Buccia di Banana/Il nas-ello (il cappello per il naso)

C’era una volta il freddo porco, quello che ti entra nelle ossa, quello che ti metti mille strati addosso e comunque senti i brividi correrti lungo la schiena e le dita dei piedi congelarsi. Contro quel freddo noi esseri umani ci siamo inventati di tutto, sciarpe, guanti, scalda-collo, scalda-piedi, scalda-pall…no, quelle meglio non scaldarle, para-orecchie e perfino il pile. Ma la novità di quest’anno, dicono risolutiva, è lo scalda-naso!!!

Proprio così, simpatici cappellini per coprire il naso, con un sistema tanto semplice quanto geniale (e pure un po’ brutto) che si abbraccia gentilmente alla faccia con il compito di riparare la protuberanza dal freddo e dal vento. Un piccolo cappuccetto di lana sferruzzato con tanto amore da svariate artigiane che vendono su Etsy. Peccato la vena artistica trash abbia preso il sopravvento ed i cappellini nasali abbiano preso le sembianze di graziosi animaletti come cani, gatti panda…non ho ancora visto un bell’elefante con la proboscide…ma può succedere di tutto!!! 😂

Ed effettivamente basta farsi un giro online per capire che siamo sulla buona strada verso il must have dell’inverno, il regalo perfetto di zie e nonne a tutti i poveri nipoti. E ci vedremo tutti in giro con i nasi coperti da un cappuccio idiota! 🙀 Io e il mio senso pratico ci siamo subito immaginati la conseguenza di uno starnuto durante un bel raffreddore invernale, dove all’occorrenza il cappellino si trasforma anche in un pratico contieni moccio!!! 😂 Però con stile…


Ovviamente i nasi non sono tutti uguali! Ecco quindi comparire diverse taglie e svariate lunghezze, adatte anche ai bambini bugiardi con il naso lungo. Vista la forma, visto il sistema e vista questa duttilità nella lunghezza c’è chi ha pensato bene di inventare un altro oggetto per l’inverno, di quelli che mancavano e di quelli super utili: lo scaldapene!!! 


L’idea è di Radmila Kus, croata, che pare abbia ripreso una vecchia usanza dei contadini locali, rimettendola sul mercato in maniera fashion, di tutte le misure e con varie combinazioni colori. E dopo queste chicche…io passo e cominciò a sfrerruzzare! 😜

Buon lunedì…

Buccia di Banana/Fammi una foto!

Mi sarei potuta accodare ai post sull’acqua firmata Ferragni, quelli pieni di stupore per l’ennesima cosa su cui la bionda nazionale ha posato la sua firma, ma ho deciso di soprassedere. Nel senso, lei fa il suo, le aziende fanno il loro, quelli che dovrebbero fare la differenza siamo noi consumatori, ma evidentemente non riusciamo ancora a sviluppare un senso critico tale da impedirci di comprare una maledettissima bottiglia di PLASTICA con un occhio stampato sopra a 8€!!! Mentre spero nell’arrivo degli UFO che ci facciano rinsavire, ho constatato un altro fenomeno scivoloso che merita di essere portato all’attenzione:  stuoli di fidanzati che si fanno fare servizi fotografici in spiaggia. Ma perché?!?

La situazione che si osserva in giro da queste parti (ma ho la certezza matematica che si verifichi ovunque) è surreale, perché non si tratta di “Dai, facciamoci una foto” o “Fammi una foto lì“, che sarebbe pure normale in condizione di vacanza. NO! Qui si tratta di prendere il proprio partner a braccetto e trascinarlo in luoghi molto instagrammabili per farsi fare interi servizi fotografici (e vabbè) in pose ammiccanti, sexy, provocanti, da super-figa o con espressioni finto perse-nel-vuoto-pensando-non-so-a-che. Roba che nemmeno stessero a fare shooting per intimissimi!!! O_o

