FEMALE TOUCH: START BLOGGING

Era il 2007, avevo ancora il mio negozio, ed ho iniziato questa avventura bloggeristica sul sito del mio amico Omar. La mia rubrica? FEMALE TOUCH…un tocco femminile in un blog di sole penne (bic) blu. Così la mia piumetta rosa si è insinuata in questo contenitore, divertendosi a scrivere, a scovare novità, a provocare, a far conoscere “donne con le palle” a questo audience street-abbestia. Tutto ciò è durato 3 anni e mi sono anche parecchio divertita. Riscorrendo le pagine (web) di quella rubrica, ho trovato cose interessanti. E ho semplicemente deciso di ri-linkarle anche qui.
Partiamo dall’inizio, questo è stato il mio primo articolo, in cui, OVVIAMENTE, parlavo del mio caro, vecchio e meraviglioso OPEN…

Female Touch

Scritto il 22/05/07 da Morgatta

Ma vi siete accorti che in questo sito scrivono solo UOMINI???
Non vi fa pensare questa cosa? Questo piccolo circolo di amici che se la scrivono, se la commentano e se la ridono tutti soli???
E’ ora di correre ai ripari!
Ed eccomi a dare noia! Ad introdurre un po’ di “donne” in questo mondo-gold: illustratrici, designer, artiste, djs, ballerine e un po’ di sano gossip tutto al femminile!
Magari riusciamo a portare un po’ di donnine ad esplorare le righe di questo sito!!!
morgatta.jpg

OPEN, Un’impresa tutta al femminile

Tre anni fa, tre giovani (a quel tempo) fanciulle decisero di lasciare la loro città di mare per intraprendere un’impresa alquanto ardua a Firenze: aprire uno spazio multifunzionale dove poter far vivere tutte le loro passioni e condividerle con gli altri.

Fu così che, ispirate dalla loro curiosità, dalla voglia di cercare, guardare , agire e comunicare, nacque OPEN Concept Store. Un negozio concepito come un salotto, dove la parte commerciale è strettamente legata a quella sociale e culturale. Dove l’abbigliamento si unisce all’oggettistica, all’editoria e alla musica, dove poter scambiare quattro chiacchiere al piccolo angolo bar…Tutti i marchi sono frutto di una costante ricerca, di ciò che è nuovo, di giovani designer, di produzioni indipendenti, di aziende che da poco si affacciano sul mercato.
Quasi tutto “made in Italy” (vero) o comunque prodotto in un modo “politically correct“. Il tutto viene integrato con mostre, feste, eventi organizzati “inside OPEN“. E all’interno si trova anche un piccolo studio di comunicazione, che si occupa di immagine, consulenze stilistiche, siti web e servizi fotografici. Insomma, uno spazio creativo a 360°, dove poter trovare davvero qualcosa di nuovo… una boccata d’aria anche a Firenze…

Le “menti” di tutto ciò? Non potevano che essere donne ;P
Marina Savarese (fashion designer), Simona Polito (fotografa), Enrica Mannari (Illustratrice). A completare il quadretto di piccole imprenditrici si è unita Tiziana Barbini (Store Manager).
Direi che sono al completo, no?
Lo shop si trova(va) in corso tintori 43/r, Firenze.
In Rete:

Il sesso…questo sconosciuto!!!

Scritto il 23/07/07 da Morgatta

Supergirls

Sempre più spesso se ne parla, anche se per molti continua ancora ad essere un tabù.
Ma, ora come ora, stiamo vivendo in un momento in cui questo argomento è libero e “chiacchierato” con una mente più aperta.
La rivoluzione sessuale, partita nel passato, oggi attraversa una nuova frontiera: è stata digitalizzata, globalizzata e spinta dove prima non sarebbe mai arrivata.
Per questo artisti, architetti, designer si sono “divertiti” con l’argomento creando oggetti (sex toys), linee di abbigliamento (intimo e non), quadri o addirittura palazzi “erotically inspired”. Per esprimere un messaggio, per diffondere esperienze o semplicemente per divertirsi, dando un nuovo significato alla parola “erotica”.
Raccolta interessante il libro “Sex Desgin” (Edited by Max Rippon).

