Buccia di Banana/Copripiedi

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Con tutto questo parlare dei brutti piedi della Ferragni (che voglio dire, in confronto alla pronuncia nei video della Pantene, non sono per niente fastidiosi) il mondo delle star e regine dell’esposizione mediatica si è fatto carico di un’altra paranoia estetica: quella del piede nudo non proprio bellissimo e non perfettamente curato. Fino a qualche tempo fa vedere alluci che strabordavano oltre i sandali o mignoli impertinenti che si arrampicavano sulle fasce glitterate di qualche stiletto era normale, non proprio bellissimo, ma tollerato; ora che l’attenzione del pubblico è passata dalle tette ai piedi, ecco ricorrere tante (o quasi) a dei trucchi per mascherare le estremità non proprio perfette…

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Il suggerimento “innovativo” arriva direttamente dal Festival di Cannes dove vengono in soccorso dei piedi non proprio perfetti…dei bei calzini color carne. Ottimi per mascherare la pedicure non fatta, così come i piedi rovinati dalle scarpe da running (che queste stanno sempre a correre) o ancora piedi con dita ballerine che non riescono a contenersi con i sandali aperti. Fatto sta che il vedo-non-vedo del calzino velato è stato spacciato come un vezzo non solo trendy ma addirittura sexy. Sì, l’elastico alla caviglia dice attizzi un sacco…;)

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Il vero trucco sarebbe quello di tentare di non acquistare scarpe che non rendono giustizia al piede; ma questa è una soluzione troppo saggia per personaggi pubblici che devono essere sempre e comunque alla moda, indossando cose che non sono adeguate alla propria persona giusto per il gusto di essere trendy (perché non ci dovrebbero essere altre spiegazioni plausibili a queste cose auto-inflitte, a meno che non si tratti di un’attacco di allergia).

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Ma insomma, dico io, perché ci si deve rovinare i piedi (e la postura) indossando scarpe scomode o che mettono ancora di più in evidenza certe problematiche? E perché nasconderle dentro ai calzini corti COLOR CARNE? Non si potrebbe semplicemente lasciarle in pace in calzature comode che rispettino i piedi così come sono? Io certe cose non le capirò mai…forse sono dura io 😉 Buon lunedì!

Buccia di Banana/La/il bralette ti cambia la vita!

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Ma sicuramente non ti cambia le tette! Basta con i push up ripieni come i calzoni della nonna pugliese, basta i balconcini con quei ferretti che per anni hanno minato le costole di tutte noi, basta con i sagomati e gli scomodi corsetti modellanti: sono arrivate LE BRALETTE (al femminile? al maschile? Ancora non ci ho capito molto), un reggiseno/top che promette comodità e stile per tutte. Per tutte…vabbè!

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Io l’ho incrociatola prima volta sulla gigantografia della solita figona di Intimissimi e prima ancora avevo sentito la parola “bralette” in una pubblicità in radio e questo nome mi aveva già infastidito: bralette, a seconda di con che accento lo leggi, può suonare come le “braghette” (e mi ricorda le mutande), o come “braciolette” (e mi ricorda roba che si mangia); in tutti i casi lo trovo un nome infelice. Per il momento cercherò di non fossilizzarmi sul nome, ma capire il contenuto di questo oggetto “rivoluzionario” dell’intimo femminile. Trattasi di un ibrido a metà tra un top e un reggiseno dalla forma comoda, senza ferretti, coppe costruite, imbottiture e gancetti (ok, solo io nella foto vedo dei ferretti sotto a quelle puppe tonde?!?). Non dà volume, ma veste ogni forma, esaltandola (e anche in questo caso nutro delle perplessità: se una ha il seno piccolo questo oggetto diventa praticamente una canottiera, altro che reggiseno).

