Chiodo schiaccia chiodo: leggenda o possibilità?

Il mare è pieno di pesci” è una delle mie frasi preferite con la quale consolo le amiche con il cuore a pezzi perchè QUEL pesce le ha emotivamente distrutte. Uscire da una relazione non è mai facile: c’è chi si aggrappa alle ultime squame dello scorfano che le sta abbandonando, chi si ritira a vita privata e chi utilizza la famosa vecchia tattica del “chiodo-schiaccia-chiodo“. Il mio compare di lavoro qui a Ibiza dice di andare avanti praticamente un chiodo dopo l’altro, il che sto ancora valutando se si tratti di un bene o di un male, però si è talmente applicato a snocciolare la sua teoria che ho deciso di condividerla per vagliarne la reale utilità o meno. Perché diciamoci la verità, al pari della storia dei fighi che si incontrano la sera al supermercato, quella del chiodo che funziona sa un po’ di leggenda metropolitana. Perché il chiodo, se utilizzato male, ti buca e ti fa sanguinare (o alla meglio ti dai un martellata forte forte da solo). Ma andiamo con ordine: il CHIODO in questione è un qualcuno/a in grado di velocizzare il processo di rimozione mentale dell’EX, o almeno di non pensarci costantemente con sottofondi musicali strappalacrime e depressivi. E’ un modo per non buttarsi giù e non chiudersi nella bara sentimentale, quella che può tenere lontano dalle relazioni per lunghi mesi, o addirittura anni. Ci sono però alcune precauzioni da tenere ben presenti per non pungersi…

1-Il chiodo NON è l’uomo della vita. Non deve essere perfetto, non deve incarnare il vostro ideale maschile ma soprattutto DEVE essere leggero. E’ un chiodo, non un mattone!!!

2-Il chiodo deve essere un corteggiatore, disposto a coccolarvi e regalarvi attenzioni. Se è uno psicopatico-complicato che se la tira, non è il chiodo adatto!

3-Il chiodo è un intrattenimento piacevole, un modo per risollevare l’autostima che probabilmente l’altro ha infilato nel bidone dell’indifferenziata; tiene la mente (e il corpo) impegnata e nello stesso tempo offre ottime scuse per non rivedere l’ex.

4-Proprio per questi punti a favore è necessario dichiarare subito al chiodo del suo ruolo di chiodo e assolutamente NON fare proiezioni su di lui: farfalle nello stomaco vanno bene, ondate di energia positiva pure, ma NIENTE seghe mentali su possibili evoluzioni della storia, su ipotetici futuri o passaggi di stato. Avete mai visto un chiodo trasformarsi in un fidanzato?!? 😛

5-Per evitare quest’ultimo importantissimo e fondamentale dettaglio il mio amico suggeriva una scatola di CHIODI, perché è facilissimo, una volta incontrato uno che ti corteggia, ti coccola, ti fa fare del gran sesso, non è pressante ma presente e ti fa dimenticare l’altro in leggerezza, perdere la testa per lui/lei. Per questo ci vogliono svariati chiodi, almeno 3, per non avere attenzioni e sentimenti solo per uno (che poi diventa una catena di chiodi che scacciano il chiodo che aveva schiacciato il chiodo).

Insomma, tieni presente che il chiodo non serve a dimenticare, serve ad intrattenersi nel frattempo che si elabora la perdita. E non c’è niente di male a soffrire ridendo: non è che soffri meno, soffri solo in maniera diversa“. Così ha concluso la sua esposizione, sulla quale sto ancora riflettendo. Il chiodo non si sentirà usato? E se poi è lui che si innamora? Non è meglio godersi un po’ di solitudine?

Io credo di aver usato sempre i chiodi nel modo sbagliato e non penso sia realmente salutare ricorrere a questa cosa. Però, se si dichiara tutto in partenza ed entrambi sono consenzienti, perché no? Voi siete mai ricorsi ai “chiodi”? Hanno funzionato? Raccontatecelo qui o in diretta alle 182.0 su radio m2o. Io e LaMario siamo tutte orecchie...o meglio, io sicuramente! 😉 Buon fine settimana.

