Buccia di Banana/Ho visto…

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Questo fine settimana sono stata a Milano. C’era la Fashion Week. Ho visto dal vivo. Ho visto…fullsizerender

Ho visto calze spesse nere, gonne di pelle, stivaletti alti e maglie a maniche lunghe, con 27° di temperatura esterna, percepita 30°. #facciamopaceconlestagioni

Ho visto gonne a pieghe lunghe appena sotto al poplaccio in quantità industriale. Il metallizzato va per la maggiore, ma anche le nuance pastello e naturalmente il nero. Mi sono già venute a noia. #datrendaindigestioneèunattimo

Ho visto donne con alluci che strusciavano sull’asfalto perché sospinti prepotentemente fuori dal sandalo troppo alto (o troppo corto, non lo sapremo mai). #macomprarelescarpedellamisuragiustavifaschifo?

Ho visto maglie scollate fino ai capezzoli indossate da uomini depilati, abbronzati, palestrati e fieri. #daiusanoancora?

Ho visto ragazze spararsi le pose per strada indossando puffosissime scarpe di merda con un quintale di gomma sotto e altrettanto pelo sopra. #voglionoancorafaretuttelefashionblogger

Ho visto donne rischiare le caviglie per svettare su stiletti sui quali non sono in grado di camminare. #rasoterravabenelostesso

Ho visto calze con le ciabatte sotto a vestiti simili a camicie da notte. #sonoscesaunattimoafarelaspesa

Ho visto minuscoli e bianchissimi stinchi scoperti aggirarsi per strada con pantaloni dai colori improbabili. #ilrisvoltinodominaancora

Ho visto il prepotente ritorno degli anni 90. Quelli che ci facevano paura allora. E quelli che dovrebbero spaventarci ancora oggi. #lapaurafa90

Ma la cosa più tremenda che ho visto, più delle calze color carne portate con le ballerine ghepardate ed il piumino arancione lucido, è la quantità incredibile di “ghigne di ‘ulo(*toscanismo per facce serie e poco socievoli) gente palesemente mascherata, consapevolmente travestita, che però si prende sul serio, che ti squadra dall’alto in basso con fare sprezzante, che si sente superiore e soprattutto che NON RIDE. Mai. Tutte e tutti seriamente impegnati a sfoggiare stile. Non so come dirlo esattamente, ma quando vi conciate in certi modi dovreste sincerarvi di aver messo il sorriso ancor prima delle mutande! #travestitiemusoniANCHENO

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Ne ho viste davvero troppe che sono ancora sconvolta!😉 Ci sono andata volontariamente, intendiamoci, per fini promozionali del mio nuovo lavoro (sfashion, del quale sono sempre più convinta visto e considerato lo stato di salute della Moda e della maggioranza di chi ci lavora) e per indagini dirette sul campo (domani ve le racconto meglio). Ecco, le preferivo da lontano, che da vicino queste mi fanno paura!O_o Buon lunedì!

Nido d’amore: sì, ma dove?

marina@morgatta.com: a domande, rispondo!😉

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Ciao Marina, ti scrivo per una questione abbastanza delicata: io e il mio ragazzo conviviamo da qualche anno e stiamo pensando di acquistare una casa. Siamo d’accordo su tutto (mobili,  finiture, superficie) tranne la posizione dove cercarla e questo porta ad interminabili discussioni (il mio lui ha pure detto: finiremo per mollarci se non ne veniamo a capo… No comment!). La questione è la seguente: lui lavora nella ditta di famiglia che sta a circa 20 minuti da dove siamo ora, mentre il mio posto di lavoro sta dalla parte opposta alla sua ditta, a circa 45 minuti da casa. Lui ha un contratto a tempo indeterminato,  io attualmente sono a tempo determinato ma le speranze di assunzione sono alte. Pensavo di cercare casa nella zona dove siamo ora o al massimo avvicinarmi un po’ di più al mio lavoro (giusto 5-10 minuti di strada in meno, che per lui sarebbero 5-10 min di strada in più),  mentre lui vorrebbe che ci avvicinassimo alla sua ditta perché dice che lui ha il lavoro certo e in più rientra sempre tardi, mentre io potrei cambiare altri lavori e quindi meglio che sia comodo lui (però sono io che quando torno a casa sistemo casa, cucino e continuo a “lavorare”). Stavo pensando di aspettare l’eventuale assunzione a tempo indeterminato così da decidere bene la zona e nel mentre cercare di farlo ragionare.  Secondo te sto sbagliando qualcosa? Ha ragione lui e io non me ne rendo conto? Dani

