Buccia di Banana/Fenicotterolandia (rivogliamo il coccodrillo)

E’ un’invasione in piena regola! Un’ondata di rosa che ha invaso il mare, i laghi, le spiagge ma soprattutto le piscine (e non quelle comunali, ma quelle delle ville dove personaggi più o meno famosi vanno a fare i fighi). Quest’estate se non hai un gonfiabile fenicotteroso non sei veramente nessuno!!! E così il mondo si riempie di plastica senza ritegno, il web si ingolfa di immagini tinte che vanno dal rosa pastello perlato al fuxia più acceso (ma qualcuno lo sa di che colore è il fenicottero vero?) e ogni festa a tema diventa un flamingo-party. Ma perché?

Il fenicottero è un animale grazioso, femminile, elegante e poi è rosa. Da sempre relegato nell’angolo del kitsch (Fiorucci lo aveva tirato fuori nel suo store almeno 20 anni fa), accompagnato da palme, cocktail colorati e altri oggetti dal sapore californiano ed esotico, è stato riportato alla luce della ribalta grazie a stilisti e designer che lo hanno riesumato. Qualcuno dà anche il merito di questo ritorno alla solita insalatona bionda, sembra che ogni cosa che tocca diventa supercoolwowimmancabile. In realtà la tendenza giungla-tropicale esiste già da qualche stagione e quest’estate ha raggiunto il culmine; dopo abiti, accessori e cover di telefoni non poteva mancare il gadget estivo gonfiabile a forma di pennuto rosa (anche perché il tucano con quell’arancione del becco non era facile da abbinare ai costumi).

Il fenicottero, invece, è facile, è di impatto, è cavalcabile (si presta alle posizioni più svariate, anche in versione provocante…se in grado di rimanerci in piedi) e funziona molto bene per le stories e gli scatti da condividere sui social network. Meglio se usato in grandi piscine contornate dal verde che lasciano i fan a bocca aperta e a rosicare su uno stile di vita irraggiungibile. Il gonfiabile in questione, infatti, non ha precisamente il prezzo di un materassino da 5 euro comprato al mini-market sotto casa, ma spazia dalla versione base a 39 € a quella gigante (un pupazzone di 3 metri di altezza) al costo di 300 e passa. ESAGERATI! La fenicottero-mania è degenerata: non solo dive e divette, influencer e blogger, ma anche uomini, con o senza tatuaggi, si sono lasciati ammaliare dal fascino rosa dell’animaletto dal collo lungo…solo io li preferisco sul caro vecchio ed ormai vintage coccodrillone dotato di maniglie e ferocissimi denti affilati?!? 😉

Se volete essere super-mega-trendy potete abbinare questo must have ad un altro “immancabile” di stagione del quale avevo parlato qualche mese fa: glitter sulle chiappe e fenicottero; scatto a 90 e vedete che pioggia di LIKE! 

Comunque, per la gioia di tutti, voglio informarvi che esiste anche la versione “wannabeflamingo” da poveri, quella per coloro che non si vogliono sentire da meno ma che non hanno né la piscina dove metterlo (ed in questo caso va benissimo una vasca da bagno o la bacinella dei panni, meglio se azzurra per simulare il colore) né il budget adeguato: un fenicotterino da 6€ nel quale però poter infilare la lattina di birra…vuoi mettere la comodità?!? 😉 Lo so perché in tempi non sospetti sono cascata anche io sul piccolo pennuto…ma solo perché la papera gialla era finita! 😛

In ogni caso meno gonfiabili sarebbe meglio (quintali di plastica in giro anche no); come animale di contro tendenza, se proprio sentite la necessità di galleggiare sul mare, propongo una bella razza…simpatica, no?!? 😉

Buon lunedì con fenicottero ma soprattutto senza!

