Buccia di Banana/Campagne Fashion: Why? #6

La natura è di moda, non nel senso che per la prossima stagione ritorneranno in auge dopo millenni le famigerate foglie di fico (sia per lui che per lei). La natura e gli ambienti naturalistici, che siano deserti, giungle, spiagge o i giardinetti dietro casa non fa differenza, si prestano da sempre come set fotografici; vuoi per i colori, vuoi per i contrasti con lo stile dell’abbigliamento, vuoi perché all’aria aperta e non bisogna pagarli (braccine corte), non c’è una campagna fotografica a stagione che non sfrutti l’ambiente circostante. Quest’anno, però, i grandi marchi non hanno scomodato solo foglie e fiori, ma anche gli animali. Tutti: da quelli dell’aia a quelli della savana, arrivando perfino a quelli dei deserti. Il risultato? Delle campagne bestiali

brand: gucci / campagna: i guccianimalucci

Gucci quest’anno ha fatto tombola: non bastava un animalino, no, li ha voluti tutti. Feroci, pelosi, grandi e con grandi denti. Peccato non gli abbiano sbranato tutta la collezione!!! Nel senso, che visto il contesto ed i personaggi con i quali si sono ritrovati a condividere la scena, avrebbero avuto tutto il diritto a ribellarsi malamente. Il Signor Ghepardo è visibilmente schifato dallo stile del suo compagno di foto e gira di coda pensando “Deciditi, o i tatuaggi in faccia o il fiocco giallo al collo“. Ginona la Leona è super-spallata: non ne può più delle carezze appesantite da quintali di anelli e quella punta di scarpa così vicina all’orecchio sta cominciando a infastidirla parecchio. Otto il Tigrotto è sulla via dell’attacco: occhio a pazzo e lingua di fuori perché non vede l’ora di dare un morsino a quella atipica Cappuccetto rosso con la faccia depressa. Secondo me per tutte queste foto bastava un barboncino. Di peluce! 😉

brand: sophia webster / campagna: uccelli dentro, passera di fuori!

Anche i pennuti sono un must. In questo caso i pappagalli, indiscutibilmente maschi, sono stati messi in gabbia, mentre la passerona variopinta fa la figa fuori. Un poco velato esempio di dominanza femminile su poveri uccelli indifesi! Che se la cantano tranquillamente…

brand: ? / campagna: bianco su bianco

Secondo voi che animale possono portare in giro delle fighette vestite di bianco con borsa bianca? Un barboncino…bianco. Mi raccomando, appena uscito dal lavaggio e cotonato a dovere. Ciuffolino non è contentissimo, soprattutto perché gli hanno messo quel collare dorato super kitsch che lui non sopporta!

brand: kate spade / campagna: cammello portapacchi

Cercare di convincere Nello il Cammello che portare borsette in mezzo al traffico è una cosa divertente e molto cool non è una cosa semplice. Se poi uno parla arabo e l’altra giapponese diventa veramente un’impresa. Sembra che rida, ma non è assolutamente sinonimo di felicità; sta solo pensando dove sbavare prima: se sui capelli o sul cappottino! 😉

brand: trussardi / Campagna: Manco i cani

Ora…io in questo caso non ho veramente niente da aggiungere. Nel senso, più la guardo e più non capisco…Mi vengono in mente certe foto che il mio vecchio capo faceva a Ugo (il suo cane) mettendogli per gioco felpe, giacche e occhiali. Ora, che uno si diverta a vestire il suo animale lo trovo discutibile ma non posso entrare nel merito di cosa fate con i vostri animali domestici (niente di illegale o troppo irrispettoso, però); ma che un brand affidi la sua immagine ad un cane, travestendolo con sembianze umane…lo trovo tra l’inquietante, il triste e il kitsch estremo. Spogliate quel cucciolo vi pregoooo!!!

 

brand: Mykita / Campagna: nella vecchia fattoriaAA…

…ia ia ooohhh! C’è la pecora, pecora, pe pe pecoraaaa (o forse è un montone?!?); c’è il grillo, grillo, gri gri…ah no, è una con due steccoli in testa che fa finta di essere un grillo; c’è il cavallo, cavallo, va va…ah no, i cavalli sono tutti nelle campagne di Versace; c’è il maiale, maiale, ma ma…no no, maiale e maiali sono un po’ dappertutto. C‘è l’anatra, anatra, a a ahahahah…l’anatra soffre il solletico e cerca di sfuggire inutilmente alla potente presa dell’uomo-scimmia; che però si sta davvero divertendo una sacco che mi rimane quasi simpatico!