Dani, la questione è davvero delicata e quanto mai importante, nel senso che una casa non è proprio una vacanza, implica un impegno di soldi, una progettualità e tutta una serie di menate che forse sarebbe meglio risolverle prima…che tanto dopo ne arrivano di sicuro altre!🙂fullsizerender-5

Il modo di ragionare riguardo al suo/tuo lavoro non piace troppo nemmeno a me, ma non ne farei una questione di principio se no non ne uscite più, davvero! Non ti piccare su questo…io mi concentrerei di più a cercare una casa che vi piaccia e che abbia le caratteristiche “giuste” per voi affinché sia vivibile e dove potete costruire il vostro “nido” ideale. La comodità è relativa, così come anche le questioni legate al lavoro: è chiaro che, non lavorando entrambi nello stesso posto, uno sarà più vicino e uno più lontano; magari lui un giorno si rompe di lavorare con i suoi e tu tra qualche anno potresti ricevere una proposta allettante che ti porterà ancora più lontano. Siamo nel periodo del “non si sa mai” (com’è che lo chiamano, precariato?), meglio pensare-mobile…Quindi io, per esperienza personale, cercherei di stare in un posto che vi piace, certo non a due ore dai rispettivi posti di lavoro, ma senza impuntarvi su questo. Se esistesse una sana via di mezzo sarebbe ottimale.

Non credo che tu stia sbagliando, ma nemmeno lui; penso, invece, che entrambi vi siate arenati sulla questione della distanza, per questo motivo penso che la soluzione ideale per raggiungere il tuo scopo sia quello di distrarlo. Si sa, l’uomo a volte è come un mulo: si fissa su una cosa e pensa solo a quella. Devi spostare l’oggetto della sua attenzione dalla ricerca di una casa “vicina al suo posto di lavoro” ad una casa “meravigliosa che vi piace di più”. Usa un po’ di subdola accondiscendenza femminile per assecondarlo su alcuni aspetti, per fargli pensare che quella casa lì (che guarda caso è nella zona che piace a te, ma questo deve essere un silenzioso dettaglio secondario) è davvero quella perfetta per voi, con le caratteristiche giuste. Ma non ci litigare, è importantissimo: con la forza, per queste questioni, si ottiene l’effetto contrario. In ogni caso prendetevi il vostro tempo, è una scelta importante!

Chi di voi ha avuto questo problema alzi la mano! Come ne siete usciti? Meglio mollare il colpo o insistere fino a che non molla l’altro/a?

Io e LaMario vi aspettiamo in diretta su radio m2o dalle 18.20 minuto più minuto meno. Buon fine settimana, io sarò in giro per Milano in questi giorni, su un ape calessino targato SFASHION…chi passa di là si fermi a fare un salutino😉

Domeniche d’autunno (e cibi confortanti)

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Ci sono profumi e sapori che sanno di domeniche piovose passate in casa. Quelle che, anche quando ti svegli presto, rimani a rotolarti nel letto a pensare a tutto quello che potresti fare e non farai perché in fondo è pur sempre domenica. Quelle che, quando finalmente ti alzi per andarti a fare il caffè, vieni investita da un’ondata di vapore, dal suono delle verdure che sguazzano nell’acqua, dallo sfrigolio dell’aglio che soffrigge (sia mai che non si faccia un soffritto, almeno nei giorni festivi) e dal casino di mille pentole che lavorano. Quelle che ti siedi a tavola e tutte le calorie evitate durante la settimana si ripropongono nel giro di quattro portate. Ma non importa, in autunno le calorie servono. Ed il calore sprigionato da un pranzo tradizionale che sa di passato è sempre un ottimo modo per coccolarsi. Soprattutto se lo cucina qualcun altro per te…😉

pranzo (casalingo) della domenica (piovosa) / Cucinamo

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tortellini in brodo vegetale