 

Buccia di Banana/I disturbatori (da spiaggia)

L’essere umano, in certi luoghi e momenti, finisce per dare il peggio di sé. O comunque a comportarsi come se fosse solo nella sua stanza da letto, incurante del mondo che invece lo circonda. La spiaggia è un bel teatrino, dove sempre più spesso si può assistere a siparietti spettacolari che ti lasciano interdetto e ti fanno realmente dubitare dell’intelligenza dell’uomo. Insomma in spiaggia è pieno di disturbatori maleducati!!!

Gli urlatori: gli urlatori, purtroppo, sono una specie assai diffusa. Loro non hanno la voce e non emettono suoni, no, loro hanno direttamente un megafono attaccato alla trachea che si attiva ogni volta che aprono bocca. E urlano. Costantemente. Che parlino con l’amico seduto accanto o con la fidanzata che nuova in mezzo al mare al largo della costa non fa differenza: urlano! Noncuranti di tutto e di tutti. Urlano senza ritegno. Urlano credendo di essere simpatici, spesso facendo battute solo per essere sentiti sperando che dal pubblico circostante parta un applauso (che non parte). Loro urlano. Nel loro dialetto, non fa differenza che sia del profondo nord o profondo sud. Urlano. Con tutto questo urlare ti esasperi nel giro di poco, finendo per inveire in maniera poco garbata “MA COSA CAZZO C’HAI DA URLARE?!?”. Ma niente, dopo le scuse iniziali e 5 minuti di silenzio, loro ricominciano ad urlare…

I “Canai” (ovvero i portatori di cani sciolti): il cane è il migliore amico dell’uomo, ma l’uomo non sempre è amico degli altri uomini. Ecco perché si sente in diritto di arrivare in spiaggia e sguinzagliare il suo cucciolo, lasciandolo libero di fare qualunque cosa: il bagno, i tuffi, rotolare sulla sabbia, risalire e scuotersi sugli asciugamani altrui, sdraiarsi bagnato sui libri e telefoni dei vicini di ombrellone, giocare ad acchiapparello con altri cani che altri padroni hanno lasciato liberi, disseminando il panico tra i presenti che si vedono orde di pelosi girare da una parte all’altra. Poco importa se disturbano, meno che mai se spaventano bambini o signore che volevano solo rilassarsi per qualche ora. I padroni stupidi, se apostrofati o ai quali viene chiesto di stare un po’ dietro al proprio animale, si infastidiscono anche e si arrabbiano perché tu non sei comprensivo, perché il mare è di tutti, perché loro e i loro cani sono persone libere. Ecco, qualcuno diceva che “La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri“. Da amante degli animali e predicatrice della libertà di azione dico solo che basterebbe un po’ più di accortezza ed educazione.

Gli zozzoni: arrivano e insudiciano. Solitamente hanno un armamentario da guerra, fanno pic-nic da spiaggia che somigliano a pranzi regali, fumano mille sigarette e si aprono una lattina di birra ogni 5 minuti…e fin qui non c’è niente di male, o meglio, ognuno farà poi i conti con il proprio corpo, ma questi non sono affari che mi riguardano. Tra tutte le cose che portano al mare si scordano, volontariamente o meno, un bel sacchetto della spazzatura. Perché gli zozzoni non raccolgono, seminano schifezze in giro, dove sono sono. Plastica, avanzi di cibo, lattine, mozziconi, riviste usate e palette rotte: quando se ne vanno il loro posto è un campo di battaglia con milioni di caduti. Spesso guardi dietro e scorgi un cestino e ti domandi: “Ma alzarsi e buttare tutto, troppa fatica?“. Evidentemente sì. Guai a farglielo notare: le risposte sono sempre brutte, gli sguardi fulminanti e spesso rimane tutto dov’è. Che tristezza immane!!!

…e buon lunedì! 😉

Buccia di banana/Campagne Fashion: why? #8

Le riviste urlano una sola parola: vacanze! Al mare, in montagna, al lago, con gli amici o anche da soli, va bene tutto, basta partire. I suggerimenti di stile si sprecano per ogni occasione, così come anche dei preziosi consigli su come comportarsi in certe situazioni che si possono presentare durante le ferie. Osservare con attenzione e prendere appunti…

BRAND: naz-lawn / CAMPAGNA: mi starai mica seguendo?

