre ancorate a terra!!!

brand: Jacquemus / Campagna: #noprodotto

Bella la foto, sempre accattivante il bianco e nero, momento romantico ed invidiabile…ma voi signori di Jacquemus, cosa vendete di bello? Emozioni, suggestioni o foto a caso?!? 😉

Brand: Sonia Rykiel / Campagna: levami ‘ste piume

Le piume, si sa, svolazzano. Ma quando ti svolazzano in bocca e davanti agli occhi poi il minimo che può succedere è sfociare in un’espressione a metà tra uno strabismo di Venere appena pronunciato, un accenno di terrore ed un sottile “toglimi ‘ste piume davanti sennò te meno“. Chissà com’è andata a finire…;)

brand: alexander wang per adidas / Campagna: post it!

Questi loghi Adidas a testa in giù messi a toppa sulle tette mi fanno personalmente rimpiangere la cara vecchia X di scotch nero. Questi post-it applicati in post-produzione mi fanno scendere tutta la poesia del passamontagna da cattivo…

brand: camper / Campagna: intrappolata nella pelle!

Un po’ horror, un po’ fetish, parecchio inquietante! A prima vista pare un pezzo di pelle messo lì come richiamo, per scarpa e pantalone; poi quando ti accorgi che è un volto intrappolato nella pelle, senza nemmeno un buco per respirare, comincia a sopraggiungere un po’ di ansia e vorresti solo liberare chi c’è lì sotto.

brand: Pepe jeans / campagna: pogando, appoggiando!

Salti spontanei, pose plastiche, tentativi di “appoggio” che lei sembra gradire nonostante l’espressione da giovane scolaretta innocente. Chissà se all’atterraggio sono capitombolati l’uno sull’altra…

brand: calvin klein / Campagna: c’hanno mollato in mezzo di strada

La cricca del circo è rimasta a piedi in mezzo al deserto. Sconsolati, cercano di attirare l’attenzione dei passanti proponendo varianti ridimensionate dei numeri dello show. Ma intorno non c’è nessuno. Solo un’altra pubblicità di Calvin Klein sul cartellone, dove nemmeno i modelli guardano nella loro dimensione. Poverini, verrà mai qualcuno a recuperarli?!? 😉

Buon lunedì!

Buccia di Banana/Inversione di ruoli (il nudo in pubblicità)

Sono quasi convinta che esita una sorta di decalogo appeso nelle agenzie pubblicitarie (e non solo) con dei “punti sacri” che ogni bravo ideatore di campagne deve tenere presente; il primo è “tira più un pelo di figa che un carro di buoi” e il secondo è “un culo vende più di qualsiasi testimonial famoso“. Diversamente non mi spiego per quale motivo per vendere il detersivo per le lavatrici serve una gnocca messa a 90° con le chiappe al vento, per le scarpe servono donne senza veli con indosso orribili stivali e per pubblicizzare mobili si arruola una ragazza che si rotola nuda da una chaise longue ad una poltroncina, sempre in pose molto osè…per dirla in maniera delicata!

Mercificazione? Ma noo, scelte di comodo, in cui non ci si deve spremere le meningi più del dovuto e si prende la via più immediata per catturare l’occhio del consumatore e portarlo direttamente al punto (il perché poi la Zia Pina dovrebbe andare a comprare la poltrona reclinabile da quel mobilificio che mettere le signorine nude nella pubblicità non si sa, forse perché trascinata dallo Zio Gino che spera di trovarcela sul serio). Spesso le donne svestite sono solo il “contorno” di certe scene, nemmeno il soggetto principale, ingaggiate come accessori per ornare l’uomo di potere in completo sartoriale che risulta ancora più ganzo perché ha la ragazza nuda che lo aspetta sdraiata sul divano di pelle di castoro rosso fuoco. Forse per contrastare questa terribile tendenza e ribaltare la storia giocando con le stesse identiche armi o forse solo per divertirsi, l’azienda di completi da donna Suistudio ha presentato una campagna nella quale donne completamente vestite hanno come soprammobili degli uomini…svestiti!

