Buccia di Banana/ Fashion Campaign: why #24

Prima del Covid, prima di essere bloccati nelle nostre case, prima che ci passasse la voglia delle vacanze, insomma prima di tutto il casino, molti marchi avevano già scattato le loro campagne per questa primavera-estate. Invitanti suggestioni visive che dovrebbero in qualche modo animarci e farci sognare…O_o

brand: charles and keith / campagna: distanza sociale versione spiaggia

Distanza sì, distanza no! Mascherine sì, mascherine no! La verità è che con le dritte della “nuova normalità” (che già fa paura come termine) non ci si capisce un gran che; ed è anche vero che se negli stabilimenti la distanza è stabilita dagli ombrelloni, nelle spiagge libere diventa più complicato. Ecco un suggerimento decisamente fashion e molto concettuale per prendere le distanze dal vicino di asciugamano 😉 Mi raccomando però, vestiti di tutto punto, accessoriati e con l’espressione depressa!

brand: PINKO / campagna: Il toro si prende per le corna

E’ noto che in certe situazioni il toro vada preso per le corna! Ma Pinko preferisce prenderlo alla vecchia maniera, redini e via, tentare la sorte. Fondamentale il completino da cow boy completamente pieno di glitter e frange: serve per stordire l’animale in questione, che con il rosso si agita, ma con gli sbrilluccichi va completamente nel pallone.

brand: LOUIS VUITTON / campagna: distanza fLOREALE

Chi non riesce a mantenere la distanza sociale e ha bisogno di una dose di tenerezza e vicinanza, può optare per un piano B che prevede un contatto stretto con la natura, che sempre aiuta nei momenti di difficoltà, ma comunque una distanza dal prossimo. Ora la domanda è: potevano abbracciare una palma e non estirpare quintalate di rose?!? O_o

brand: louis vuitton / campagna: ladri di banani

L’invidia è una brutta bestia! Ma anche camminare con scarponi e giaccone sulla spiaggia non deve essere simpatico per niente. Eppure questo è òutfit consigliato per passeggiate in solitaria (sempre per la questione post-pandemica), dove i volumi del soprabito e  la borsa da mare (!?!) sono perfetti per raccogliere conchiglie, sassi, legnetti e per imboscare caschi di banane sottratti al giardino del vicino. Attenzione alle foglie, quelle nasconderle del tutto è decisamente più difficile…

brand: SAINT LAURENT / campagna: STRISCIA LA BISCIA

In realtà il serpentello pare chiamarsi Charlie Brown, amico del fotografo che l’ha selezionato per questo lavoro degno di nota in cui la sua presenza è fondamentale per ravvivare questa combinazione leggings/top (della misura sbagliata) di un’originalità sbalorditiva. Ecco che il piccolo Charlie arrotolato diventa un punto focale di attrazione che rende questo scatto una patinata immagine di vita degli animali. Da apprezzare il fatto che la signorina non abbia usato l’appuntita punta di metallo della scarpa per scacciare Charlie…

brand: VIVIENNE WESTWOOD / campagna: IL peso della solitudine

La solitudine pesa come una sardina gigante riempita di sabbia che schiaccia la testa! L’espressione non poteva essere più triste…

Buon lunedì 😉

Buccia di Banana/Manipolazioni pubblicitarie e articoli inutili

La Moda, si sa, ha uno stuolo di servitori al suo servizio. Tra questi chi scrive di Lei sicuramente ha un posto di prestigio, perché volenti o nolenti è grazie ai mezzi di comunicazione che ci arrivano tutte le scintillanti news su abbigliamento&Co. Accessori, colori, tendenze e stili dettati da personaggi più o meno illustri ed autorevoli. Il “come” se ne parla e se ne scrive FA LA DIFFERENZA. Ecco perché, in questo momento in cui tutto sembra scuotersi in nome di un ribaltamento di valori e modalità produttive, vedere che chi scrive di moda lo fa sempre in maniera manipolatoria, vuota, ed approssimata mi fa veramente cascare le…:) Buon lunedì!

Ma cos’è il “TUNING” spensierato? E soprattutto siamo sicuri che c’è questa valanga di spensieratezza in giro? Mah…Ancora una volta l’abuso degli inglesismi genera perplessità ed il solito vecchio pensiero “ma parla come magni”!!!