Uomini che si aggirano con fare imbarazzato, guardandosi intorno mentre l’amata compagna si spara le pose che nemmeno a Miss Italia fanno tutte queste scene; alcuni sembrano addirittura divertisti, altri si vede lontano un miglio che sono stati costretti, molto probabilmente con qualche minaccia a sfondo sessuale. Ma la domanda che sorge spontanea è: il risultato di tutti questi sforzi immani, dove mai andrà a finire? A colmare la casella dei social, a riempire la propria galleria immagini di quadratini ammiccanti in costume, a mostrare l’inverno di palestra su Facebook o per aggiornare la foto profilo (sia mai che rimanga la solita per qualche mese di fila). Esibizionismo social(e), quello che ormai è diventato un fenomeno di costume dove c’è “chi ci lavora” (sui social) che ovviamente si deve esporre e metterci la faccia, ma dove tutto il resto del mondo ha pensato bene di dare comunque sfogo ad una voglia di protagonismo sopita in un angolo remoto del proprio cervello! E quindi vai di servizi fotografici come se non ci fosse un domani

La cosa funziona anche al contrario, uomini che richiedono foto alle proprie fidanzate in versione “romantico pensatore appoggiato ad uno scoglio con sguardo perso all’orizzonte” o “bronzo di Riace su roccia a picco sul mare“…insomma, la voglia di esporsi nella versione migliore non è una questione di genere: piace un po’ a tutti! Ed ora che la tecnologia ha reso tutto più facile, veloce e condivisibile, le barriere sono cadute, la timidezza anche, la privacy è quasi inesistente e quindi siamo tutti più liberi di dare sfogo al proprio ego per qualche like in più. E qui mi potrei ricollegare alla Signora di cui sopra, modello e musa ispiratrice di tantissime ragazze che pensano che spararsi le pose e fare video dove si atteggiano vestite e truccate di tutto punto sia una scorciatoia verso la fama…sì, ma i contenuti?!? E se un bel giorno, prima dell’arrivo degli ufo, i social esplodessero, con tutte queste foto torneremo forse a fare i calendari trash da regalare al fidanzato/a a Natale?!? 😉

Vi lascio così, pensando al tema e aspetto i vostri commenti! Buon lunedì…

Buccia di Banana/Sopracciglia in technicolor

Le abbiamo viste disegnate in maniera marcata, tatuate in maniera iper-realistica e anche lasciate incolte come quelle di Frida però comunque sistemate, tanto che di naturale non c’era comunque niente. Le sopracciglia non possono più essere trascurate (sia mai? Poi come campano quelli che si sono aperti i BrowBar in giro per mezzo mondo?) ed anche loro devono essere al passo con le tendenze, pena non essere ammessi nell’olimpo dei SuperTrendy! 😛 Per la prossima stagione pare si debba aggiungere l’ennesimo trucco nel beauty: il colore per le sopracciglia!

Ora, il gioco non è proprio nuovo, un tentativo di immetterlo sul mercato era già stato fatto nel 2016, ma i recidivi ci riprovano, ed ecco tornare in passerella sopracciglia colorate…anzi, coloratissime. Si va dalla variante soft, che implica lasciare la base del proprio colore e poi colorare le punte, fino al blocco monocromatico compatto, fino a giungere alla versione per chi azzarda con un bel bi-color, abbinato o scombinato. L’importante è metterci un po’ di colore…

Attenzione, però, perché il gioco funzioni in maniera equilibrata, dando un tono alternativo ma non kitsch, bisogna avere un contorno pulito: insomma, se ti trucchi come ‘na maschera di carnevale ed in più ci passi una mano di vernice sulle sopracciglia rischi di sembrare un quadro espressionista (e pure impressionante)! Quindi pochi troiai in faccia, niente ombretto, al massimo un filo di mascara e per chi vuole creare una ripresa di colore può decidere di intonare il rossetto al colore delle sopracciglia! Una chiccheria! 😉

