Buccia di Banana/Campagne Fashion: Why? #13

Quando si parla di “pose plastiche” nelle campagne pubblicitarie c’è una categoria di abbigliamento che vince su tutte: quella dei costumi da bagno! Lo so che la primavera si è appena manifestata e che l’idea del mare è ancora lontana, eppure a me è caduto l’occhio sulle pubblicità dei costumi. Il costume in sé parla di acqua salata, di spiagge, di sole, di libertà, della magia dell’estate, di pelle scoperta idratata da creme solari. E fin qui tutto bene, moltissime campagne pubblicitarie sono orientate in questa direzione di freschezza estiva, con signorine che sfoggiano bikini colorati o interi intriganti in una maniera elegante. Altre invece decisamente NO, che conservano quel retroscena sempre sul filo dell’erotico-sessuale a mio parere gratuito. Voglio dire, già nella pubblicità dei costumi da bagno di pelle esposta ce n’è tanta, giustamente il capo è quello lì,  ma c’è davvero bisogno di far posare le modelle a 90° o a gambe larghe?!? Non è che in quel preciso punto-passera c’è qualcosa di fondamentale per capire la vestibilità o i decori del bikini, quindi qual è lo scopo finale?!? Di sicuro non quello di emulare pose in cui normalmente le donne prendono il sole o stanno lì a chiacchierare con le amiche mentre provano ad abbronzare l’interno coscia che sennò rimane bianco. Lo so, la domanda è retorica, ma ancora una volta mi domando e dico: c’è davvero bisogno di caricare sessualmente il corpo femminile in ogni sua esposizione? Si vendono più costumi così? Mentre mi ponevo queste domande ieri scorrendo immagini di campagne di bikini, mi è arrivata sotto gli occhi la notizia di una surfista britannica, Sophie Hellyer, che ha deciso di gareggiare con la muta integrale e non più con il costume da bagno perché anche in quell’ambiente si valutano più i cm di pelle esposta che la vera abilità nel cavalcare le onde. In più, aggiunge la surfista, le ragazze che surfano in bikini finiscono sulle riviste, quelle con la muta no. Effettivamente saranno anche più sexy con i costumini che fanno capolino dalle onde, ma stiamo parlando di culi o di sport?!? Per capire di cosa parlo vi lascio immagini e aspetto commenti…

Brand: Vari di costumi da bagno / Campagna: open…quando le gambe aperte sono un di più!

Insomma, i costumi si possono fotografare anche così…

Buon lunedì…;)

Buccia di Banana/Quando l’unicorno sfugge di mano

Gli unicorni esistono e sicuramente si paleseranno in un momento di buio cosmico per salvarci dalla distruzione e portarci via in un mondo fatto di arcobaleni, morbide nuvolette e glitter colorati non inquinanti. Nel frattempo, oltre all’invasione iconografica dell’animaletto in questione in tutte le forme e varianti, da quello serio a quello buffo in versione cartone animato fino all’ibrido incrociato con qualsiasi altro animale, stanno arrivando tutti i trucchi per trasformarsi esteticamente nell’animaletto magico dei sogni. Ecco cosa si può fare…

Da donna a unicorno in pochi passaggi 

1-L’artiglio, pardon, le unghie sono molto importanti. E se ormai la nail-art è praticamente senza confini, ecco che elaborazioni di questo tipo, con gli opportuni tutorial, sono alla portata di tutte…quelle che hanno una pazienza infinita e anche un attimo di manualità. Sul fattore comodità ormai non mi esprimo più, la moda sembra non essere pensata per questo. Figurati il mondo del beauty 😉 In ogni caso, con ricciolo o a punta, l’importante è scegliere smalti iridescenti e sbrilluccicanti di colori tenuti. Pratiche e utili, soprattutto in mancanza dell’apribottiglie 😛

Foto Credit Kiara Sky Nail 

Foto Credit Allure Nails

2-L’occhio vuole la sua parte. Vietato accontentarsi di un mascara qualunque, anche se color rosa unicorno. Ci vuole quel tocco in più, preso direttamente dagli avanzi dell’albero di natale. No, non sto scherzando. Avete presente i capelli d’angelo? Filini dorati e colla e via, uno sguardo brillante…

Foto Credit Coolgirlwearmugler

da completare con delle sopracciglia…reali!!! Avevamo già capito che le sopracciglia erano la mania di quest’anno, ma non avete idea della piega che ha preso questa tendenza (credo di dover far un altro post-apposta). Questa è la variante regale, dove le sopracciglia vengono trasformate direttamente in una corona, con tanto di brillanti. Insomma, se ci trasformiamo in unicorno, almeno facciamo le Principesse, no?!?