Quando freghi la barchetta al marito per andare a fare scorribande con il marinaio bono di 15 anni meno la paura di essere scoperta è sempre dietro l’angolo. Però non importa girarsi ogni 10 secondi con questa faccia, che sennò il marinaio di spaventa e non ti porta più sotto coperta (io, se fossi nel marinaio, avrei rinunciato dopo aver visto questi fantastici capri bianchi con rouches…aiuto)! #menoterrorenegliocchi

BRAND: DOLCE E GABBANA / CAMPAGNA: LA CUMPA!

Dolce&Gabbana ci ricordano come sono belle le compagnie che vanno in giro insieme. Sopratutto nella loro variegata diversità che li accomuna, dove ragazzi rileccati e trucidi in canotta possono pascolare senza problemi tutti insieme. Anche nella super vip piazzetta di Capri. La cumpa è sempre la cumpa! 😉 #intresiamogiàintroppi

BRAND: alexander wang / CAMPAGNA: Non ti butta’!!!

All’uscita delle disco si possono vedere personaggi di tutti i tipi (se siete a Ibiza poi…). Quando poi ci fai le sei del mattino le condizioni psico-fisiche possono essere talmente alterate che la tua amica per prendere l’unico taxi che passa rischia di buttarsi sotto ad un’auto in mezzo di strada. E’ lì che ce ne vuole una sveglia che ti tira indietro e ti impedisce di far cazzate!!! #salvala

BRAND: HISPANITAS / CAMPAGNA: ABBRONZATURA INTEGRALE

C’è chi preferisce le spiagge affollate e chi si ritaglia angoli di meritata solitudine. C’è chi fa nudismo sugli scogli e chi invece propone questo nuovo trend di abbronzatura completamente vestita. Dice faccia meno male alla pelle, anche se a lungo andare il sudore e l’effetto serra possono provocare la crescita di piccoli funghi, soprattutto all’interno delle scarpe. Dosare con attenzione. #meglionudichevestiti

BRAND: BLUGIRL / CAMPAGNA: sconsolata nel deserto

I rave in luoghi isolati fanno gola. Bisogna però ricordarsi la regola fondamentale: vai sempre con la tua macchina. Che se ti capita di perdere i tuoi amici perché scappano prima o perché collassano in un angolo poi ti tocca fartela a piedi nel deserto. E stai sicura che tristezza e desolazione, prima o poi, arriveranno! #aiutiamosconsolata

BRAND: LOUIS VUITTON / CAMPAGNA: ma quando arriva antonio?!?

Prepararsi di tutto punto, scendere in strada ad aspettare all’orario fissato per l’appuntamento e poi non veder arrivare nessuno nell’ora e mezzo seguente può essere veramente fastidioso. C’è chi si sarebbe arrabbiato molto, c’è chi avrebbe fatto il diavolo a quattro, c’è chi si sarebbe scomposto per via del caldo (e degli stivali). E invece ci sono donne stoiche che ci insegnano che non è necessario smuoversi, basta solo assumere la posizione dell’indignato e mettere su un broncio tra il cattivo e l’autoritario. Appena Antonio arriverà a prenderle capirà il messaggio immediatamente! #nonsilascianomaidonneinmezzodistrada

BRAND: tommy hilfigher / CAMPAGNA: ho un sassolino nella scarpa

E’ capitato a tutti di avere un sassolino nella scarpa. Invece di toglierlo in maniera goffa o sbrigativa, cercando di restare in equilibrio e finendo per rotolare a terra malamente, meglio imparare da Gigi: trova una macchina figa, appoggiati con posa plastica, leva il sasso ma mi raccomando, con sguardo ammiccante fisso sul pubblico (anche se non c’è). Che classe! #maiperderelostile

E dopo il sassolino, direi che ce ne possiamo andare in spiaggia…o al lavoro? 😉 Buon lunedì!