Insomma, il mondo della moda è pieno di…animali! Però la prossima volta li possiamo usare di peluche? O almeno chiedere il consenso firmato? 😉

Ciaccioni silenziosi

“Morgatta…mi spiano sui social!!! Non solo il mio ex-ragazzo dal quale mi sono lasciata già tre anni fa, ma anche delle mie “amiche” che non frequento più o con le quali in passato ho litigato, o anche conoscenti che quando incontro per strada sanno tutto di me e me lo ripetono fieramente ma che non si fanno vivi con nessun tipo di interazione sul web. Mi seguono su instagram, vedo che guardano le mie stories, che mi spiano da lontano senza mai mettere un like o dare segno della loro presenza. Ma che senso ha tutto ciò? Non potrebbero semplicemente farsi la vita loro e lasciare perdere la mia? E’ così divertente guardare cosa faccio? Marika”

Diceva un vecchio detto:

Quindi, cara Marika, stai tranquilla, lo spionaggio fa parte degli usi e costumi di quest’epoca malata di esibizionismo, dove la vita si vive in parte off-line ma viene esposta in gran parte online. Quelli che tu mi descrivi nella tua mail sono quelli che io chiamo “ciaccioni silenziosi“, ovvero i ficcanaso che senza proferire like seguono ogni movimento che avviene in rete, in maniera subdola e costante. Sono quelli che non solo spiano e guardano, ma commentano pure con gli ALTRI amici o conoscenti di quello che tu fai o non fai, usandoti come perfetto argomento di conversazione. Dà fastidio eh? In parte sì, in parte lasciali guardare e parlare, evidentemente si tratta di persone che non hanno una vita abbastanza interessante e devono intrattenersi con quella altrui, esattamente come se stessero guardando una serie televisiva. O sono semplicemente affetti da voyeurismo internettiano, che non è una malattia grave, ma che rompe le palle a chi la subisce. E a questo proposito la contro-domanda è lecita: ma tu, gli altri, non li spii mai?!? 😉

La curiosità è il movente di tutti: amici che non vedi più, quelli con i quali hai litigato e pure quel tuo ex fidanzato, che nonostante siano passati tre anni, forse non ha ancora risolto la questione e ha bisogno di vedere cosa fai, dove vai e soprattutto con chi stai…nel caso in cui tu ti fossi rifatta una vita sentimentale senza di lui! Esiste anche una legge che punisce con pene fino a tre anni di carcerechi abusa di queste piattaforme per controllare i propri amici o la dolce metà“; sono già partite milioni di querele di mogli ed ex mariti che hanno superato i confini dello spionaggio leggero e sono diventati veri e propri invasori del mondo virtuale altrui. Ora, questo non mi sembra il tuo caso e non mi pare valga la pena di mettere su una causa per un po’ di amici ficcanaso!

Ecco, io credo che l’unico modo per tutelarsi rispetto a questi simpatici spioni del web, che ci sono e ci saranno sempre, sia quello di condividere solo quello che vogliamo sia visto da TUTTI; che sì, esistono delle impostazioni della privacy per far vedere certi contenuti solo a certe persone (amici, amici stretti, amici lontani o quelli vicinissimi), ma in un modo o nell’altro c’è sempre il modo per venire a farsi i fatti tuoi: basta guardare il tuo profilo da quello di un altro e il gioco è fatto. Insomma, il buon senso tuo e qualche accortezza in ciò che condividi dovrebbero essere più che sufficienti per proteggere le tue informazioni. E sennò lasciali guardare e fregatene!!! 😉

O no? Voi siete ciaccioni silenziosi o “vittime” di spionaggio? In diretta alle 18.20 circa su radio m2o ne parliamo insieme a LaMario! Aspettiamo i vostri commenti…e buon fine settimana, con ponte o senza! Baciii

Dieta (senti)mentale pt. 3

“Le diete iniziano il lunedì e generalmente finiscono il venerdì sera, per ricominciare il lunedì successivo!”

STORIA IN 3 PIATTI E 3 PUNTATE: DIETA (SENTI)MENTALE PT.2

[puntata precedente] “Ahahahahah“, Sandra si fece una grassa risata davanti alla faccia stupita di Linda, che la stava osservando con un misto di stupore, indignazione e perplessità. “Non si vuole sentire dire di no…ahahahah…beh, cara mia, questa si chiama paura e non ha mai portato da nessuna parte…ahahahah…e comunque nella vita qualche no te lo beccherai sempre!” Disappunto totale. “Non fare quella faccia, come pensi di andare avanti nella vita se non ti esponi un attimo? Se non chiedi, se non provi mai ad ottenere quello che vuoi, fosse anche solo per una notte di sesso selvaggio per poi capire che non ne valeva la pena? E rischia, santo cielo, o vuoi stare a dieta tutta la vita sognando ogni notte tiramisù?” – “Veramente i tiramisù non me li sogno…e nemmeno gli uomini al momento. Diciamo che non sono al centro dei miei pensieri, ho altre priorità e preferisco concentrarmi su quelle. Anzi, diciamo pure che prima devo centrare me stessa e capire due o tre cose“. – “Va bene, centrati pure e capisci, la trovo una cosa giusta e sana, ma non prenderti per il culo. Non scappare dalle paure, affrontale.” – “Sìsì, figurati…” Linda bofonchiò qualcosa mentre seguiva con lo sguardo l’amica che si dirigeva nuovamente in cucina; questa volta si avvicinò al frigo, tirò fuori una ciotola e cominciò a riempire due tazze con un miscuglio arancione. Sperò invano che fosse qualcosa di iper-calorico, ma il suo sentore era che si trattasse di qualcosa di iper-sano e con pochi zuccheri.