Accessori, props, oggetti di scena usati come tappettini per i piedi, copri-divani o semplici passanti, queste figurine hanno lo scopo di un contorno dominato dalla donna ritratta in pose volutamente plastiche e srafottenti, a significare che i completi, come le posizioni di potere, non sono solo appannaggio degli uomini!

Si tratta di un ribaltone in piena regola nel quale si fa lo stesso gioco semplicemente invertendo i ruoli; l’intento è chiaro, inviare un messaggio nel quale si invita a piantarla con la mercificazione del corpo femminile a scopi pubblicitari, facendo provare la stessa sensazione di “ma cosa c’entra l’omino nudo lì?” anche agli amici uomini (che poi qualcuno ne sia anche orgoglioso lo mettiamo in conto). Per quanto sia di un certo effetto e abbia fatto parlare di sé, alcuni hanno obiettato che si tratta pur sempre della mercificazione di un corpo che promuove una visione di potere sotto forma di dominazione di un altro essere umano (insomma, non è che sei figa solo se c’hai il toyboy a casa), dimenticando che ogni oggettivazione sessuale fatta con l’intenzione di stabilire la dinamica di potere tra i sessi è controproducente alla causa dell’uguaglianza. Ma, come avrebbe detto qualche anno fa quella fuori di testa di Valerie Solanas (scusate, ho visto ieri la 7ima puntata di American Horror Story), il mondo è uomo-centrico e per fargli capire come si sente una donna in certe situazioni (tipo aggredita barbaramente in un angolo nel cuore della notte) bisogna far ritrovare l’uomo nella stessa identica situazione. 😉

Insomma, la ragazza aveva delle idee alquanto estreme, forse non c’è bisogno di arrivare a tanto, forse non c’è nemmeno bisogno di arrivare a fare pubblicità di questo tipo. Forse c’è solo bisogno di utilizzare i mezzi di comunicazione per mandare messaggi di altro genere; messaggi di uguaglianza reale, di rispetto e di valori che siano diversi dal “per vendere c’è bisogno di mostrare il culo” (a volte anche di darlo, ops…), cosa che al momento, anche sui vari social, sembra essere la maniera più veloce per ricevere ingaggi e consensi.

Che ne pensate? Buon inizio settimana… 🙂

Image courtesy: Suistudio Blog

Buccia di Banana/Trucchi pelosi

Ormai non ci spaventiamo più di niente. Ormai siamo avvezze a qualsiasi stranezza questo mondo ci propone. Ormai ci sono talmente tanti “influencer” (sta arrivando il post, giuro) sul web che qualsiasi cagat…ops, cosa venga proposta da chi ha un numero sufficiente di seguaci diventa una tendenza in brevissimo tempo. Fortunatamente, a volte, il famigerato trend si dissolve in tempi rapidi, così come è arrivato, lasciando però tracce del suo passaggio. E’ quello che spero che accada con quest’ultima…cosa…che si è manifestata tra le blogger e non solo che si occupano di trucco e bellezza. Si chiama #NoseHairExtensions e si presenta più o meno così…

…come un ragno multizampa che fuoriesce dalle narici!!! Non facciamoci più inutili domande sul perché una discreta ragazza con 100mila e passa seguaci su tutti i social esistenti un bel giorno abbia deciso di prendere le ciglia finte e, invece di appiccicarle sugli occhi (dove forse già ne aveva messe in abbondanza), le ha messe proprio lì…dentro al naso! Sul suo canale youtube c’è anche un fantastico video dove mostra come realizzare al meglio questo trucco, che immagino sia stato pensato per l’imminente festa di Halloween o semplicemente per infastidire il collega di scrivania al lavoro. 