Buccia di Banana/L’anno della passera

Da quando ho pubblicato il post sulle vaginail nel giro di pochi giorni mi sono piovute addosso diverse segnalazioni con lo stesso tema: la vagina! Pare che l’organo femminile in questione non debba più rimanere nascosto e segreto, ma può essere applicato ed utilizzato in vari modi, dalla pasticceria, alla gioielleria fino alla moda. La passera è diventata decorativa!!!

La tendenza arriva direttamente dalle passerelle di New York, dove il brand Namilia per la prossima estate 2018, oltre a consigliarci questo ritorno al modello torta gigante, ha realizzato delle realistiche applicazioni 3d chiamate “labia of love” (un nome a caso) per decorare giacche e vestiti dallo stile romantico. Elegante anche la lavorazione della pussy-applicata: raso lucido, con sfumatura dal rosa chiaro al rosso intenso (giusto per non perdere il realismo), graziosi ciuffi di candida organza e pizzo ed una piccola perla, proprio lì a simulare un clitoride (o un piercing?!?)

Ma la giovane promessa della moda non si è limitata ad applicazioni e decori ripetuti che si trasformano in veri e propri pattern su abiti vittoriani opportunamente rivisitati con aperture a caso; avreste mai immaginato la vagina come una grossa manica a sbuffo? Io no, ma lei sì ed eccola lì, una passerona oversize parlante a fare la manica di un giubbotto alquanto singolare…

Inutile dire che l’interno broccato rende tutto molto più glamour… 😉 Per chi non se la sente di indossare capi così appariscenti ed espliciti, ecco un accessorio per tutti i giorni, un pochette decisamente figa

…pronta a custodire ogni vostro segreto più intimo! (un minuto di silenzio) Apprezzabile lo sforzo interpretativo delle diversità cromatiche e dell’acconciatura: dal cespuglio al mohicano ce n’è per tutti i gusti. Il tampone è un gadget omaggio per chi ne compra almeno due…in fin dei conti mica ci potevano fare un portachiavi…o forse sì?

L’originalità è assicurata, così come gli sguardi che sicuramente cadranno sui portatori di questi oggetti dal fascino intramontabile. Ora mi rimane da capire l’origine di questa ondata di passere fashion. Perché alla storia della ribellione e dell’affermazione della donna in nome di un femminismo spinto non ci credo. Che ci sia bisogno di tirare fuori le passere per combattere gli stereotipi e liberare la figura femminile mi sembra una gratuita provocazione modaiola. Meglio tirare fuori le palle (metaforicamente parlando) e cominciare ad impegnarsi con gesti concreti. O no? 😉

Detto questo ho solo il sospetto che la vagina-applicata prenderà moltissime altre forme; dopotutto questo è il suo anno! O_o Buon lunedì!

Colpi di testa post “anta” (da single a moglie in una stagione)

Siamo abituati dalla società e dalle usanze comuni, almeno dalle parti occidentali, ad un iter romantico-sentimentale prestabilito, che consiste più o meno in: uscite conoscitive, frequentazione, fidanzamento, convivenza e matrimonio. Quest’ultimo step, per quanto possa sembrare obsoleto e fuori moda, in realtà resiste alle intemperie e anche le coppie più impensabili ed anticonformiste prima o poi ci cascano (anche solo per appianare beghe burocratiche in casi di estrema necessità). Tutto questo processo può durare molti mesi o addirittura moltissimi anni; meglio se dura più a lungo dicono, “così ci si conosce meglio e non si rischia di fare cazzate con il primo che si incontra“…dicono. Quelli che si incontrano e si sposano dopo sei mesi sono dei pazzi presi dall’entusiasmo che fanno colpi di testa improvvisi senza pensare. Ecco, ragionavo appunto su questa questione ultimamente per via di un evento che mi ha toccato da vicino. Una delle mie migliori amiche, single quasi arresa alla via della zitellaggine, mi chiama a inizio maggio dicendomi di aver ceduto alle avance di un corteggiatore che le faceva la corte da mesi; “oh, finalmente!” Sono sempre felice quando le mie amiche singole si lanciano in qualche avventura, anche solo per rimettere in gioco il cuore (e tutto il resto)! L’ho sentita durante la stagione con messaggi vaghi riguardanti prevalentemente il lavoro fino a quando non ci siamo sentite verso la fine di agosto e le chiedo, con il mio inconfondibile tatto “Ma il tipo esiste ancora o l’hai fatto già scappare?“; tossisce, ride, manca poco si strozza “No, no, c’è ancora, è qui davanti a me“. Ovviamente non la tartasso con tutte le domande indiscrete che avrei voluto farle, le dico solo che lo vorrò conoscere al più presto per dare la mia “approvazione” 😉 Il giorno dopo mi invia un messaggio vocale che suonava più o meno così “Senti, ti volevo dire una cosa abbastanza importante, volevo aspettare che tornassi in Italia, ma insomma…mi sono sposata!!!

