Buccia di Banana/Cariche: ecco come devono essere le sneakers per la prossima primavera

Era da un po’ di tempo che non buttavo un occhio allo street-style e soprattutto al variegato mondo delle sneakers, ovvero le scarpe da ginnastica. Sarà perché io sono un’affezionata delle mie Superstar che si alternano ogni paio d’anni alle Stan Smith; sarà perché più mi guardo in giro e più mi passa la voglia di azzardare in questa direzione…ecco, pesante! Non sono la regina della sobrietà, eppure queste nuove scarpONE hanno qualcosa che mi rimane indigesto. La parola d’ordine, in ogni caso, è CARICHE! Ma andiamo con ordine, leggendo prima cosa ci dice la Bibbia dello stile che io tradurrò per voi (che è stata dura interpretare anche per me)!

Dunque, appurato che la COOLNESS non deve mai mancare (siamo pazzi?!?), le indicazioni per i modelli della nuova stagione prevedono colori tirati a caso modello barattolo di pittura che casca con ovvie ripercussioni sulla calzatura; interessanti anche quelle con la punta effetto “ho calpestato uno slime disgraziatamente caduto a terra“. Insomma, colore a caso, ma anche bianco bianco effetto panna montata o soffici nuvole simil-caramelle da portare ai piedi. Delicate, ma nemmeno troppo.

 

Così come assai poco delicate si presentano queste scarpe frutto di un’incrocio tra la scarpa da trekking (che saranno funzionali ma sempre state bruttine) ed una ginnica che ha mangiato troppo. A poco servono i dettagli dorati e la firma Gucci in fondo. Anzi, diciamo che contribuiscono a dare quel tocco di non-finezza in più. Giusto per rimanere in quel limbo di brutto/figo che a volte fa il giro…a volte invece no! O_o

 

Di scarpe effetto gamba-ingessata ne abbiamo viste diverse nel corso della storia, ma le socks trainer (ovvero i calzini da allenamento) di Longchamp dai toni pastello hanno dato un bel colpo di grazia a tutti gli ospedali di zona. Il calzino in neoprene in questione con quel bel bordo spesso sega-polpaccio è poi la ciliegina sulla torta per chi non ha proprio le zampette da fenicottero. Il micro clima ideale per la coltivazione di funghi è inclusa nel prezzo.

E come non far mancare una bella versione alta e delicata di scarpa da ginnastica di tela?  La  re-interpretazione  della  Chuck Tailor in versione zavorra a forma di barca  è l’apice.  Per  la  modica  cifra  di  1500  dollari.  E con  questa  passo e chiudo!!!

La perplessità è sempre la stessa: ma davvero per la primavera-estate dobbiamo andare in giro con questa pesantezza ai piedi? E poi, mettiamo la tassa sulla plastica e facciamo la differenziata ma continuiamo a sprecare quintalate di gomma per fare delle scarpe…PESANTIIIII? Mah…;) Buon lunedì

Buccia di Banana/Spacca mele…

[Un post molto molto corto che però vuole fare riflettere su due aspetti fondamentali:

1- La comodità e la praticità sembrano non essere mai di moda. Ancora nel 2020 dobbiamo sopportare cose…decisamente noiose!

2-Certe cose le possono pensare solo designer uomini o donne molto cattive, perché ipotizzare degli shorts di jeans (quindi stretti) con una zip di metallo (scomodissima e rigida) che ti attraversa le chiappe, sotto chiappe e vagina spaccandotela a metà può essere solo opera di qualcuno che non è in possesso dello stesso organo. Non condividendo non può immaginare il fastidio, il dolore e le controindicazioni! ]

Ma l’Universo provvederà a punirlo a suo tempo. Anche per il prezzo esoso al quale tenta di vendere quest’idea antip[r]atica!!!