Foto Credit Sofie Peterseen

3-Pelle da Unicorno! L’unicorno non va in giro color pelle e non usa, per scelta, né BB cream, né fondotinta. Al massimo un po’ di cipria…bianca. Ma per avere il bagliore unicorniano bisogna munirsi di evidenziatore olografico, da aggiungere assolutamente alla collezione di trucchi. Si applica semplicemente con una spugna o direttamente a mano (non manciate a cinque dita, ne bastano uno o due…di dita) sulle guance, gli occhi o il corpo sulla pelle nuda. Occhio a quali punti si evidenziano e come…che qui a esagerare è un attimo!!!

Foto credits:@Killahcamz

4-Body Glittering!!! Se l’evidenziatore non è abbastanza, ecco che la vecchia tecnica di inzupparsi nei glitter ritorna particolarmente utile per questa trasformazione. Anche qui abusare è facilissimo, quindi consiglio sempre parsimonia e buonsenso…anche se il potere inquinante dei glitter è talmente forte che lo limiterei al minimo. Ti immagini poverino l’unicorno che si lecca i glitter sparsi in acqua e muore soffocato?!? Non è carino…

Foto Credit The Gipsy Shrine

5-Criniere da unicorno! Capelli e code sono il tocco finale, quello più importante, quello che svolazza quando gli unicorni si librano in volo nel cielo o corrono liberi nelle sconfinate praterie incantate. Su questi non posso spendere parole cattive, mi piacciono…l’unico rammarico è che avendo una base scurissima devo solo aspettare di imbiancare completamente prima di procedere con questi riflessi tenui e da fatina. Nel frattempo continuo a fare la strega…:PFoto Credits Pravana 

Ora i trucchi li avete tutti. Che il potere e il look da unicorno sia con voi in questo lunedì di quasi primavera! Buongiorno…

Buccia di Banana/L’oggetto che non mancava #3: zip e finestre…con i jeans!

Il mondo del denim è sempre in continua evoluzione (o involuzione?!?) e gli amici stilisti cercano sempre nuove ed esilaranti soluzioni per farci essere sempre più di tendenza, strani, alternativi, interessanti. Già c’è stata questa rivoluzione dei nomi che mi lascia sempre più perplessa, boyfriend, mom, girlfriend jeans?!? Insomma, non li potevamo chiamare stretti, larghi e dritti come al solito invece di chiamare in ballo tutta la famiglia? (aspetto a gloria i granny jeans, quelli della nonna). Nomi a parte, ho sbirciato nelle ultime produzioni e temo che di queste due simpatiche varianti se ne poteva benissimo fare a meno…

Il jeans con le finestre effettivamente ci mancava! Dopo averli strappati, dilaniati, distrutti e sbriciolati, ricomporli in una maniera più ordinata va anche bene, ma il dettaglio stilistico che fa la differenza non deve veramente mancare. Ed ecco che appaiono le finestre sul ginocchio, che poverino anche lui sentiva la necessità di affacciarsi sul mondo, in una praticissima variante in plastica!!! L’effetto serra è assicurato ed incluso nel prezzo. Il “clear knee mom jeans”, messo sul mercato da Top Shop per appena 95 pound, sembra aver riscosso un successo incredibile e si è meritato già l’appellativo di “jindows“. Insomma, per tutti gli esibizionisti della sexy rotula questo è il modello definitivo, ma per gli altri le finestre possono anche restare chiuse. E poi insomma, c’è bisogno di altra plastica pure nei pantaloni?!? A questa mia stupida domanda la moda mi ha risposto così…