Se poi si intona al colore dei capelli e pure a quello delle mutande avete vinto tutto! Per ottenere questo fantastico risultato senza ricorrere al truccatore delle dive è sufficiente procurarsi un ombretto colorato o un mascara che poi verrà steso con pazienza tramite apposito pennellino. In mancanza di strumenti professionali anche un uniposca colorato andrà benissimo (nel dubbio meglio a punta tonda, che quella a martello magari diventa un po’ troppo pesante)! Basta poi fissare il tutto con un po’ di gel trasparente, altrimenti a primo scoscio di pioggia si scioglie ogni cosa. E non è bello…

Le guru dello stile tendono a rivelare che si tratta “di una tendenza che non si addice alla quotidianità. Sarebbe strano andare in ufficio con un look così azzardato“. Ed invece, a questo punto, io la userei proprio per l’ufficio, la scuola od una tranquilla giornata di lavoro in tribunale o in banca. Insomma, fare le estrose alle feste è troppo facile, a questo punto giochiamoci queste perle di tendenza nella vita di tutti i giorni, o no?!? 😛

Buccia di Banana/Ikea Fashion Week

Dopo Balenciaga che ripropone la classica borsa blu Ikea in versione lusso (ed i colossi svedesi che fanno una campagna ad ok rivendicandone la proprietà intellettuale) doveva essere abbastanza chiara la connessione tra il fast designer di arredamento e complementi più grosso al mondo ed il fantastico olimpo della moda. Ecco perché quest’anno ci hanno pensato loro a salire “in passerella” durante la Milano Fashion Week…virtualmente! 😉

Ed ironizzando in maniera dissacrante su tutto quello che la settimana della moda rappresenta dalle nostre parti. “È iniziata la Milano Fashion Week! Crea il tuo outfit con EGGEGRUND… Non dovrai aspettare l’anno prossimo per indossarlo!” Eh già, prendi una tenda da doccia da 3€, drappeggiatela addosso e sei pronto per fare il figo in mezzo a modelle, fashion blogger e giornaliste di moda! Il fashion non è mai stato così fast... 😉 C’è da dire che i Signori Ikea hanno fatto una tenda doccia con un colore davvero di moda (a me ‘sta tenda scura nella doccia mi metterebbe ansia) ed una immagine pubblicitaria vincente (come spesso accade, ‘sti svedesi sono bravi). L’hashtag corrispondente messo sotto alla foto non mi ha fatto impazzire, invece: #Siamofattipercambiare…già, siamo fatti per cambiare ed evolvere. Questo dovrebbe comportare anche smetterla con l’approccio usa-e-getta che sia Ikea sia la Moda cercano ancora di venderci come sano e naturale. In questo i due colossi si somigliano molto, ecco perché si trovano così bene uno nel mondo dell’altro…o no?!? 😉

Buon lunedì…non usa-e-getta!!!

Buccia di Banana/ScarpONE da ginnastica

Tendenze che vanno, tendenze che tornano. Le scarpe da ginnastica negli ultimi anni sono state ammesse nell’olimpo della moda, solcando passerelle e diventando le protagoniste colorate ed irriverenti ai piedi di molti addetti ai lavori che le sfoggiavano a fiere ed eventi. Ma anche ai piedi di comuni mortali con un occhio attendo a quello che Signora Moda suggerisce per le stagioni in corso e quelle future. Non bastavano le scarpe da corsa colorate e le grandi suole di gomma modello ferro-da-stiro: quest’anno sono ritornate le SCARPONE da ginnastica, quell’incrocio carico dove più roba c’è, meglio è!!!