E con questo vi auguro un sereno lunedì. Almeno più comodo di questa zip infilata nel cu…ops! 😉

Buccia di Banana/Nail Art: dove siamo arrivati (con finale horror)

Quando si parla di moda non dobbiamo perderci i dettagli. E non sto parlando di accessori o bijoux, ma di ogni piccola estensione che durante le sfilate viene sistemata fin nel minimo dettaglio pronta a fare tendenza. E’ il caso di capelli, trucco e parrucco, fino all’ultima unghia del mignolo della mano destra. E quando l’occhio casca sull’unghia, non si sa mai cosa aspettarsi.

Perché le vie della nail-art sembrano essere più infinite di quelle del Signore; sicuramente più kitsch di Moira Orfei ai tempi d’oro. Se del 3D pensavamo di aver visto tutto ci sbagliavamo. Sembrano non esserci limiti alla creatività, grazie ai materiali innovativi (e si racconta siano anche atossici, ma su questo dettaglio non ci metterei la mano, anzi) e alle idee folli di artisti dell’artiglio che vogliono che le nostre mani siano sempre più scioccanti, capaci di lasciare il segno (soprattutto con quelle a punta, che funzionano bene anche come taglia carte)! Prendere appunti per la prossima stagione:

Perché riempirsi le mani di accessori ed anelli quando puoi avere direttamente le unghie gioiello? Preziose, abbellite da catene, argenti e pietre preziose, le unghie gioiello sono un simpatico 2 in 1 che risolve il problema di cosa abbinare allo smalto. La praticità in questo caso non è contemplata ed è assolutamente vietato passarsi le mani tra i capelli: rischia di rimanerci impigliato tutto lo scalpo! O_o


Le unghie-sacre sono una celebrazione dei cuori sacri, tornati di tendenza da almeno tre anni. Un’icona un po’ vintage, un po’ sacra, un po’ profana, un po’ gotica che dà indubbiamente un tocco di raffinatezza a qualsiasi mano. Comode da utilizzare in assenza di stuzzicadenti; ricordarsi di lavare le mani dopo l’uso! 😉

Non poteva mancare in tutto ciò una serie di unghie piumate. Eleganti, raffinate e originali; la piuma riesce a dare un tocco di esotico anche alla mano più rovinata a furia di lavare i piatti senza guanti. Indicate per mani di fata e mani nullafacenti, se ne sconsiglia l’uso per bagni in mare e nemmeno in piscina. Per i giochi erotici, invece, pare che vadano alla grande. Ricordarsi solo di non lasciare piume in giro 😉

Ma la vera innovazione della stagione arriva dalla Russia, dove una nail artist locale si è divertita a sperimentare e andare oltre, realizzando e modellando delle vere e proprie opere d’arte…manuale. Perché accontentarsi di una stretta di mano, quando puoi avere altre piccole cinque manine che si allungano per stringere la mano del nuovo collega in ufficio? Ed ecco allora che le unghie si trasformano, grazie ad una sapiente opera di modellazione, in piccole mani e piedi che si affacciano sbarazzine al di là della mano. Una meta-mano, un’opera tra il concettuale e l’horror, dove la mano con le mani potrebbe essere l’arto di un mostro geneticamente modificato. Con le unghie-piede abbiamo raggiunto l’apice del terrore, ma talmente tanto trash che fa il giro e quasi quasi risultano quasi gradevoli O_o (stavo scherzando, giuro). La speranza è sempre quella che rimangano casi isolati a qualche video di youtube e post su instagram. Eppure ho come il presentimento che potremmo ritrovarci a stringere mani con un’enorme quantità di dita…e di piedi!

