Vedo la gente fluire…

Ibiza è indubbiamente un’isola particolare: lei con il suo magnetismo e la gente che la popola con l’energia, a volte sana a volte completamente malata e oscura. Qui tutti parlano di un sacco di cose, più o meno energetico-centriche, ma quest’anno c’è un argomento che accomuna tutti, dai fricchettoni agli spirituali ai discotecari agli spaesati alla ricerca di se stessi: sono tutti lì a fluire!!! A domanda: “Cosa fai sull’isola?” mi sono sentita rispondere svariate volte “Mah, vediamo, lascio fluire e vediamo come va” o “Non so, fluisco…senza pensare troppo” o ancora “Ma ti sei baciata con il mio ex?” – “Ma no, è che eravamo tutti lì a lasciar fluire l’energia ed è capitato“. Guarda un po’ se fluisce direttamente un destro sul naso! Insomma, satura di tutto questo movimento fluido casuale (e ripetutamente tentata dal rispondere male ai miei interlocutori che giornalmente se ne escono fuori con cazzate di questo tipo), vorrei rimettere il fluire al suo posto, se no qui stiamo tutti a farci trascinare dalla corrente come pesci morti

Complici le filosofie più o meno Zen o i quintali di cartelli motivazionali riportanti la frase “go with the flow” (*vai con la corrente, ovvero segui il flusso) ci stanno facendo credere che il lasciarsi trasportare dalla corrente senza forzare gli eventi sia cosa buona, giusta e soprattutto sana per l’integrità mentale e anche per quella fisica. Ma credo che ci sia stato un grosso fraintendimento di questa filosofia che suggerisce di seguire la corrente in maniera consapevole e non il non sapere assolutamente da che parte andare lasciandosi trasportare dagli eventi in maniera del tutto casuale. Il saggio diceva:

La vita è una serie di cambiamenti naturali e spontanei. Non li resistere. Resisterli crea solo dolore. Che la realtà sia la realtà. Lasciate che le cose fluiscano spontaneamente in avanti nel modo che vogliono”. (Lao Tzu)

Io, in maniera pragmatica, aggiungerei:


Perché dire “fluisco” o “seguo il flusso” sembra essere un segno di apertura mentale e di illuminazione imminente, ma in realtà se non è sostenuto da un piano, un progetto, una visione, un desiderio, un cazzo di movente qualunque a me sembra solo una scusa simil-intellettuale per persone che galleggiano nella vita approfittando di qualcuno che li sostiene economicamente. O una giustificazione fricchettona per intrecciare relazioni inopportune, ma che in questo modo fluente si ricoprono di mistica magia. Il fluire reale di cui parlano anche i monaci ha a che fare con la consapevolezza, la gestione della propria energia e quindi più banalmente della propria vita. Esercizi pratici con un fine, non fuffaggini assortite!

Si tratta di imparare a lasciare andare, consci del fatto che NON SI PUO’ TENERE TUTTO SOTTO CONTROLLO! Per questo possiamo fare dei progetti, portarli avanti e modificarli quando arriva qualcosa a sconvolgere i piani in modo da adattarli a nuove situazioni. Si tratta di non attaccarsi alla vita quotidiana, perché quello che c’è oggi domani potrebbe sparire. Si tratta si imparare a respirare e rilassarsi anche nelle situazioni difficili o davanti a persone che ci stanno provocando in maniera diretta (sempre per evitare pugni in faccia gratis, che non è carino). Accettare che nella vita non c’è niente di “perfetto” e fare pace con l’imperfezione aiuta a non dannarsi l’anima e vivere più serenamente. Si tratta di imparare a fare un passo alla volta guardando l’obiettivo senza la pretesa di ottenere tutto subito, ma studiando un piano che preveda piccoli step piuttosto che grandi salti (utile nel caso di imprevisti). Si tratta di allenare la capacità di reagire alle avversità, di lavorare costantemente su stessi per migliorarsi negli aspetti che non ci piacciono. Si tratta di adottare uno sguardo più ampio sul mondo, cercando di vedere in ogni cambio di programma improvviso un’opportunità per fare qualcosa di diverso e seguire una strada nemmeno immaginata ma comunque funzionale.