MANIPOLAZIONE e PUBBLICITA’ (nemmeno troppo occulta) di uno dei colossi che non avrebbero più bisogno di essere menzionati dalle testate giornalistiche da qui all’eternità. La costruzione della frase mostra: 1-Un’affermazione di dubbia provenienza (chi te lo ha detto che è il più venduto?!?); 2-Pubblicità al Signor Amazon; 3-Spinta sulla questione tutta al femminile legata alle paranoie curve-costume-nudità, una cagata pazzesca che ci rivendono costantemente per alimentare le insicurezza; 4-Rush finale con accento sul prezzo che incentiva all’acquisto di beni che costano poco (sì, ma a che prezzo)?

Il simpatico pezzo prosegue con un’altra affermazione appetitosa FIGHISSIMO-COSTATO POCHISSIMO. E l’altra interessante notizia che per fare ricerca sulle tendenze stagionali si va su Amazon…ma davvero? Sono rimasta mooolto indietro…

Le banalità non finiscono qui. A quel punto dobbiamo scoprire cosa c’è di così figo in questo costume e apprendiamo che: 1-è NERO, che come è noto, STA BENE A TUTTE (!!!); 2-“ha le caratteristiche giuste per avvolgere alla perfezione tutte le curve“…la vacuità di questa affermazione che non fornisce nessun tipo di dettaglio o precisazione tecnica su quali siano queste caratteristiche mi lascia intendere che non c’è nessuna competenza tecnica dietro a chi scrive o che c’è semplicemente la necessità di proporre molti contenuti senza nessun tipo di cura. MA DAVVERO noi vogliamo leggere queste cose? IO, sicuro che NO! 3- la vestibiltà regolare è un altro concetto che andrebbe approfondito, ma vabbè…

Finalmente siamo arrivati in fondo a questo articolo in cui ho appreso che questo famigerato marchio del costume più cool e venduto di questa stagione è di proprietà di Amazon (cosa che non depone a suo favore a mio avviso); ma soprattutto che “tendenze principali per i costumi da bagno nell’estate 2020: la conferma che il pezzo unico è un must a cui non rinunciare assolutamente!“. E ora la mia puntigliosa penna rossa si chiede: come fa il costume più venduto su Amazon ad essere UN PEZZO UNICO?!?! C’è evidentemente ancora moltissima strada da fare…

L’analisi del testo è finita. Andiamo in pace. (Pretendendo di leggere meglio, perché di questi articoli vuoti dai titoli altisonanti non se ne può più…sembra che ci prendano per scemi e noi scemi non siamo)! #slowriting

 

Buccia di Banana/Quando la storia delle mascherine sfugge di mano…

Inutile chiedersi quale sarà il must have della prossima stagione; volenti o no, è già sulle bocche di tutti: la mascherina!!! Alla fine ce l’hanno fatta a tapparci la bocca, almeno quando stiamo in giro. Ed ecco che in previsione di un’estate con la faccia tappata per più del 50% tutti si siano ingegnati a creare mascherine di tutti i tipi (sul fatto che servano effettivamente a qualcosa nutro ancora dei dubbi). Brand di abbigliamento riconvertiti in produttori di mascherine, costumi che si abbinano alla museruola, fasce in coordinato e outfit corredati dell’immancabile copri-bocca. Come al solito, tra il renderle un oggetto aggraziato e meno freddo e il buttarla completamente di fuori in nome dell’originalità e spiritosaggine c’è sempre la sua differenza…vi appoggio qui quelle che mi hanno lasciata…perplessa! 😉

mascherina fippi

Queste sembrano uno scherzo, purtroppo sono state realmente prodotte per essere spedite agli operatori sanitari in Lombardia. L’azienda, conscia dell’emergenza mascherine, ha deciso di convertire la sua normale produzione (pannolini per aziende terze) in quella di mascherine. Ottenuta l’autorizzazione a procedere, le mascherine sono cominciate a giungere negli ospedali. Spero che non se ne vedano più…il finto pannolino in bocca ANCHE NO!!!

face mask id

Il bello (o il brutto?) delle mascherine è che spesso non si riconosce chi c’è sotto (non vedere certe facce di ca… poco simpatiche la mattina ha il suo vantaggio, indubbiamente). Per questo le FACIAL MASK ID sono state ideate appositamente per ricreare sulla mascherina i propri tratti somatici. Stampate con tecnica diretta, riproducono fedelmente le caratteristiche estrapolate da una foto. Attenti a non prendere quella del proprio compagno di casa…sai che bell’effetto poi?!?