MANCA POCO SVENGO! Prima di inviarle una risposta si sono incontrati nella mia testa pensieri a caso: ma che cazzo combina? Le è partito il cervello? L’ha circuita dicendole un monte di cavolate? Ha l’orologio biologico impazzito e magari ora mi dice che è pure incinta? E’ stata minacciata? E poi perché non mi ha chiamata…prima?!? Insomma, cose a caso e pensieri vari e poi una questione: perché, nonostante mi ritenga una persona aperta, la prima reazione è stata quella di pensare che forse “aveva fatto una cazzata ed era troppo presto“? Esiste davvero un troppo presto o troppo tardi? E un “dopo i 40 queste cose improvvise non si dovrebbero fare”? Che si sa, le cavolate a 20 anni si tollerano dando la colpa alla gioventù, ma a 40 a chi la dai la colpa di questi colpi di testa? Ecco, a nessuno…

Il “troppo presto” è un’altra invenzione dei nostri usi&costumi: il fatto di dover dare lungo spazio a fidanzamenti in casa e fuori casa, la convivenza che può protrarsi per decine di anni fino al giorno in cui ci si sposa per poi separarsi dopo un annetto scarso sono usanze socialmente accettate per cui chi esce da questo schema sembra stia facendo tutto sull’onda del momento. Cose che a 40 anni non si dovrebbero proprio fare…ed invece no. Credo che sia proprio passata una certa età che le donne diventano più consapevoli di se stesse, di quali sono le cose che cercano in una relazione (fosse solo un badante per la vecchiaia ;P ), sono più sicure e decise proprio perché si conoscono meglio e, al momento che trovano qualcuno che ritengono adatto, compiono scelte apparentemente repentine ma assolutamente guidate da chi sono e da cosa vogliono. Senza bisogno di perdere tempo o comunque prendendosi il tempo per vivere le cose a pieno e senza troppi giochetti (quelli li lasciamo ai ventenni, eh?!?). In fin dei conti

Per ripensarci c’è tempo, per cambiare anche. Certe scelte non sono irreversibili ed in fin dei conti è tutta vita vissuta. Tutto questo ci ho messo un paio di settimane a realizzarlo, ad eliminare i miei giudizi e pregiudizi iniziali; ancora mi sento scettica rispetto al matrimonio, forse perché non mi rimane molto simpatico in generale, ma sono contenta della scelta della mia amica, che è passata nel giro di una stagione da single a moglie! Una in meno della comune delle vecchie-single-gattare…:P

Cosa ne pensate di questi “colpi di testa” dopo gli anta? Ne avete fatti? Potete interagire con me e LaMario in diretta su radio m2o alle 18.20. Vi aspettiamo!

 

Buccia di banana/campagne fashion: why? #9

Il simpatico autunno fa capolino, come non dare un’occhiata a ciò che ci attende per la prossima stagione? Prima di andare a spulciare i vari suggerimenti-per-gli-armadi ed entrare nel dettaglio, mi sono soffermata sulle campagna pubblicitarie e l’immagine che ci propongono. Posso dichiarare che l’80% dei marchi, a parte qualche mosca bianca, si sono liberamente ispirati alla palestra e allo sport, proponendo varianti glamour di moltissimi esercizi noti. Ovviamente il tutto senza tute, senza tessuti sintetici e assolutamente senza sudore 😉

Brand: svariati / Campagne: lo sport FA stile

La plasticità delle pose classiche delle modelle delle pubblicità di moda ha un po’ stancato. Ecco quindi ricorrere a qualcosa di più estremo rubando le posizioni direttamente dalla scheda del circuito funzionale dell’istruttore in palestra! Ecco la sequenza degli esercizi:

1-Push Up, variante sedia. Non essendo propriamente dotata di una muscolatura possente, meglio partire con la versione agevolata (quindi con un supporto) delle classiche flessioni. Lo stivale bianco dice aiuti, ma la ragazza è già psicologicamente distrutta dopo la prima serie e sembra implorare il suo allenatore con un “dai, basta così“…

2-Accosciata profonda. Affondi e squat tonificano le gambe, si sa. Con il tacco la versione si complica, costringendoti a prestare anche attenzione agli addominali e alla schiena per non perdere l’equilibrio e rotolare tragicamente in avanti. Voci di corridoio raccontano, però, che la ragazza non sia mai riuscita ad alzarsi in piedi da questa posizione, forse perché andata un po’ troppo giù di culo 😉

3-Glutei su una gamba sola. Questa la posizione di partenza per sollevare il bacino ed andare a lavorare sui glutei separatamente, caricando prima l’una poi l’altra chiappa. Anche in questo caso la ragazza non è felicissima, non per l’esercizio, quando perché l’allenatore l’ha rimproverata per tutto il maledettissimo pizzo che si è messa addosso.

4-Affondi laterali con palla. La palla è un ottimo strumento per svariati esercizi, in questo caso l’affondo non è riuscito molto bene: tenere la schiena attaccata al muro non vale. E nemmeno il tacco 12 piumato. Eppure nessuno in palestra ha il coraggio di riprenderla o correggerla…sarà per colpa di questo sguardo cattivissimo che ti gela all’istante?!?

5-Arrampicata. Arrampicarsi fa bene ad un sacco di cose: braccia, schiena, dorsali, e anche gambe. La vecchia spalliera è stata sostituita da una serie di cerchi tondi, così il coefficiente di difficoltà aumenta. Se poi sostituisci le scarpe con la gomma con gli stivali con la suola di pelle il rischio è elevatissimo.

Le ribelli, prima ancora di arrivare al momento relax, si sono già ribellate all’allenatore: scocciate quando basta, hanno mollato gli ormeggi e si sono buttate a sedere sulla prima sedia affermando che sono già stanche dopo la prima serie! E non provate a motivarle: non si alzano nemmeno pagate!!!

6-Stretching. Chi invece ha avuto la forza morale di arrivare fino in fondo può godersi il meritato relax unito a un po’ di stretching prima di andare in doccia. Però ragazze, i capelli in palestra vanno tenuti legati…

Comunque l’abbinamento perfetto per la palestra quest’anno è chiaro: leggings con le paillettes, body e mi raccomando i tacchi alti. Dice raddoppino intensità e fatica di ogni esercizio 😉

Buon lunedì!

Go with the age (stop anti-age)!

Morgatta Lo Sa o almeno ci prova. Se non altro a riflettere sulle cose che vedo, sento o che mi raccontano/raccontate. CIAO, SONO TORNATAAAA…anzi, siamo tornate, io e LaMario, con la nostra rubrica interattiva che si può leggere sul blog, ascoltare in diretta radiofonica nazionale sulle frequenze di m2o (e anche in streaming su internet), commentare su tutti i profili social (qui c’è Instagram, qui la pagina FB e anche Twitter) e…anche vedere nei 31 secondi di video che mi impegnerò a fare tutti i venerdì (parto sempre con le migliori intenzioni, ma ci sta che da qui a poche settimane ci rinunci 😉 ). Per suggerirmi qualsiasi argomento o sottopormi le vostre storie la mail è sempre quella marina@morgatta.com! E ora basta dettagli tecnici, vi racconto cosa ho visto quest’estate…