Insomma, la vita non è certo una dimensione statica sempre uguale a se stessa; è un movimento costante che fluisce meravigliosamente sotto ai nostri piedi e davanti ai nostri occhi. Ecco, credo che vivere fluendo voglia dire prendere dalla vita ciò che offre, senza cercare di modellarla in maniera forzata, ma nemmeno stando lì fermi ad aspettare cosa succede. Questo non è né vivere né fluire…è ‘na paraculata! Ovvia, l’ho detto… 😉

Vi auguro un fluttuante fine settimana…

People from Ibiza #2: Pirati e Folletti

I was tripping up and down
All around from town to town
Meeting people of every kind
Some were good or some were bad
Some were happy, others sad
Never know who you will find
I’ve never met people like my friends from Wonderland
Such a crazy band like my friends from Wonderland
People from Ibiza
Oh, people from Ibiza
Boys from Wonderland
People from Ibiza
Oh, people from Ibiza
Girls from Wonderland

PIRATI e FOLLETTI (dei boschi)

I pirati non stanno solo in mare. I pirati li trovi anche sulla terra ferma, nascosti tra i boschi insieme ai loro amici folletti. Molto spesso i folletti sono esseri umani che hanno scelto la pirateria come stile di vita ed i pirati scelgono i boschi da condividere con i folletti; folletti e pirati, a volte, sono la stessa persona. L’isola è piena di pirati che vivono secondo le proprie regole, nel rispetto dell’ambiente e della natura, che scelgono come casa accogliente. La natura selvaggia dove rifugiarsi la sera, dove sostare a creare di giorno, dove condividere lo spazio con altri amici pirati o folletti. Perché il pirata parte da solo, con il suo mondo rinchiuso in un furgone più o meno sgangherato (ma funzionante), però poi si ritrova con altri pirati sbarcati sull’Isola e creano una sorta di comunità itinerante, che si separa e si ritrova nei luoghi più sperduti e nascosti. In fin dei conti sono pirati e la pirateria è uno stile di vita, è la scelta di stare fuori dalle regole imposte da altri, fuori dai lavori ordinari, fuori dall’assistenza sanitaria, fuori dalle tasse, dalla politica, fuori da tutto. Alcuni ci riescono al 100%, vivendo della loro arte e della loro creatività pura, estemporanea e spontanea come quella di un bambino; altri si integrano parzialmente frequentando i mercati come venditori o come artisti, mostrando a turisti curiosi visioni su tela o sculture tridimensionali. Pirati rispettosi, soprattutto del tempo, che non rincorrono ma con il quale fluiscono insieme, privilegiando un’insolita lentezza alle corse frenetiche dettate dal mondo contemporaneo: una cena, dalla preparazione alla fine, può durare anche tre, quattro ore; per un caffè si può aspettare anche venti minuti, perché i grani si macinano con un vecchio macinino a manovella…ma non manca mai un birra in fresco, un sorriso e l’accoglienza verso chi è ben disposto ad integrarsi in queste fatiscenti comunità che si spostano da un bosco all’altro. Pirati e Folletti ai quali piace fare festa, divertirsi, essere circondati dalla musica e anche da sostanze stupefacenti, sempre in un’onda di allegro preso-benismo, senza scopo di sfascio (oddio, qualcuno si sfascia anche quando esagera, ma generalmente conoscono talmente bene la chimica che sanno dosarla alla perfezione per ottenere l’effetto desiderato), ma solo per ampliare la conoscenza, aprire la mente, vedere cose e creare mondi paralleli. Pirati&Folletti vivono isolati ma si mescolano con la gente del posto, frequentando luoghi di ritrovo locali e serate non troppo glamour; quindi non è cosa rara incontrarli in giro, parlarci e finire ad ascoltare storie di scorribande al limite della fantasia. In molti casi si tratta di “wanna-be-pirati“, che ci provano a copiare questo stile di vita, altri invece sono pirati veri. Io li ho visti. Ho le prove. Quelli veri sembrano saltati fuori da un libro di favole, ma dal vivo sono decisamente meglio…;)

Foto di Gaetano GAP Panariello

 

 

 

 

Buccia di Banana/Unghie&Zanzare

Quest’anno la lotta con le zanzare è finita. O meglio, potete iniziare a mietere vittime e conservarle in una preziosa scatoletta per poi sfoggiare orgogliosamente i vostri trofei estivi niente di meno che…incastonati nelle unghie! No, non sotto alle unghie, bensì sopra, ben visibili a chi stringe la mano, coperti da una manicure che ricorda una colata di resina di pino marittimo nella quale qualche povero insetto sfigato è rimasto intrappolato senza via di scampo

Forse un tentativo di conservazione della specie (?!?), forse una punizione alle povere zanzare, forse per spaventare la collega antipatica in ufficio…o sarà colpa del caldo? Qualunque sia il perché non importa, fatto sta che queste “semplici e originaliunghiette al sapore di cadavere sono arrivate in mezzo a noi e sono pronte per essere sfoggiate grazie a estetiste e artiste della manicure intraprendenti e particolarmente creative. Per chi vuole provare con il fai-da-te, ecco le istruzioni….