Buccia di Banana/Estate degli orrori

Ho fatto finta di non vederli per un po’. Ho provato ad ignorarli nonostante amici e conoscenti continuassero a postarmeli sia in pubblico sia in privato. Poi ho deciso che li avrei raggruppati in un post degli orrori, così, giusto perché è l’ultimo lunedì di giugno, fa caldo e siete in ufficio a sclerare in attesa delle vacanze. Sappiate che in giro ci sono cose brutte. Bruttissime. Inutili e in agguato per la vostra estate…;)

Non sentivamo tutte la mancanza di un costume con stampato il petto villoso di un uomo? Forse no, ma non importa. Ormai possiamo stampare qualsiasi tessuto con qualsiasi immagine e questa è la naturale (?) evoluzione di stelline, cuoricini, unicorni, banane e quant’altro. Le fantasie sono fantasie, i pattern sono pattern, i peli sono peli. E una donna con un petto peloso da uomo è l’ultima frontiera della simpatia…o del trash? Ci sto ancora pensando (e sì, sono chiaramente operazioni di photoshop ma esistono in commercio per davvero al modico prezzo di 50 dollari…e io che speravo inutilmente che fosse un esercizio di uno studente di grafica del liceo).

Con cosa accompagnare il costumino di cui sopra? Dimenticate le Birkenstock, che ormai sono socialmente accettate e quindi di fatto non le considera più brutte nessuno (manco con i calzini), lasciate le infradito e anche gli zoccoli. Perché non osare l’accostamento pelo-pesce? Comode, pratiche, soprattutto per camminare nell’acqua e confondere i fratelli pinnati facendoli avvicinare per scambiare due parole con un loro simile che li ascolterà sempre a bocca aperta. Ecco, fossero state chiuse mi sarebbero rimaste più simpatiche. Forse.

L’ultima cosa che mi ha lasciato alquanto perplessa è stata la serie di trucchi e saponette “genitali inspired“, un figurativo che non lascia spazio all’interpretazione e all’immaginazione. Hai voglia a trovarci un significato profondo, queste sono passere&piselli gentilmente appoggiati su invitanti confezioni di polveri glitterate. O espressamente fatte con saponette artigianali. I geni hanno un nome che è tutto un programma: i signori della Bitch Slap Cosmetics secondo voi potevano fare le saponette a forma di rosellina? No, appunto. La domanda mi sorge, come sempre, spontanea: qual è il confine tra cosa spiritosa o trash? Qualcuno mi risponda…;)

Ok, adesso avete un bel quadretto dell’orrore estivo con cui iniziare bene la settimana! Buon lunedì 😛

Buccia di Banana/Solette da scoglio? Dai, no!

Di certe idee apprezzo lo sforzo innovativo, l’apparente praticità e senza dubbio l’audacia. Eppure io queste solette da spiaggia più le guardo e più penso che NO, non si possono vedere e NO, sono proprio sbagliate come concetto. Ma che si può andare al mare con i piedi gommati?!?

Fortunatamente non sono ancora in commercio, hanno un nome inglese, Nakefit, ma sono fatte e progettate in Italia e al momento sono in fase di avvio con una bella colletta su Kickstarter. Tecnicamente trattasi di un adesivone di gomma che si incolla bene bene sotto la pianta del piede e permette di zompettare allegramente tra rocce, scogli, sabbia rovente, bordi di piscina scivolosi o anche dentro una bella sauna senza bisogno di scarpe, infradito, ciabatte o medusine

Ora le mie perplessità in merito a questo oggetto sono sopratutto di natura pratica, prima tra tutte riguardante la durata dell’adesivo: dopo quante ore di esposizione al sole o dopo quanti tuffi di staccherà definitivamente, lasciando le spiagge piene di orme plastificate dai colori sgargianti? E poi, sì, sono ipoallergeniche, antigraffio, anti-taglio e antibatteriche (o almeno così dichiarano), ma siamo sicuri che il mix di colla, gomma, sabbia, acqua di mare, sudore e crema solare sia proprio indicato per la salute della pelle? Certo, saranno anche traspiranti, ma a me i dubbi rimangono…