Insomma, bombe a mano formato scarpa, dove le citazioni degli anni addietro si fondono magicamente in un miscuglio di gomma, colori, pelle, accessori e lacci. Con la delicatezza di un carro armato che trasporta una squadra di calcio di cinghiali queste scarpe, ribattezzate con un filo di ironia “ugly sneakers“, hanno fatto il loro ingresso nel mercato dalla porta principale (Gucci Docet) e gli esperti del settore parlano già di must have e pezzi da collezionisti e veri intenditori (in questi momenti io mi accorgo di non averci capito veramente un cazzo). A dare la loro personale versione ci hanno pensato un po’ tutti, da Valentino Garavani a Balenciaga, passando per Dior e ROA. Ognuna con il suo tocco personale, tutte con un abuso di gomma importante…

Citazioni dal mondo del trekking e anche da quello dell’ortopedia, dove le calzature sono pensate per essere comode e correggere problematiche posturali, ma che sono notoriamente brutte; mix di colori, di materiali, di fantasie, di pattern…ce n’è per tutti i gusti. Anche per chi ama le cose massicce ma con un certo stile: la sobrietà delle Fila Disruptor forse è quella che mi convince di più.

Ottime per camminare, correre, sfilare, così come arma contundente nel caso di un attacco alieno improvviso. 😉 Che ve ne pare? Io, a parte l’eleganza di queste scarpe (che pure vorranno dire qualcosa in questo momento storico?!?), ho dovuto amaramente constatare quanto ancora il giornalismo di moda nostrano non sia riuscito a fare pace con il vocabolario e si continuino ad infarcire articoli cortissimi con quintali di parole straniere.

Ma lo capite che mia mamma non ce la fa ad arrivare in fondo ( in realtà ha fatto molto fatica anche a me) e anche se ci arriva non ci capisce nulla? Vorrei lanciare una sfida a tutte le giornaliste/blogger di moda: scrivere 10 righe senza usare nemmeno una parola straniera. Ce la potete fare?!? 😉

Buccia di Banana/Siamo nella m****…glitterata, però!

La storia degli unicorni ci è sfuggita di mano. La storia di un mondo arcobaleno, magico e pieno di brillantini anche. Insomma, cercare delle vie di fuga alla situazione non proprio rosea che ci circonda è cosa buona&giusta, ma pensare di risolvere la cosa cagando glitter è alquanto irrealistico. Lo sapevo già che ci saremmo arrivati dopo aver visto quelle per la vagina, ed eccole qua, le pillole ottenere escrementi scintillanti!!!

Il look è accattivante: colorini e sbrilluccichi fanno sempre il loro sporco effetto, ma la domanda è “lo faranno davvero“? Ovviamente sui siti dei rivenditori (si trovano sia su Amazon, sia su Etsy che sul sito di ShitGlitter…un nome che è tutto un programma) le pillole in questione sono etichettate come “non tossiche“, realizzate con materiali edibili (ovvero che il nostro corpo è in grado di digerirle) ma nello stesso tempo non è esplicitamente scritto di mangiarle. Insomma, come se fossero state ideate per “gioco”, ma alla fine il cliente medio non ha colto l’ironia e se l’è mangiate sul serio! Aiuto! L’ingestione non è consigliata ma un assaggio di quella roba pare non abbia ancora ucciso nessuno. Tuttavia non risulta chiaro quanti quintali di glitter c’è bisogno di ingerire per fare una simpatica cacchetta arcobaleno, così come non è altrettanto chiara la quantità che potrebbe interrompere il funzionamento ottimale dell’intestino.

Insomma, anche se le pillole in questione sono realizzate con amido e colori certificati e l’involucro esterno è lo stesso dell’ibuprofene e di altre medicine che a volte ingeriamo, diciamo che i medici non le consigliano. E che l’esplosione arcobaleno non è assicurata. Quindi al massimo ci si possono fare una serie di bottigliette per una festa in stile “Alice nel Paese delle Meraviglie“, sperando che nessuno degli invitati si ubriachi talmente tanto di scolarsela tutta!!!