…e qui mi silenzio, io e le mie perplessità da “vecchia“, mica sullo stile, del quale ormai non discuto più, ma della praticità, il sudore, i funghi, i micro organismi che si annidano e formano famiglia nelle cuciture…Per me è NO! 😉 Così come mi lasciano perplessa loro…

I jeans zippati sono un’altra proposta super cool per le amanti delle cose alternative…e nemmeno troppo comode. Perché avete presente questa mega-zip di metallo che gira sotto alle parti intime per poi passare in mezzo alle chiappe e finire direttamente sulla schiena…senza nemmeno un cinturino in vita? Ecco io mi immagino la noia al solo pensiero…ed una sensazione di fastidio mi assale. Poi mi appare anche l’immagine della zip che malauguratamente si rompe, di un piegamento che affonda troppo e del pantalone che si apre in due lasciandoti con il culo di fuori!!! Carino, no? Per soli 148 pound si può correre questo rischio ma essere spaventosamente di tendenza 😉

E visto che sulle zip ci devono essere i saldi, ecco la versione estrema e apribile al 90% dei jeans zippati. Il prezzo sale decisamente, ma anche il tasso di figaggine universalmente riconosciuto dal mondo della moda e dai suoi seguaci 😛

Io continuo a preferire le cose comode, la non praticità mi è sempre rimasta indigesta. E secondo me ne potevamo anche fare a meno. Voi che dite?!? Buongiorno…

Buccia di Banana/Occhiali al buio

Le fashion week si stanno alternando pericolosamente, tra sfilate, fiere e nuove tendenze di strada che si fanno avanti grazie ai soliti precursori con le sembianze da blogger/influencer/addetti ai lavori. Ma non sono i soli a lanciare nuovi trend, tanto che una delle ultime fashionissime tendenze arriva direttamente dalla moglie del presidente degli Stati Uniti e già conta uno spaventoso numero di adepti. Parliamoci chiaro, non ha inventato niente, solo riempito di glamour quell’abitudine un po’ truzza di portare gli occhiali da sole…anche al buio!!!

Ebbene sì, se fino a qualche tempo fa portare le lenti da sole post-tramonto era un vezzo da discotecari convinti o segno di un’operazione all’occhio per la quale era opportuno averlo coperto, grazie alla signora Melania è diventata una vera e propria tendenza, socialmente ammessa a tutti i livelli. Sono frequenti le volte in cui la first lady è stata vista in giro con l’occhiale scuro, sia per strada che in eventi mondani, tanto che questa usanza è stata già allegramente battezzata “Effetto Melania“. Questo non farà felice il caro Karl (Lagerfield), che le lenti penso non le levi nemmeno quando va a letto e nemmeno la sua amica Anna (Wintour), che anche lei è tutt’uno con i suoi occhiali.

<> the Karl Lagerfeld store opening on September 4, 2013 in Munich, Germany.

I primi ad approfittare di questa golosa tendenza sono stati i giovani tra i 15 ed i 18 anni, autorizzati da personaggi importanti a darsi “un tono” per andare a ballare in discoteca, ma la cosa ha attecchito anche per gli over30 (e pure per gli over40, arrivando anche alle 50enni). Le disco non sono l’unico luogo deputato allo sfoggio degli occhiali, ma sembra di possano portare ovunque: per strada, al ristorante (al ristorante no, dai, è veramente  da maleducati!!!), in aereo, alla guida di una macchina (ma ti pare il caso di peggiorare la visione buio su buio?!?) e addirittura tra le mura di casa (se va bene a chi convive con lei/lui…mah). Insomma, tutti autorizzati a mascherare la sbronza della sera prima con un bel paio di lenti scure 🙂

La scusa del “cosi si riposa l’occhio è ancora quella più utilizzata per giustificarsi, i più sinceri ammettono che “quel look mi conferisce un’aria interessante”, mentre qualcuno lo fa addirittura per  “apparire in modo più cool sui social“.  Quello che è indubbio è che coprire gli occhi rende più interessanti donando quell’alone di mistero e di fascino che non sempre abbiamo a volto scoperto, emulando l’usanza di divi&dive come John Lennon, Audrey Hepburn e Steve McQueen. Adesso si potrà anche dire a chi fa notare che alle dieci di sera dentro al pub gli occhiali da sole sono inopportuni e ridicoli che “Sei veramente OUT, sono l’ultima tendenza“!!! E cala il sipario, anche lui con un bel paio di Rayban specchiati anni 90…