Sì, aveva paura. Dopo la fine infelice della sua ultima storia aveva deciso di innalzare una piccola barriera anti-uomo a protezione di quel cuore ormai pieno di cerotti e ferite, ma soprattutto di concentrarsi su se stessa: il lavoro, la carriera, il corpo, la vita sana, la meditazione. Lo spazio per la vita sentimentale era stato relegato in fondo all’agenda, che guarda caso era sempre piena e non lasciava spazio a nessun pretendente. Se per anni questa cosa l’aveva riempita di orgoglio, ora cominciava a sentire la carenza di un affetto, di un’abbraccio, di una pomiciata improvvisata…insomma, un po’ come quando a fine cena avresti voglia di una crema catalana e ti portano un sorbetto al limone. Delusione e amarezza. E anche quel pizzico di incazzatura, che va tutto bene, ma il dolce deve essere dolce. “Ecco il dolce meno dolce della tua vita” sfoderò un sorriso e due tazze ricolme di una poltiglia arancione, con la mentuccia in cima, ma sempre poltiglia era. Guardò quella simpatica tazza: sana, colorata, sorridente, buona…eppure non era assolutamente quello che desiderava. E a 30 anni, come a 20, come a 50, i desideri vanno assecondati: che poi la vita finisce e tu sei sempre stata a dieta. E sola.

Senti, ti dispiace se le coppette le rimettiamo in frigo e andiamo a prenderci un tartufo al cioccolato dal siciliano in fondo alla strada? Magari davanti a quello riesco anche a mandare un messaggio a Mario, eh“. – “Mi dispiace tantissimo. Alza il culo da quella sedia vai…“. 😉 [Fine]

GRATTUGIATA DI PAPAYA, PERA, ARANCIA E GINGER DI CUCINAMO

Buccia di banana/Il piumocchio

Eccezionalmente di martedì, perché rovinarvi il lunedì di pasquetta sarebbe stato poco carino, mi è balzata sotto gli occhi questa nuova tendenza che pare stia spopolando soprattuto su Instagram (grazie alla segnalazione di Irene, che non ha potuto “non pensarmi”): avete mai sentito parlare di feathers brow, ovvero di sopracciglia effetto piumaNo? Ecco, prima ve le mostro e poi ne parliamo insieme…

Dopo l’ala di gabbiano, dal quale avevamo ripreso, ahimè, solo la forma, ecco balenare a qualcuno l’idea di andare oltre, trasformando le sopracciglia in simil-piume pelose come decoro del contorno occhi! In realtà pare che questo trend sia nato in verità per gioco, frutto di un esperimento innocente di Stella Sironen, truccatrice e blogger dedita al beauty e alle magie del trucco, che voleva solo inventarsi qualcosa di nuovo per le sopracciglia. Il problema di queste signorine dai mille-mila-seguaci è che anche quando fanno una cavolata per scherzo, come la mettono in pubblico questa cosa può prendere una piega inaspettata. E così è stato, tanto che il web si è rapidamente riempito di sopra-piume!!! O.o

Praticamente la messa in piega del sopracciglio, con riga nel mezzo e anche rileccatina a base di gel o qualcosa di simile che dà insieme effetto umidiccio e mantiene la pettinatura per ore. Così anche chi possiede sopracciglia folte e particolarmente pelose potrà sfoggiarle orgogliosamente senza andare in paranoia per la quantità eccessiva di peli, basta fargli la giusta pettinatura e via, pronti verso le ultime tendenze…e oltre! Già, perché una volta fatta la piumetta, ci si può sbizzarrire con tutti i mezzi: un po’ di oro sulle punte, una punta di matita per creare la punta della piuma o addirittura sfoggiare il look pappagallo completo semplicemente abbinando un trucco “sobrio e in stile“!!! 

 A parte il mondo delle beauty-blogger incredibilmente patinato è finto (nel senso che in tutte le loro foto queste signorine sembrano di gomma) sul quale dovrei scrivere un articolo a parte, se la cosa vi ha stuzzicato al punto tale di volervi cimentare in questa operazione, ecco un bel tutorial su come fare…

https://instagram.com/p/BS4aFD4gC5Q/

Ecco, io mi sarei annoiata già dopo solo la prima spazzolata…figuriamoci ad arrivare fino in fondo! Troppo impegno, ma io non faccio testo…mi fa fatica anche mettermi il mascara! Voi che ne dite?