Insomma, diciamola tutta, sono anche un po’ bruttine da vedere queste distese di piedini colorati in spiaggia, mi fanno tanto ridere! Non ti scotterai i piedi, ma che fine faranno le corse per raggiungere il mare con pit stop sotto gli ombrelloni delle fine davanti? Dove lasceremo il piacere della sensazione dei sassi tondi che massaggiano le piante dei piedi? Io credo vivamente che, passando un interno inverno con i piedi chiusi, almeno in estate sia bene tenerli il più possibile scoperti. Tutti scoperti. E a contatto con la terra, sia essa sabbia, sasso o scoglio. Senza distruggersi, ma almeno provando l’ebrezza del contatto con la natura. Io al Nakefit preferisco il Barefoot 😉

In fin dei conti il mare è per tanti, ma non per tutti…;) Che dite? Buon lunedì. Possibilmente scalzi…

 

Buccia di Banana/Tipi da spiaggia: “cocco man style”

Le spiagge sono luoghi magici, curiosi e divertenti. Le spiagge sono un ottimo osservatorio sociale, che si popolano di personaggi singolari che le animano con la loro originalità, stile e fantasia. Sulle spiagge puoi vedere di tutto di più, in formato signora chic alla moda, sciura Pina  che richiama l’omonima moglie di Fantozzi, ragazze glitterate con più trucco in faccia che sabbia sui piedi, uomini lucidi simili a manichini patinati e ragazzini emo-hipster-neri dalla pelle bianca che starebbero meglio chiusi nel castello dei vampiri piuttosto che alla luce del sole. Ma il tipo da spiaggia che amo di più è sicuramente lui, il venditore di cocco!

Come porta la canotta lui non la porta nessuno. Il venditore di cocco è il vero figo della spiaggia, perché è colui che la batte tutta, da cima a fondo, instancabile e forte sotto la luce ed il caldo cocente. Altro che palestra, lui l’allenamento lo fa tutti i giorni: prova di forza a spaccare le noci, sollevamento cestino e secchio pieno d’acqua, marcia su sabbia per un numero indefinito di chilometri…mica se ne sta a correre sul tappetino! Il venditore di cocco vero ha uno stile tutto suo: canotta o t-shirt bianca, meglio se un po’ sdrucita, pantaloncini-costume corti in tessuto tecnico tendenzialmente sgargiante (sennò sulla distanza non si vede bene) datati, almeno di 5/6 anni, ma possono arrivare tranquillamente a 10, catena o collana al collo non deve mai mancare, così come è immancabile il vecchio marsupio, da portare rigorosamente in vita, non certo in spalla! Marsupio in tessuto tecnico, non in pelle, che è troppo fashion

Il vero venditore di cocco ha in dotazione anche un po’ di pancia, fa parte del personaggio, perché dopo un paio d’ore che cammina sotto al sole come minimo sono tre birre medie nel giro di un quarto d’ora. Il cappello è un dettaglio che va a discrezione del singolo, non fa parte della divisa ufficiale, ma è un vezzo stilistico che si può adottare o meno. Il cocco man style non è un trend, è proprio uno stile di vita; ma anche in questo ambiente fantastico, già abbastanza trash e folcloristico, ci sono gli innovatori alla moda…

Il cocco-man-panterato ce l’hanno solo in Versilia!!! E io già lo amo. Potete prendere ispirazione per la prossima cena in Capannina. O mandarmi anche i look degli uomini del cocco delle vostre parti 😉 Buon lunedì, sempre con stile…

 

Buccia di Banana/Parliamo di rompHim, ovvero di tutine (per lui)

Tutti i super-eroi indossano una tutina. E non quella da ginnastica, ma quelle tutine belle aderenti che mettono in evidenza le forme del corpo. Loro poi la corredano di un mantello, la decorano con il proprio logo o ci aggiungono un bel cappuccio…però sempre con una tutina sono vestiti. E sono dei gran fighi super-eroi. Quest’estate possono essere super-eroi tutti, perché sono tornate di moda le tute intere da uomo, soprannominate con il nomignolo RompHim, che forse è più imbarazzante del capo stesso (come sempre mi fisso sulle parole, mea culpa)! 