Sono a Ibiza da ormai cinque mesi e qui se ne vedono di tutti i colori, come in tutto il resto del mondo, immagino, ma la concentrazione su questa isola è alta e sintomatica di come stanno girando le cose nel mondo (il campione è variegato e proveniente da ogni parte del globo). Quest’estate non ho potuto fare a meno di soffermarmi sulla incredibile quantità di plastica presente in giro; no, non nelle spiagge (che mediamente erano pulite sopra la media grazie a volontari ed associazioni e forse ad un minimo di civiltà in più degli esseri umani), ma nei corpi e nelle facce di uomini&donne. Tanti uomini dai connotati alterati visibilmente, non necessariamente avanti con l’età, eppure già lisciati come la sfoglia per fare le tagliatelle passata nella macchinetta almeno 5/6 volte. Tantissime le donne dotate di palloncini sempre-ritti anche quando sdraiate di fianco e facce riempite nei solchi, rimpolpate nei punti vuoti e allungate negli angoli che avevano mostrato segni di cedimento anche minimi. Tutto normale, no? Dopotutto la politica dei ritocchi è ormai socialmente accettata, anzi, caldamente suggerita e sponsorizzata su tutti i mezzi di comunicazione, dal web alle riviste fino alla tv; perché mai dovrei sconvolgermi? A farmi storcere il naso è stata sia l’alta concentrazione, sto parlando di almeno 2 su 3 ritoccate/i, sia l’anagrafica: non è più appannaggio di signore in là con gli anni che cercano di darsi un tono, ma anche di ragazze veramente giovani, appena superati i 20 anni, che già cominciano a cambiarsi i connotati o addirittura a prevenire l’invecchiamento. Prevenire l’invecchiamento a 20 anni?!? Combattere i segni del tempo a 50?!? ASPETTIAMO un attimo. Potrei farmi gli affari miei e lascia liberi gli umani di fare quello che vogliono con il loro corpo, ma sento il dovere sociale di sollevare una riflessione…

Da quando in qua il passare del tempo va combattuto e ostacolato con tutti i mezzi e gli intrugli possibili? Da quando fa comodo al sistema e alle aziende venderci qualunque cazzata ANTI-AGE per rallentare l’invecchiamento, come se il passare degli anni sia un mostro contro il quale difenderci, armandoci di creme alla bava di lumaca da 200€ ogni 20 grammi, punture di agenti che distendono la pelle da fare assolutamente almeno una volta al mese e trattamenti anti-cellulite che ringiovaniscono le cellule riportandole 20 anni indietro. Ora, con questo non sto demonizzando a priori tutta l’industria cosmetica e non sto assolutamente dicendo che quando mi guardo la pelle delle gambe che mostra segni di cedimento non mi girino un tantino le palle andando con la testa alla mia immagine di 17 anni fa (e non fate i conti, che ho 37 anni si sa), solo che la comunicazione rispetto a questo argomento andrebbe moderata: non si deve combattere l’età, si deve accompagnare il passare del tempo cercando di mantenerci nel migliore dei modi ma senza impazzire! E invece i media ci dicono che non si può invecchiare in santa pace, che le rughe vanno combattute e che i capelli bianchi vanno coperti a tutti i costi perché se no “pare brutto“, incatenandoci per anni a colorazioni coprenti e parrucchieri.

Le migliorie andrebbero fatte allo stile di vita, ricercando una serenità interna piuttosto che una perfezione esterna…tanto più quando si supera una certa età, ma educando le giovani fanciulle fin da subito. E stai sicura che meno ti impegni in questo combattimento contro te stessa e meno il corpo si segna. 😉 Io proporrei una nuova dicitura su creme&cremine: go with the age al posto dell’anti-age. So che sembra una minchiata legata alla semantica, ma se a questo si accompagnasse una bella campagna immagine dove quando spunta una nuova ruga ci si fa una bella risata sopra, noi donne avremo più tempo per pensare a cose più importanti o anche più divertenti. O no? 😉

Voi che rapporto avete con l’invecchiamento? Come lo affrontate? Prima puntata, vi aspettiamo io e LaMario in diretta su radio M2O alle 18.20 precise e puntuali! Non vedo l’ora…buon weekend!

Buccia di Banana/Penepeluche&Vaginail (???)

Non è una supercazzola, giuro! Anche se potrebbe sembrare uno scherzo-da-rientro (e pregavo anche io perché lo fosse) questa prima buccia di banana settembrina è molto seria, ed è andata a scovare due primizie per il prossimo autunno che ci attende alle porte. Una è una vera e propria tendenza, l’altra un prodotto che in realtà potrebbe già appartenere alla lista dei regali di Natale da fare alle amiche (lo so, ho detto Natale e siamo appena a Settembre, chiedo perdono). Apparentemente non c’entrano l’una con l’altra, ma in realtà ciò che evocano è una coppia inseparabile fin dai tempi di Adamo ed Eva, un connubio perfetto, una sintesi della vita…

Penepeluche…ed è quello che sembra, e…

…Vaginails, e sono quello che sono!