Io penso che se piuma deve essere, piuma sia…per davvero!!! 😉

 

Fìdati (o malfidàti)?

“Ciao Morgatta, questa volta lui me l’ha fatta grossa! Non è una cosa grossa in sé, ma è il principio che non mi piace affatto. Io e il mio ragazzo stiamo felicemente insieme da due anni. Il suo migliore amico in questo periodo è parecchio in crisi con la sua di ragazza e quindi passano molto più tempo insieme, si confidano e si confrontano; e va bene, ci sta. L’altra sera il mio fidanzato mi ha chiamata decisamente arrabbiato dicendomi che lo sapeva che io ero arrabbiata con lui perché non volevo che uscisse con Gabriele (il suo amico) e che ero gelosa del loro rapporto. Tutto queste cavolate qua gliele sarebbe andate a dire il suo “amico”, riportate dalla sua “fidanzata”. Ora, a parte questo giro di passaparola che nemmeno a 16 anni; come ha potuto fidarsi ciecamente di una cosa riportata invece che di me? Come gli è venuto di darmi subito addosso senza nemmeno chiedermi spiegazioni? E’ questa la fiducia che ha in me dopo due anni? Io per il momento mi sono presa un attimo di pausa, poi vedremo. Faccio male? Antonia”

Qualche saggio diceva “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Ora, la fiducia è un argomento importante, ma è un requisito altrettanto fondamentale in una relazione: se manca quella è un casino…o meglio, possono capitare dei gran casini. Incomprensioni, gelosie ingiustificate, scazzi e anche veri e propri litigi generati dalle malelingue che non si fanno gli affari loro! Perché diciamoci la verità, questo fantomatico “migliore amico” mi sembra un infelice che si diverte a mettere zizzania per compensare la sua relazione disastrosa, come a cercare un compagno di sfighe per non doversele rigovernare* (*affrontare) da solo. Forse trasportato da questa persona, forse in uno slancio di empatia eccessivo, forse perché in quel momento gli si è tappata la vena, il tuo lui si è lasciato condizionare dai racconti e ha pensato bene di scaricarsi su di te prendendo per buono quello che lui gli ha detto: è una cosa che può capitare! Effettivamente puoi averla vissuta come una mancanza di fiducia nei tuoi confronti, e meno male che lui non gli è andato a dire che ti aveva visto con un altro! Ti immagini?!? No, dai, non te lo immaginare, era solo un banale esempio per dirti di valutare bene se non hai accanto un bamboccio che crede a qualunque cosa gli viene detta o se è stato semplicemente uno sbaglio dettato dalle circostanze. Su questa cosa della fiducia diceva un altro saggio “Colui che non crede a nessuno sa che egli stesso non è degno di fiducia” (Berthold Auerbach): che tu abbia a che fare con un insicuro cronico? Che sia tu stessa insicura? La cosa si complica, ma la soluzione è facile: ti fidi tu di lui? Sì o no!

In ogni caso se non è tornato da te chiedendo scusa in tutte le lingue del mondo altro che pausa di riflessione: salutare e spedire senza biglietto di ritorno. Che lo sbaglio ci sta, ma rendersene conto e chiedere scusa è il minimo sindacale delle relazioni tra adulti maturi e civili. La tua pausa di riflessione, se senti di averne bisogno, è più che legittima: due anni non sono tantissimi ma nemmeno pochi, ed anche se l’altro non lo si conosce mai fino in fondo, dovrebbe sapere che una cosa del genere tu non l’avresti mai detta (perché non l’hai detta, vero?), o insomma almeno poteva venire a parlarne con te senza partire con le sfuriate. Io, che non sono tanto saggia e vivo nel mio mondo utopico, penso che…

E ti dà anche una sensazione di libertà e sicurezza incredibile…Detto questo ti lascio riflettere con questa canzone-spezzone del filmONE Titanic, dove in un momento topico il Leo fa la famosa domanda “Ti fidi di me?“. Anche in questo caso entrambi si sono fidati ma, mentre a lei è andata comunque bene, lui era meglio se non si fidava, morto congelato perché lei non gli ha fatto spazio su quella maledetta zattera...l’amore dà, l’amore toglie! 😉

Voi siete diffidenti di natura o vi fidate abbastanza? Ditecelo, in diretta su radio m2o alle 18.30 più o meno. Io e LaMario siamo fiduciose…e vi aspettiamo. Buon weekend e Buona Pasqua!!! 🙂

 

Dieta (senti)mentale pt.2

“Le diete iniziano il lunedì e generalmente finiscono il venerdì sera, per ricominciare il lunedì successivo!”