E poi insomma, se non uccidono gli umani direttamente, l’impatto alla lunga di fogne glitterate che scaricano quintali di micro-plastiche nelle acque di mare e fiumi andando a sfamare quei pescetti che poi finiranno sulle nostre tavole…insomma, il circolo è vizioso, viziato e intossicato…comunque! Quindi sì, va bene, gli unicorni esistono sul serio, ma li vogliamo lasciare nel loro mondo a cagare arcobaleno in santa pace senza bisogno di emularli immettendo sul mercato altri troiati* (*schifezze) di plastica? Glitteriamoci con parsimonia…;) Buon lunedì

Buccia di Banana/Top 9 degli scivoloni estivi

Lo so che da quelle parti sembra già arrivato l’autunno e che la pioggia fa sembrare l’estate un ricordo lontano, ma in realtà è solo il 3 settembre e fino a che ci sono sole e temperature accettabili c’è speranza…e c’è un barlume d’estate! In fondo io ho iniziato a frequentare il mare con una certa costanza solo ORA ed eccomi quindi pronta a stilare la mia classifica di scivoloni estivi, ovvero le cose che ho visto in zona spiaggia e che secondo me non si possono vedere/fare! 😛

1-Le scarpette di gomma per fare il bagno: ora, io le posso accettare per zompettare sugli scogli (anche se a piedi scalzi si va decisamente meglio), ma per tuffarsi in acqua NO! E no, non mi dite che in mare ci sono gli scogli, i ricci ed i mostri che morsicano…perché se ci sono e sono proprio lì, forse è un delicato invito della natura a non metterci i piedi, tanto più con delle scarpe di plastica!

2-Il bagno con il telefono per farsi le foto: davvero? Ho visto scene di gente che per poco s’ammazza per fare una foto alla fidanzata da in cima ad una roccia però passando dal mare. Mollate quei telefoni almeno in acqua, ve prego!

3-Sguinzagliare i cani ovunque: per quanto io ami i cuccioli, lasciare che vaghino come schegge impazzite ovunque non lo trovo un sistema rispettoso dei vicini di ombrellone. Molto meglio prendersene cura, tenerseli nei paraggi o alle brutte CHIEDERE se disturbano con un sorriso e con gentilezza. Far finta di nulla in nome della Sacra Libertà Individuale mi sembra da stronzi.

4-Così come mi sembra poco carino arrivare con la radio a tutto volume: ce la facciamo a rispettare il prossimo rispolverando le buone maniera?!? Forse no…

5-Lasciare zozzerie in giro: lasciare pulito è civiltà. Per la riflessione completa c’è il post di lunedì scorso!

6-Gomma&Pelo in spiaggia anche no: abbiamo appurato che le infradito di gomma sono cheap, abbiamo capito che le birkenstock sono brutte ma sono comode, ma non siamo ancora arrivati a capire che con le ciabattone di gomma con il pelo d’angora in cima in spiaggia a 40° ci crescono le muffole sui piedi!!!

7-Trucco, parrucco&glitter: non bastava andare al mare truccate, no, ci voleva anche l’aggiunta della messa in piega e dei glitter tirati a secchiate sul corpo per luccicare meglio al sole ed accecare i passanti, sperando di imbroccarne almeno un paio! Sono contraria e non solo perché al mare meglio naturali e pure un po’ selvagge, quanto perché glitter&co. vanno a finire nelle pance dei poveri pesci che poi finiscono sulle nostre tavole: vogliamo intossicarci con i nostri stessi glitter?

8-Arrostite: ma è mai possibile che nel 2018 ci si debba ancora scottare come polli alla piastra? Che con tutte le informazioni che abbiamo sul fatto che i raggi UV non sono proprio il massimo per la pelle non ci sappiamo spalmare la crema addosso prima di metterci sotto al sole alle due del pomeriggio? Io davvero non capisco…

9-Basta gonfiabili: sono divertenti, sono carini e sono super instagrammabili, ma quanti quintali di plastica non riciclabile vogliamo mettere in circolazione?!? Ne basta uno (non dieci), magari non di quelli dimensione tirannosauro Rex sovrappeso, da far durare svariate stagioni. Insomma, questa bulimia da gonfiabili la trovo esagerata!