Silicon slimer

La versione slimer colante per animi ribelli o particolarmente artistici nell’animo. L’effetto bava un po’ splatter un po’ fetish è assicurato! O_o

vinyl rock…pure un po’ glam

C’è chi non rinuncia al lato fashion nemmeno con la bocca tappata. E no, non sto parlando di semplici mascherine con monogrammi sparsi, ma di roba di alto livello. Vuoi non metterti in faccia un po’ di vinile e due chili di brillantini? Che con il caldo e la stagione in arrivo sono la morte sua…

Full mask

Una soluzione apparentemente più comoda e decisamente protettiva su tutti i fronti. La full mask in realtà è geniale, nel suo essere uno scudo protettivo dall’apparente comodità (si indossa come un paio di occhiali, non ha quegli elastici malefici che ti tirano giù le orecchie e non ti casca dal naso se sprovvista di ferretti). Mi rimane un unico dubbio sull’appannamento e sull’uso in caso di pioggia (potevano inserire dei tergicristalli?!?).

frangiata (charleston style)

Non ci vuoi mettere due frange alla mascherina?!? Giusto per stare ancora più comodi e leggeri?!?

Insomma, il momento è quel che è, ‘ste mascherine ce le dobbiamo tenere per ora…almeno vediamo di metterle come si deve!!! 😛

Buon lunedì. Voi le tollerate bene o male?

Buccia di Banana/L’ignoranza è una brutta bestia

Offuscati dal Corona e Company, è facile perdere di vista tutto il resto del mondo (e delle problematiche che nel frattempo vanno avanti). E mentre la rete si riempie di tante voci e facce che si sentono in dovere di intrattenere (a volte sì, ma a volte anche no, ecco), ecco che pur di acchiappare like e qualche seguace in più si legge e si sente di tutto. Quello in cui sono incappata ieri, grazie alla segnalazione di una mia amica, mi ha fatto dapprima far uscire gli occhi dalle orbite, poi innervosire e infine cascare le palle! Normalmente ciò che accade online me lo tengo online, ma in questo caso l’occasione mi offre preziosa testimonianza per alcuni spunti. Ovviamente sono una signora e non farò nomi…;) Andiamo con ordine…

1-il post O_o

 

L’idea geniale: mettere accanto modelli del lusso con modelli simili di catene di pronto moda…come se non si sapesse che in questo mondo (e non solo) tutti scopiazzano tutto. Ammirabile il fatto che sia contraria ai falsi. Un po’ meno ammirabile il concetto che “meglio essere alla moda comprando fast fashion piuttosto che non esserlo affatto“! Il danno numero uno della Moda: instillare il senso di inadeguatezza quando non allineati alle tendenze! Fino a che ci saranno persone/personaggi che foraggiano queste credenze siamo fritti! Dopo amletici dubbi se lasciare o meno un mio pensiero sotto questo post, mi dico: “perché no, magari c’è spazio per un dialogo. Sia mai che la gente sia disposta a ragionare o semplicemente a valutare altri punti di vista“…

2-un paio di risposte illuminanti…

Niente, sembra che “essere alla moda” sia un questione di vitale importanza! Nel nostro scambio, in cui mi si va sempre di più tappando la vena, si inserisce una terza persona, fortunatamente in accordo con la sottoscritta! A questo punto arrivano due risposte sensazionali

3-l’apice


I dati esilaranti in queste risposte sono ben due: 1-il mass market non usa pellicce ma usa derivati del petrolio, poliestere&co. Quindi tutt’apposto!!! O_o 2-Tutta l’industria della moda fa schifo, quindi la consapevolezza ci salverà! Sì, ma quale? Perché se il grado di consapevolezza auspicabile è questo…io vado a vendere piadine in spiaggia SUBITO! A questo punto decido di lasciare il post pubblico e condividere, dopo una serie di respirazioni profonde e prolungare, una riflessione strutturata, motivata, aperta e gentile (lo giuro, anche perché diverse volte ha funzionato, quindi mi sono riproposta di essere accogliente e non tagliente…almeno per un paio di volte). Una risposta nella quale facevo presente che tra pronto moda e lusso ci sono mille declinazioni possibili di fashion a portata di tutte le tasche; che la consapevolezza nella scelta passa anche dal capire ed informarsi rispetto al cosa c’è dietro certi prezzi bassi e che seguire le tendenze non è così vitale (da tenere presente che il personaggio in questione fa la personal stylist).