Per incrementare l’usanza un duo milanese si è addirittura inventato gli occhiali da luna, per migliorare la visione notturna e non andare a sbattere negli spigoli perché tra buio e occhiali non ci si vede una mazza! Si chiamano Imoon project e promettono spettacolari viste al chiaro di luna…in tutte le sue fasi (esistono 4 modelli con 4 lenti diverse per le specifiche fasi lunari).

Insomma, per vedere gli occhi di una persona bisognerà aspettare che si lavi la faccia o che entri in doccia. E non è detto…Ah, bei miei tempi in cui gli occhi erano lo specchio dell’anima e le anime non avevi bisogno di nasconderle in continuazione per sembrare più figo…Buongiorno, ridiamoci su in questo lunedì grigino…

Buccia di Banana/Campagne Fashion: Why? #12

Mica facile doversi sempre inventare qualcosa di nuovo! Ma questo è l’arduo (e divertente) compito di Art Director, Stylist e gente del marketing che almeno una volta ogni sei mesi si devono ingegnare per dare vita a nuove ed accattivanti campagne pubblicitarie. In fondo la pubblicità dovrebbe essere un modo per creare un immaginario, raccontare una storia, per accendere un desiderio e suggerire emozioni a chi le guarda (per poi farle avvicinare al marchio e al prodotto). Ogni tanto le cose vanno a buon fine, altre volte no, altre volte ancora, quando non si sa dove andare a parare, è facile ricadere sulla cosa che attira più di tutte: la top…volevo dire, il corpo femminile. Per la prossima estate sono stati tanti i marchi, soprattutto quelli del settore scarpa, da sempre oggetto del desiderio femminile, che sono ricaduti sulla coscia, anzi, sullo STACCO DI COSCIA. Che è diverso dalla gamba in sé: lo stacco di coscia è qualcosa in un più di una semplice gamba messa in mostra, è esso stesso un fattore desiderabile (chi è che non vorrebbe una gamba lunga e ben costruita?), è una provocazione aperta, è un “io ce l’ho e te no“, è sicuramente un bel vedere e una trovata ottima per mostrare il prodotto. Però, con queste lunghissime gambe ben tornite, lucidate a puntino, fluidificate come si deve grazie ai filtri di un fotografo abile e paziente, si rischia: A-che una/uno si fissi solo sulle cosce senza prestare attenzione al prodotto; B-che una si sfavi e volti pagina direttamente perché stufa di modelli inarrivabili e che generano, a volte, anche quel non so che di invidia/frustrazione/maledettecoscelunghemaperchéiosonoaltaunmetroe’nabanana!!! Bene, ma non benissimo. E ora facciamo un esperimento: guardate le foto in sequenza, poi chiudete gli occhi e provate a ricordarvi qualche dettaglio delle scarpe che avete visto. Secondo me l’unica foto che potrebbe rimanervi veramente impressa è l’ultima. Per tutto il resto ci sono solo della grandi gambe lunghe…

brand: vari, quasi tutti di calzature / Campagna: Stacchi di coscia vs Cosce senza Stacchi

Poi ci sono anche quelle che le cosce pare se le stacchino…

E quelli che invece preferiscono usare cosce senza stacchi e corpi “comuni”. Anche se quei boxer da uomo in quanto donna non li metterei mai, almeno ho apprezzato la scelta di modelli estetici alternativi 😉 Bravi Original Penguin!

E ora ditemi: di che colore aveva le scarpe la signorina della sesta foto? (non vale sbirciare indietro) 😉 Buon inizio settimana a tutti, coscia lunga e gambe corte!