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polpettoncini

Processed with MOLDIV

fagiolini al pomodoro

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torta variegata vaniglia/cioccolato

Il menù della domenica è gentilmente offerto da CUCINAMO!!!😉 Nelle vostre domenica d’autunno cosa bolle in pentola?

Iluut, un progetto sostenibile dall’idea al capo finito (e non solo)

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Quando sei sensibile ed attenta a certi argomenti, in qualche modo li intercetti; capitano, ti appaiono, li percepisci, li trovi anche se non li cerchi in maniera conscia. Sull’onda della mia ricerca verso un modo diverso di fare moda, mi sono imbattuta sul web nel progetto Iluut (il magico potere della rete, fortunatamente, è anche quello di metterti in contatto con un sacco di cose interessanti, oltre che con i gruppi di amanti dei gattini); ma il caso ha voluto che, qualche giorno dopo, incontrassi dal vivo Silvia, una delle tre professioniste che stanno lavorando assiduamente dietro a questo brand. Eravamo al Fashion Camp, durante una tavola rotonda con un argomento che mi sta a cuore: “sostenibilità: se vuoi puoi“; Silvia ha iniziato il suo intervento raccontando del suo passato come disegnatrice di tessuti per grosse aziende (grosse vere), di come non si sia più sentita a suo agio in quell’ambiente, di come abbia deciso di uscirne e cominciare a pensare a qualcosa di più vicino ai suoi valori e alle sue idee. Gentilissima, dopo il suo intervento, si è fermata a raccontarmi meglio la storia di com’è nato Iluut.

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Galeotto è stato un video su youtube, quello di Elina, 29enne project manager di Helsinki, che da anni sognava un fashion business sostenibile, nel quale ricercava in rete professionisti internazionali che condividessero il suo stesso pensiero, che avessero voglia di rendere reale la sua visione e aderire al progetto. Silvia è inciampata nel video e quasi senza pensarci ha mandato una mail: hanno iniziato a chiacchierare su Skype, trovandosi immediatamente in sintonia, sulla linea di pensiero dell’etica, di una moda VERAMENTE sostenibile, prodotta in Europa per donne moderne, attente allo stile ma anche all’ambiente. Dopo un paio di mesi è avvenuto l’incontro con Vj Taganahan, designer londinese, che si è unita al gruppo,  andando a costituire questo trio internazionale di donne mosse dalla passione per la moda ma soprattutto dalla voglia di raccontare la moda in un modo diverso.dottedshirt_nathalie

Ogni tanto si vedono, ma il più del lavoro lo fanno quotidianamente on-line, un’impresa 2.0 che va oltre le barriere fisiche. Il lavoro è iniziato nel 2014 e quasi un anno e mezzo è stato impegnato nella ricerca: dei materiali, dei fornitori, delle aziende che rispettassero gli standard di protezione dell’ambiente, delle risorse e delle persone (orgogliosamente è tutto “Fatto in Europa”, per una scelta di valorizzazione del territorio). “Come europei, vogliamo trovare i nostri materiali all’interno dell’area;  abbiamo lavorato duramente per trovare partner affidabili che hanno investito nella produzione sostenibile. Siamo super felici che il tessuto usato per la nostre camicie è un lino 63% cresciuto in Normandia, Francia. E quello utilizzato per il nostro abito-camicia è una miscela di 35% Tencel 65% cotone. Tencel è un’invenzione austriaca molto eco-friendly.” Già, perché di sostenibilità se ne parla tanto, ma le aziende che investono realmente nella modernizzazione di certi processi sono ancora poche.