4-la risposta che mi ha fatto cascare le palle e decidere di scrivere il post

Eh, già, perché non farlo? Indubbiamente più facile far seguire alla “massa” (quando scrive mass market mi prende male, mi immagino greggi di persone ammassate dentro ai negozi) i modelli di consumo finora suggeriti dal sistema. Farli ragionare mi sembra eccessivo, in effetti! Così come anche informarli su altre modalità. (vintage e seconda mano belle ma troppo personali?!? Cazzo vuol dire?) Quando poi ho letto che “il prezzo non è così piacevole” per quanto riguarda piccoli brand e artigiani mi si è palesata l’ignoranza ed il poco rispetto del lavoro altrui di questa persona.

Lei non SFORZERA’ la gente a comprare (meno male) e continuerà a pubblicare post di questo tipo, farciti di ignoranza, pressappochismo, consigli utili quanto le istruzioni sul rotolo della carta igienica e con messaggi che a tutto sono orientati meno che alla consapevolezza.

5-morale della favola

A questo punto non mi sono presa la briga di risponderle. Ho solo ragionato su quanto ancora siamo arenati su sistemi vecchi come quello dei trend e del sentirsi alla moda PER FORZA; su quanto la visione sia ottusa e limitata ad un sistema binario anche per quanto riguarda i consumi (o il lusso se te lo puoi permettere, FIGO, o il pronto moda, SFIGATO ma comunque TRENDY); su quanto non ci sia ancora attenzione all’esterno della propria visione (fotte sega se chi cuce mangia, io almeno ho il capo di tendenza); e su come in rete influencer o presunte tali (fortunatamente costei ha un seguito di 1500 persone, che non sono poche) appoggino gratuitamente marchi di grossi colossi e multinazionali nonostante non ne abbiano decisamente bisogno. E, naturalmente, su quanta ignoranza c’è in giro. Quella sì che è un bello scivolone…sempre e in ogni campo!

Buona Pasquetta…domani tutti a comprare borse dei mass market…online però eh! 😛

 

Buccia di Banana/Incredibili trend per il prossimo mese

Tempi duri e bui ci aspettano nelle prossime settimane. Appurato che la moda è andata in botta e che il vestitino a fiori può aspettare prima di essere sfoggiato, ecco che arrivano comunque  notizie positive e rassicuranti anche dal mondo dei trend-setter-in-clausura che ci faranno gioire e sentire molto alla moda…almeno per un po’ 😉 Questi i TREND SDOGANATI ufficialmente per il prossimo mese.

PIGIAMATI E STILOSI

Bistrattato e infamato, eccolo lì, il nuovo indumento immancabile in questo periodo. No, niente roba di seta, colori alla moda o modelli maschili resi sexy da scolli e linee morbide. Il pigiama è il migliore amico, ma pigiama deve essere. Comodo, morbido, senza costrizioni. Ammessi tutti i cromatismi e fantasie, meglio se toni tristemente pastello e con disegnetti stupidi. AVVERTENZA: visto che lo indosseremo 24 ore al giorno si consiglia di cambiarlo almeno una volta a settimana…o comunque prima che si vada a tirare nella lavatrice da solo! 😛

Pelo Libero/DONNA BAffuta di nuovo piaciuta

Via libera al pelo. Dappertutto! Ascelle, gambe, inguine…dove volete! Ma se pelo deve essere, che sia consistente, lungo abbastanza da poter sostituire alla pelle setosa l’effetto morbido cucciolo da accarezzare (no setole o mezzi peli, please)! L’idea dietro a questo ritorno alla natura non è di origine filosofica (nessuna rivendicazione della liberazione della schiavitù femminile del pelo), bensì di natura pratica: sembra che il 90% delle donne influenti della moda e dello spettacolo non siano in grado di sopperire allo spelamento da sole, per cui meglio trasformare il pelo in un trend per tutte che essere accusate di incompetenza…;) Il tema del pelo viene esteso anche al baffo, perché se la donna baffuta era sempre piaciuta, perché non riportarla in auge proprio adesso?!? (Dopotutto sono momenti bui, non ci vede nessuno)

Ricrescita unghie ammessa agli esami di fine anno

Dopo anni di nail art e di unghie ricostruite con gel super duraturi che non si levano nemmeno con le martellate, ecco una nuova proposta dai guru del beauty (impegnati a fare tutorial giornalieri, ma comunque presenti): se la ricrescita va, lasciala andare! Onde evitare gesti pericolosi e uso incontrollato di acidi e sostanze chimiche, meglio unghie con la ricrescita. Anche se parecchio evidente. Se la quarantena va avanti parecchio ci sta che ad un certo punto cadano da sole; fino a quel punto nessun problema, siete in pieno TREND!