Il procedimento è alquanto affascinante, così come anche il risultato finale. Io direi che oltre alle zanzare si potrebbero utilizzare anche squadroni di formiche o piccoli ragnetti. Insomma, c’è una missione per l’estate: oltre a conchiglie e sassolini colorati da portare a casa per i giochi invernali dei più piccoli, fate una scatolina con insetti vari da regalare all’estetista per realizzare questa imperdibile nail art. Lei ne sarà felicissima. E anche tutte le sue clienti-pioniere 😉

Grazie a Miki e Mimo per avermi segnalato questa schifez…questa novità incredibile! 😉 Buon lunedì, in qualunque posto del mondo voi siata!

Cose che fanno cascare le…i sogni a LEI

Donne: quegli esseri innamorati dell’amore, sognatrici, che appena vedono un uomo interessante già cominciano a fare proiezioni sul futuro e gli occhi si trasformano in cuori pulsanti…NO! Questa visione della donna eternamente innamorata che come prende una sbandata subito perde la testa facendo sogni a forma di famiglia è decisamente superata.

Anche per quanto riguarda LEI esistono svariati comportamenti e modi di fare che fanno crollare l’interesse in un attimo; basta un gesto poco carino, una parola sbagliata, un’attenzione mancata ed ecco che siamo pronte a lasciar perdere l’appuntamento galante per rimanere a casa con serie TV e gatto. Qualcuna diceva “Meglio sole che accompagnate male“… 😉 Ecco i risultati dei miei sondaggi e raffiche di domande…

Quando non gioca: all’inizio di una conoscenza le comunicazioni telefoniche, che siano sotto forma di messaggio o di audio, sono quello che ci permette di entrare in contatto. Quando non risponde, quando se la tira pure al telefono, quando non flirta o spegne subito le conversazioni con messaggi del cazzo, quando si fa volontariamente attendere a giornata perché pensa di fare il figo dipingendosi come un uomo impegnato e dalla vita mondana super-attiva…ecco, PUPPA! E avanti il prossimo…

Se si comporta male a tavola: il tema del cibo è risultato essere di primaria importanza, dopotutto a tavola ci passiamo diverso tempo e sapersi comportare in maniera educata è davvero la base. Eppure esistono uomini che impugnano la forchetta come una zappa, che mangiano a bocca aperta, che sono sguaiati, che ruttano ad alta voce anche in presenza di gente appena conosciuta. Ragazzi, i modi, i modi sono importantissimi!!!

Se parla male: anche le parole sono fondamentali. Ecco perché se non sa mettere 4 parole in fila, se inciampa nei tempi verbali (questa nazi-grammaticale sono io eh, perdonate ma non ce la faccio), se ad ogni frase parte una bestemmia o se manca di argomenti di conversazione…meglio farsi chiamare da un’amica e fingere di dover scappare a casa! 😛

Se parla subito e solo di lavoro: se tra gli argomenti possibili inizia a sproloquiare senza sosta del suo lavoro, in maniera autoreferenziale ed entrando in dettagli tecnici…ecco, hai idea del cazzo che me ne può fregare?!? Nel senso, sì, mi interessa sapere quello che fai, ma non c’è bisogno di parlare solo e soltanto di te e del tuo lavoro…

Quando non fa domande: si dice che la curiosità sia donna, ma se lui parla solo di se stesso, di quello che fa, che non fa, andando a rivangare il passato, narrando tutte le storielle di famiglia e delle sue EX (ragazzi no, le ex per i primi 3/4 mesi secondo me non andrebbero nemmeno nominate, però poi vedete voi, eh) e NON ti fa una domanda…insomma, per i monologhi ci sono dei gran corsi di teatro!

Se non cura i dettagli: una gentilezza, un gesto carino come aprire la portiera della macchina o tenere la porta aperta entrando in un locale, portare una bottiglia di vino quando invitato a cena, presentarsi con un mazzo di fiori, prendere l’iniziativa e non sempre far scegliere a lei cosa fare, saper mettere la colonna sonora adatta al momento…dettagli, sì, ma sono piccole accortezze che rendono gli incontri più interessanti. Gli sciatti che ti vogliono subito mettere in orizzontale…no, non transiggo, ci sono dei dettagli importanti da curare anche in quelle situazioni di passione estemporanea (che sono diversi, ma esistono pure lì)!

Puzza, alito pesante e scarsa pulizia…vabbè, qui non c’è bisogno di aggiungere altro, no?!?