Ma le ragazze non si sono date per vinta, ricercando e documentando ogni singolo step del processo produttivo e creativo, condividendolo in rete e rispondendo alle domande dei curiosi. “Spesso i dubbi sollevati dagli altri sono stati una spinta a cercare nuove soluzioni, ad informarci ed addentrarci sempre di più in questo mondo” mi dice Silvia, “per questo Iluut non è solo un brand, è un progetto vero e proprio che ha lo scopo di fissare nuovi standard per la moda sostenibile, creare conversazioni e cercare di cambiare qualcosa, passo dopo passo“. A questo proposito è stato illuminante l’incontro con Marina Spadafora, responsabile nazionale del progetto Fashion Revolution: “Non siate troppo rigidi. L’estremismo, in ogni situazione, spaventa le persone e non contribuisce ad avviare un vero cambiamento. I grandi cambiamenti avvengono passo dopo passo“.schermata-2016-09-21-alle-00-07-42

Questo settembre, con la collezione pronta, è partita la campagna di crowdfunding che permetterà di partire con la prima produzione e di aprire uno shop on-line dove poter avviare le vendite. Nei capi di Iluut (visibili sul sito) ci sono qualità, design, impegno, materiali innovativi, rispetto per il pianeta, amore per le persone, voglia di cambiamento e trasparenza totale dei processi. C’è anche la fatica unita alla passione, la curiosità di chi non smette mai di imparare, la consapevolezza che sarà difficile ma che è giusto provarci. Silvia ha un’energia contagiosa, sorride e parlare con lei è stata la piacevole conferma che qualcosa si sta realmente muovendo, che “si può fare” e che l’unione, se supportata da un obiettivo comune, può fare la forza!14055082_1042572979125750_6402159747474063675_n

Supportare questo progetto vuol dire contribuire ad un piccolo cambiamento, un’inversione di tendenza. Il nome “Iluut”, infatti, deriva dalla parola finlandese “Tuuli” che significa “vento”; la parola è stata volontariamente capovolta perché simboleggia un vento di cambiamento positivo. Tra gli altri progetti ci sono infatti il sostegno, con il 5% del margine di ciascun prodotto,  dell’istruzione dei bambini nei paesi del terzo mondo tramite l’associazione Pencils of Promise (https://pencilsofpromise.org). Per il futuro la squadra di Iluut vorrebbe trovare un nuovo modo per responsabilizzare le giovani ragazze attraverso l’educazione, fondamentale per la crescita e lo sviluppo. outdoor

Io mi lascerei trasportare da quest’onda di cambiamento positivo, magari alla fine stiamo meglio tutti, no?😉

Per conoscere, supportare e sostenere attivamente il progetto: https://www.indiegogo.com/projects/iluut-a-new-generation-of-fashion-standards–2#/backers

Per curiosare ed approfondire: WEB – https://iluut.com FB – https://www.facebook.com/iluutofficial/  IN – https://www.instagram.com/iluut_official/

Buccia di Banana/Truccati…le orecchie!

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Sventolone (ovvero portatrici sane di orecchie a sventola) di tutto il globo rallegratevi: finalmente è arrivato il modo per rendere omaggio ai vostri padiglioni auricolari, mettendoli in evidenza e rendendoli parte integrante del look in modo che non passino mai più inosservati; i tempi sono infatti maturi per il #earmakeup!!!fullsizerender-1

Non è una parolaccia, è la nuova tendenza che arriva direttamente dalle passerelle di Anthony Vaccarello (che non pensate sia l’ultimo aspirante fashion designer scappato di casa, è attualmente il direttore creativo di Yves Saint Laurent…per dire, che anche loro stanno messi male), ovvero…inzuppare le orecchie nella tinta, possibilmente metallizzata o con glitter, ed uscire fiere con il trucco su entrambe le estremità della testafullsizerender-2