La cosa interessante è aver mostrato la duttilità di un prodotto che può essere riusato in maniera creativa, basta avere un po’ di fantasia. Inutile dire che dopo di lei la cosa ha spopolato, almeno su instagram, perché la vera cosa che mi chiedo è: queste fanno le fighe sui social, ma poi ce l’hanno la faccia di scendere in mezzo di strada così sistemate? Io credo di sì, però vorrei delle prove 😉 Intanto si limitano al mondo virtuale, dove ci sono infinite varianti del tema: mono-narice, doppia narice, pelo rado, pelo folto, pelo truccato, pelo lungo, pelo in bocca…

Dal punto di vista della liberazione femminile dall’estirpazione forzata dei peli mi sembra comunque una vittoria, dove un pelo in solitaria che spunta dal naso non è più la fine del mondo a confronto di queste ciuffate volontarie; dal punto di vista del make up, del quale mi ritengo un’ignorante totale, non mi sembra niente di grazioso ma soprattutto niente di pratico: ma a queste il naso non cola mai? Perché se avessero problemi di starnuti con muco annesso vedrai nel naso ci si infilerebbero solo lo spruzzino per alleviare i sintomi del raffreddore! 😛

Insomma, di questo passo lo so io in quale altro pertugio le appiccicheranno le ciglia finte…:P Ma non ve lo dico, aspetto che diventi un “instagram trend”!!! Buon lunedì, con o senza ciglia nel naso…

Buccia di banana/Torte splatter (per forti di stomaco)

Ogni occasione è buona per festeggiare, dal più semplice del compleanno fino all’ultimo divorzio (sì, ne avevo scritto un post qualche tempo fa); ma le vie del cake design sono infinite!!! Quando si entra nel campo “futura-neo-mamma” ero rimasta ferma all’importazione del “Baby Shower“, ovvero la festa per il bambino in arrivo, ma ho dovuto amaramente constatare che ci sono state delle dolci e raccapriccianti evoluzioni: torte che partoriscono!

Anche questa nuova usanza è importata da oltre oceano, loro sì che con le feste ci sanno fare. E anche con le esagerazioni. Perché per festeggiare il sacro momento del parto e l’arrivo del nuovo nato un profiterol è veramente una miseria! Ci vuole ben altro, poco importa se questo altro è un incrocio tra un film splatter e un testo di universitario di anatomia con tanto di dettagli e rifiniture. Ed ecco arrivare simpatiche torte a forma di vagina (per rimanere in tema con il trend della stagione) con tanto di teste che spuntano da dentro, accompagnate da tutto il contorno tipico di quel momento felice!! 

Ce ne sono di mille varianti e di tutti i colori: dal parto podalico al cesareo con tanto di mani di chirurgo inserite…nella composizione della torta, fino a quelle con scritto PUSH IT…e subito parte la colonna sonora delle Salt’n’Pepa! (magari) La creatività dei pasticceri, anzi pardon, dei cake designer, è davvero senza limiti e tra sciroppi di colore rosso e paste di zucchero color pelle sono arrivati a fare davvero dei capolavori iper-realistici che meriterebbero di essere esposti al museo delle cere nella sezione “scene di vita vera”. Con placenta o senza…

Alcuni di loro, per rendere il tutto ancora più interattivo, ha escogitato appositi congegni che simulano addirittura il momento dell’espulsione…

E subito passa la voglia di mangiarla!!! O_o Ora, io provo a capirne l’aspetto ludico e sono al corrente che lo splatter, come l’horror, ha la sua nicchia di seguaci da sempre, ma che ad una donna che sta per partorire tu le proponga un bel dolce con ritratto ciò che la aspetta (o che ha appena passato), ecco, mi sembra davvero poco carino. In ogni caso, contente loro…io continuo a preferire un bel babà!!! 😉

—>Per maggiori informazioni sui gruppi di mamme estreme vi consiglio di seguire, per chi non lo conosce, il Signor Distruggere. Lui ha la faccenda molto più chiara di me…