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Più ampi, spesso con forme che ricordano vagamente i top anni 90, a metà tra i reggiseni sportivi che tanto ci hanno fatto odiare a quei tempi proprio perché erano tutt’altro che sexy e quelli a triangolino di cotone che subito si slabbravano, questi sono stati pensati per non essere nascosti: basta con bretelle in silicone da indossare con i vestiti scollati fingendo che non si vedano, basta con le spalline nere da nascondere sotto all’abito bianco, la Bralette si sfoggia (anche perché certi modelli sono davvero difficili da nascondere). “Il modello è così semplice per le aziende che lo producono che le attenzioni sono tutte concentrate su pizzi e merletti.” Insomma, visto che è più facile da realizzare, meglio arricchire il tutto con fili, intrecci e ricami che rendono il tutto davvero comodo come l’intento con cui nasce…bralette_particolari

Credo di avere un concetto di comodità differente…O.o In ogni caso, dicevamo che tutto questo esubero di pizzi, merletti, lacci, intrecci e applicazioni non può assolutamente essere nascosto; indossarlo sotto le t-shirt sarebbe uno spreco. Quindi ben venga sopra ai pantaloni, pantaloncini, sotto alle giacche come usava fare Madonna qualche decennio fa o con le gonne lunghe. Se poi volete essere ancora più audaci ed intriganti, lo consigliano anche sopra alle magliette. Tranquille, è la Moda, nessuno penserà che avete sbagliato l’ordine della vestizione, solo che siete molto molto trendy con la bralette di fuori

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Bellini eh, forse davvero la cosa che mi urta di più è il nome (bralette…dai, non si può sentire). O il fatto che per sfilartelo con nonchalance senza toglierti la maglietta diventa un’operazione a rischio strozzamento?!? Ci penso un attimo, nel frattempo penso che continuerò a girare senza niente 😉 Buon lunedì!

Buccia di banana/ Dimmi di sì 


In realtà avevo preparato un post sulle diete al limite dell’assurdo. Poi, dopo l’Evento degli scorsi giorni che tanto ha scosso le riviste di gossip e distrutto i sogni di milioni di ragazzine innamorate del rapper nostrano con il collo ricoperto di disegni, ho deciso che non avrei potuto sorvolare sull’argomento. Ho letto opinioni e commenti di tutti i colori, dalle “invidie” per il gesto plateale alle considerazioni acide su quanto poco elegante sia stato spiattellare in mondovisione una cosa così intima e privata. Non è stato il primo e nemmeno sarà l’ultimo, purtroppo.


A commento dell’accaduto posso solo sollevare delle perplessità sul calzino di spugna indossato da Fedez nel terrore che diventi un oggetto di culto da portare sotto abiti eleganti (che qualcuna mi ha fatto notare essere di Gucci: il che a mio avviso non giustifica, anzi, peggio ancora, se andava sui classici sportivi o sulle imitazioni avrebbe sicuramente speso di meno!!!), però ho trovato un ottimo spunto per indagare su quante proposte trash vengono fatte quotidianamente in giro per il mondo, in maniera visibile o meno visibile.


John Cena ha fatto la fatidica domanda alla sua signora direttamente sul ring, in Messico un attore ha chiesto in sposa la “chica del meteo” tra le previsioni del weekend e quelle di inizio settimana, un fidanzato fa arrivare la proposta al suo uomo direttamente durante l’intervallo della partita della squadra del cuore…ovviamente dal centro del campo. Insomma, per stupire e lasciare a bocca aperta l’altra metà della mela sembra che si ricorra a tutto.


Imbruttimento macchine: sono contraria per principio, ma pare che questa cosa dello scarabocchiare sulle auto sia parecchio in voga; sia utilizzando lo sporco presente sulla carrozzeria che avvalendosi del colorato aiuto dei pennarelli. Sperando siano lavabili…


Food Style: prendi il cibo spazzatura preferito dalla tua lei (o dal tuo lui) e scrivici alla meno peggio quattro parole in croce per chiederla in moglie. Se ti dice sì davanti al cartone della pizza, è amore. Se ti infila un brillante dentro un hamburger…boh, io glielo farei mangiare, poi vedete voi 😉


Sgrammaticato? No, è solo colpa degli amici che non hanno capito una mazza di come dovevano mettersi in fila…


Brucio d’amore per te: ustionarsi la pelle circostante alle parole “Sposami” lo trovo tanto ammirabile quanto idiota. Non so se, spogliando il mio uomo e ritrovandolo in questo stato, mi sarei messa a ridere prendendolo in giro a più non posso o mi sarei innervosita perché a 30 anni e passa ancora non ha capito che la crema protettiva va messa dappertutto!