Buccia di Banana/Quando la rete fa capolino

Qualche sera fa ero a cena con degli amici in provincia di Livorno. Accanto a noi si siedono tre ragazze giovani e carine; mentre io continuo a sproloquiare (ero girata di spalle), il mio amico mi fa notare un dettaglio stilistico. Questo…

…mi lascia lì per lì perplessa, poi il giorno dopo vagando su Instagram, ne ho viste parecchie simili e allora ho dovuto constatare che si trattava di una tendenza vera e propria, così sono corsa a documentarmi sul perché le calze a rete si devono portare sotto ai jeans che spuntano di almeno 5/10 centimetri sopra la vita del pantalone. Ovviamente abbinate con qualcosa di corto che le faccia vedere, tipo la famosa maglietta tagliata (o crop top).

Dunque, andiamo con ordine. La calza a rete maglia larga esiste da un bel po’, prima appannaggio di ballerine di burlesque e gente di teatro, poi sdoganate negli anni 80 da una spavalda Madonna che le ha usate in chiave sexy, rock e anticonformista. Pure un po’ incazzata. Ora che gli anni 80/90 sono stilisticamente ritornati in auge, sono tornate anche le grossi reti nere che fanno capolino da tutti gli spiragli lasciati aperti: dai buchi dei jeans strappati, sotto alle gonne, con gli shorts ma senza tacchi (che se no c’è il rischio di diventare volgari) e anche tra la fine del risvoltino (sì, ancora) e l’inizio della scarpa.  E fin qui tutto più o meno bene. Tra gli autorevoli consigli di chi raccomanda questa tendenza mi hanno fatto particolarmente ridere:

Indossare con il look bon-ton: perché no, se vi sembra di essere troppo seriose. Aggiungere un po’ di pepe non fa mai male.” Già, perché mai rinunciare al pepe…

“Con la gonna di jeans, in versione rock, nella versione che più si addice a queste calze. Attente a dove e come indossate questo look. E’ frizzantino e fa un po’ “ragazzina”.” Quindi, care over35, state bene attente a dove ve le mettete, per non trovarvi schiere di 25enni che vi corrono dietro…

Poi ho trovato:A vista, fuori dai jeans: se siete attente ai personaggi più in vista su instagram, avrete notato questa piccola mania. Le calze a rete che spuntano dai jeans, fino sopra l’ombelico, come fossero un accessorio. La pancia deve essere ovviamente super piatta.

Ecco, carini no?!? Il giornalismo che mi piace: quello che ti informa sulle novità, che ti dice come metterle al meglio e che ti fa venire la paranoia sulla pancia nemmeno piatta, SUPER PIATTA che devi avere per andare in giro con le calze tirate su fin sotto alle tette!!! Voglio dire, vaglielo a dire tu alla ragazzina che vuole mettersi giù come le sue amichette ma magari ha un po’ più di pancia ed esce fuori come la mortazza nella rete per poi farsi venire le paranoie…

Insomma, secondo me se ne poteva fare a meno. Così come potevamo fare a meno di questi…


A vista, solo sulle caviglie scoperte, con dei jeans fringed e un mocassino. Il contrasto è davvero d’avanguardia!” Quindi se volete puntare sull’avanguardia, la strada dicono si questa. Io al momento preferisco rimanere sul retrò/vecchia scuola andante. Voi che dite? Vi piacciono queste calze/calzini con elasticone di rete a maglia grande?!? 😉 Parliamone..e buon lunedì!

Buccia di Banana/SopraccigliONE Mania

Ricordo ancora quando mia zia, la sorella di mamma, mi prese sotto le sue zampe, avrò avuto forse sedici anni, ed iniziò gentilmente ad intervenire sulle mie sopracciglia: “dai, che te le sistemo un po, che non ti si può vedere con tutti ‘sti peli sopra agli occhi“. In effetti di peli superflui lassù ce n’erano diversi (sono donna del sud, dopotutto), ma da quel momento in poi mi sono dovuta preoccupare, relativamente eh, anche si sistemarmi periodicamente l’arcata sopraccigliare (maledette schiavitù estetiche). Ma i miei spinzettamenti bi-settimanali non sono niente in confronto alla sopracciglia-mania che sta lentamente trasformando volti femminili in mascheroni con sopraccigliONE esageratamente…FINTE!!!