Sono sicura che avete qualcos’altro che vi dà profondamente fastidio tanto da far calare l’interesse…mentre partite per le vacanze o semplicemente per il fine settimana potete sempre dirmi la vostra! 😉

People From Ibiza #1: Shanti Shanti (e il funky?)

Il Santo Agosto è finalmente arrivato. Io in vacanza non ci vado. In principio avevo pensato di prendere un po’ di ferie dal blog, ma tanto è più forte di me e scrivere scrivo ugualmente. Quindi ho deciso di alleggerire i contenuti (per i pipponi vi aspetto a settembre) e rendervi più partecipi di quel che succede in questa Isla Blanca raccontandovela con i miei colori e con i miei occhi. A cominciare dai personaggi che la popolano, sui quali girano miti e leggende ma niente è più incredibile di quello che si può ammirare dal vero! Vi presento i “People from Ibiza“, ritratti semi-seri di tipologie umane che si incontrano da queste parti… 😉

(e l’omaggio al biondo Sandy Marton non poteva mancare)

SHANTI SHANTI (E IL FUNKY?)

Leggeri come piume, delicati nei modi e nelle movenze, sembrano essere circondati da un’aura di tranquillità ai limiti dello Zen. Gli Shanti Shanti sono gli abitanti più spirituali presenti sull’isola, concentrati sull’energia di qualsiasi cosa: degli astri che interrogano con frequenza, delle pietre che indossano o sulle quali inciampano, delle persone che li circondano delle quali percepiscono immediatamente il karma (azz!), del cibo che ingeriscono (quasi al 100% di origine vegetale) e delle piante con i quali preparano decotti, pozioni, oli e canne (con moderazione). Sono persone molto sensibili ed attente, orientate ad una spiritualità quasi estrema, che inonda ogni azione della loro giornata. A partire dallo yoga del mattino, pratica imprescindibile che aiuta a mantenere in equilibrio il corpo e la mente. Corpo che si attiva anche con corsi di estatic dance e danza terapia, e che si mantiene grazie ad un’alimentazione iper-sana ed incorruttibile (anche se ogni tanto un vaschetta di salsa alioli con pane non gliela leva nessuno, per compensare) nella quale non mancano mai avocado, quinoa e semini (se non metti i semini dappertutto non sei nessuno!). Quando si incontrano il saluto tra di loro prevede un abbraccio prolungato di almeno cinque minuti, in cui si parlano energeticamente tramite i loro corpi, respirando profondamente l’una l’anima dell’altra, in scioltezza ma con una certa intensità. L’energia è una cosa seria, l’energia è ovunque, l’energia è il motore e la risposta anche al ramo che si stacca magicamente e ti cade sulla macchina…e no, non si bestemmia né si dicono parolacce, si fa un grosso respira e si cerca di capire il messaggio subliminale che l’Universo ci ha voluto mandare (non tirate in ballo la Sfiga, cominciano con i riti santificatori). I sottofondi delle giornate sono a base di suoni della natura, musica da meditazione o al massimo ambient (ma se ce li avete intorno sembra sempre di sentire una messa in lontananza) e l’aria ha sempre un sentore di incenso rigorosamente proveniente dall’India (meta di pellegrinaggi costanti) o di Palo Santo, con il quale fanno riti e benedizioni per ogni cosa: serve a ripulire l’energia!  Tra di loro non manca mai almeno uno Sciamano, personaggio chiave e guida di questi gruppi di anime alla ricerca della pace universale e della costruzione di un mondo migliore…o almeno del loro micro-mondo che li circonda (meglio iniziare da traguardi più vicini). Gli Shanti Shanti sono personaggi estremamente interessanti, illuminanti e illuminati…a piccole dosi. L’effetto calmante che abitualmente hanno passa all’ennesima risposta a base di spiritualità; in quei momenti ti viene voglia di mettere come sottofondo Beyoncé a tutto volume e fare ballettini idioti mentre gli gridi “Ma te non ti incazzi mai?!?“. Insomma, si può essere spirituali e interessati all’energia senza prendersi troppo sul serio, senza essere monotematici ed aggiungendo un po’ di colore in qua e là ogni tanto? Non si può essere Shanti Shanti con il Funky?!? 😛

Foto dal Rise Up Ibiza 2017 (un evento parecchio Shanti con sciamani e meditazioni per la pace)

Buccia di Banana/Tattoo XXX

Ognuno è libero di fare quello che vuole con il proprio corpo e sulla propria pelle, tatuaggi compresi. Amo il mondo degli scarabocchi su pelle e condividendo lo spazio con due tatuatori non posso fare a meno di notare cosa la gente decide di mettersi addosso (per quello che chiedono qui a Ibiza nello specifico dovrei fare un altro post 😉 )…inclusi quelli a sfondo pornografico-sessuale…