Ma il premio per la proposta più trash lo vince il pisciatole d’inverno, colui che a torso nudo si è immolato dipingendo con il suo pennello intriso d’oro la famosa frase sulla neve. Standing ovation, sipario. Fedez per tentare qualcosa di più originale ormai dovrai riprovaci con la prossima! 😛

A voi come ve l’hanno chiesto? Se avete altri aneddoti divertenti condivideteli…e viva l’amore, anche di lunedì!

Buccia di Banana/A culo nudo su instagram

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Dimenticate le foto di cosce-wrustel di qualche stagione fa, così come i cocomeri vista mare ed il sole al tramonto incorniciato dalle simpatiche mani a forma di cuore. Tornate ora con la mente a quando, in gita scolastica alle medie o anche al liceo, il furbacchione-esibizionista della classe si faceva fare la foto alle chiappe con vista-monumenti o con sfondo pullman; riportate questo felice ricordo all’epoca attuale, conditelo con qualche filtro glamour, buttatelo su instagram ed ecco servito il trend della prossima stagione di scatti quadrati sul social dedicato all’immagine: vi presento il cheeky exploit!nudo-1

Chiappe al vento e…panorami mozzafiato! Questo è quanto si nasconde dietro a questa nuova tendenza dal nome ammiccante, che non prevede niente di più e niente di meno che “mele nude con natura“. Non ci sono particolari tecniche o raccomandazioni di stile, è più qualcosa che ha a che fare con l’emozione del momento, tipo: passeggio in un bosco, inebriata dalla meraviglia del panorama mi calo i pantaloni e chiedo gentilmente a chi è con me (o anche ad un passante qualunque) di farmi una foto in cui il lato B rendo omaggio alla bellezza della natura. E poi la posto, così, per condividere…la vista! Mi raccomando, lo scenario è il vero protagonista, la natura circostante è quella che deve essere esaltata da queste immagini, altrimenti è solo una foto del culo! -_-

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La moda sarebbe partita da Londra: a lanciarla sarebbero stati alcuni artisti di performance nella zona di Holland Park. Grazie alla potenza dei social, però, si sta diffondendo in altri paesi del mondo.” E qui mi fermo un minuto a riflettere, vado a vedere il profilo omonimo che raccoglie gli scatti e la loro descrizione mi fa sorridere “Rendere il mondo più felice attraverso i culi. Diffondi l’amore“. Scorro le foto ed effettivamente c’è un gran senso di libertà, quando poi inciampi in un lato B discreto un sorriso ti scappa e l’idea di poter incontrare due belle chiappe, magari attaccate ad una bella persona, un po’ felice ti senti…Eppure ho il vago presentimento che per tanti sia solo l’ennesimo pretesto per giustificare con “libertà, pace e amore” l’esibizionismo e l’egocentrismo dell’umanità in vetrina!Schermata 2017-04-29 alle 12.15.00

La foto può essere in solitaria o in gruppo, ci sono anche filmati che raccontano tutto il processo, in questo strano mix di arte (?), naturalismo (?) e voglia di mettersi a nudo senza inibizioni. E la domanda nasce spontanea: quest’estate più culini o più gattini? Forse è la volta buona che la pelle vincerà sul pelo! 😛 landscape-1492600444-posa-bambi-selfie-instagram

Se invece di mostrare il sedere così come mamma (o il chirurgo) l’ha fatto, vuoi sperimentare nuove posizioni per gli scatti estivi, ecco che ancora una volta le regine dell’auto-immortalamento danno preziosi input, presi direttamente dai cartoni della Disney. Quest’estate è toccato a Bambi fungere da ispirazione per queste accattivanti pose da cerbiatto scosciato, pardon, accucciato. Chi è particolarmente snodata può farsi fotografare in questa posizione naturale come quando ti spiaccichi sull’asfalto perché lanciata dal secondo piano dall’amica che non ne può più di te e delle tue minchiate social…oppure più semplicemente seduta sui talloni, ma con la schiena inarcata all’indietro che sennò sembri arrotolata su te stessa! In questo caso è bene tenere a portata di mano filtri e pennelli leviga-pelle, perché quando ti accucci a questo modo esplodono naturali pieghe, pieghette e anche la ritenzione che non c’è! Che paura.