Un conto è curarsi le sopracciglia per avere il volto sistemato, un conto è lasciarsi sfuggire la cosa di mano. Ma andiamo con ordine: il trend si è fatto spazio nel corso delle stagioni grazie a persone/personaggi che hanno naturalmente delle sopracciglia parecchio folte, come l’immortale Frida o la vivente Cara Delevingne, discreta fanciulla che i peli sopra agli occhi ce li ha così, di fabbrica; fatto sta che in poco tempo il look ha fatto tendenza ed ecco che in tante hanno sentito l’esigenza di dare un tono folto e ben definito alle proprie sopracciglia. E fin qui tutto più o meno bene; la cosa, però, è diventata una vera e propria follia comune con il risultato che, per ottenere lo stesso effetto, la naturalezza (seppur costruita) sia stata mandata a quel paese, lasciando spazio a cloni tutti uguali dall’aspetto dichiaratamente finto!

E salta subito all’occhio:

Le sopracciglia sono perfettamente identiche e simmetriche! La cosa, in natura, non è possibile! Siamo asimmetrici, tutti. Ricreare la simmetria perfetta fa sembrare lo sguardo di bambola…morta! Anche cromaticamente, avere lo stesso colore bello pieno dall’inizio alla fine non è assolutamente naturale.

Le sopracciglia sono uguali tra tutte quelle che se le ritoccano! Che senso ha essere tutte uguali e riproporre lo stesso disegno di sopracciglia sopra un volto dove non c’incastra niente?!? Va bene la tendenza, ma l’unicità e la particolarità del singolo, dove ce le mettiamo?

Contorno disegnato con l’accetta! Spesso, per farle grandi, vengono definite a colpi di machete invece che di matita, con il risultato di aver contorni super definiti che rasentano il ridicolo. Sfumarle un pelo, no?!? E anche di averle troppo piene: ora, tra un pelo e l’altro c’è anche dell’aria, solitamente, farle piene piene non darà l’idea che siano state fatte con un marker punta piatta? O_o

Per alimentare questa tendenza e ricavarne il solito guadagno le aziende cosmetiche si sono inventate delle linee appositamente per le sopracciglia (e io mi chiedo: dalle gambe i peli li combattiamo e sulla faccia invece gli facciamo gli impacchi nutrienti e i bagni di colore? C’è sempre qualcosa che mi sfugge…): Diego dalla Palma ha pensato di proporre The Brow Studio, una linea composta da 14 prodotti e 4 accessoriper permettere a ogni donna di realizzare le sopracciglia più adatte al proprio volto“. Vuol dire chimica e plastica al servizio delle cazzat…ops, delle donne e della bellezza! Però GLI ESPERTI consigliano anche di non andare subito con la copia-fai-da-te; per impostare la forma meglio affidarsi alle mani di un professionista: ecco nascere i Brow Bar e le Brow Station, nati appositamente per consulenze altamente qualificate sui peli dell’arcata sopraccigliare. E va beh…

Per chi vuole una soluzione pratica e semi-definitiva, i tattoo per le sopracciglia, detti anche dermopigmentazione, hanno fatto passi da gigante, garantendo un risultato ottimale che non vira al verde o al blu come in passato grazie agli inchiostri biologici. E vai di mattonate che durano addirittura un anno. Insomma, per assecondare il desiderio di uno sguardo intenso e penetrante le hanno pensate tutte, anche quella di farsi le extension alle ciglia con soffici e leggerissimi PELI DI VISONE da inserire tra quelli propri sia in versione “one to one”, un pelo per volta, o in versione 3D, a ciuffi. Insomma, credo di aver capito che la parola chiave del mondo beauty di quest’anno è FOLTO. Chissà se vale anche per i peli della pass…BUON LUNEDI’ 😉

Buccia di Banana/L’oggetto che non mancava #2: i capezzoli finti

Sulla terra ci dev’essere del silicone che avanza; infiniti giacimenti di questa sostanza che sgorgano a fiumi e che devono assolutamente trovare il loro posto nel mondo, meglio se impiegati per rendere più attraente il corpo femminile, ma nel caso anche usato per sigillare le docce di casa va bene. Altrimenti non si spiega il perché di due prodotti, uno l’opposto dell’altro, messi in commercio in tempi diversi ma con lo stesso destinatario: le tette! Entrambi utilissimi e dei quali sentivamo la mancanza: i copri-capezzoli e i capezzoli finti. Andiamo con ordine…