Andiamo con ordine. I giapponesi renderebbero “cute” e tenerino qualunque cosa: gli basta aggiungere degli occhioni simpatici, aggiungere colori pastello, della morbidezza e delle curve e anche il broccolo diventa kawaii. Perché mai il pene avrebbe dovuto sfuggire a questa mania? (Dopotutto esistono persone che si comprano cuscini fatti a forma di merdina, figurati chi si spaventa per un cazzetto) E infatti è diventato un morbido pupazzo rosa tenue dal nome molto tenero “Super Kawaii Ciu Ciu“, in tante dimensioni (chiaramente) e forme (anche se tutte tendenzialmente tonde). Ovviamente non riesce ad essere né volgare né trash, solo un simpatico pisellotto di peluche. E ora mi chiedo: è stato inventato per i piccoli, per andare a sostituire il solito orsetto e anche il più moderno unicorno e nel frattempo avvicinarli al “fallo” o per le grandi che vogliono dormire sempre in compagnia del loro amico anche quando non c’è?!? 😉

 

Ben più inquietante ciò che sta apparendo sulle unghie delle devote all’arte dell’artiglio dipinto e moderne femministe animate dal #pussypower, #feministart e #futureisfemale.

Vagine. Sulle unghie. Dipinte o in 3d. Con tanto di piercing con brillantino. Un atto liberatorio che rimarca il potere femminile affermandolo con un’azione significativa e pratica, utile alla società e all’emancipazione del genere: farsi le unghie decorate con la vulva!!! Come ho fatto a non pensarci io prima…

Insomma, io in nome del #pussypower ho fatto altre cose, ma se voi vi sentite di affermare questo femminismo postmoderno in una maniera evidente, decorativa e molto social (perché chiaramente con l’hashtag #vaginanail e #vulvanail trovate un’intera community), questa è la soluzione di tendenza per questo autunno. Mi raccomando, trovate una brava a dipingere o realizzare micro-passere in rilievo altrimenti queste unghie prendono una forma non all’altezza del loro significato profondo.

E con questa accoppiata significativa, io mi ritiro nelle mie stanze 😉

Prova Costume #8: (S)truccati!

Il waterproof è una trappola! Il trucco in estate dovrebbe essere messo al bando e invece ci sono persone, tipo mia madre ma  sono sicura che non sia la sola, che chiamano e dicono “lo so che è estate, ma dopo i 40 non te ne puoi mica andare in giro struccata!” (ma che è questa storia dei dopo i 40?!? Che prigione mentale, io mi rifiuto). E via con il trucco estivo, che non è quello delicato ed appena accennato della sera, no, è quello che si mette anche di giorno, con il sole in faccia, con il caldo, con l’afa, con l’umido e prima di andare al mare. Prima di andare al mare?!? Sì, certo, perché una donna deve sempre essere perfetta e guai se l’occhiaia della sera prima fa capolino dall’occhiale specchiato, non sta bene; guai se lo sguardo non è tirato su con un ottimo mascara waterproof, ovvero resistente all’acqua e se la bocca non è accentuata da un naturalissimo lip-balm color rosa carne. C’è chi immola la naturale bellezza a favore di eyeliner, matite, correttori, ombretti e pure blush per ravvivare il colore mentre stanno sul lettino ad abbronzarsi e mettersi crema solare sopra a tutta questa tavolozza di polveri…fino al momento in cui il sudore non comincia a scombinare il lavoro fatto. Le gocce scendono e solcano la crema colorata (che in estate si usa quella, meglio se fornita di fattore protezione solare) che magicamente svela a strisce il vero colore della pelle, l’ombretto si incolla alla palpebra che rischia di rimanere chiusa, dopo il terzo bagno la matita comincia a scendere, il rossetto ha sconfinato oltre i confini della bocca…meno male il mascara ha resistito! Ah no, nemmeno lui: un granello di sabbia è finito nell’occhio e a furia di strusciare è andato disperso in faccia. Una maschera crollata, una dipinto scomposto, un tentativo di abbellimento finito in rovina. Dovresti pensare di lasciar perdere, che in estate il trucco anche no, magari la sera, ma di giorno ci possiamo permette di essere naturali, serenamente imperfette, segnate dal tempo che passa a prendere energia dai raggi solari…e invece no, il beauty con tutto il necessario è nella borsa del mare. Basta uno specchietto e tutto torna in un perfetto ordine artificiale. Che fatica!!! 😉