STORIA IN 3 PIATTI E 3 PUNTATE: DIETA (SENTI)MENTALE PT.2

[puntata precedente] “Mario…Mario è meraviglioso e divertente, ma ha qualche problema…” – “Ma senti chi parla” – manca poco Sandra si strozza – “Miss trovo-i-problemi-a-tutti-pur-di-non-confondermi-con-nessuno” – “Non è colpa mia se ho degli standard alti e nessuno mi convince. Prima di mescolarmi con il primo cretino, preferisco stare da sola.” – “Certo, e stare a dieta di uomini per anni…“. Nel frattempo però la scarpetta nel piatto se l’era fatta, ecco perché Sandra si alzò a toglierlo da sotto alle mani dell’amica, che non gradì completamente la cosa…

Lo vedi che ti fa male stare a dieta? Perché sai di esserlo, ti forzi a non fare certe cose e comunque appena puoi le fai…a cazzo! Non sarebbe meglio adottare un regime di vita sano, senza esagerazioni ma che non ti priva comunque di piccoli piaceri?” – “Parli di cibo o di uomini?” – “Entrambi! Non vedi come ti sei ridotta? Sempre a dieta, sempre senza un uomo, vita sentimentale vicina a quella di un monaco tibetano, ma senza aver raggiunto lo Zen“. “Mi stai facendo chiudere lo stomaco“, brontolò Linda sfoderando il musino da gatto fradicio che miagola fuori dalla porta. In quel momento Sandra si sentì un po’ in colpa per averle detto tutto in maniera così diretta; certo, non era la prima volta, ed in fondo per scuotere quella testona le maniere troppo dolci non avevano mai funzionato. “Ma nooo, vedrai come ti si riapre con questa“, la rassicurò mentre armeggiava tra le pentole e azionava il frullatore. Linda aveva lo sguardo perso nel vuoto, arrotolato in pensieri sconclusionati: la sua vita solitaria da 7 anni, il lavoro, la dieta, Mario e i suoi difetti, l’astinenza da zuccheri che la stava uccidendo, le cosce grosse che non riuscivano a sgonfiarsi, Mario però che palle che fosse così criptico e poco comunicativo, però…forse, quella che non comunicava era lei…lei e le sue stramaledettissime insicurezze.

Crema di asparagi con caprino e yogurt con semini vari” – “Azz e come siamo diventate brave in cucina…certo, formaggio e latticini anche qui, però…” – “La pianti? Dopo c’è anche il dolce per tua informazione.” – “Ottimo!” Mise in bocca un cucchiaio di quel miscuglio verde e bianco…”Lo sai qual è la verità? E’ che non ho voglia di sentirmi dire NO. Non ce la faccio e non ho voglia di espormi. Ecco” [continua]

CREMA DI ASPARAGI, CAPRINO E YOGURT DI CUCINAMO

Dirty Dancing…30 anni dopo!

La tv nazionale ogni tanto si diverte a spolverare antichi cimeli cinematografici e riproporli con cadenza regolare, certi che uno sguardo nostalgico ricordando i “vecchi tempi” glielo daremo comunque. Perché con certi film il “che palle, lo stanno dando per centounesima volta” viene soppiantato dall’amore per quelle incredibili storie d’amore che tanto ci hanno fatto sognare da ragazzine o da adolescenti e che adesso, nonostante siamo adulte, ciniche e vaccinate, ci fanno lo stesso emozionare. Capita con quel disgraziato di un miliardario in Pretty Woman così come con l’impertinente maestro di danza in perenne divisa nera in Dirty Dancing. Chi di voi ieri sera non ha segretamente invidiato Baby in quel micro-istante in cui…

Ancora un principe che va a salvare una principessa, ancora una mano di un uomo che sfida quella di un altro uomo (il padre severo) e questa volta tu la guardi e pensi: Baby, ma da quel minchia di angolo non ci potevi uscire da sola? Anzi, potevi non fartici mettere ed andare in vacanza con i tuoi amici? Perché insomma, nonostante la semplicissima dinamica degli archetipi emotivi e dei personaggi (sesso, musica, danza, senso di rivalsa, la bruttina sfigata ma intelligente, il bellone impenetrabile ma che penetra volentieri le clienti per soldi, il padre padrone, la sorella invidiosa…manca solo la strega cattiva e siamo a posto), ad un’attenta (e postuma) analisi la storia potrebbe farci cascare le palle.