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Se poi riesci a fare le peggio pose in equilibrio sui gonfiabili…hai vinto!!! Ecco, adesso vado a fare un po’ di stretching che sennò per quest’estate non sono pronta! AIUTO!

Buccia di Banana/Campagne Fashion: Why? #6

La natura è di moda, non nel senso che per la prossima stagione ritorneranno in auge dopo millenni le famigerate foglie di fico (sia per lui che per lei). La natura e gli ambienti naturalistici, che siano deserti, giungle, spiagge o i giardinetti dietro casa non fa differenza, si prestano da sempre come set fotografici; vuoi per i colori, vuoi per i contrasti con lo stile dell’abbigliamento, vuoi perché all’aria aperta e non bisogna pagarli (braccine corte), non c’è una campagna fotografica a stagione che non sfrutti l’ambiente circostante. Quest’anno, però, i grandi marchi non hanno scomodato solo foglie e fiori, ma anche gli animali. Tutti: da quelli dell’aia a quelli della savana, arrivando perfino a quelli dei deserti. Il risultato? Delle campagne bestiali

brand: gucci / campagna: i guccianimalucci

Gucci quest’anno ha fatto tombola: non bastava un animalino, no, li ha voluti tutti. Feroci, pelosi, grandi e con grandi denti. Peccato non gli abbiano sbranato tutta la collezione!!! Nel senso, che visto il contesto ed i personaggi con i quali si sono ritrovati a condividere la scena, avrebbero avuto tutto il diritto a ribellarsi malamente. Il Signor Ghepardo è visibilmente schifato dallo stile del suo compagno di foto e gira di coda pensando “Deciditi, o i tatuaggi in faccia o il fiocco giallo al collo“. Ginona la Leona è super-spallata: non ne può più delle carezze appesantite da quintali di anelli e quella punta di scarpa così vicina all’orecchio sta cominciando a infastidirla parecchio. Otto il Tigrotto è sulla via dell’attacco: occhio a pazzo e lingua di fuori perché non vede l’ora di dare un morsino a quella atipica Cappuccetto rosso con la faccia depressa. Secondo me per tutte queste foto bastava un barboncino. Di peluce! 😉

brand: sophia webster / campagna: uccelli dentro, passera di fuori!

Anche i pennuti sono un must. In questo caso i pappagalli, indiscutibilmente maschi, sono stati messi in gabbia, mentre la passerona variopinta fa la figa fuori. Un poco velato esempio di dominanza femminile su poveri uccelli indifesi! Che se la cantano tranquillamente…

brand: ? / campagna: bianco su bianco

Secondo voi che animale possono portare in giro delle fighette vestite di bianco con borsa bianca? Un barboncino…bianco. Mi raccomando, appena uscito dal lavaggio e cotonato a dovere. Ciuffolino non è contentissimo, soprattutto perché gli hanno messo quel collare dorato super kitsch che lui non sopporta!

brand: kate spade / campagna: cammello portapacchi

Cercare di convincere Nello il Cammello che portare borsette in mezzo al traffico è una cosa divertente e molto cool non è una cosa semplice. Se poi uno parla arabo e l’altra giapponese diventa veramente un’impresa. Sembra che rida, ma non è assolutamente sinonimo di felicità; sta solo pensando dove sbavare prima: se sui capelli o sul cappottino! 😉

brand: trussardi / Campagna: Manco i cani

Ora…io in questo caso non ho veramente niente da aggiungere. Nel senso, più la guardo e più non capisco…Mi vengono in mente certe foto che il mio vecchio capo faceva a Ugo (il suo cane) mettendogli per gioco felpe, giacche e occhiali. Ora, che uno si diverta a vestire il suo animale lo trovo discutibile ma non posso entrare nel merito di cosa fate con i vostri animali domestici (niente di illegale o troppo irrispettoso, però); ma che un brand affidi la sua immagine ad un cane, travestendolo con sembianze umane…lo trovo tra l’inquietante, il triste e il kitsch estremo. Spogliate quel cucciolo vi pregoooo!!!