Ricrescita mon amour

La ricrescita non è un peccato. La ricrescita non è una vergogna. La ricrescita è un segno evidente che, fortunatamente, i capelli continuano a crescere nonostante il tempo che passa! L’Unione Parrucchieri Ipersupermegatrendywow finalmente ripongono la stagnola e urlano liberi dalle loro terrazze (intorno alle 18.15, dopo il canto nazionale dal balcone) che la ricrescita non è pericolosa e che soprattutto in casa non vi vede nessuno; quindi meno paranoie, più relax e lasciar respirare il cuoio capelluto in attesa della riapertura delle attività. Nel caso vi piacesse o foste particolarmente affezionati, si può tenere fino all fine dell’estate (tanto con il mare i capelli finiscono di distruggersi; a settembre ci si penserà)! 😉

No filler, Ruga Party!

LA GUERRA ALLE RUGHE E’ FINITA…per ora! Si tratta di un armistizio momentaneo, tranquilli, un periodo di prova per le nemiche dell’eterna giovinezza per vedere come se la cavano in questo momento in cui i chirurghi hanno deposto punture e pialle. “Forse non sono così male” – ammette il direttore delle Tendenze dei Volti Copia&Incolla – “diamogli il beneficio del dubbio“. E così chi si sente perso senza la puntura del mese può tirare un sospiro di sollievo; sarà in buona compagnia e in linea con le tendenze sdoganate del momento. “Dormite sonni tranquilli” – prosegue – “in giro sta accadendo di peggio. E poi per nascondere quelle intorno alla bocca c’è sempre la mascherina“.

…Buon lunedì! 😀

Buccia di Banana/Mascherine scivolose (il trend che fa riflettere?)

La moda anticipa le tendenza o prevede le sciagure? Fa riflettere o sfrutta episodi tragici per incrementare le vendite? Il confine è sempre molto sottile e quando non ci si prende la briga di indagare puntare il dito contro l’ennesima trovata fuori luogo dei colossi del lusso è un attimo. E così è stato anche questa volta, quando sul sito di Luisa via Roma è apparsa SOLD OUT la mascherina di Fendi da 190€…

Le mascherine in questo periodo vanno via come il pane (e come l’Amuchina, che nel frattempo è l’unica azienda che sta guadagnando in tutto questo casino); il fatto che sia esaurita anche quella di Fendi ha fatto gridare allo scandalo…come se il marchio in questione l’avesse messa in produzione nelle ultime settimane per cavalcare quest’onda virulenta che sta allarmando il Pianeta. Se il ragionevole dubbio vi ha assalito, se anche voi avete pensato “col cazzo che mi compro la mascherina da 200€, al massimo mi tappo la bocca con la carta igienica“, ecco che bisogna rimettere un attimo le cose in ordine. La mascherina in questione è un accessorio che fa parte di una piccola collezione realizzata in collaborazione con Jackson Wang (rapper cinese) che lo stilista lanciò in occasione di una sfilata a Shangai lo scorso anno (che siano d’accordo con i produttori di virus di zona)?!? 😉 Il fatto che in una collezione ci sia una maschera non stupisce e non è nemmeno la prima volta. Nelle metropoli e megalopoli di mezzo mondo l’inquinamento è un problema reale da diverso tempo e le mascherine, chirurgiche, antigas o fetish, hanno sempre solleticato l’immaginario dei più attenti alle tendenze e alle novità proposte dallo street style, diventando oggetti di culto! (oltre che di reale necessità in alcune zone)

Portava una simil-mascherina Naomi Campbell in una sfilata di LV nel 2008, ma anche Billie Eilish alla scorsa edizione dei Grammy completamente vestita da Gucci. Ma possiamo andare ancora più in là, in quel 2014 dove, quando l’Ebola minacciava l’Oriente, lo stilista Yin Peng mandò in passerella ogni modella corredata da un modello di mascherina differente. (gufata o trend?)

Insomma, le mascherine circolano sulle passerelle già da un po’, forse anticipando i contagi o semplicemente tentando di far riflettere con un tocco glamour su scenari futuristici ed apocalittici dovuti a inquinamento e crisi climatiche…dopotutto la moda è un forte termometro sociale specchio di quel che accade intorno…potrebbe volerci far riflettere oltre che approfittare per generare bisogni inesistenti e venderci qualunque cosa a prezzi stratosferici?!?