Ora, tutto il genere femminile, chi più chi meno, chi molto di più e chi tanto meno, è dotato di tette; queste, a loro volta, indipendentemente da colore e forma, sono dotate di capezzoli. Questi ultimi, poverini, non hanno mai fatto male a nessuno, anzi, hanno sfamato intere generazioni (tra cui molto probabilmente anche colui che si è inventato questi fantastici oggetti) e regalato piacere a svariati esseri umani, sia uomini sia donne. Eppure, ad un certo momento della storia, i capezzoli sono stati incriminati, perché a volte si permettevano di spuntare da sotto ai vestiti e fare capolino, provocanti e malandrini, andando a solleticare fantasie e provocando incidenti diplomatici e fisici, di automobilisti distratti da un bel paio di tette. Quindi, TAPPATELI: ed ecco arrivare sul mercato pronti prontissimi i copri-capezzoli, ma non quelli carini che si usano nel burlesque o nelle serate hot, no! Dei piattelli in silicone con il compito preciso di nasconderli dalla vista del pubblico…evabbè, ce ne siamo fatte una ragione, nonostante ci abbiamo fatto venire ‘sta paranoia che il capezzolo che si vede è il MALE (mentre poi continuano ad imperversare i concorsi di Miss Maglietta Bagnata)!!!

 

Qualche mese fa, invece, si è risvegliata la compagnia Just Nips for All a portare sul mercato i capezzoli finti-attacca-e-stacca per avere scollature provocanti. Sì, avete capito bene: via i reggiseni e vai di cerotti capezzolati per averli sempre ritti, orgogliosi…e finti! Acquistabili con soli 10 € sono disponibili in vari colori e in due varianti: quella “cold“, fredda, abbastanza evidente e ritta e quella “freezing“, ghiacciata, con praticamente uno spillo al posto della tetta! Chi sente comunque il bisogno del reggiseno ma non vuole rinunciare a questo fantastico effetto che sta spopolando sul web e tra le star di Hollywood (che sono sempre sinonimo di stile e raffinatezza, ricordiamolo), arrivano le coppe imbottite all’interno e capezzolate all’esterno. Consigliato per l’estate, quando il caldo avanza e il capezzolo si affloscia, si vedono anche sotto ai maglioni. Insomma, la morale della favola è che con i vestiti addosso non ci sono più certezze: qualunque cosa potrebbe essere finta!!!

Questo è un chiaro esempio di come il mercato manipola usi e costumi per venderci costantemente cose spesso INUTILI!!! E direi che di capezzoli, quando si vedono e anche quando si nascondono, ci possono bastare i nostri, no!?! O_o

Per segnalarmi i vostri oggetti inutili o consigliarmi bucce di banana: marina@morgatta.com 😉

Buccia di Banana/Campagne fashion: why? #11

Stagione nuova in arrivo, campagne pubblicitarie che iniziano a sgomitare tra le pagine delle riviste e sul web per farsi notare, catturare l’occhio ed acquisire nuovi potenziali clienti. Le varietà sono diverse, ma in questo caso un comune denominatore mi è subito saltato all’occhio: per la nuova stagione i brand ci suggeriscono di fare sport! Vestiti di tutto punto o anche solo con le scarpe ai piedi non ha importanza; quello che conta è seguire questo simpatico allenamento con costanza e dedizione! 😉

BRAND: vari /Campagna: THE FASHION WORKOUT, allenarsi con stile

Cominciamo con un po’ di stretching! Che a freddo poi si rischia di farsi male. La variante con i piedi a mollo pare che sia un toccasana per la circolazione, soprattutto se l’acqua è ghiacciata. I vestiti da contadinella…vabbè, quello vedete un po’ voi!

Le seggiolina! Un esercizio statico per i quadricipiti da tenere almeno per 40/50 secondi. La signorina in questione è pigra e non sta eseguendo alla perfezione: il culo dovrebbe essere appoggiato alla parete e le gambe con un angolo di 90°…ovvia, piegati un attimo di più così magari serve a qualcosa!!! 😉

Affondi! Sì, ho capito che hai il tacco scomodo, che sei su un terreno sconnesso, che ti sei zavorrata con un quintale di palline, ma la mano a terra NO! Che sennò l’esercizio non è efficace!