Eh già, perché non bastava il trucco sugli occhi, le bocche iper-decorate a suon di vinavyl e baci alla scatolina delle paillettes, la nail-art pelosa…no, per cavalcare l’onda della fashionaggine ci vuole anche un tantino di trucco sulle orecchie. La notizia buona è che non servono colori appositi, basta riciclare la polvere illuminante o, per le più creative, anche l’eyeliner per fare disegni di precisione con i quali seguire la forma del padiglione…fullsizerender

…la notizia cattiva è che per levare il trucco, se non si dosa bene lo struccante, il rischio di otite causa liquido in eccesso è davvero alto. Così come è alto il rischio tristezza se l’effetto coordinato occhi-orecchie non viene bene come sperato…fullsizerender-3

Via libera alla creatività auricolare, quindi, con l’unica accortezza: evitare l’effetto “ho sbattuto nello spigolo della porta e mi è venuto il livido nell’orecchio destro, ma giuro che non mi hanno menato“…Qualcuno si potrebbe preoccupare!

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Buon lunedì, con le orecchie colorate o anche no!😉 #sfashion

Photo credits #Instagram #earmakeup

Pulizie a tavola

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“Ciao Morgatta, mi chiamo Giorgia e ti scrivo per avere un consiglio da mamma: ho una figlia di 30 anni, fidanzata da 5 con un ragazzo tanto carino, sono molto innamorati. Ma fa una cosa che non sopporto: lui si pulisce le unghie con la forchetta a tavolino!!! Come faccio a dire a mia figlia che questa cosa mi manda in bestia? Ho paura di perdere l’ottimo rapporto che ho con lei…”

Giorgia, che orrore! Nemmeno Gino il Camionista (sempre con il solito amore per tutti i lavoratori su 8 ruote) si pulisce le unghie con la forchetta a tavola (magari lo con lo stuzzicadenti, ma con la forchetta no). La cosa, sebbene inquietande non mi stupisce: a tavola si vedono delle cose orribili e fastidiose…anche nei luoghi pubblici tipo bar e ristoranti (il che dovrebbe far scattare in battuta una maggiorazione sul conto): gente che spegne sigarette nei piatti o nelle tazzine, gente che rutta liberamente a bocca aperta manco fosse a casa sua, gente che fa le pulizie del padiglione auricolare (o nasale) appiccicando gli scarti sotto o sopra al tavolo. Rabbrividiamo cinque minuti! Il galateo impone un quintale di regole che in situazioni di normalità casalinga vengono (giustamente) ignorate, ma un minimo di accortezza, soprattutto in pubblico o in casa altrui, ci vuole…fullsizerender

La contro-domanda che mi sorge spontanea è: ma tua figlia non dice niente ed assiste alla manicure-da-tavola senza intervenire? Dimmi che se lo fa, lo fa solo perché innamorata e non perché non percepisce quanto questo gesto possa essere fastidioso. Perché, per come la vedo io, dovrebbe essere lei la prima a suggerire al fidanzatino-pulitore di evitare certe cose, soprattutto quando sono a pranzo da “mammà”. In ogni caso, se il rapporto che hai con lei è “ottimo”, non credo si offenda se le farai presente questo piccolo dettaglio che ti turba durante pranzi e cene, in maniera gentile, sorridente ma decisa, come solo le madri e le persone veramente diplomatiche sanno fare (io andrei più sulla battutina ironica, ma se una è un minimo permalosa se la prende e finisce lì, con lui che la prossima volta si farà la manicure completa sul tovagliolo di lino). Se poi ha il coraggio di offendersi, puoi sempre tentare l’approccio diretto con LUI, insomma, dopo cinque anni che bazzica casa tua ti potrai anche permettere di fargli un piccolo appunto?!? Se poi si offendono entrambi, pazienza, elimini pranzi&cene con la coppietta permalosetta e almeno avrai risparmiato il lavoro “sporco” alle tue forchette e salvaguardato il tuo stomaco. O no? (A proposito, una volta fatta la pulizia, le scorie…dove le attacca: sulla tovaglia, sul tovagliolo o sui suoi pantaloni?!?) ;) 