Prima dei virus e delle epidemie è stato l’inquinamento a far drizzare le orecchie ad artisti e designer. E’ stato il caso dello stilista cinese Chi Zhang; lo smog della capitale è la sua fonte di ispirazione e tra le sue creazioni sono diventate un’icona le maschere antigas con la scritta “Fxxk Air Pollution“. L’artista Kong Ning ha disegnato un abito da sposa lungo dieci metri, formato da 999 mascherine, e ha intitolato l’opera “Marry The Blue Sky”. Denuncia sociale, portare l’attenzione mediatica su argomenti di attualità, sensibilizzare. A volte la moda fa anche questo…

…e forse, in questa occasione, puntare il dito contro la mascherina di Fendi è l’ennesima caduta di stile di una popolazione che fa della critica il suo cavallo di battaglia anche in situazioni poco opportune. In ogni caso, 190€ per una mascherina, non ce li avrei mai spesi 😉

Buon primo lunedì di marzo!

Buccia di Banana/Fashion Campaign: WHY #23

La scorsa settimana ho fatto un’immersione di ben 48 ore nella settimana della moda milanese. Ne sono uscita viva, ma provata negli occhi e nello spirito: già online mi sembrano tutti matti, dal vivo è ancora peggio! In mezzo a questo carrozzone ben vestito c’era di tutto, dalle PR alle signore attempate della moda che fanno il brutto ed il cattivo tempo delle tendenze da almeno 40 anni (possiamo fare largo ai giovani?!?), le fashion blogger arrivate con 10 anni di ritardo (dai ragazze, evolviamoci) e i nuovi influencer da prima fila che non sanno nemmeno la differenza tra seta e satin. Fotografi, stylist e modelle dalle gambe lunghe (arrivata al Principe di Savoia per una lezione il primo essere umano che ho visto è stata Bianca Balti, giusto per mettersi a proprio agio). Comunque, nonostante abbia raccolto una serie di immagini di tutto rispetto, oggi divago sulle immagini proposte, pensate e concepite da direttori creativi e pubblicitari illuminati.

BRAND: BURBERRY / CAMPAGNA: SOSTEGNO PIUMATO

Il metano ti dà una mano…anche la tua amica se ne hai bisogno. Anche se sei uscita con il costume di carnevale da struzzo piumato, copiandola senza ritegno (lei te lo aveva detto un mese prima), al momento che il tacco della scarpa comprata a poco prezzo al mercato sotto casa si è scollato, lei non ha esitato a prenderti sulle spalle! Incredibile l’espressione di rassicurante sorellanza, quasi un sorriso: solitamente nelle campagne di Burberry le modelle sono sempre impalate&incazzate. Stiamo facendo passi in avanti. Meno male.

BRAND: DIESEL / CAMPAGNA: SUPEREROI

Per volare non servono i super poteri e tanto meno un aereo (a meno che non sia un jet privato extra lusso 😛 ): basta indossare un paio di jeans della Diesel e la capacità di levitare nell’aria s’impossesserà di voi senza nemmeno chiedere il permesso. Il problema è che nessuno ha capito ancora come fare a tornare con i piedi per terra! 😉 Scena surreale realizzata (a caso) a Photoshop dall’ultimo stagista accolto nell’azienda per il periodo di carnevale. Praticamente uno scherzo!!!

BRAND: LOUIS VUITTON / CAMPAGNA: CHE (H)Orror(e)

La paura farà 90? Ma 90, che? 90 anni di galera? 90 milioni di euro? 90 borse vendute? Sicuramente l’ispirazione horror di Vuitton per questa campagna pre-fall dedicata agli accessori ci fa un po’ spavento, soprattutto perché non ce l’aspettavamo (e l’ignoto spaventa, da sempre). Per la prima volta non è protagonista il glamour patinato, ma un mostro spaventoso che attenta alla povera fanciulla ignara di tutto…ed anche noi. Il fastidioso essere con gli occhi rossi è la versione arrabbiata ed incompresa di Alessandro Michele quando si è sentito infamare a gran voce per via delle modelle usate nell’ultima sfilata. Che paura! Si salvi chi può…

BRAND: rodarte / CAMPAGNA: come una principessa

Dai mostri alle principesse il passo è breve: basta aggiungere un sacco di tulle, una modella bionda con la faccia da brava ragazza, cristalli a profusione, un fondo surreale comprato nel negozio cinese sotto casa ed un piccolo cucciolo, che fa sempre la sua figura! Non so, ma forse mi spaventa più questa campagna rispetto a quella horror:  mi ricorda una delle concorrenti di quei concorsi di bellezza trash americani per bambine. Rabbrividiamo…