Il decimo punto lo aspetto da voi: a quali brutture avete assistito quest’estate? Buon lunedì 😉

Buccia di Banana/Inciviltà estive

Sono tornata! In realtà non sono mai andata via, sono sempre qui nella mia Ibiza a lavorare. Sono più bianca che ad aprile/maggio, lavoro a braccetto con l’Afa e l’Umidità, ma non mi lamento assolutamente: sono nel posto che amo facendo quello che voglio. Ho fatto un paio di settimane di pausa dal blog perché, nel frattempo, mi è esplosa la connessione internet ed ho approfittato per riordinare le idee e raccogliere materiale, anche in vista della nuova stagione. Comunque l’ultima buccia di banana di agosto è arrivata, con un piglio alquanto polemico, perché siamo scampati alla settimana di ferragosto, ma non ne siamo usciti propriamente indenni. Oggi (ma non solo) siamo tutti scivolati sui quintali di monnezza lasciati sulle spiagge!!!

Sì, su quelle tanto amate, sulle sabbie bianche, sulle rocce lisce, su quei meravigliosi angoli di paradiso, sia in Italia sia all’estero, che condividiamo sui social per fare i fighi e sui quali ANCORA si vedono quintali di schifezze abbandonate. Plastica, lattine, bottiglie, giochi dei bambini rotti, mutande abbandonate (sì, pure quelle), oltre a qualsiasi tipo di carta, sotto forma di fazzoletto, carta igienica o salviette umidificate. E le sigarette ancora spuntano fiere, nonostante gli stabilimenti balneari mettano a disposizione portacenere per tutti, sia ecologici sia tradizionali. E’ vero che su quest’isola ad agosto arriva il peggio del peggio e che il temibile popolo degli Unni in confronto era un esercito di uomini grossi ma tutto sommato educati, ma io le schifezze abbandonate in giro non le tollero!!! Mai possibile che nel 2018 non ce la facciamo a riportare via i nostri rifiuti e che tirare le cose dal finestrino della macchina sia davvero un gesto naturale per sbarazzarsi della lattina appena finita?!?

E’ possibile, purtroppo! Ne ho avuto, ahimé, le prove. Anche prove viventi e parlanti, ai quali non è stata negata una partaccia in diretta (anche se avrei preferito affogarli con la testa nella sabbia, ma non si può), ma con i quali, purtroppo, non si può ragionare più di tanto. Andrebbero riformattati, asfaltando tutte le vecchie informazioni e inserendo nuovamente quei parametri di educazione e civiltà basilari per una convivenza umana in questo mondo, in accordo con la natura e con gli altri esseri umani. Mentre quintali di persone “scordano” la loro spazzatura in luoghi pubblici, ci sono persone normali che la raccolgono di spontanea iniziativa, per lasciare puliti luoghi amati dove il giorno dopo altre persone penseranno bene di abbandonare altre cose, dopo aver approfittato del pulito e dell’ordine lasciato da altri. Ed io mi domando e mi chiedo: ma vi piace davvero stare nella spazzatura? Forse no o forse, purtroppo, quello che la gente lascia in giro non è altro che il riflesso della realtà dove vive quotidianamente. E questo mi fa venire ancora di più i brividi…

Associazioni di angeli del mare, giornate di pulizia “tutti-insieme-allegramente” e campagne di sensibilizzazione si stanno diffondendo dappertutto e sono meravigliosamente utili. Ma se tutti facessero il loro ogni volta sarebbe tutto molto più semplice. E la cosa che mi fa veramente incazzare è che l’inciviltà, spesso, è nascosta dietro a persone “per bene“…Pensiamoci, che a scivolare su questa buccia di banana ci si mette un secondo; il tempo di lasciare la palla di carta argentata del panino con la mortadella dove prima stavamo comodamente sdraiate a prendere il sole…

Buon lunedì miei civili lettori! 😉 Siete già rientrati dalle vacanze o appena partiti?