Che brutta scena 😛 Buon lunedì

Buccia di Banana/Campagne Fashion: WHY? #22

Le sfilate per il prossimo prossimo autunno inverno si susseguono in giro per le capitali della moda di tutto il mondo. Io, invece, sfoglio le riviste pregustando quello che ci aspetta per la prossima estate. Torna l’appuntamento con le stravaganze delle campagne fashion, quelle che le guardi e ti fai dei gran film su cosa c’è dietro…(almeno, io me li faccio e li condivido con voi, per iniziare il lunedì in leggerezza)! 😉

brand: gucci / campagna: mille modi per convincere un cavallo a lavarsi

La manutenzione del compagno equino è fondamentale. Portarlo in giro è ok, ma per entrare in certi ambienti è necessaria pulizia ed un certo stile. Per chi ha l’animo street il car-wash dice sia una soluzione divertente, non sappiamo bene per il padrone o l’animale. Per chi invece ha un approccio più chic e soft il vecchio tuffo in piscina sia il suo, per rilassare e pulire senza essere troppo aggressivi. Spugna e spruzzino per cavalli che vogliono ottenere massimo risultato con minimo sforzo. In tutti i casi non dimenticate il frustino, un tocco di rosso ed un look elegante per mantenere l’impostazione e non sfigurare. Animali sì, ma con classe! 😉

brand: FERRAGAMO / campagna: NON CI VOGLIO VENI’

Quando la tua compagna di avventure si rifiuta di scalare la montagna (per colpa tua che le hai detto di mettersi i sandali con il tacco, maledetta!) c’è un unico modo per convincerla ad arrivare fino in cima: dirle che ad aspettarla al rifugio c’è Jhonny Depp. Se non si lascia convincere bisogna usare le maniere forti: catena umana e via, trascinarla! (I sandali di plastica trasparente in ogni caso sono inguardabili…e anche no)!

brand: tom browne / campagna: a mollo come i pesci rossi (disappunto)

Andare a pesca? No, questo è un esperimento diverso. Mettersi nei panni dei pesci. Sì, proprio quelli che porta al posto della pochette in una bolla di plastica.  Un ribaltamento dei ruoli, dove l’umano interpreta il pesce strisce-rosse, famosa specie dei fiumi del nord europa. Se vi state chiedendo se anche i pesci hanno i calzini, no; lui li ha messi perché odia i sassi scivolosi ricoperti di alghette. In ogni caso, non sembra felice di questo scambio… 😉

brand: isabel marant / campagna: crescere funghi in PIENA ESTATE

Voglia di funghi in piena stagione estiva? Non c’è nessun problema! Grazie ad Isabel Marant adesso abbiamo le indicazioni e lo strumento per crescerli anche ad agosto. La tuta in questione, maniche lunghe ed accollata, portata a ferragosto sotto al sole per almeno 3/4 ore garantisce una crescita immediata di funghi e funghetti di tutte le specie. Non so quanto sarete gradevoli dopo l’esposizione prolungata in questo stato (e chi vi si avvicina), ma il materiale per la cena è garantito! 😛 Soddisfatti o rimborsati…

brand: Maje / campagna: vedo non vedo…

…ecco, era meglio rimanere nell’ombra!

E comunque, come ci ricorda Celeste Baber, fare la modella di questi tempi è un mestiere pericolosissimo…;) 

Buon lunedì!

 

Buccia di Banana/Tendenze affumicate

Raccontarvi della mia esperienza a Pitti Uomo potrebbe suonare ripetitivo: dei pavoni ne abbiamo già parlato, dei poser mascherati anche, di quelli che girano con le caviglie scoperte (e pure mezzo polpaccio a volte) in pieno inverno pure…I giornali ufficiali hanno cantato un ritorno all’eleganza maschile nella versione “dandy contemporaneo“. Io, in tutti questi galantuomini moderni, ho visto un accessorio in mano che non mi ha fatto impazzire: il sigaro!!!

In un mondo in cui imperversano le sigarette elettroniche che hanno invaso gli ambienti di nuvolette profumate e strani aggeggi freddi da mettersi in bocca, ecco un bel ritorno alle origini formato Toscano (o cubano, dipende da quanto ci si sente esotici)! Il sigaro sembra essere diventato l’accessorio immancabile per essere davvero giusto, figo, allineato con le tendenze maschili del momento.