BRAND: SAINT laurent / CAMPAGNA: sole, cuore, amore

Ebbene sì, le tre parole magiche tornano ad incarnarsi fotograficamente per questa campagna speciale di Saint Laurent pensata per celebrare il giorno degli innamorati. Il sole c’è, gli occhiali da sole pure, il cuore è il nuovo must have (ovviamente sotto forma di occhiale di cui non voglio sapere il prezzo) e l’amore…l’amore è nell’aria, si respira, amore passionale e sentito tra questi due esseri immacolati e filiformi. Tra i suggerimenti sottili di questa campagna c’è l’invito a non lasciare a casa la protezione 50, mentre si può tranquillamente fare a meno del sorriso. Tanto è inutile… O_o

BRAND: GUCCI / CAMPAGNA: THe good life

Icona di stile, un esempio da seguire per invecchiare senza perdere un capello, il ritratto di chi se l’è goduta e continua a godersela alla grande. Da questa campagna c’è solo da imparare. La bella vita, dove i soldi (rappresentati in questo caso dall’interno di una limousine più grande ed accessoriata della mia cucina) sono solo un contorno, è rappresentata dalla libertà di fare, di essere e di esprimersi. L’espressione di Iggy parla chiaro e sembra dirci “Se ancora non l’avete capito siete dei duri“.

E con questa, buon lunedì. E buona bella vita 😉

Buccia di Banana/Cariche: ecco come devono essere le sneakers per la prossima primavera

Era da un po’ di tempo che non buttavo un occhio allo street-style e soprattutto al variegato mondo delle sneakers, ovvero le scarpe da ginnastica. Sarà perché io sono un’affezionata delle mie Superstar che si alternano ogni paio d’anni alle Stan Smith; sarà perché più mi guardo in giro e più mi passa la voglia di azzardare in questa direzione…ecco, pesante! Non sono la regina della sobrietà, eppure queste nuove scarpONE hanno qualcosa che mi rimane indigesto. La parola d’ordine, in ogni caso, è CARICHE! Ma andiamo con ordine, leggendo prima cosa ci dice la Bibbia dello stile che io tradurrò per voi (che è stata dura interpretare anche per me)!

Dunque, appurato che la COOLNESS non deve mai mancare (siamo pazzi?!?), le indicazioni per i modelli della nuova stagione prevedono colori tirati a caso modello barattolo di pittura che casca con ovvie ripercussioni sulla calzatura; interessanti anche quelle con la punta effetto “ho calpestato uno slime disgraziatamente caduto a terra“. Insomma, colore a caso, ma anche bianco bianco effetto panna montata o soffici nuvole simil-caramelle da portare ai piedi. Delicate, ma nemmeno troppo.

 

Così come assai poco delicate si presentano queste scarpe frutto di un’incrocio tra la scarpa da trekking (che saranno funzionali ma sempre state bruttine) ed una ginnica che ha mangiato troppo. A poco servono i dettagli dorati e la firma Gucci in fondo. Anzi, diciamo che contribuiscono a dare quel tocco di non-finezza in più. Giusto per rimanere in quel limbo di brutto/figo che a volte fa il giro…a volte invece no! O_o

 

Di scarpe effetto gamba-ingessata ne abbiamo viste diverse nel corso della storia, ma le socks trainer (ovvero i calzini da allenamento) di Longchamp dai toni pastello hanno dato un bel colpo di grazia a tutti gli ospedali di zona. Il calzino in neoprene in questione con quel bel bordo spesso sega-polpaccio è poi la ciliegina sulla torta per chi non ha proprio le zampette da fenicottero. Il micro clima ideale per la coltivazione di funghi è inclusa nel prezzo.

E come non far mancare una bella versione alta e delicata di scarpa da ginnastica di tela?  La  re-interpretazione  della  Chuck Tailor in versione zavorra a forma di barca  è l’apice.  Per  la  modica  cifra  di  1500  dollari.  E con  questa  passo e chiudo!!!

La perplessità è sempre la stessa: ma davvero per la primavera-estate dobbiamo andare in giro con questa pesantezza ai piedi? E poi, mettiamo la tassa sulla plastica e facciamo la differenziata ma continuiamo a sprecare quintalate di gomma per fare delle scarpe…PESANTIIIII? Mah…;) Buon lunedì

Buccia di Banana/Spacca mele…

[Un post molto molto corto che però vuole fare riflettere su due aspetti fondamentali:

1- La comodità e la praticità sembrano non essere mai di moda. Ancora nel 2020 dobbiamo sopportare cose…decisamente noiose!