I giornalisti nostrani potevano fare lo sforzo di chiamare il pagliaccetto con il proprio nome (romper=pagliaccetto), ma gli inglesismi sono sempre più golosi, ed in questo caso anche meno ridicoli, forse, visto che stiamo parlando di pagliaccetti di uomo, ribattezzati con una bella specifica del genere RompHim, che così non ci sbagliamo con il destinatario 😉 Tutine, quindi, pezzo unico, dove pantaloni e camicia sono uniti, in un unico comodissimo indumento che ti evita lo sbattimento dell’abbinamento. Inutile dire che io adoro le tute, le trovo pratiche e risolvono un sacco di problemi: una cosa sola che si infila e via. Il pagliaccetto di solito è appannaggio di piccoli umani che gattonano, ideato per agevolargli il movimento ed evitare che si scombinino dopo cinque minuti di gioco;  poi è approdato al guardaroba femminile, diventando un capo-simbolo negli anni 70, specialmente quello realizzato in spugna, per conferire ancora di più l’aspetto di tenero orsetto! 
Ah, eccolo già indossato da un uomo (e che uomo), durante le riprese di 007 (anche Bond, in fondo, è un super eroe). Ed eccolo ritornare in auge per questa stagione, in milioni di varianti, dalle più composte a quelle più colorate, maniche corte o lunghe, con pantalone corto o lungo, non attillate come quelle di superman e con un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra il pagliaccetto “femminile” e quello “maschile”: una pratica zip pronta per essere aperta in caso di emergenza urinaria. Essì, perché il “problema” delle tute intere è sempre quello del bagno, che ti costringe a spogliarti completamente (evvabbè, voglio dire, i problemi sono altri); mentre per le signorine la questione è sempre più complicata, all’uomo basta una zip per estrarre l’augello senza intoppi. 

A mettere su il brand i ragazzi di ACED design, che con una campagna di Kickstarter hanno non solo raggiunto il loro obiettivo, ma lo hanno superato di gran lunga, segno che la tutina acchiappa un sacco! Ovviamente c’è già chi le sbeffeggia: troppo femminili, troppo colorate, troppo aderenti, troppo corte, troppo ironiche. Io, invece, le appoggio: fatevela una risata ogni tanto, ci si può anche vestire divertendosi, o no?!?
E comunque meglio la tutina del risvoltino! Ecco, l’ho detto! 😉 Buon lunedì

BUCCIA DI BANANA/CAMPAGNE FASHION: WHY? #7

Aria d’estate, aria di mare, aria calda, voglia di spogliarsi. Anche le riviste iniziano a dare segni d’intolleranza verso l’inverno e le pubblicità si scoprono sempre di più, sia in città che nel deserto, consigliatissima meta di viaggio soprattutto durante i mesi più caldi (per vedere chi è in grado di sopravvivere); eh già, ormai la spiaggia è OUT, le cabine in legno a strisce sono una storia vecchia, la natura selvaggia e gli scogli non usano più e insomma, la moda è sempre a caccia di idee nuove ed accattivanti anche per celebrare la stagione del sole e del mare. Sempre a modo suo…questa pazza pazza estate! 😉

brand: Saint Laurent / campagna: hot in the city!

Antò, fa caldo” – “Eh, scopriti un poco” – “Evvabbuò“. Lei si scopre, sfoggiando fiera il suo intimo-non-intimo, lui si inalbera, le fa una scena madre in mezzo a tutti e la pianta in asso così, triste e con il cuore spezzato…ma ancora attaccato alla tetta! 😉

BRAND: GUCCI / CAMPAGNA: HOT IN THE CITY! RIBORDA!