Discreto formato sigaretta o gigante come vuole la tradizione legata ai personaggi poco raccomandabili di molti film, l’importante é averlo per completare qualsiasi look che preveda almeno giacca e pantalone (che il sigaro con la tuta o con i jeans non ci va d’accordo). Sembra che sia utile ai fini dell’atteggiamento, per darsi un tono e rendersi interessante (dei polmoni frega un cazzo a nessuno e nemmeno della puzza che si propaga nel giro di centinaia di metri, affumicando se stessi e chi gli sta intorno). I Signori dello Stile lo avevano tutti, sfoggiandolo con un impeccabile fare casuale; acceso o spento, appoggiato al bastone o in bocca corredato dalla nuvoletta evanescente, tenuto tra le labbra e i denti con fare da sbruffone. Il sigaro sembra essere il nuovo status symbol 😳

Ora, non voglio partire con il predicozzo sugli effetti collaterali del fumo, tanto tra sigarette e canne direi che é un vizio piuttosto comune, però questo sfoderare il sigaro con orgoglio come se fosse una componente stilosa quasi immancabile non mi sembra un messaggio molto positivo. Farlo diventare di moda poi…

Senza tralasciare il fatto che: “Vale la pena sottolineare che l’abitudine di tenere tra le labbra il sigaro dovrebbe essere un vezzo da evitare, perché dal contatto diretto del tabacco con le mucose orali si origina un metabolita intermedio nocivo per la vescica urinaria, identificato nel composto ortaminofenolo“. Uomo avvisato, mezzo salvato. Poi é anche vero se per essere considerato e fotografato é essenziale averlo in mano…io mi arrendo alla smania della fama e al circo dell’apparire. E al fatto che in quasi tutte queste foto sia taggata la solita azienda che produce e distribuisce sigari di qualità! Eravamo quindi nel bel mezzo di una campagna di marketing tramite personaggi influenti (o influenzatori) del settore moda uomo. 🤦‍♀️ Io non lo trovo per niente fashion. E comunque, se proprio dobbiamo dirla tutta, in quanto a stile e grandezza di sigaro, ha vinto lui

E dopo questa mi arrendo. Buon lunedì, affumicato ma anche no 😉

Buccia di Banana/Ispirazione commestibile

Benvenuti nel 2020! Lo so che ci siamo già da qualche giorno, ma durante le vacanze ho deciso di lasciarvi più in meno in pace, di riprendere fiato e di pianificare un po’ tematiche e contenuti. C’è chi dice che i blog sono morti, io dico che fino a che non esplode internet i blog sono spazi importanti per veicolare scritti, pensieri, informazioni e contenuti un po’ più approfonditi di quanto concedono i Social Network…Questo blog compierà 11 anni a novembre e non ho intenzione di abbandonarlo, quindi, apriamo le danze.

Oggi inizia Pitti Uomo, così simpaticamente a ridosso delle feste, giusto per stressare ulteriormente addetti ai lavori e modaioli vari, che non hanno nemmeno il tempo di digerire l’ultimo panettone che già devono fiondarsi nei loro vestiti migliori per il primo show dell’anno (il report arriverà la prossima settimana, ma potete seguire e seguirmi in diretta sul mio profilo IG, che ho in mano una piccola azione guerrigliera da portare dentro e fuori le mura della fortezza). E dal cibo sembrano aver preso ispirazione i grandi marchi per alcune loro ultime creazioni. Dal primo al dolce, ecco il menù di oggi 😉

VERMICELLI cinesi senza brodo

Chi è fan della cucina orientale e chi non si spreca in cucina avrà ben presente la pietanza della quale stiamo parlando. Sono bustine da 0,99 centesimi con dentro vermicelli secchi che poi vengono passati in acqua ed insaporiti con il contenuto sospetto di altre piccole buste (ci sono passata anche io, momenti bui). Bottega Veneta ha pensato ad una nuova ricetta, proponendoceli crudi in versione scarpa aperta; trama interessante, estetica un po’ meno. Si evita la cottura, ma il sapore chissà com’è…