Buccia di Banana/Big Crocs e Gommolandia

Volevo ignorare completamente le sfilate ed accontentarmi dei variopinti soggetti che animano le mie domeniche al mercato di San Joan  (personaggi meravigliosi così al naturale, mica ‘ste fashion blogger costruite dell’ultima ora), poi mi è caduto l’occhio su alcune foto ed articoli e sono stata costretta, per dovere sociale e morale, ad approfondire. Ed ho capito una cosa: se esiste una cosa brutta, c’è il verso di farla diventare ancora più brutta. Come? Così…

Potete dirmi quello che vi pare sulla scarpa di gomma in questione: che è comodissima, che per lavoro le DOVETE indossare, che per il mare sono perfette (?), che il dottor stranamore in Grey’s Anatomy è fighissimo anche con quelle ai piedi, che in fondo sono simpatiche e che dopo che le tieni ai piedi per 8 ore di fila con il caldo e senza calzini non ti puzzano i piedi (scusate, ma su questa cosa ho dei dubbi); però non sono proprio il tripudio dell’estetica e della bellezza. E se la partenza non era un gran che, vorrei chiedere al signor Balenciaga (sì, quello delle borse che tutte vorrebbero ma che, ahimè, costano un tot) per quale motivo ha pensato che mettendoci sotto quei 10 cm di gomma in più la cosa sarebbe andata migliorando…



Forse per rievocare i vecchi zatteroni anni 60 o semplicemente per far salire in passerella queste scarpe che sono state rimpastate in tutte le maniere: a stivaletto, con il pelo dentro, con gli accessori da incastrare dentro ai simpatici buchetti frontali…le hanno provate di tutte, ma non erano mai all’altezza! Ora sicuramente lo sono, all’altezza giusta dalla quale fracassarsi un malleolo nel malaugurato caso che un furetto attraversi il marciapiede sul quale state camminando e vi colga di sorpresa, facendovi precipitare da quintali di gomma. In caso di pericolo, però, possono sempre essere utilizzate come arma da lanciare dietro ai cattivi, anche se con il total look da Sponge Bob credo che nessuno abbia il coraggio di avvicinarsi…;)

In realtà il caro Balenciaga non è stato il primo ad esprimere la sua ammirazione per il mondo Crocs e proporre la sua personale versione; nel 2016 ci ha pensato il designer scozzese Christopher Kane a far sfilare questa fantastica versione marmorizzata arricchita da minerali, fiori e pietre più o meno preziose. Ora non so quale mi sembra peggio…

In entrambi i casi (e non solo) mi sembra che gomma sia la parola chiave da qualche stagione a questa parte. Mentre alcuni cercano di spingere per una moda sostenibile e che non intossichi il pianeta, fior fiori di designer hanno pensato bene di proporre ANCORA calzature stilosissime con un contenuto di plastica decisamente prepotente: bentornati a GOMMOLANDIA

Sempre con la solita, inconfondibile e delicata FINEZZA. Però in fin dei conti sono perfette per saltare nelle pozzanghere di fango come Peppa Pig ci ha insegnato bene…O_o

Buon lunedì…senza Crocs, vi pregoooo!!!

Buccia di Banana/Borsine Pancine

L’essere umano è buffo, invece di apprezzare quello che possiede è sempre a caccia di quello che non ha!!! Chi ha i capelli lisci li vuole ricci, chi ha i muscoli preferisce le curve, chi è bionda vuole essere castana e chi è senza tette le vuole a tutti i costi. Tra i cambiamenti definitivi e l’accettazione totale del proprio essere, si sono infilate loro: le fantastiche protesi rimovibili ed anche utili! Calze con i rinforzi per alzare le chiappe, mutande con l’aumenta pacco, tutti i vari push-up del caso e da oggi anche lui: il fantastico panza-marsupio!!!