Estate 1963, in vacanza con mamma e papà a 17 anni (ancora? Ma non si prende la patente a 16 negli Stati Uniti? Eh, e non sapevi prendere la macchina e camminare da sola?). Baby non solo ha un soprannome vergognoso, ma sembra anche una sciura, forse per colpa del tempo passato a studiare snobbano parrucchiere ed estetista in nome della formazione (povera pazza 😉 ). Prima della classe, bruttarella, che si veste alla cieca (ha delle mise allucinanti), però con l’occhio lungo: perché appena entra il figone nella sala da ballo mica guardava per aria! Anzi. Subito a “portare i cocomeri” per entrare nel luogo proibito, dove ballare significa strusciarsi: lì capiamo subito che Baby non è una ragazzina asessuata come la dipingono, ma gli ormoni le saltellano pure a lei tra quei riccioli gonfi. Come abbia fatto il ballerino a fissarsi su di lei è ancora un mistero legato alla fantasia dello sceneggiatore; oppure è il classico i poli opposti si attraggono, o ancora frutto di una scommessa fatta con il portiere di notte del Villaggio Vacanze che l’aveva data 10 a 1 che non avrebbe mai imparato a muovere un passo. E si sa, quando un uomo del genere viene sfidato, deve accettare…ne va del suo orgoglio! 😛

©Globe Photos/LaPresse

Dopo la scommessa la beffa, e la sfiga della povera Penny che rimane incinta (che cattiveria, ma non le potevano far rompere una gamba?) e della cara Baby che guarda un po’ è “l’unica” che può sostituirla nonostante non sia in grado di ballare nemmeno il Ballo del Qua Qua. Ma la magia è proprio quella delle missioni impossibili, della musica che unisce, del ballo che porta fuori dal guscio anche gli anatroccoli profondamente incastrati in se stessi e nelle loro insicurezze. (Stesso concetto ripreso dagli autori di Ballando con le stelle, suppongo). Una coppia improbabile che si va consolidando a passi di mambo, con notevole disappunto del padre, che ha perso la figlia intelligente per uno scapestrato senza soldi (e dopotutto quale genitore vorrebbe un disperato in famiglia?…povero Jhonny); ma lei non ha nessuna intenzione di tornare indietro: una volta assaggiato il puparuolo…tutta vita!

E mentre tutto sembra rose&balli arriva l’ennesimo imprevisto: la cacciata del ladrone! Dopotutto uno così non poteva essere un lavoratore onesto, quindi via, non prima dell’ennesimo tristissimo tentativo di ribellione con il padre della “ragazzina innocente”. I meccanismi che hanno riportato alla luce la verità sul portafoglio rubato si possono etichettare  rapidamente sotto la voce “botta di culo a caso“, ma la cosa importante è che alla fine quel maledetto ritorna a testa alta, lei finalmente esce da quell’angolo e riesce a completare decentemente una coreografia; e tutti vissero felici e contenti. Con la benedizione del padre, del figlio e del direttore del Villaggio. Il bene trionfa sul male, la personalità vince sulle maschere, mai arrendersi che prima o poi tutto è possibile, la musica spacca e i ballerini, come al solito, trombano più dei camerieri! Amen e Fine. 

Potremmo svalutarlo all’infinito, etichettarlo come film “improbabile e poco realistico” frutto di uno sceneggiatore decisamente fantasioso. E invece no, questo filmino di 30 anni fa (sì signore e signore, potete sentirvi vecchi), con i suoi stereotipi e con la magia tipica delle storie magiche, ci fa ancora sognare…che lo sceneggiatore della nostra di vita un giorno ci faccia cascare dal cielo un Giovanni Castello per fare almeno un paio di giri di ballo! 😉

Ed una sola domanda rimarrà irrisolta: ma la mamma di Baby…cosa ha fatto in tutto il film?!?

Buccia di Banana/Come brillare al sole e al buio

La sabbia: c’è chi la ama, c’è chi la rifugge; chi si rotola volontariamente sulle morbide spiagge e chi chi non ci fa nemmeno un passo sopra. Però diciamo la verità, quando si attacca sulle chiappe e la donzella di turno si alza e cammina per andare verso l’acqua…ha un non so che di sexy. Deve essere stata questa l’ispirazione diMia Kennington, una “glitter artist” (glitter artist è la prima volta che lo sento, giuro) che ha proposto di sostituire alla sabbia quintali polvere luccicante, per girare sulle spiagge scintillante più di una cascata di brillantini… 

Ma ‘ndo vaiiiii…se i glitter sulle chiappe non ce li haiiiii?!? Realizzare questo effetto è semplice: un bello strato di gel per capelli che funge da colla e poi via di brillantini, facendo attenzione a farlo all’aria aperta che sennò il bagno di casa diventa quello di Sailor Moon. Si può scegliere il classico dorato, che fa effetto “sabbia del deserto“, con incluso il potere del luccichio accecante (hai presente il sole che ci batte sopra e riflette?!? Ottimo per atterrare le nemiche vicine di ombrellone), oppure delle varianti decisamente più variopinte…