UOVO SODO

L’uovo sodo non fa male. C’è chi se lo mangia a colazione e chi lo cucina a cena per rimanere leggeri. C’è invece chi preferisce farcelo rimanere sul petto, nemmeno sullo stomaco, proprio in gola ad altezza sterno. A proporcelo come piatto principale è Ludovic De Saint Sernin, accompagnato da una canottiera o da sfoderare a petto nudo, per sfidare la congestione post pranzo. Speriamo bene…;)

FRAGOLA MERINGATA

Fragole, panne e meringa. Dolce e frutta insieme con una parvenza di leggerezza dovuta al volume, all’aria che circola nella meringa e al fatto che dopotutto la fragola è frutta, no? Ad ispirarsi a questo dessert speciale sono stati in due, Giambattista Valli per H&M (mi astengo dal commentare queste collaborazioni incresciose con il fast fashion) e Miss Guided. Le volute ed i volumi sono rievocati con diversi strati di tulle molto rosa. Ed è subito Barbie a tavola per la sua festa dei 18 anni…

cioccolatina (o salsiccia?)

E dulcis in fundo, come far mancare una bella tavoletta di cioccolata? Sulla gonna matelassè di Bottega Veneta nessuno ha dubbi sulla sua ispirazione al fondente svizzero 80%; sulla scarpa ci sono pareri discordanti: c’è anche chi l’ha associata ad un insaccato, una salsiccina strizzata nella sua rete contenitiva. Io continuo a preferire la versione dolce, nonostante il modello non sia la migliore creazione di questo brand.

E ora, per digerire tutto ciò, una tisana al finocchio e una sana risata! Buon inizio…

Fonti: Immagini @Diet Prada

Buccia di banana/Tendenze pericolose

I trend non sono per tutti! Questo punto dovrebbe essere inserito nel mio manifesto sfashionista e appeso nel bagno di ogni uomo/donna per ricordarsi che la moda dà dei suggerimenti, non delle imposizioni e anche quello che sembra fare molta gola e adatto a tutti in realtà non lo è. La storia delle tendenze è un linguaggio preciso al quale il mondo della moda non può affatto rinunciare, ma bisogna andare con cautela. Perché ci sono trend accettabili, trend sibillini e trend pericolosi. Tipo…

Il velato l’ho sempre ricondotto a quello delle suore da cui andavo all’asilo. E anche a qualche look di mia sorella al principio degli anni 90 (scusa sister, ma momenti bui li abbiamo attraversati tutti). Insomma, non ho bei ricordi legati a questo tipo di calza…men che meno al GAMBALETTO VELATO. Insomma, apprezzo lo sforzo di Prada nell’ambientarlo in maniera molto fashion  e con accenti di metallizzato, che pure sono di moda, ma il ricordo della vecchia monaca che mi rincorre nei corridoi perché non ho voluto fare il riposino pomeridiano bussa prepotentemente alla mia mente. E insomma, mi fa pure un po’ paura!!!

Come pure mi dà del pensiero questa nuova libertà espressiva nel make up. Peter Philips, creative e image director del maquillage Dior, parla di “spensieratezza creativa” e propone eye liner libero per tutte! Linee che danzano sul volto, con o senza senso,  ma soprattutto con il colore e l’immaginazione che fluttuano così, a cazzo di cane! La nota positiva di tutto ciò è l’essere tutelate in caso di matita per occhi sfuggente quando ci si trucca in macchina o in evidente stato di ubriachezza. “L’ha detto Peter” è la scusa dell’inverno 2019/2020… 😛

Questa non l’ha detta Peter, ma svariate influencer della rete: le mollette non devono più essere nascoste, ma vanno mostrate. Sono loro le protagoniste indiscusse delle acconciature del prossimo autunno/inverno. Se prima erano i sostegni segreti di improbabili architetture capillari, adesso possono uscire allo scoperto e rivendicare il loro momento di gloria. FORCINA LIBERA, FORCINA PRIDE! Lasciatele esprimere e prendere spazio sulla testa; meglio se in gruppo e sovrapposte in modo casuale.