Buccia di Banana/Unghie&Zanzare

Quest’anno la lotta con le zanzare è finita. O meglio, potete iniziare a mietere vittime e conservarle in una preziosa scatoletta per poi sfoggiare orgogliosamente i vostri trofei estivi niente di meno che…incastonati nelle unghie! No, non sotto alle unghie, bensì sopra, ben visibili a chi stringe la mano, coperti da una manicure che ricorda una colata di resina di pino marittimo nella quale qualche povero insetto sfigato è rimasto intrappolato senza via di scampo

Forse un tentativo di conservazione della specie (?!?), forse una punizione alle povere zanzare, forse per spaventare la collega antipatica in ufficio…o sarà colpa del caldo? Qualunque sia il perché non importa, fatto sta che queste “semplici e originaliunghiette al sapore di cadavere sono arrivate in mezzo a noi e sono pronte per essere sfoggiate grazie a estetiste e artiste della manicure intraprendenti e particolarmente creative. Per chi vuole provare con il fai-da-te, ecco le istruzioni….

Il procedimento è alquanto affascinante, così come anche il risultato finale. Io direi che oltre alle zanzare si potrebbero utilizzare anche squadroni di formiche o piccoli ragnetti. Insomma, c’è una missione per l’estate: oltre a conchiglie e sassolini colorati da portare a casa per i giochi invernali dei più piccoli, fate una scatolina con insetti vari da regalare all’estetista per realizzare questa imperdibile nail art. Lei ne sarà felicissima. E anche tutte le sue clienti-pioniere 😉

Grazie a Miki e Mimo per avermi segnalato questa schifez…questa novità incredibile! 😉 Buon lunedì, in qualunque posto del mondo voi siata!

Buccia di Banana/Tattoo XXX

Ognuno è libero di fare quello che vuole con il proprio corpo e sulla propria pelle, tatuaggi compresi. Amo il mondo degli scarabocchi su pelle e condividendo lo spazio con due tatuatori non posso fare a meno di notare cosa la gente decide di mettersi addosso (per quello che chiedono qui a Ibiza nello specifico dovrei fare un altro post 😉 )…inclusi quelli a sfondo pornografico-sessuale…

A spacciare perle di porno-tatuaggi è il profilo Instagram di Snake_Pit (che mi hanno gentilmente fatto conoscere) dove i soggetti principali sono disegni su pelle a tema Passera, Pene e Dintorni. Dal realismo allo stilizzato, dal cartoon al giapponese, dall’hard estremo fino a personaggi fantastici che si prodigano in mosse del Kamasutra, ce n’è per tutti i gusti. Comprese scritte con dichiarazioni di un certo spessore…

La domanda che sorge spontanea è sempre la solita: “perché?“. Poi arriva l’angioletto chiarificatore che mi invita cortesemente a farmi gli affari miei; hai voglia a spiegargli che la mia è solo curiosità e voglia di fare un’analisi sociale per capire cosa passa nella mente di chi decide di farsi un tatuaggio del cazzo (letteralmente) e avere chiare motivazioni e idee alla base di certe scelte. Così, come approfondimento del tema. Ma l’angelo ritorna a dirmi che se mi faccio i fatti miei campo 100 anni, così mi limito solo a condividere le figure…

Insomma, in fin dei conti sono soggetti come altri, scene di vita che tutti abbiamo visto almeno una volta, solo che metterseli addosso “per sempre”…ecco, io non lo farei. Ma in fin dei conti che differenza c’è tra un gattino e un cazzino? Magari a qualcuno fa più tenerezza il secondo che il primo…

In ogni caso, mentre spulciavo le immagini, ho scoperto il vero protagonista di quest’estate, l’animale fantastico che spiazzerà unicorni, sirene e tritoni: fate spazio all’Unicazzo! Da oggi non ce n’è più per nessuno 😉

…e mi raccomando: tatuatevi con prudenza e con coscienza!!!

Foto profilo instagram Snake_Pit