L’artista suggerisce anche di passare uno strato di pittura del colore desiderato per accentuare l’effetto…ora, se bisogna partecipare ad un evento particolare sì, per andare al mare…t’immagini quando esci dall’acqua e cola ogni cosa? Iridella sbiadita on the beach! Il vantaggio estetico del “glitter booty“, ovvero il “culo brillantinato” (che in italiano certe cose sembrano sempre meno patinate che in inglese), è che tutta questa valanga di lustrini mascherano eventuali imperfezioni della pelle: dai, allora perché non andiamo tutti in spiaggia con le calze a rete color carne e sopra una gettata di glitter? O.o, no scherzavo…Eppure forse quest’estate questa cosa la provo…:P

Questa invece no, nonostante sia “immancabile“, io la nail-neon-art me la evito volentieri. Il gel al neon che si illumina al buio è l’altra tendenza beauty che tutti stavamo aspettando (effettivamente tutti gli orrori che si vedono in giro non bastavano): perché deve essere molto elegante vedere questi delicatissimi unghioli oblunghi e spesso appuntiti brillare nel buio di una discoteca, di un locale o peggio ancora nell’oscurità di una camera da letto! (Oddio, ho visualizzato un’immagine orribile)

Senza considerare che chissà quale sostanza chimica si trova all’interno di questi smalitini divertenti…Dai, fate un favore alle vostre unghie, almeno d’estate fatele respirare un po’! (che tutto questo gel, smalti e roba che si cuoce e si attacca tanto bene non fa…). Che sia un lunedì brillante, con lustrini o senza 😛

Dimmi che (camera da) letto hai…

Ciao Morgatta, non mi prendere in giro per quello che sto per raccontarti. Vorrei condividere una cosa che mi è successa un paio di volte e sapere se succede solo a me o accade anche ad altri (tutti i miei amici mi dicono che sono strano io): ho un problema con le camere da letto. Nel senso che ci sono delle stanze che mi inibiscono e non mi fanno proseguire la…”performance”. Tempo fa sono uscito con una donna di 42 anni, dopo un paio di sere siamo finiti a casa sua; quando siamo finiti in camera mi sono ritrovato nella stanza di una sedicenne, con tanto di poster di attori e cantanti attaccati alle pareti, pupazzi in giro e pile di libri “rosa” sul comodino. Mi sono bloccato immediatamente. Ora sto uscendo con una intelligentissima manager di 38 anni, ma anche la sua stanza da letto mi ha fatto rabbrividire: pareti scure, letto basso, molto minimal, senza tende né tappeti né quadri, asettica e piena di monitor, computer con due schermi sulla scrivania, i pad sul comodino, due televisori a schermo piatto (uno gigante), radio ed anche una tastiera elettronica. Sembrava di stare in una centrale operativa. Questa cosa mi fa passare l’eccitazione subito. E’ patologico? Come la risolvo? Alessio

Premettiamo che io, nonostante la stronzaggine insita nei miei ricci, non prendo MAI in giro nessuno di voi che mi scrivete, mai! Ti pare che mi prendo gioco di chi si confida con me? Non sarebbe per nulla carino, e non è nel mio stile. Sebbene la tua storia mi suoni davvero singolare: è la prima volta che la sento, ma suppongo che tu non sia il solo (anche se forse lo spero)! 😉 Se tu facessi l’architetto o il designer di interni questa cosa mi sembrerebbe meno strana e la imputerei ad una giustificabile “deformazione professionale“; in fin dei conti anche io, ad esempio, ho una fissa sulle scarpe degli uomini e se non sono di mio gradimento diciamo che l’essere in questione perde già dei punti in partenza, ma generalmente riesco poi ad andare oltre (in alcuni casi, in altri assolutamente no)! Eppure questa cosa della camera da letto mi fa pensare che…

Oltre all’abito, anche la casa fa il monaco! Nel senso che anche la casa parla di noi (e ora mi spiego perché in casa mia tanti ci entrano una volta e poi non si fanno rivedere più)! 😀 Di quello che ci piace, di quello che vogliamo avere intorno, dei nostri gusti e preferenze anche in campo “casalingo“. La camera da letto poi diventa una rappresentazione importante di quello che è il modo di vivere la dimensione privata e, perché no, anche quella sessuale. Tu ti sei ritrovato a casa di una 40enne con la sindrome da Peter Pan e a casa di una donna in carriera ossessionata dal lavoro. Effettivamente lì per lì può essere spiazzante o lasciare perplessi, ma il fatto di non riuscire a continuare mi fa anche sospettare che A) tu non fossi così “preso” da queste donne; B) che sei un maniaco osservatore dei dettagli. Che vanno bene entrambe le opzioni, però nel primo caso ti inviterei ad uscire con persone che ti piacciono davvero e con le quali riesci ad essere coinvolto senza farti distrarre dal contorno; nel secondo caso…fermarsi in salotto senza arrivare in camera da letto?!? Voglio dire, va bene anche il tavolo della cucina, la doccia, il tappetino del bagno; se l’ostacolo insuperabile è lì dove c’è il letto, puoi anche non arrivarci, o no?