Luccicante! Il mondo del beauty ci invita a brillare, metaforicamente ma anche fisicamente “Un invito estetico ma anche un augurio, quello di riuscire a proiettare all’esterno la propria luce, energia, vitalità.” I modi per raggiungere questo scopo sono due: o andare in giro con una lampadina attaccata sopra la testa, indubbiamente originale ma un tantino scomoda; o giocare con i punti luce sul volto. No, non con piccoli led adesivi, ma con “smokey eye gioiello, piccoli ritagli di plexiglass utlizzati come inediti punti luce 3.0 sullo sguardo, labbra vestite di foglie metalliche.” Quindi, riportando il tutto ad un essenziale linguaggio pratico: ombretto grigio sfumato con brillantini appiccicati intorno all’occhio; il plexiglass in faccia in punti strategici e fogli di metallo per farsi le labbra al cartoccio modello pesce all’isolana. In assenza dei fogli di metallo si può sempre utilizzare la carta argentata da forno. Siete pregati poi di non baciare nessuno…

Perché usare i reggiseni in cotone quando si possono avere quelli di lana? Sembra scientificamente dimostrato che tenere le tette al caldo faccia lo stesso effetto del tenere i piedi al caldo: termoregolatore! Praticamente non senti più freddo dalle altre parti. Così ti puoi divertire ad andare in giro mezza nuda anche in inverno…O_o Ora, anche a me l’inverno non sta simpaticissimo, ma siamo proprio sicuri sicuri che poi la broncopolmonite non ci colga di sorpresa?!? Io per ora mi astengo…

Guardiamoci bene dalle tendenze pericolose. Rimanerci secchi è un attimo 😉 Buon primo lunedì di dicembre.

Buccia di Banana/Quando non fa né caldo né freddo…

Un tempo non esistevano più le mezze stagioni, adesso nemmeno le stagioni in senso stretto stanno più molto bene. Sono confuse. Si confondono. Si mescolano. E se loro fanno casino, immaginatevi il genere di confusione che generano in noi umani?!? Ecco, quel genere di confusione che ci ha fatto fare il cambio dell’armadio nonostante fuori ci siano ancora quei 16/18 gradi di giorno e 10/11 la sera. Quella che ci fa fare un gran casino con la lana ed il cotone, con i cappelli e gli smanicati, con le pance scoperte ma con il cappotto sopra. Insomma, non credo ci sia altra spiegazione plausibile in giro quando si vedono combinazioni che non fanno né caldo né freddo, in tutti i sensi…

La lana fa indubbiamente caldo. Uscire solo con calze e body di lana non so quanto possa essere efficace in termini di temperatura corporea. Sì, anche se il body è a manica lunga…

La regola aurea in questo caso è: poggio e buca fa pari. Altrimenti detto “un colpo al cerchio e uno alla botte“, questa tecnica è antica come il mondo. Da una parte la lana con uno scollo immenso per le prese d’aria in caso di calore e dall’altra gli shorts, così almeno le gambe rimangono al fresco e si sa che il fresco fa bene alla circolazione. La combinazione dovrebbe garantire caldo/freddo in dosi adeguate. (Se poi arriva il freddo vero il colpo della strega è garantito)

Non solo lana! Anche il piumino del letto singolo, se avvolto opportunamente in vita, può garantire una buona dose di calduccio, soprattutto per passeggiate all’aria aperta. In questo caso si possono evitare anche le calze, tanto il plaid basta 😉

Il decolletè non va mai riposto. MAI! E’ stato sdoganato anche con le calze, ma fino a che il tempo non si è deciso, perché rovinare la scenografia? Quando hai maglione, giacca e cappotto di cachemire, il piede può anche rimanere nudo (ma non era tutto il contrario?). Se piove peggio, ma per lo stile questo ed altro!