 

brand: Mykita / Campagna: nella vecchia fattoriaAA…

…ia ia ooohhh! C’è la pecora, pecora, pe pe pecoraaaa (o forse è un montone?!?); c’è il grillo, grillo, gri gri…ah no, è una con due steccoli in testa che fa finta di essere un grillo; c’è il cavallo, cavallo, va va…ah no, i cavalli sono tutti nelle campagne di Versace; c’è il maiale, maiale, ma ma…no no, maiale e maiali sono un po’ dappertutto. C‘è l’anatra, anatra, a a ahahahah…l’anatra soffre il solletico e cerca di sfuggire inutilmente alla potente presa dell’uomo-scimmia; che però si sta davvero divertendo una sacco che mi rimane quasi simpatico!

Insomma, il mondo della moda è pieno di…animali! Però la prossima volta li possiamo usare di peluche? O almeno chiedere il consenso firmato? 😉

Buccia di banana/Il piumocchio

Eccezionalmente di martedì, perché rovinarvi il lunedì di pasquetta sarebbe stato poco carino, mi è balzata sotto gli occhi questa nuova tendenza che pare stia spopolando soprattuto su Instagram (grazie alla segnalazione di Irene, che non ha potuto “non pensarmi”): avete mai sentito parlare di feathers brow, ovvero di sopracciglia effetto piumaNo? Ecco, prima ve le mostro e poi ne parliamo insieme…

Dopo l’ala di gabbiano, dal quale avevamo ripreso, ahimè, solo la forma, ecco balenare a qualcuno l’idea di andare oltre, trasformando le sopracciglia in simil-piume pelose come decoro del contorno occhi! In realtà pare che questo trend sia nato in verità per gioco, frutto di un esperimento innocente di Stella Sironen, truccatrice e blogger dedita al beauty e alle magie del trucco, che voleva solo inventarsi qualcosa di nuovo per le sopracciglia. Il problema di queste signorine dai mille-mila-seguaci è che anche quando fanno una cavolata per scherzo, come la mettono in pubblico questa cosa può prendere una piega inaspettata. E così è stato, tanto che il web si è rapidamente riempito di sopra-piume!!! O.o

Praticamente la messa in piega del sopracciglio, con riga nel mezzo e anche rileccatina a base di gel o qualcosa di simile che dà insieme effetto umidiccio e mantiene la pettinatura per ore. Così anche chi possiede sopracciglia folte e particolarmente pelose potrà sfoggiarle orgogliosamente senza andare in paranoia per la quantità eccessiva di peli, basta fargli la giusta pettinatura e via, pronti verso le ultime tendenze…e oltre! Già, perché una volta fatta la piumetta, ci si può sbizzarrire con tutti i mezzi: un po’ di oro sulle punte, una punta di matita per creare la punta della piuma o addirittura sfoggiare il look pappagallo completo semplicemente abbinando un trucco “sobrio e in stile“!!! 

 A parte il mondo delle beauty-blogger incredibilmente patinato è finto (nel senso che in tutte le loro foto queste signorine sembrano di gomma) sul quale dovrei scrivere un articolo a parte, se la cosa vi ha stuzzicato al punto tale di volervi cimentare in questa operazione, ecco un bel tutorial su come fare…

https://instagram.com/p/BS4aFD4gC5Q/

Ecco, io mi sarei annoiata già dopo solo la prima spazzolata…figuriamoci ad arrivare fino in fondo! Troppo impegno, ma io non faccio testo…mi fa fatica anche mettermi il mascara! Voi che ne dite?