Quali sono le schifezze che a tavola non sopportate proprio? Secondo me LaMario lo avrebbe fulminato con lo sguardo in un secondo. O gli avrebbe tagliato un dito. Non ne sono sicura. Ci sentiamo in diretta su radio m2o dalle 18.20 circa. VI ASPETTO e scrivetemiiiii le vostre lettere a: marina@morgatta.com

Sfumature di curry

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Il curry ha sempre girato in casa mia, mia madre lo aggiungeva a tradimento un po’ dappertutto, colorando le pietanze di quella tipica sfumatura ocra. Lo vedevo uscire da un barattolino di vetro, motivo per cui ho sempre pensato che si trattasse di una spezia a sé. Solo dopo ho scoperto che il mio amatissimo curry era in realtà il risultato di un mix variegato di spezie colorate: cumino, curcuma, anche cannella, chiodi di garofano, coriandolo, fieno greco, noce moscata, pepe nero, peperoncino e zenzero. A seconda della composizione cambia il gusto, più o meno forte, più o meno piccante; ma le sue proprietà benefiche funzionano in ogni caso: anti ossidante, anti infiammatorio, utile contro le malattie del cuore e anche (sembra) contro i tumori. Ma soprattutto come antidoto a inviti a cena “last minute”: se in casa c’è il curry si può fare di tutto, si può usare per mille piatti, dalle verdure, al riso, passando per il mio piatto preferito in assoluto, l’unico che mi riesce anche cucinare (ebbene sì, almeno una cosa la so fare), il pollo al curry!!! Ognuno ha la sua variante personale: denso, liquido, con funghi, con il latte di cocco, con le mele, sfumato con la birra o intrugliato con la panna. L’importante è servirlo “a modino”, impegnandosi per presentarlo al meglio, con il suo amico riso bianco a fianco, e con qualche accortezza cromatica che ne esalti il colore. Da abbinare all’apparecchiatura😉

variazioni cromatiche di pollo al curry / Composizioni di cucinamo

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Cucinamo Firenze vi aspetta su FB con piatti&consigli.

 

Libri al buio

Ho sempre detestato gli incontri al buio: ho sempre sospettato che invece della “sorpresa” ci fosse dietro l’incu…ehm, la fregatura! Motivo per cui sto lontana dalle app e dai siti di incontri: hai voglia a mettere foto fuffa e scrivere frasi copiate dagli aforismari, io non mi fido! Mi sono fatta tentare, invece, dai “libri al buio”, ovvero volumi avvolti con carta da pacchi e spago dal contenuto nascosto, il cui unico indizio erano tre aggettivi e dieci righe appuntate a penna sul davanti.img_1349

Troppo spesso si giudicano i libri dalla copertina, io spesso li scelgo solo per quello (manco per il titolo), ecco perché l’intero scaffale di libri-nascosti mi ha solleticato immediatamente. Quando non hai una libraia di fiducia, quando non sai cosa scegliere, quando i best seller ti sembrano delle emerite cagate, quando non hai voglia dei classici, quando sei in un momento particolare della vita, ogni tanto abbandonarsi al caso letterario può dare divertenti soddisfazioni. Così mi sono avvicinata allo scaffale della libreria dell’Aeroporto di Napoli e ho cominciato a scorrere le tre parole appuntate in alto, quando ho incrociato le mie:

femminista, singolare, profetico

MIO! Ho letto poi gli appunti, sorridendo “Come ho fatto a diventare una di quelle persone che restano tutto il giorno in pantaloni da yoga? Prima le trovavo ridicole, con le loro mappe della felicità e i loro fiori della gratitudine e le borse di copertoni riciclati“. Ecco, questo per me già era profetico: avevo passato già due mesi a Ibiza, nei quali avevo iniziato a fare yoga, a passare le mie giornate in shorts e canotta e sulle mappe della felicità ci stavo lavorando. Ho deciso che sarebbe venuto via con me. L’ho aperto sull’aereo ed è spuntato lui:fullsizerender-6