Perché se prima l’obiettivo era avere “pancia piatta e muscoli scolpiti“, adesso l’uomo vuole cavalcare l’amore per il Dad Bod (qui un post che avevo scritto sull’argomento), ovvero mostrare fiero la pancetta. Ma non tutti sono in grado di coltivare la pancina a suon di schifezze, birre o alimentazione poco corretta; quindi per i salutisti è arrivata la dad-bag, un marsupio a tratti geniale a tratti inquietante, a forma di pancia. Gonfia, prominente ma dalle infinite sfumature…

Perché ci sono pance e pance, chi la vuole con il pelo, chi senza, chi più morbida e chi addirittura multi-rotolo! Ovviamente, per interpretare in pieno questo stile, bisogna indossare questo accessorio nel modo giusto, che se lo metti sopra ai pantaloni e via non funziona. Il segreto per mostrare una bella pancia è immedesimarsi in questa situazione: mettere magliette corte (o arrotolate sopra al marsupio in maniera verosimile) e adottare anche una postura adeguata, pancia avanti e schiena dietro. Se poi parte anche una grattata signorile di tanto in tanto il successo è assicurato!!! 

Fortunatamente (o no?) il progetto è ancora in fase di finalizzazione, ma se volete sostenere il progetto e sapere quando saranno finalmente pronti, sperando entro natale per fare un bel regalo al fidanzato secco come un’acciughina, questo è il sito! E se vi sembra un’invenzione del cazzo, è perché non avete visto questa perla di alta gioielleria dedicata a tutte le donne raffinate, con stile e che sanno esattamente quello che vogliono. Ed io stamattina vi lascio così…;) Buon lunedì!

 

 

 

Buccia di Banana/L’anno della passera

Da quando ho pubblicato il post sulle vaginail nel giro di pochi giorni mi sono piovute addosso diverse segnalazioni con lo stesso tema: la vagina! Pare che l’organo femminile in questione non debba più rimanere nascosto e segreto, ma può essere applicato ed utilizzato in vari modi, dalla pasticceria, alla gioielleria fino alla moda. La passera è diventata decorativa!!!

La tendenza arriva direttamente dalle passerelle di New York, dove il brand Namilia per la prossima estate 2018, oltre a consigliarci questo ritorno al modello torta gigante, ha realizzato delle realistiche applicazioni 3d chiamate “labia of love” (un nome a caso) per decorare giacche e vestiti dallo stile romantico. Elegante anche la lavorazione della pussy-applicata: raso lucido, con sfumatura dal rosa chiaro al rosso intenso (giusto per non perdere il realismo), graziosi ciuffi di candida organza e pizzo ed una piccola perla, proprio lì a simulare un clitoride (o un piercing?!?)

Ma la giovane promessa della moda non si è limitata ad applicazioni e decori ripetuti che si trasformano in veri e propri pattern su abiti vittoriani opportunamente rivisitati con aperture a caso; avreste mai immaginato la vagina come una grossa manica a sbuffo? Io no, ma lei sì ed eccola lì, una passerona oversize parlante a fare la manica di un giubbotto alquanto singolare…

Inutile dire che l’interno broccato rende tutto molto più glamour… 😉 Per chi non se la sente di indossare capi così appariscenti ed espliciti, ecco un accessorio per tutti i giorni, un pochette decisamente figa

…pronta a custodire ogni vostro segreto più intimo! (un minuto di silenzio) Apprezzabile lo sforzo interpretativo delle diversità cromatiche e dell’acconciatura: dal cespuglio al mohicano ce n’è per tutti i gusti. Il tampone è un gadget omaggio per chi ne compra almeno due…in fin dei conti mica ci potevano fare un portachiavi…o forse sì?

L’originalità è assicurata, così come gli sguardi che sicuramente cadranno sui portatori di questi oggetti dal fascino intramontabile. Ora mi rimane da capire l’origine di questa ondata di passere fashion. Perché alla storia della ribellione e dell’affermazione della donna in nome di un femminismo spinto non ci credo. Che ci sia bisogno di tirare fuori le passere per combattere gli stereotipi e liberare la figura femminile mi sembra una gratuita provocazione modaiola. Meglio tirare fuori le palle (metaforicamente parlando) e cominciare ad impegnarsi con gesti concreti. O no? 😉

Detto questo ho solo il sospetto che la vagina-applicata prenderà moltissime altre forme; dopotutto questo è il suo anno! O_o Buon lunedì!