Immagine pagina 114 de L’Internazionale – La camera da letto

Non posso dire se si tratta di una patologia reale o solo di una fissazione momentanea; ho sentito di uomini fortemente inibiti dagli sguardi di felini o altri animali domestici presenti in stanza durante l’atto, ma messo in crisi dai mobili o dai poster è davvero strano. Io credo sinceramente che tu non fossi così convinto delle donne con cui stavi uscendo. Prova a fare questo esperimento se stai ancora uscendo con la donna-monitor: lavora di fantasia, chiudi gli occhi e immagina di essere nella tua camera da letto ideale e nel frattempo concentrati su di lei. O alla peggio usa tutti gli schermi per guardarci un bel filmino erotico…;)

E ora ho davvero bisogno di capire se questa cosa succede o è mai successa anche a voi: vi siete mai fissati su un dettaglio della casa che vi ha fatto immediatamente passare la voglia? Dite la verità? E lo chiederò anche a LaMario, in diretta come tutti i venerdì su radio M2O alle 18.30. Il mondo è talmente vario da essere meravigliosamente incredibile! Buon fine settimana…

Dieta (senti)mentale

“Le diete iniziano il lunedì e generalmente finiscono il venerdì sera, per ricominciare il lunedì successivo!”

STORIA IN 3 PIATTI E 3 PUNTATE: dieta (senti)mentale PT.1

Mi raccomando, niente pasta, niente pane e niente roba grassa che sono a dieta da lunedì!

Minchia che palle, ma tutte le settimane inizi una dieta o è sempre la solita che a volte salta come un cd ascoltato su una jeep a 80 all’ora su uno sterrato?

Idiota! Ah, e niente vino, né birra né nulla che somigli vagamente ad un alcolico. E’ la settimana alcool-free!

Pure? Venerdì non mi sembravi tanto free dall’alcool…

Appunto, posso mica bere tutte le sante sere? Dai, fai la brava, non mi ostacolare, che già faccio una fatica porca. Mi vesto e arrivo.

…Sì sì, vestiti e arriva. Pensò a voce alta Sandra, mentre si apprestava a pulire i carciofi che aveva immerso mezz’ora prima in acqua e limone. Certo che Linda si fa un sacco di paranoie per quel corpo, è una cosa allucinante; e la dieta e i drenanti e i massaggi e la palestra…una fatica enorme per mantenersi e poi si lamenta che comunque non trova mai nessuno…mah! Comunque il problema del menù light non si era nemmeno posto, anche Sandra era a dieta, già da un mese, che per una incostante come lei era un traguardo incredibile. Aveva anche iniziato a fare pace con le verdure, che solitamente non mangiava molto volentieri, bastava renderle interessanti, e saporite, che se leviamo anche il sapore al cibo che cosa mangiamo a fare? Lo aveva imparato guardando la sua amica Erika, una maga della cucina: prendi il carciofo, taglialo a metà, con il cucchiaino da caffè leva i pelucchi dentro e poi taglialo in maniera fine e regolare con un movimento ritmico e costante. Ipnosi culinaria, rotta soltanto dalla voce di Erykah Badu in sottofondo e da qualcos’altro che bolliva nella pentola accanto. Vuole la cena salutista e io gliela faccio…pensò, sorseggiando Pinot Grigio dal suo calice rubato al ristorante sotto casa. DRIIIINNN

Visto? Stasera sono stata anche puntuale! Ho fame

Ci credo, non mangi nulla e ti sfondi in palestra…lo sai solo te come fai a reggere

Ho degli eccessi da consumare. E non è vero che non mangio, mangio sano. Che bolle in pentola?” Allungò una mano sui fornelli ma venne prontamente ripresa: “Butta giù le zampe e siediti. Piuttosto, dimmi come si è conclusa la serata con Mario venerdì…” –  “Come vuoi si sia conclusa, lui a casa sua e io a casa mia. Ciao ciao, buonanotte, amici“. Sandra la guardò con disapprovazione scuotendo la testa, per tutta risposta Linda tirò su le spalle con un sorriso a mille denti. Com’era possibile che la sua amica intelligente, simpatica e discreta non riusciva a concludere mai nulla con nessuno? Ed era pure perennemente a dieta? Questa cosa non torna “Siediti vai, intanto cominciamo da qui: segato di carciofi con burrata” – “Burrata? Non è propriamente dietetica…” – “Non rompere le palle, magia e spiegami perché non è successo nulla con Mario“. [continua]

Segato di carciofi con burrata di cucinamo