Il bagno nella fontana di Trevi? Un must, quando fa caldo in città tutto è concesso, anche il tuffo nelle fontane. Si accendono le luci, i vigili si trasformano in bagnini, parte WMCA agli amplificatori posti sui lampioni e via, il circo dell’estate. Ah, mi raccomando, non dimenticare a casa Tigro, l’animale da compagnia. Il tigrotto è il nuovo carlino! (non si può uscire senza)

BRAND: alberta ferretti / CAMPAGNA: ghiacciami! (*raffreddami)

I bollenti spiriti sono peggio dei bollori. O forse sono. In ogni caso il sistema per farseli passare è sempre il solito: il vecchio cubetto di ghiaccio (dove decidete voi). L’unica controindicazione è che ciucciandoli in un certo modo magari i bollenti spiriti vengono a chi sta intorno….

BRAND: miu miu / CAMPAGNA: bastava l’asciugamano!

E va bene i costumi  a vita alta, vanno bene anche gli interi super coperti che ricordano più dei body che altro, passino anche le cuffie fiorate modello nonna anni 50…ma perché l’accappatoio lungo con il collo di pelo, per giunta chiuso con la cintura? Bastava anche un pareo…(infatti le ragazze sono tutte incazzate nere, oltre che molto accaldate)!

BRAND: balmain / CAMPAGNA: AFTER PARTY, NON C’e’ mai un taxi!

Non ci sono mai i taxi quando servono. Uscire a mezzogiorno dalla festa in spiaggia e doversela fare a piedi è veramente insopportabile. In più comincia a fare caldo, l’asfalto ribolle e le zeppe di plastica di Zara iniziano a decomporsi (il trucco no, però, meno male ha retto). Scazzo totale. Meno male non siamo sole…e meno male si incontrano ancora bei fii per strada!

BRAND: CAVALLI / CAMPAGNA: AFTER PARTY, NON C’E’ MAI UN TAXI! (nemmeno nel deserto)

Perché spendere soldi per un taxi quando hai un fidanzato che può fare da mulo e scarrozzarti in spalla fino all’albergo? Non c’è bisogno di molto per convincerlo, basta un massaggio del cervello (e anche una convincente faccia di culo). Perché le vere donne non devono chiedere mai, impongono. E l’uomo esegue (anche se non è proprio contentissimo).

BRAND: celine / CAMPAGNA: la piscina e’ ancora chiusa?

Quando non vuoi rassegnarti al fatto che la piscina comunale ancora non è aperta…e sei pronta a passare tutta la notte davanti alla porta fino a che non aprono! Perché i fenicotteri il bagno nelle fontane non lo fanno…sono eleganti loro!

Buon lunedì…ovunque voi siate! 🙂

Buccia di Banana/Copripiedi

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Con tutto questo parlare dei brutti piedi della Ferragni (che voglio dire, in confronto alla pronuncia nei video della Pantene, non sono per niente fastidiosi) il mondo delle star e regine dell’esposizione mediatica si è fatto carico di un’altra paranoia estetica: quella del piede nudo non proprio bellissimo e non perfettamente curato. Fino a qualche tempo fa vedere alluci che strabordavano oltre i sandali o mignoli impertinenti che si arrampicavano sulle fasce glitterate di qualche stiletto era normale, non proprio bellissimo, ma tollerato; ora che l’attenzione del pubblico è passata dalle tette ai piedi, ecco ricorrere tante (o quasi) a dei trucchi per mascherare le estremità non proprio perfette…

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Il suggerimento “innovativo” arriva direttamente dal Festival di Cannes dove vengono in soccorso dei piedi non proprio perfetti…dei bei calzini color carne. Ottimi per mascherare la pedicure non fatta, così come i piedi rovinati dalle scarpe da running (che queste stanno sempre a correre) o ancora piedi con dita ballerine che non riescono a contenersi con i sandali aperti. Fatto sta che il vedo-non-vedo del calzino velato è stato spacciato come un vezzo non solo trendy ma addirittura sexy. Sì, l’elastico alla caviglia dice attizzi un sacco…;)

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Il vero trucco sarebbe quello di tentare di non acquistare scarpe che non rendono giustizia al piede; ma questa è una soluzione troppo saggia per personaggi pubblici che devono essere sempre e comunque alla moda, indossando cose che non sono adeguate alla propria persona giusto per il gusto di essere trendy (perché non ci dovrebbero essere altre spiegazioni plausibili a queste cose auto-inflitte, a meno che non si tratti di un’attacco di allergia).