Illustrazione di Enrica Mannari 

E con quest’ultima “prova costume” vi lascio a questo primo lunedì di settembre. Questa micro parentesi estiva è stato un modo per me (e spero anche per voi) per riflettere su quante paranoie ci facciamo noi donne in estate (e non solo) e su come potremmo stare più serene accettandoci veramente per quello che siamo e per come siamo, liberandoci da immagini imposte e da una società che addita anche un pelo di troppo. Grazie a chi ha letto, commentato e condiviso questa piccola rubrica durante le vacanze; chi se l’è persa può recuperare leggendola (è sempre qui sul blog). Un grazie speciale a Enrica che mi ha accompagnato con le sue illustrazioni in questi miei pensieri, interpretandoli magistralmente dopo ogni lettura del pezzo. Vi posso solo anticipare che, se vi siete affezionati a questa “coppia” e a questa rubrica, qualcosa di simile sarà in giro su carta a partire da ottobre…poi vi dirò dove. Intanto buon inizio del mese e di settimana. Da venerdì torna Morgatta Lo Sa, sul blog, su radio m2o con LaMario e…

…ve lo dico venerdì! 😉

Buccia di Banana/Gli indispensabili: occhi luminosi (coi led?!?)

Le giornate si stanno cominciando ad accorciare (che palle), la testa rientra senza voglia nell’agenda, le riviste già ci propinano imperdibili cose che “dobbiamo assolutamente avere” per il prossimo inverno (inverno? Io questa parola non la voglio ancora sentire). Ecco, se ricominciano loro ricomincio anche io. Iniziamo da una irrinunciabile novità beauty: le ciglia al led!!!

Dopo piume, peli e perline, ecco l’innovazione definitiva per grandi occhi luminosi: ciglia finte munite di piccole lucine a led! Facilissime da applicare, con la colla, proprio come le ciglia finte tradizionali, sono dotate di una batteria che si posiziona dietro la nuca, ovviamente con dei sottili fili che fanno il giro della testa (comodi, soprattutto se a uno gli viene in mente di farti una carezza); ed immediatamente si accende lo sguardo!

Ma non si accendono e basta, cambiano pure colore e addirittura lampeggiano in maniera differente seguendo il ritmo della testa: se parte la tecno l’effetto albero di Natale impazzito è assicurato! Che per una serata in discoteca va bene, ma se te le metti in ufficio rischi di far rincoglionire capo e colleghi (e in questo potrebbe anche essere utile)!

La genialata è figlia dell’Estremo Oriente e della loro risaputa ossessione per gli occhioni luminosi (come quelli dei cartoni animati per intenderci), ma si è rapidamente diffusa, approdando negli Stati Uniti e promettendo di espandersi ovunque. Ed in effetti, per le scure serate invernali, non c’è niente di meglio di un punto NEON in mezzo alla fronte. Dopotutto, quando la luce degli occhi è spenta dalla scarsa attività cerebrale, mi sembra logico trovare alternative a LED! O.o

Prendiamo appunti! #gliindispensabili sono tutte le cose di cui il mondo avrebbe potuto fare a meno…e che invece sono state messe in produzione. Via via ve li segnalo, se volete segnalarmeli anche voi, scrivetemi marina@morgatta.com Questo me lo aveva suggerito la mia libraia preferita, Stefy di Pagina27. E buon lunedì…;)

Prova Costume #7: Ascella Pezzata (che non è il nome di un capo indiano)