Ecco, qui c’è chi mostra il contrario. Coscia nuda ci sta anche in autunno purché la scarpa sia pesante. Meglio un anfibio, uno stivale alto o anche uno peloso. In questo modo anche gli shorts o gli abiti corti possono prolungare la loro permanenza nell’armadio noncuranti del dettaglio che tra un mese è Natale. Azz…un mese O_o

Con le stagioni incerte e le temperature ballerine il vestirsi a cipolla (a strati) è la soluzione più intelligente ma non certo quella più stilosa. Perché per belle apparire un po’ bisogna osare, essere audaci ed infischiarsene del termometro. Dosare parti coperte e parti scoperte, pesantezze e materiali, prese d’aria e indumenti chiusi, è un’arte! Prendete ispirazione e scopritevi tutti…;)

Buon lunedì!

 

Buccia di Banana: Campagne Fashion: why? #21

Mentre i miei allievi del master di Fashion Styling sviluppano concetti interessanti con un contenuto sociale ed un’estetica accattivante, in giro i marchi di moda spacciano ancora pubblicità di dubbio gusto, banali, monotone e all’apparenza vuote. Io mi impegno, però, per leggerci qualcosa di buono lo stesso…;)

BRAND: BARBOUR / CAMPAGNA: FELICITA’ E’ UN PEZZO DI LEGNO

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La felicità è nelle piccole cose. O insomma, anche se non sono piccole, almeno sono semplici. Come una tazza di caffè la mattina, come un tramonto, come una giornata di pioggia passata sotto le coperte con un bel libro in mano, come abbracciare un tronco di legno…eh, sì, avete mai sentito parlare della tree therapy? Pare che abbracciare gli alberi sia un toccasana contro lo stress. Abbracciare i tronchi tagliati non lo so, ma in ogni caso fa figo! Lei comunque è felice perché il tronco lo sta portando dal Geppetto del paese che lo trasformerà nel suo Pinocchio personale. E non avrà solo il naso lungo… 😛 #happinessisapieceofwood

BRAND: MICHAEL KORS / CAMPAGNA: GLAM & PLASTIC

Il camino, il tappeto, i quadri, i fiori…tutto perfetto per raccontare la storia di questa strega di Biancaneve moderna che ha rinunciato al mantello nero in favore di un total look color cammello caramellato. Ma quella bottiglia di plastica a terra stona come un gruppo di amiche ubriache che tentano di emulare Beyoncé al karaoke in un sabato sera piovoso. Il dubbio è se l’hanno lasciata lì di proposito o se la sono dimenticata…#comerovinareunoscattoconunadistrazione

BRAND: KATE SPADE / CAMPAGNA: NON HO NIENTE DA METTERMI

Il vuoto spaventa. L’armadio vuoto spaventa di più e non solo: può causare attacchi improvvisi di panico e depressione! Ma se l’armadio è colorato la situazione sembra più rosea. La ragazza in questione è triste ma è consapevole che, in caso di estrema necessità, potrà usare il rivestimento dell’armadio per creare almeno un altro paio di look…chissà se si è accorta che ha ancora una borsa e un paio di scarpe sopravvissute alla razzia! 😉 #c’èsemprequalcosadamettersi

BRAND: BRUNO MAGLI / CAMPAGNA: TELENOVELA STYLE

Ciak, si gira! La vita reale non è mai stata tanto fashion, fotografata, ripresa e condivisa in ogni singolo momento. Se aggiungiamo un po’ di glamour, una posa plastica ed uno stacco di coscia nuda (che non fa mai male), ecco che otteniamo la pubblicità perfetta. Già vista e rivista. Io a questo punto riporterei in auge il fotoromanzo come forma di comunicazione moderna. Ma la posa naturale e coinvolta di lui, ne vogliamo parlare?!? #menoposeplastiche