Non era profetico, sembrava quasi una maledizione: “L’eroina della Offill è una giovane scrittrice che vorrebbe diventare un mostro di scrittura. (trovo delle affinità con la sottoscritta) E’ una donna che non si vuole sposare (ok, sono io), e che invece s’innamora, si sposa e ha una figlia (o cazzo, speriamo di no). Col tempo vede le proprie ambizioni andare in stallo, la maternità trasformarsi in una nuova forma di solitudine ed il matrimonio vacillare per un tradimento” (puppa). Appena finito di leggere ho pensato che certe volte sono i libri a scegliere te e non tu loro. Mi sono buttata dentro la storia di questa donna, con un filo d’ansia, non lo nascondo, ma lo stile narrativo, a metà tra diario e flusso di coscienza condito da un’ironia brillante e pure un po’ stronza, me lo hanno fatto divorare nel tempo di un volo Napoli-Ibiza. image12

Pensa al lavoro, non all’amore” era il post it che la protagonista teneva sulla scrivania. Ma i mantra giornalieri non le hanno impedito di cedere al sentimento, alla famiglia, alla maternità e di farsi sgretolare l’estro creativo in poco tempo. Una storia di ambizioni e di sentimenti, condita da citazioni letterarie e cinematografiche, di consigli per casalinghe recuperati dal 1800, come quello che dice “La lettura indiscriminata dei romanzi è una delle abitudini più nocive alle quali una donna possa sottoporsi. Oltre a trasmettere una visione mendace della natura umana porterà ad un’apatia nell’assolvimento dei lavori domestici e a uno sprezzo della realtà quotidiana“. Una vita “normale”, nella sua naturale imperfezione, che alterna drammi a momenti di felicità ed il cui finale non è sicuramente quello delle fiabe, ma quello che lascia dentro un senso di agitazione, mista a malinconia, angoscia ed un grosso punto interrogativo. Io, nel frattempo, il  famoso post it me lo sono attaccato sull’agenda…nonostante ciò, il libro al buio era quello giusto per me. Che faccio, provo anche con gli uomini adesso?!?😉

Avete mai preso un libro-al-buio? Cosa vi è uscito?

Buccia di Banana/Fuffy ritorna in città!

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Morbide, comode, cucciolose, spiritose e nello stesso tempo molto eleganti, grazie alla cascata di perle e strass rovesciata sopra: sono loro le scarpe dell’inverno, per donne pratiche, ironiche e allergiche alle scarpe chiuse ma non al pelo sintetico!!! Fuffy, accompagnato dalla sua amica Miu Miu, è tornato in città a ricordarci che la ciabatta non è una prerogativa estiva, ma che può essere una variante anche per il freddo. Basta riempirle di pelo e le donne continueranno a ciabattare anche durante l’A/I 2016-2017. Per non sembrare la Sciura Pina che scende a comprare il pane con le DeFonseca pellicciate, ecco il tocco di eleganza: una manciata di perle e brillanti che nemmeno in Russia azzardano a tanto (con tutto il rispetto per i russi e la loro dichiarata passione per le cose grosse e luccicanti); perché si sa che lo scintillio fa molto “gran sera”, anche sulla pantofola! (—>Nelle foto, opzioni low cost e ancora più ironiche)

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Da portare ASSOLUTAMENTE senza calzini, anche a gennaio, altrimenti sembri La Cele depressa in una giornata estiva con le birkenstock celstine e calzini (NERI)!!!😉 (amica, cosa ti sta accadendo?!?) Molto meglio piede nudo e smalto in coordinato…o scoordinato. Da abbinare a qualsiasi cosa, basta evitare il pigiama!

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Se poi le devi usare come scarpa dopo-doccia per ciabattare per casa…sei proprio sicura che quei 790 € siano proprio un investimento sensato?!?