Io penso che se piuma deve essere, piuma sia…per davvero!!! 😉

 

Buccia di Banana/Come brillare al sole e al buio

La sabbia: c’è chi la ama, c’è chi la rifugge; chi si rotola volontariamente sulle morbide spiagge e chi chi non ci fa nemmeno un passo sopra. Però diciamo la verità, quando si attacca sulle chiappe e la donzella di turno si alza e cammina per andare verso l’acqua…ha un non so che di sexy. Deve essere stata questa l’ispirazione diMia Kennington, una “glitter artist” (glitter artist è la prima volta che lo sento, giuro) che ha proposto di sostituire alla sabbia quintali polvere luccicante, per girare sulle spiagge scintillante più di una cascata di brillantini… 

Ma ‘ndo vaiiiii…se i glitter sulle chiappe non ce li haiiiii?!? Realizzare questo effetto è semplice: un bello strato di gel per capelli che funge da colla e poi via di brillantini, facendo attenzione a farlo all’aria aperta che sennò il bagno di casa diventa quello di Sailor Moon. Si può scegliere il classico dorato, che fa effetto “sabbia del deserto“, con incluso il potere del luccichio accecante (hai presente il sole che ci batte sopra e riflette?!? Ottimo per atterrare le nemiche vicine di ombrellone), oppure delle varianti decisamente più variopinte…

L’artista suggerisce anche di passare uno strato di pittura del colore desiderato per accentuare l’effetto…ora, se bisogna partecipare ad un evento particolare sì, per andare al mare…t’immagini quando esci dall’acqua e cola ogni cosa? Iridella sbiadita on the beach! Il vantaggio estetico del “glitter booty“, ovvero il “culo brillantinato” (che in italiano certe cose sembrano sempre meno patinate che in inglese), è che tutta questa valanga di lustrini mascherano eventuali imperfezioni della pelle: dai, allora perché non andiamo tutti in spiaggia con le calze a rete color carne e sopra una gettata di glitter? O.o, no scherzavo…Eppure forse quest’estate questa cosa la provo…:P

Questa invece no, nonostante sia “immancabile“, io la nail-neon-art me la evito volentieri. Il gel al neon che si illumina al buio è l’altra tendenza beauty che tutti stavamo aspettando (effettivamente tutti gli orrori che si vedono in giro non bastavano): perché deve essere molto elegante vedere questi delicatissimi unghioli oblunghi e spesso appuntiti brillare nel buio di una discoteca, di un locale o peggio ancora nell’oscurità di una camera da letto! (Oddio, ho visualizzato un’immagine orribile)

Senza considerare che chissà quale sostanza chimica si trova all’interno di questi smalitini divertenti…Dai, fate un favore alle vostre unghie, almeno d’estate fatele respirare un po’! (che tutto questo gel, smalti e roba che si cuoce e si attacca tanto bene non fa…). Che sia un lunedì brillante, con lustrini o senza 😛

Buccia di Banana/L’estate CALZA a pennello!

Io lo dico sempre e l’ho pure scritto nero su bianco nel mio ultimo libro che la Moda è un’entità veramente bastarda che si diverte a tentare con cose non sempre belle e tanto meno sensate. Ditemi se c’è qualcosa di logico nel proporre per la primavera-estate 2017 le CALZE da mettere con i sandali…?!? Forse era una naturale conseguenza delle scarpe aperte a dicembre senza calzini, oppure un geniale proseguimento della discutibile tendenza sandalo+calzino che va bene in ogni stagione, eppure io non ci trovo niente di sensato, a parte il vantaggio della calza che fa effetto-photoshop sulle gambe! Che una aspetta tutto l’inverno per potersi finalmente levare di dosso quelle stramaledette calze di lycra (o di cotone o di lana, non fa differenza) e sgambettare allegramente con le cosce al vento…e invece NO, arrivano loro a dirci che d’estate se ti metti le calze sei giusta-figa-mega-trendy-super-wow…O.O Parliamone!