Il ponte. Un esercizio ottimo per l’elasticità, la tenuta, potenziare le braccia, addominali e anche i glutei. Era meglio farlo con una tuta, ma ti passiamo anche le frange perché lo stai facendo bene!

Tenute addominali facilitate…crollate! Va bene che sei stanca, va bene che sei venuta ad allenarti direttamente dalla festa di ieri senza nemmeno cambiarti le scarpe, ma ce la facciamo a reggere in diagonale spingendo con gli addominali obliqui almeno per 30 secondi? No, eh?…pazienza!

Fingersi morte per non fare l’ultima serie! E’ un classico intramontabile: inscenare un malore improvviso per non portare a termine l’allenamento. Lo fanno anche i migliori…ma non importava spogliarsi 😉

Buon inizio settimana…e buon allenamento!

Buccia di Banana/I super-stivali XtraLarge

Il mondo delle calzature è indubbiamente pieno di dibattiti: le follie degli stilisti si scontrano con i gusti del pubblico, scarpe discutibili diventano oggetti del desiderio e l’estetica viene spesso sacrificata alla comodità. Ma si sa, tutti i gusti sono…gusti e non è bello ciò che è bello ma è bello…insomma, abbiamo capito! 😉 Però se ne può sempre parlare insieme e se su ballerine, crocks e hogan ho già abbondantemente detto la mia, non posso ignorare la diatriba che si apre parlando dei morbidissimi stivali pelosi australiani, sopratutto dopo che dalle sfilate parigine sono arrivati loro: gli XXXL!!!

PARIS, FRANCE – JANUARY 17: A model, shoes detail, walks the runway during the Y/Project Menswear Fall/Winter 2018-2019 show as part of Paris Fashion Week on January 17, 2018 in Paris, France. (Photo by Peter White/Getty Images)

Chi li ama lo fa soprattuto per la loro infinita comodità e calore che sprigionano una volta indossati; chi non li può vedere è perché somigliano a delle pantofolone da casa, perché non sono sexy, perché non slanciano e tutta una serie di altre opzioni che fanno capo all’immagine di una donna sempre elegante, sexy, al massimo bon-ton, ma non certo una donna delle nevi con piede palmato, caviglie invisibili e passo felpato. Io li ho scoperti solo lo scorso inverno, quando mia nipote (a cui erano stati regalati) non li ha voluti e li ho presi io al suo posto…ed è stato subito amore! Sono caldi e comodi e per me che l’inverno lo tollero male e mi passa assolutamente la voglia di vestirmi, sono perfetti. Su questa versione gigante e avvolgente vista durante la settimana della moda parigina mi rimangono però dei dubbi…

Tutta questa quintalata di montone che si arrampica morbidamente fino a metà coscia non sarà un po’ troppo? Pare di no! Almeno così dice  Glenn Martens, il direttore creativo di Y/Project, che si è immaginato quanto sarebbe stato bello e confortevole essere ricoperti di pelo fino a metà gamba (e per questo bastava intervistare diverse donne che durante l’inverno danno tregua alla peluria coltivandola fino all’arrivo della primavera 😉 ). Ma invece di proporre un classico stivale sopra al ginocchio, chiamato cuissards dagli amici modaioli, ha preferito esagerare non solo con la lunghezza, ma anche con la larghezza, aumentando notevolmente il volume della gamba con pieghe e pieghe di pelle e pelo che nemmeno uno sharpei cucciolo possiede. Bastava anche meno, no?

Diverse sono state le varianti proposte, ma in tutte il comune denominatore è abbondanza e pelo. Da portare rigorosamente con cose altrettanto larghe, voluminose, spesse e pesanti. Anche per l’UOMO. In fin dei conti in inverno chi se ne frega di far vedere le forme, possiamo tranquillamente andare in giro come piccoli yeti o teneri peluche! O no?!? 😉 Lascio a voi ulteriori commenti…e buon lunedì.