A spacciare perle di porno-tatuaggi è il profilo Instagram di Snake_Pit (che mi hanno gentilmente fatto conoscere) dove i soggetti principali sono disegni su pelle a tema Passera, Pene e Dintorni. Dal realismo allo stilizzato, dal cartoon al giapponese, dall’hard estremo fino a personaggi fantastici che si prodigano in mosse del Kamasutra, ce n’è per tutti i gusti. Comprese scritte con dichiarazioni di un certo spessore…

La domanda che sorge spontanea è sempre la solita: “perché?“. Poi arriva l’angioletto chiarificatore che mi invita cortesemente a farmi gli affari miei; hai voglia a spiegargli che la mia è solo curiosità e voglia di fare un’analisi sociale per capire cosa passa nella mente di chi decide di farsi un tatuaggio del cazzo (letteralmente) e avere chiare motivazioni e idee alla base di certe scelte. Così, come approfondimento del tema. Ma l’angelo ritorna a dirmi che se mi faccio i fatti miei campo 100 anni, così mi limito solo a condividere le figure…

Insomma, in fin dei conti sono soggetti come altri, scene di vita che tutti abbiamo visto almeno una volta, solo che metterseli addosso “per sempre”…ecco, io non lo farei. Ma in fin dei conti che differenza c’è tra un gattino e un cazzino? Magari a qualcuno fa più tenerezza il secondo che il primo…

In ogni caso, mentre spulciavo le immagini, ho scoperto il vero protagonista di quest’estate, l’animale fantastico che spiazzerà unicorni, sirene e tritoni: fate spazio all’Unicazzo! Da oggi non ce n’è più per nessuno 😉

…e mi raccomando: tatuatevi con prudenza e con coscienza!!!

Foto profilo instagram Snake_Pit

Cose che fanno (immediatamente) passare la poesia a LUI

Gli spunti di riflessione in questa parte di terra inglobata nel mare sono tantissimi; le occasioni di chiacchiere sono molteplici ed il materiale umano con cui parlare e confrontarsi è vasto e variegato. In fin dei conti il mondo è bello perché è estremamente vario (e meno male), ognuno ha la sua particolarissima personalità che si riflette in gusti, preferenze, passioni e stili di vita. Eppure è incredibile come su certi aspetti ci si trovi spesso d’accordo, come quando si parla di relazioni, un tema estivo che si presta sia per le giornate in spiaggia sia per le cene all’aperto. L’inizio di una conoscenza, il momento del flirt, i primi appuntamenti sono indubbiamente i momenti più belli (quelli che poi vai a rivangare anni dopo quando le farfalle nello stomaco sembrano essersi suicidate)…che si possono rovinare e distruggere in un attimo! Già, perché…

Esistono dei comportamenti, dei modi di fare, delle parole o piccoli gesti che sono in grado di far crollare immediatamente la passione del conquistatore più incallito il cui unico obiettivo è portare un gran numero di trofei sul letto di camera sua. Non ha tutti gli uomini basta “concludere” e se in alcune occasioni si lanciano su qualsiasi essere umano, in tutte le altre non è raro che la loro sensibilità venga urtata e perdano completamente interesse nella donna che hanno di fronte…o con la quale stanno parlando via messaggio. Ho avuto modo di approfondire in questi giorni e più o meno questo è quanto emerso dai miei sondaggi…

Quando LEI è troppo impostata o troppo agitata. Smanie di varia natura ai limiti della schizofrenia oppure il poco raffinato atteggiamento con “palo nel culo” sembra che siano motivo di perdita di interesse. In generale la spontaneità è apprezzata più che tante sovrastrutture…

Criticone e Superficiali, anche NO! Spettegolare, criticare, parlare male di gente conosciuta o sconosciuta come se non ci fosse un domani…ecco, gli uomini ci sentono benissimo e tutto questo sparlare non è simpatico nemmeno per le loro orecchie. Per queste operazioni ci sono le amiche…

Parlare in continuazione. Va bene conoscersi, va bene raccontarsi, va bene essere particolarmente loquaci, ma monopolizzare la conversazione tutta la sera sbrodolando qualsiasi cosa….NO! C’è un limite di sopportazione alla doccia di parole e soprattutto ai primi incontri NON si parla degli ex (questa cosa è causa di fuga immediata).