Io sono intollerante alle calze in qualsiasi stagione, mi danno un fastidio incredibile e le porto il meno possibile (ho dovuto tollerare per diversi inverni quelle a compressione graduale per problemi di micro-circolazione, maledetta vecchiaia), però questo è un mio limite e me lo tengo. Quando arrivano i primi caldi, come in questi giorni, la voglia di mettere fuori le gambe dai pantaloni lunghi è forte: è in questi momenti che si possono vedere giovani in shorts senza calze e altre donne con calze velate, preferibilmente color carne o peggio ancora bianche (si sa, i colori chiari fanno più fresco…dice). Se sulla mezza-stagione posso ancora tollerare questo velo, l’idea che in piena estate ci venga proposto di andare in giro con le calze mi fa veramente rabbrividire…e innervosire! Soprattutto quando le proposte sono di questo calibro…

Color carne in maglina lavorata con i fiocchi (chic abbestia), velata con pois o velata semplice…nera! Tutte, mi raccomando, con le scarpe bianche. Estate, calze nere, sandali bianchi, abiti svolazzanti: la combinazione perfetta per un aperitivo in spiaggia con tanto di sabbia che ti si infila tra le trame del nylon. Solo a me sembra uno scherzo del demonio o una punizione?!? Ma nemmeno in centro a Milano la sera del 10 luglio con 27°!!! Cattivi Stilisti Dispettosi.

L’alternativa più “arieggiata” è quella della calza a rete, che sempre calza rimane, nonostante le varianti della maglia possano passare dalla retina-modello-capelli-della-nonna a quella rete-da-pesca-di-paranza fino alla rete-da-squalo-tigre. Un geniale articolo di Vogue ci ricorda che Madonna e Rihanna le indossano sempre, soprattutto durante gli show, perché attenuano alcuni difetti delle gambe; noi che non facciamo spettacoli tutte le sere e che dei difetti alle gambe c’importa anche una bella sega (perdonatemi il francesismo), possiamo anche rinunciare all’antipatica rete strizzolona. Però, per essere davvero “di moda“, non ci dobbiamo lasciar scappare  le reti impreziosite di ogni genere di oggetto della creativa Lirika Matoshi

…un accessorio moda dall’impatto notevole, realizzato a meno con pazienza certosina (che giustifica il prezzo che parte dai 140 ai 200 e passa euro al paio) e che sicuramente fa la differenza, ma che ho come l’impressione non sia troppo pratico da gestire e che mi fa venire il prurito alle gambe solo a guardarlo. Io riuscire a perdere fino all’ultimo fiorellino nell’arco di una serata, però ammetto che hanno il loro fascino 😉 Ma mai quanto poter stare con la pelle all’aria…

Almeno in estate, liberiamo le gambe!!! No? #freelegs Buon lunedì!

Quel cane di un blogger!

Il cane è il miglior amico dell’uomo (dice). Molto spesso, però, l’uomo non è amico del cane, soprattutto se di mestiere fa il blogger o l’influencer.  Se sei il cane di una/un blogger hai tutto il diritto di odiare il tuo padrone e rivolgerti immediatamente alla protezione animali per essere salvato dalle grinfie di questi pazzi sfruttatori di cuccioli pelosi per i loro profili instagram o i loro post. Che una foto con il proprio animaletto ci sta, purché la bestia in questione sia ritratta nel suo stato animalesco, e non rivestito come un fashion blogger alla fashion week!!!