BRAND: J WANDERSON / CAMPAGNA: DA SOTTO SEMBRIAMO TUTTI VESTITI MEGLIO

Il cambio di prospettiva cambia tutto. E’ il segreto della vita, guardare le cose da un’altra ottica perché assumano un significato diverso. Rivelazioni, dal basso in questo giro! Ed effettivamente visto da qua sotto questo completo sembra quasi bellino, perché si percepisce l’insieme ma in realtà non si vede un cazzo! Fotografia ad effetto senza andare nel dettaglio. Ottimo trucco 😉 #vistidasottosiamotuttivestitimeglio

Buon lunedì, da qualsiasi prospettiva lo stiate guardando…

Buccia di Banana/Di nostalgiche praterie, arsenico e vecchi merletti

Sono un po’ assente e distratta in questo periodo, ma fortunatamente ho degli informatori che mi tengono aggiornata su quanto c’è in giro e quali sono le proposte dei negozi per l’imminente autunno/inverno 2019. E non negozi di nicchia o d’avanguardia, assolutamente: queste sono le proposte di quei pronto moda che tanto fanno gola e soprattutto tendenza. Oggi vi illuminerò (dopo aver studiato l’argomento) su una nostalgico ritorno alle praterie, arsenico e vecchi merletti (probabilmente i trend setter non l’avranno nominato in maniera così poetica, ma io sì 😉 ).

Ora potete iniziare a cantare la sigla, se ve la ricordate, oppure metterla in sottofondo chiedendo aiuto a Youtube mentre scorrete le immagini di quanto suggerito da alcuni marchi per affrontare l’autunno. L’atmosfera in cui ci chiedono di calarci è quella della prateria, quella dei lunghi vestiti a fiori (che a dire la verità stiamo vedendo già da diverse stagioni o insomma, io a Ibiza il boho chic fiorato lo vedo da sempre), quella dello stile da zia un po’ castigato dove gli scolli sono solo un ricordo delle canottiere dell’estate, quello dove i centrini vengono rubati dai tavolini tondi e lanciati direttamente al posto dei colli dei maglioni

Romanticismo, voglia di cose semplici, ritorno alla natura, omaggio alle cose di una volta perché se ci guardiamo attorno ci prende il panico. Nei momenti di delirio presente più che al futuro si preferisce guardare al passato; invece di azzardare si vanno a ripescare certezze nel baule impolverato della nonna nascosto nella soffitta, sperando che il conforto arrivi a coccolare animi persi ed inquieti.  Come un maglione annodato in vita che fa tanto yuppi anni 90 ma che fa anche tanto bene ai reni, soprattutto se fuori è umido ;P

L’ispirazione della campagna si mescola con quella delle principesse, con il risultato di abiti “semplici” con i volumi delle maniche di Biancaneve che non sono poi le cose più pratiche da indossare in inverno: vi immaginate un bel cappottino con le maniche strette sopra che crea un effetto ingorgo di tessuto proprio lì, sotto al giro manica, dove suda l’ascella nel passaggio metro-ufficio di corsa il lunedì mattina? O_o

Immagini belle, sensazioni ancora di più. Come quella che ho io quando vedo abiti chiusi fino al collo, ermeticamente, come buste da mettere nel surgelatore. Un inverno castigato, per punire gli eccessi estivi a base di selfie in topless sulle spiagge azzurre di tutto il globo. Un inverno monacale, quello dove i ricami ad uncinetto imparati durante le elementari a scuola dalle suore oggi possono essere finalmente rispolverati e diventare un prezioso tocco di stile. Da provare anche in versione toppa sui gomiti o taschino applicato…sai che figata?!?

Insomma, l’input è chiaro e la direzione ormai segnata. Ora la sfida definitiva per essere veramente AVANTI è completare il tutto con la cuffietta…

Laura Angels ringrazia, ovviamente insieme a tutta la famiglia. Io con questi presupposti (e con tutto il resto che sta passando nel nostro Paese) ho una grande e improvvisa voglia di fermarmi sulla isla anche in inverno. Che i vestiti a fiori ce li hanno anche qui, ma almeno sono scollati e con le frange 😛 Buon luned…ops, è martedì!