Se sta troppo al cellulare! La tecnologia è un bene e anche un male della società contemporanea. Avere questo mezzo sempre a portata di mano in certe situazioni è IL MALE totale. Posate il telefono quando siete con LUI, dare attenzione alla persona che sta davanti è segno d’interesse. Se proprio non vi interessa meglio farsi riaccompagnare a casa che stare con la faccia incastrata nello smartphone!

Quando parla troppo dell’aspetto fisico, se pensa solo al corpo, all’estetica (sua e delle altre/i) e se si specchia nel telefono….è un NO a prescindere! (io non posso dargli torto, almeno andate in bagno e poi per queste cose ci sono sempre le amiche, quelle di prima) Se poi sul profilo FB hai più selfie che foto con gli amici magari al primo appuntamento non ci arrivano nemmeno!!!

Grezzaggini assortite. Nella spontaneità che tanto apprezzano non sono contemplati rutti a tavola, bestemmie ogni 3 parole ed altri tipi di comportamenti ai limiti dell’ignoranza. Un minimo di contegno!!!

Quelle che fanno i giochetti stancano. Flirtare va bene, scriversi e mandarsi messaggi anche; fare giochetti con i tempi studiati, le risposte costruite a tavolino o rubate dal Cioè, scrivere dopo due o tre ore nel mezzo della notte per far vedere che eri fuori e ti stavi divertendo tantissimo senza nemmeno pensare a LUI…rilassatevi. Meglio un eccesso di sincera spontaneità che una tattica militare studiata a tavolino. Tanto se non vi vuole potete elaborare tutte le tecniche del mondo, non vi considererà lo stesso.

Quando non c’è intesa mentale, anche il pisello si arrende. La stimolazione mentale va quasi in contemporanea con quella visiva. Regolatevi… 😉

Insomma, non basta essere belle, mettersi giù carine e tirare fuori un po’ di coscia. C’è bisogno di modi ed accortezze…altrimenti si ammoscia pure lui 😉 Se avete qualcosa da aggiungere, io sono, come al solito, tutta orecchie…Buon fine settimana (sto lavorando anche sulla versione femminile, per cui suggerimenti ben accetti)!

Buccia di Banana/Costume scocciato o scotch costumato?

A volte nella vita si pensa di averle viste tutte, ma evidentemente chi ha invento il detto “al peggio non c’è limite” la sapeva lunga. Questa lunga estate di sorprese continua a stupirmi/ci con follie sempre nuove ed esilaranti, come l’ultimo ritrovato in fatto di costumi (?) da bagno (lo so che vi ho parlato ancora di costumi un paio di settimane fa, ma questi meritano davvero): lo SCOTCHKINI!!!

Tecnicamente si tratta di scotch, o tape che fa più figo, incollato sul corpo…e ciao!!! Ma andiamo con ordine. Il “rivestimento” (o travestimento) adesivo era stato lanciato da Joel Alvarez  diversi mesi fa come alternativa al body painting per decorare cubiste e ballerine durante spettacoli in discoteca (che ci può stare); addirittura ci sono stati tour che hanno fatto il giro dei club di Las Vegas, New York e dei Caraibi, con qualche puntatina in Europa. Il successo è stato immediato, tanto che il giovane ha un profilo con 275mila seguaci (!!!). Ma qualche settimana fa questo simpatico allestimento corporale è stato rivisto e rivenduto sulla passerella della Miami Swim Week, proponendo questo gioco scenografico come alternativa al costume. Parliamone…

Mentre guardavo le foto pensavo…ok, pensavo varie cose, ma al solito la mia mente va al lato pratico; immaginavo un nastro adesivo speciale, ipoallergenico, studiato appositamente per non danneggiare la pelle delle donne (perché poi ‘ste cazzate sempre sulle nostre parti intime vanno a finire, mai che se le inventassero per i loro preziosi gioielli di famiglia…!!!). Invece ho scoperto che i costumi sono realizzati con il duck tape, ovvero lo scotch telato che viene utilizzato da elettricisti, idraulici&Co. Insomma, quello che appiccica bene bene materiali di un certo spessore e che deve essere un piacere mettersi addosso…ma soprattutto toglierselo! Ahia!!!

Un’alternativa indubbiamente creativa, appiccicosa quanto basta, molto sexy, quasi ai limiti dell’erotismo spinto (con vaghi sentori di bondage). Che fino a che la lasciavamo nelle feste per ballerine e performer dai corpi sinuosi e unti ci poteva anche stare, ma riproporla come costume per il mare, ci vedo solo io milioni di controindicazioni?!? Dalla più banale perplessità del “ma non si scolla a furia di stare al sole?“, passando per “te ne devi comprare uno nuovo ogni volta che vai al mare o è come gli stickers attacca&stacca?“, fino al “c’è proprio bisogno di altra plastica sulle spiagge e nel mare?“. Lo so, sono futili questioni in confronto all’estro e all’arte di questo giovane tape-artist che si diverte a decorare corpi femminili. Quindi non ci resta che prendere atto di questa situazione, andare sul sito per comprare fantastici rotoli di nastro adesivo (al momento ci sono disponibili solo argento e oro, in due misure, più largo e più stretto, a seconda delle esigenze) ed incamminarsi in spiaggia così, in scioltezza.