Sgoccioli. Appiccichi. Grondi. Piccole gocce non imperlano solo la fronte, solcano ogni singolo angolo del corpo, da quello più visibile fino all’anfratto più nascosto. Perché in estate ci sono dei giorni in cui è impossibile smettere di sudare. La mattina ti alzi dal letto già in una pozza, con la sagoma umida che rimane ad aspettarti sdraiata sulle lenzuola; accendere i fornelli per il primo caffè è una tortura, la sensazione è quella di avere tutti i termosifoni accesi, mentre il sudore continua a colare imperterrito, senza sosta! E se nuda non resisti, vestita non se ne parla nemmeno; dopo un minuto qualsiasi cosa si comincia ad appiccicarsi addosso ed accade il terribile inconveniente: la pezzatura!!! Gore di sudore si allargano a macchia d’olio; sono le ascelle ad aprire le danze, macchiando t-shirt e abiti muniti di maniche, poi ci si mette il sotto-tetta, poi la pancia, poi la schiena, fino ad arrivare a segnare la zona dei glutei. Quando anche i polpacci sudano è il segno che la zuppa è pronta!!! Sudare in casa è fastidioso, in pubblico è peggio, quando sei a cena con lui…è un disastro al limite dell’imbarazzo, soprattutto quando suda la zona baffo (perché notoriamente alle donne non è concesso sudare troppo, figuriamoci pezzarsi). Parli e sudi, stai ferma e sudi, balli e ti conci come una che è uscita da un’ora e mezza di spinning, tante volte ci sta per scappare un po’ di sesso selvaggio e…”no, via, non si può fa’, fa troppo caldo“! Provi ad immobilizzarti, meditando con la famosa tecnica zen del “se non ci penso non succede“, ma chiaramente non funziona. L’unica soluzione è la doccia, che vorremmo avere incorporata addosso, unico rifugio possibile al quale ricorrere ogni mezz’ora non per diletto ma per necessità. Però alla lunga finisci per odiare anche quella, che lavarsi va bene (e mi raccomando di ‘sti periodi), però mille docce al giorno ti alterano…il Ph. Altro che acide poi! Quindi stai lì e sudi; perché in estate, come la giri la giri, sei sempre mezza! 😉

Illustrazione di Enrica Mannari

 

Buccia di Banana/Ma la codina ce l’hai?

Scusate, mi ero persa la coda! E devo ringraziare una di voi (Grazie Cla! 😉 ) per avermi messa al corrente di questa mia immane mancanza: in effetti non spendere nemmeno una parola sull’oggetto cult di questa estate è una carenza grave. Cerco di recuperare, dopotutto siamo ancora ad agosto! Siamo ancora tutte (e tutti?) in tempo per andarci a procurare il beach tail!

Cos’é? Praticamente trattasi di un accessorio, un bijoux, un gioiellino per ornare il corpo; più precisamente una collanina da cul…ops! Anzi, tecnicamente da “cavallo” del costume…ma anche delle mutante, dei tanga, insomma, di tutto l’intimo e pure dei pantaloncini molto corti. La catenina in questione si presenta in argento (ma potrebbe comunque dare allergia…t’immagini!!!) con una scelta di tantissimi pendagli dai colori e dalle forme svariate, che luccicanti ondeggiano tra le chiappe di chi li indossa. La fantastica idea è della ditta Giapponese Bodivas. Suggerito per attirare l’attenzione in spiaggia (con la controindicazione che la gente si fissi sul lato B cercando di capire cosa sia questa novità), va benissimo anche per situazioni “più calde” in camera da letto. Sempre che tu non rimanga agganciata al pomello del cassetto…O.o

Ebbene sì, dopo la mia solita faccia a punto interrogativo (perché si producono certe cose?), il mio pensiero è subito andato a visualizzare l’inghippo di un oggetto che pende in zone basse, fuori controllo e che in un attimo di sbadataggine potrebbe rimanere incastrato OVUNQUE  con successiva situazione imbarazzante: dal costume che viene via, all’accessorio che si strappa fino alla cosa  in cui ti sei impigliata che si distrugge. Oppure il tuo bambini di tre anni che per acchiapparti quando corri si aggancia alla prima cosa che trova: non bello, per niente! 😉 Eppure pare stia andando, forse perché sbarazzino e ammiccante, forse perché per soli 19 dollari ti ritrovi un accessorio originale o forse perché le collane da collo sono ormai obsolete, viste e riviste. E pure quelle per il giro vita. Con la codina-da-spiaggia, invece, l’originalità è assicurata; ma per un effetto glam e super-trendy assicurato bisogna andare con la parure

che ovviamente include preziosissimi orecchini da tetta, senza bisogno di piercing. Basta avere i capezzoli costantemente ritti e la morbida e comoda guarnizione di silicone si appoggia perfettamente dove deve stare. Regolabile con un’elegantissima pietrina, è adatto a tutte le forme e misure. E con questo siamo a posto fino alla prossima estate…o fino alla prima invasione aliena che venga a rapire coloro che pensano e producono queste cose 😛 

Buon lunedì, con i ciondolini intimi o anche senza…