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—>Offerta SPECIALE: A chi acquista un paio di ciabattine arruffate in regalo il costume da Jeti per LUI, corredato di muffole, così avrà una scusa in più per non aiutarti in casa, ma puoi usarlo comodamente al posto delle presine! (In più, se lo porti vestito così a letto, funziona da scalda-sonno e puoi dormire sonni tranquilli senza paura che un corto circuito improvviso ti faccia prendere fuoco)

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Un fuffolosissimo lunedì a tutti! :) #Sfashion

 

Chiariamo!!! (cosa vuoi da me?)

L’unica “posta” multimediale che ti risponde via mail, via blog e via radio!!!😉 marinA@morgatta.com

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Morgatta, cosa significa esattamente quando una donna che frequenti da un paio di mesi, che stai conoscendo, con la quale passi del tempo insieme (anche e parecchio a letto), se ne esce un giorno, via messaggio (per giunta): “Dobbiamo chiarire. Ma te cosa vuoi da me?“. Io ci sono rimasto un po’ così, non sapevo cosa risponderle, ci vediamo, ci stiamo frequentando, secondo te cosa vorrò? Perché le donne hanno tutta questa ansia di chiarire? E poi dai…”cosa vuoi da me” non si può sentire! No? Fabio

Si stava meglio meglio quando si stava peggio…e anche quando “s’era giovani“, ci si piaceva, uno dei due azzardava un “Ti vuoi mettere con me?” e la risposta poteva essere un timido SI’ o un secco NO, ma in ogni caso era tutto chiaro fin da subito. Ora le cose sono decisamente più complicate: fullsizerender

…ecco perché, credo, la tua nuova amica si sia voluta informare sullo stato reale della vostra frequentazione. O almeno sulle tue intenzioni. Il “CHIARIAMO” fa paura anche a me, proprio come intonazione, mi sembra il preludio di una ramanzina in arrivo. Via telefono peggio che mai, credo sia una vecchia tattica per terrorizzare il prossimo e fargli salire l’ansia fino all’incontro successivo (che nel frattempo l’Altro ha tutto il tempo che vuole per farsi un milione di seghe mentali o di inventarsi discorsi precotti). Molto meglio, se proprio uno vuole chiarire, chiederlo faccia-a-faccia, in una conversazione amabile che non sappia di interrogatorio. Motivo per cui io metterei al rogo anche la domanda “Ma te cosa vorresti (il condizionale suona sempre più gentile) da me?“. Me la sono sentita fare una volta, da un uomo (NB che non sono prerogative femminili), dopo un paio di uscite e gli avrei voluto rispondere “Intanto vorrei stare bene stasera senza che mi trituri le palle con quello che voglio/non voglio. Da te poi…non so cosa voglio da me, figuriamoci da te“.  Comunque, credo che sia l’estrema confusione dietro alle relazioni ed il fatto che siamo totalmente disabituati alla semplice linearità delle cose il motivo che ha spinto la suddetta signorina (e tante/tanti altri) a farti questa domanda a bruciapelo. Oppure può essere sintomatico di varie cose. Tipo:

E’ presa e vuole capire quanto sei preso tu, una misura preventiva classica per non bruciarsi le penne e salvarsi il cuore;

Ti vede preso ma lei ci va con i piedi di piombo, ha bisogno di saperlo per non schiacciarti tipo caterpillar;

E’ una precisa e vuole fare il punto della situazione, così, per organizzarsi, visto che andiamo incontro all’inverno (stagione in cui un uomo fa effettivamente comodo, anche solo come scaldaletto);

Non vuole darti l’esclusiva, si informa semplicemente per sincerarsi che siete solo “amici di letto senza impegno” prima di prendere altri appuntamenti.

Qualunque sia il motivo, ormai l’ha fatto, ti conviene rispondere…in maniera sincera (la verità paga). Poi puoi sempre cambiare idea dopo qualche settimana😉

E ora vi ci voglio: avete mai fatto questa fatidica domanda? Se sì, perché?!? Vogliamo sapere il movente di queste richieste. Io e LaMario vi aspettiamo dalle 18.20 in diretta su radio M2O. Perché MorgattaLoSa, ma voi magari mi potete suggerire nuove idee😉 STAY TUNED!