Oppure scegliere l’immortale foglia di fico, che non sarà così artistica e cool, ma è un evergreen che non passa mai di moda…;)

Buon lunedì, con scotch ma anche senza!!!

L’attesa (quando a dettare i tempi è lui)

Siamo nell’era del tutto&subito, degli incontri veloci che si consumano nel giro di un appuntamento per poi spegnersi con rapidità, delle App che agevolano le conoscenze e anche in quella dove il sesso virtuale può sostituire tranquillamente quello reale. Insomma, un’epoca di merda dove le relazioni umane sono spesso sacrificate o ridotte all’osso. Spesso, ma non sempre, per fortuna. E se da un lato il mordi&fuggi la fa da padrone, dall’altro c’è chi ancora si dedica all’altro/a, chi ama parlare con le persone e chi sa dosare il tempo, anche quando si tratta di arrivare al dunque e si decide di attendere.

Nel pensiero comune sono le donne quelle che si fanno desiderare o che “se la tirano” magari qualche settimana in più per testare il vero interesse di colui che hanno iniziato a frequentare, mentre l’uomo, sempre secondo il pensiero comune, è quello che come vede una che gli interessa non vede l’ora di metterla in orizzontale…o in posizioni affini 😉 Ecco, sembra che qualcosa stia cambiando (o semplicemente è uscito alla luce del sole) e che anche l’uomo si diverta a giocare con il tempo e decida di stimolare l’attesa. L’arte del “surriscaldare e poi fuggire” è antica quanto il mondo, ancestrale tecnica di seduzione dove si provoca l’altro in maniera sottile o sfacciatamente esplicita e poi ci si ritira nelle proprie stanze, lasciando il poveretto a doversi fare una doccia ghiacciata o a darsi una mano da solo. C’è chi lo fa per sport, chi come mestiere e chi per capire quanto l’altro è disposto ad attendere. Poi ci sono gli uomini, che coscientemente allungano i tempi con mosse strategiche ben precise.

Chiacchiere prolungate: il parlare a lungo è una tecnica di stordimento attraverso la quale l’uomo cerca di solleticare intellettualmente la donna, conquistandola lentamente attraverso le parole. Indubbiamente un uomo capace di conversare ed articolare i discorsi parte con un discreto vantaggio, se poi è anche brillante ed interessante è ancora più facile rimanerne affascinate; se riesce a stimolare sottilmente anche la sfera sessuale è fatta. Poi, però, cortesemente saluta e se ne va (certo di aver lasciato il segno).

Carezze ed effusioni: il contatto epidermico è qualcosa di estremamente sexy e provocatorio. Che sia un massaggio fatto per gioco in spiaggia, delle carezze scappate in piscina o sfioramenti vari costanti e duraturi, l’effetto svarione è quasi assicurato (a meno che lui non abbia la mano moscia e umidiccia, in quel caso l’unico effetto assicurato è la fuga)! Quando lei sarebbe disposta anche a cedere lui, sempre con educazione, si defila…fino alla prossima occasione!

Concedersi a rate: una volta una chiacchiera, una volta una carezza, la volta dopo qualche bacio rubato poi una sconvolgente pomiciata al chiaro di luna poi…nulla, si va a dormire, ognuno a casa sua. Succede anche questo e fa sempre parte del non consumare tutto e subito, del tenere vivo il desiderio, dell’accenderlo e protrarre avanti il tutto fino all’agognato momento che sarà poi un’ esplosione di piacere da entrambe le parti…se ci s’arriva. A volte il gioco finisce così, lasciando entrambi a bocca asciutta, altre volte lei si stufa e si gira da un’altra parte dove tutto è meno articolato e più diretto. Rischi del mestiere…;)