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Ma insomma, dico io, perché ci si deve rovinare i piedi (e la postura) indossando scarpe scomode o che mettono ancora di più in evidenza certe problematiche? E perché nasconderle dentro ai calzini corti COLOR CARNE? Non si potrebbe semplicemente lasciarle in pace in calzature comode che rispettino i piedi così come sono? Io certe cose non le capirò mai…forse sono dura io 😉 Buon lunedì!

Buccia di Banana/La/il bralette ti cambia la vita!

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Ma sicuramente non ti cambia le tette! Basta con i push up ripieni come i calzoni della nonna pugliese, basta i balconcini con quei ferretti che per anni hanno minato le costole di tutte noi, basta con i sagomati e gli scomodi corsetti modellanti: sono arrivate LE BRALETTE (al femminile? al maschile? Ancora non ci ho capito molto), un reggiseno/top che promette comodità e stile per tutte. Per tutte…vabbè!

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Io l’ho incrociatola prima volta sulla gigantografia della solita figona di Intimissimi e prima ancora avevo sentito la parola “bralette” in una pubblicità in radio e questo nome mi aveva già infastidito: bralette, a seconda di con che accento lo leggi, può suonare come le “braghette” (e mi ricorda le mutande), o come “braciolette” (e mi ricorda roba che si mangia); in tutti i casi lo trovo un nome infelice. Per il momento cercherò di non fossilizzarmi sul nome, ma capire il contenuto di questo oggetto “rivoluzionario” dell’intimo femminile. Trattasi di un ibrido a metà tra un top e un reggiseno dalla forma comoda, senza ferretti, coppe costruite, imbottiture e gancetti (ok, solo io nella foto vedo dei ferretti sotto a quelle puppe tonde?!?). Non dà volume, ma veste ogni forma, esaltandola (e anche in questo caso nutro delle perplessità: se una ha il seno piccolo questo oggetto diventa praticamente una canottiera, altro che reggiseno).

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Più ampi, spesso con forme che ricordano vagamente i top anni 90, a metà tra i reggiseni sportivi che tanto ci hanno fatto odiare a quei tempi proprio perché erano tutt’altro che sexy e quelli a triangolino di cotone che subito si slabbravano, questi sono stati pensati per non essere nascosti: basta con bretelle in silicone da indossare con i vestiti scollati fingendo che non si vedano, basta con le spalline nere da nascondere sotto all’abito bianco, la Bralette si sfoggia (anche perché certi modelli sono davvero difficili da nascondere). “Il modello è così semplice per le aziende che lo producono che le attenzioni sono tutte concentrate su pizzi e merletti.” Insomma, visto che è più facile da realizzare, meglio arricchire il tutto con fili, intrecci e ricami che rendono il tutto davvero comodo come l’intento con cui nasce…bralette_particolari

Credo di avere un concetto di comodità differente…O.o In ogni caso, dicevamo che tutto questo esubero di pizzi, merletti, lacci, intrecci e applicazioni non può assolutamente essere nascosto; indossarlo sotto le t-shirt sarebbe uno spreco. Quindi ben venga sopra ai pantaloni, pantaloncini, sotto alle giacche come usava fare Madonna qualche decennio fa o con le gonne lunghe. Se poi volete essere ancora più audaci ed intriganti, lo consigliano anche sopra alle magliette. Tranquille, è la Moda, nessuno penserà che avete sbagliato l’ordine della vestizione, solo che siete molto molto trendy con la bralette di fuori

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Bellini eh, forse davvero la cosa che mi urta di più è il nome (bralette…dai, non si può sentire). O il fatto che per sfilartelo con nonchalance senza toglierti la maglietta diventa un’operazione a rischio strozzamento?!? Ci penso un attimo, nel frattempo penso che continuerò a girare senza niente 😉 Buon lunedì!