2-Certe cose le possono pensare solo designer uomini o donne molto cattive, perché ipotizzare degli shorts di jeans (quindi stretti) con una zip di metallo (scomodissima e rigida) che ti attraversa le chiappe, sotto chiappe e vagina spaccandotela a metà può essere solo opera di qualcuno che non è in possesso dello stesso organo. Non condividendo non può immaginare il fastidio, il dolore e le controindicazioni! ]

Ma l’Universo provvederà a punirlo a suo tempo. Anche per il prezzo esoso al quale tenta di vendere quest’idea antip[r]atica!!!

E con questo vi auguro un sereno lunedì. Almeno più comodo di questa zip infilata nel cu…ops! 😉

Buccia di Banana/Nail Art: dove siamo arrivati (con finale horror)

Quando si parla di moda non dobbiamo perderci i dettagli. E non sto parlando di accessori o bijoux, ma di ogni piccola estensione che durante le sfilate viene sistemata fin nel minimo dettaglio pronta a fare tendenza. E’ il caso di capelli, trucco e parrucco, fino all’ultima unghia del mignolo della mano destra. E quando l’occhio casca sull’unghia, non si sa mai cosa aspettarsi.

Perché le vie della nail-art sembrano essere più infinite di quelle del Signore; sicuramente più kitsch di Moira Orfei ai tempi d’oro. Se del 3D pensavamo di aver visto tutto ci sbagliavamo. Sembrano non esserci limiti alla creatività, grazie ai materiali innovativi (e si racconta siano anche atossici, ma su questo dettaglio non ci metterei la mano, anzi) e alle idee folli di artisti dell’artiglio che vogliono che le nostre mani siano sempre più scioccanti, capaci di lasciare il segno (soprattutto con quelle a punta, che funzionano bene anche come taglia carte)! Prendere appunti per la prossima stagione:

Perché riempirsi le mani di accessori ed anelli quando puoi avere direttamente le unghie gioiello? Preziose, abbellite da catene, argenti e pietre preziose, le unghie gioiello sono un simpatico 2 in 1 che risolve il problema di cosa abbinare allo smalto. La praticità in questo caso non è contemplata ed è assolutamente vietato passarsi le mani tra i capelli: rischia di rimanerci impigliato tutto lo scalpo! O_o


Le unghie-sacre sono una celebrazione dei cuori sacri, tornati di tendenza da almeno tre anni. Un’icona un po’ vintage, un po’ sacra, un po’ profana, un po’ gotica che dà indubbiamente un tocco di raffinatezza a qualsiasi mano. Comode da utilizzare in assenza di stuzzicadenti; ricordarsi di lavare le mani dopo l’uso! 😉

Non poteva mancare in tutto ciò una serie di unghie piumate. Eleganti, raffinate e originali; la piuma riesce a dare un tocco di esotico anche alla mano più rovinata a furia di lavare i piatti senza guanti. Indicate per mani di fata e mani nullafacenti, se ne sconsiglia l’uso per bagni in mare e nemmeno in piscina. Per i giochi erotici, invece, pare che vadano alla grande. Ricordarsi solo di non lasciare piume in giro 😉

Ma la vera innovazione della stagione arriva dalla Russia, dove una nail artist locale si è divertita a sperimentare e andare oltre, realizzando e modellando delle vere e proprie opere d’arte…manuale. Perché accontentarsi di una stretta di mano, quando puoi avere altre piccole cinque manine che si allungano per stringere la mano del nuovo collega in ufficio? Ed ecco allora che le unghie si trasformano, grazie ad una sapiente opera di modellazione, in piccole mani e piedi che si affacciano sbarazzine al di là della mano. Una meta-mano, un’opera tra il concettuale e l’horror, dove la mano con le mani potrebbe essere l’arto di un mostro geneticamente modificato. Con le unghie-piede abbiamo raggiunto l’apice del terrore, ma talmente tanto trash che fa il giro e quasi quasi risultano quasi gradevoli O_o (stavo scherzando, giuro). La speranza è sempre quella che rimangano casi isolati a qualche video di youtube e post su instagram. Eppure ho come il presentimento che potremmo ritrovarci a stringere mani con un’enorme quantità di dita…e di piedi!

Che brutta scena 😛 Buon lunedì