Il fine ultimo può variare e non è necessariamente segno di interesse reale (quindi fare attenzione a non cadere nella trappola, piuttosto scegliete di giocare consapevolmente), anzi, molte volte si tratta di buttare semi in qua e là e vedere quale pianta cresce per prima…o decidere di annaffiarle tutte. 😛 Un gioco di seduzione dove non è importante concludere ma appagare l’ego (il solo fatto di sentirsi desiderato può funzionare da orgasmo celebrare…mi dicono i praticanti di quest’arte…contenti loro)! In altri casi, invece, c’è un desiderio reale di rallentare, di prendersi del tempo per conoscere l’altra in maniera profonda senza correre in camera da letto dalla prima sera, aspettando. Come al solito non esistono regole, solo buone intuizioni che ci fanno capire se colui che ci sta davanti è uno scaldapassere professionista, amatoriale, seriale o se è veramente interessato a noi. E decidere se e a quale gioco giocare…;)

Meglio attendere o meglio verificare subito?!? Buon fine settimana…

Buccia di Banana/Scivoloni giornalistici

Mai e poi mai avrei pensato di scrivere un articolo “in difesa” della Ferragni nazionale. Ed in realtà l’articolo non è in difesa sua, che sa fare benissimo da sola, ma in aperta critica ad un tipo di giornalismo di basso profilo che ancora conta i chili alle donne in vacanza. E’ uscito ieri sul Corriere.it con un resoconto dettagliato dell’addio al nubilato ibizenco di Chiara Ferragni&Friends (e fin qui tutto bene, no? Nella sezione “società” del sito un po’ di gossip nostrano ci sta). Il punto dello scivolone, opportunamente corretto solo un’ora dopo arriva subito nel titolo:

Rotonde&Felici, che potrebbe essere il nuovo hashtag nazionale, è stata l’infelice miccia a far scatenare non solo l’ira della diretta interessata e delle sue amiche, ma un po’ di tutte le donne che, guardando lo squadrone delle amiche, si sono chieste: rotonde a chi?!? E non solo, c’è davvero bisogno di enfatizzare ancora sull’aspetto fisico ed eventuali chili di troppo? Siamo nel 2018, abbiamo sdoganato le modelle “curvy“, si parla di #bodyshaming e #bodypositive e poi andiamo a puntare il dito su una coscia che non somiglia ad una mazza di scopa?!? Signora Veneziani, lei mi è scivolata su una buccia di banana gigante…che è continuata poi nell’articolo con altre simpatiche stilettate qua e là…

Non contenta di aver dato della “rotonda” a tutte le amiche, infierisce sui 5 chili post-maternità di Chiara: ma dove cazzo li hai visti?!? E poi, chi l’ha detto che bisogna ritornare per forza in forma dopo 5 minuti? Insomma, non sono certo fan della Chiara, ma sono assolutamente a favore del vivi&lascia vivere e soprattutto del cercare di passare messaggi diversi al mondo femminile e al mondo in generale. Basta giudicare le donne per il loro aspetto fisico, basta con il concetto di magrezza=bellezza, basta con la storia che un personaggio pubblico debba essere sempre perfetto ed intoccabile…in fondo siamo tutti esseri umani. E se una donna, madre da poco, che gestisce un impero di milioni di euro e che viaggia in continuazione, non ha avuto il tempo di perdere quei “chili” di troppo, ce la possiamo anche fare a non puntare il dito!!! Scrissi un post qualche tempo fa, ma il concetto di base rimane il solito: NOI NON SIAMO IL NOSTRO PESO.

Insomma, l’articolo non è un grande articolo, i punti toccati sono di una banalità spiazzante: il costume alla Baywatch (qual è il problema), le amiche “sosia” e le foto con le pose tutte uguali: forse la signora non è mai stata ad un addio al nubilato, io che faccio avanti & indietro da Ibiza, meta dove sono in  milioni a venire a dire addio alla loro vita da scapestrati prima del fatidico sì, posso assicurare che già alla partenza sono tutti vestiti uguali, hanno una maglietta con una frase scritta apposta per rappresentare il “team” della sposa/o (che ha un velo o coroncina in testa) e si fanno foto in posa tutte uguali. Ok, non hanno la giacca disegnata da Alberta Ferretti, non hanno un hashtag loro e hanno molti meno follower, ma si tratta di esperienze di vita normali. La vita, le amiche, le serate, il divertimento…e i chili che ognuna ha addosso, senza doversi vergognare!

Insomma, fa riflettere davvero che su una testata come il Corriere, che non è certo Novella2000 (esiste ancora?) si abbassi a scrivere certe cose e lanciare certi messaggi. L’unica cosa che ho letto tra le righe di questo articolo è una profonda invidia ed un tentativo di attacco sull’unico punto stronzo dove poter far leva…che bassezza! 😦  Voi che dite? Io dico che possiamo comunicare in modo diverso e fare del giornalismo decisamente più interessante. Ecco…buona giornata 😉