Ora, l’impermeabile quando piove e lo si porta a spasso va bene, un maglioncino se il cucciolo è piccolo e con il pelo corto e fuori imperversa la bufera di neve ci può stare, ma agghindare questi poveri cani in maniera esagerata per acchiappare qualche like in più è davvero imbarazzante. L’animale diventa un’estensione della o del blogger, che lo utilizza come fosse un elemento decorativo delle sue foto o addirittura come sostituto di se stessa per pubblicizzare marchi e prodotti…

Sembra che sorridano, ma io dubito che si divertano sul serio. La maggior parte dei blogger, poi, non se la fa chiaramente con cani di grosse dimensioni (complicherebbero il tutto); no, vogliono sottili e maneggevoli bestiole, i così detti “cani da borsetta“, così da poterli infilare bene nella nuova Kelly ricevuta in omaggio! A questi esserini danno nomi incredibilmente glamour come Diva, Chichi, Bon Bon, Pinky o Chanel, ed in men che non si dica prendono lo stesso atteggiamento snob, arrogante e stronzetto delle padrone. Meno feroci e più plasmabili, i piccoli si fanno, ahimè, fare di tutto…

In alcuni casi diventano loro stessi i blogger, i CANI sì, con delle pagine appositamente dedicate che raccolgono inspiegabilmente milioni di fan. E la domanda mi sorge spontanea: perché?!? Come si fa a dichiararsi amanti degli animali e poi trasformarli in ridicoli fenomeni da baraccone del web? Comeeee?!?

Non solo sul web: la nuova frontiera dei blogger ganzi è quella di portarsi i cani alle fiere di settore e alle sfilate, chiaramente vestiti di tutto punto e in tono con il padrone. Sembra essere questo il nuovo trucco per essere fotografati di più!!! O.o

Spero solo che un giorno tutti questi animaletti vittime delle padrone fashion un bel giorno si rivoltino…nel frattempo vado ad aprire un profilo instagram a Snoop&Elio! 😛 Buon lunedì…bau!

Buccia di Banana/Campagne fashion: why? #5

Le espressioni sono importantissime, perché la faccia parla anche quando le parole non escono. Ci sono facce che parlano di più ed altre che lo fanno meno (io non riesco a nascondere nessun pensiero perché la mia mimica, purtroppo, non tace…il che a volte non è per niente un bene, anzi), però anche nell’inespressività qualcosa si esprime. Attori e modelli, o comunque chi lavora con la propria immagine, dovrebbero essere allenati alla pratica delle più svariate facce: tristi, allegre, pensierose, sexy, buffe. Ecco, guardando certe campagne pubblicitarie mi sono fissata sulle espressioni amorfe, tristi, cupe e annoiate del 90% dei modelli/e presenti sulle pagine patinate: ma è mai possibile che vadano ancora di moda ‘ste facce tristissime o allucinate? Non solo è possibile, è un dato reale. Guardate un po’…

BRAND: SVARIATI / CAMPAGNE: lo scoglionamento e’ di moda

Oioi…o cosa t’è successo bello di mamma? Sfranto e distrutto su una sedia nonostante la meravigliosa borsa di Bottega Veneta in mano. Se ti disturba tanto, puoi regalarla a me, però ripigliati!!! Questa cosa delle espressioni stralunate o vacue nelle campagne di moda non è una novità, proprio per quello mi domando e dico: per quanto tempo ancora bisognerà cavalcare questi stereotipi di immagine?

Non c’è niente di invitante, di rassicurante e nemmeno di glamour in questi ragazzi vestiti di tutto punto con le espressioni più sdubbiate della faccia della storia; però forse è la storia la chiave di tutto. Quello che c’è dietro, quello che gli art-director si immaginano e quello che noi ci immaginiamo guardando certe foto. Tipo…

Bimbi c’ho una botta clamorosa. Ma dove sono? Dove ho dormito ieri notte? E soprattutto chi me l’ha messo ‘sto pigiama addosso?!?” Oppure…

M’avete lasciato chiusa qui dentro dagli anni 70, ora vuoi anche che ti faccia un sorriso. Levati di torno, vai!!!” O anche…

L’appoggio lì. Sì, ma perché l’ho appoggiata lì? Non dovevo appoggiarla lì“. A volte credo che la Moda faccia di tutto per rendersi sempre meno divertente. Poi meno male sono incappata in lei e ho capito che forse una speranza ancora c’è. Anche nelle campagne pubblicitarie 😉

I must have di ogni sfashionista sono due: libertà e sorriso. Lo sfashionista con il muso lungo non esiste” 😉 Buon lunedì…con il sorriso!