Check the web: qui e qui.

Iibiza Style of Life

Scritto il 6/08/07 da Morgatta
Rileggo questo post oggi…mi vengono i brividi e penso esattamente le stesse cose!!!

Emotional Report dell’isola più free del Mediterraneo

Foto di Morgatta

Sono le sette del mattino, arrivo in aereoporto: è già caldo! Mi trasportano in albergo…durante il tragitto faccio fatica a tenere gli occhi aperti (erano 23 ore che ero sveglia) ma la curiosità è tanta e non riesco a non guardarmi in giro: palme, dune, grosse costruzioni, il mare, lo Space, signorine tirate a lucido con tacchi e minigonne, maschietti in costume ed infradito…

Entro in albergo: la prima persona che punto è una “miss” che sembra Pamelona Anderson: due tette enormi con una canottiera che gliele copre appena, un pareo minuscolo di rete e dei tacchi improbabili sui quali non riuscirei a camminare nemmeno con anni di esercizio…!!!

É così: free!

Era solo l’inizio ma già quello che mi avevano raccontato amiche che già erano state sull’isola si stava palesando ai miei occhi!
Libertà più assoluta: di essere, fare, vestirsi come si vuole, quando si vuole, dove si vuole. I confini estetici non esistono, le “mode” non esistono, i “trend” stagionali ai quali tanti stanno dietro non esitono. O meglio, estiste tutto: insieme, mescolato, allegramente combinato come più piace!

Sulle spiaggie vendono micro-bikini, orecchini di piume, collane di legno; nei negozi shorts in vinile, stivali con tacchi altissimi, vestitini di seta, orecchini di plastica, culotte di velo, abiti frangiati, mollette con teschi. Pop e freak si fondono, notte e giorno si alternano, uomini e donne si confondono… tranquillamente!

Foto di Morgatta

É incredibile e allo stesso tempo “normale” che tutto sia lecito, che nessuno punta il dito su niente, che nessuno si sconvolga: dal nudismo sulle spiaggie, alle “cubiste” nude in discoteca, ai trans super colorati, ai gay piumati, ai violinisti che accompagnano dj, house singer in live alle 11 di mattina, reduci di rave che bevono whiski sorridendo sulla spiaggia, gente che fa sesso in calette alla luce del sole, allegre famiglie che fanno pic-nic in spiaggia…

Stravolgere e stravolgersi, recuperare se stessi, la propria libertà, il contatto con la natura, sentirsi vivi.

Tiro un respiro di sollievo e mi sento leggera, libera…

É così: free!

Sul Web:

Back from Holydays

Scritto il 10/09/07 da Morgatta

I buoni propositi per affrontare l’inverno!

Eccoci al ritorno dale vacanze! C’è ancora chi parte (pochi fortunate che possono prendersi le vacanze “fuori stagione”) ma I più sono già al lavoro…
Appena si avvicina settembre (ogni settembre) si verifica un fenomeno particolare: ogni donna (o per lo meno parecchie) stilano per scritto I buoni propositi per l’inverno! Ebbene sì, pagine di diario o righe su file word per fissare gli “obiettivi” che le accompagneranno durante l’inverno. Con una breve indagine sono riuscita a captare quelli più “comuni”…
Back from Holidays

  1. Ritornare in linea: mettersi a dieta e tentare di mangiare sano.
  2. Riprendere attività fisica…e magari riuscirlo a seguire per tre mesi di seguito.
  3. Check up medico: accertarsi del proprio stato di salute e rimettere a posto ciò che non va!
  4. Ritagliarsi un po’ di tempo per la cura di se stesse: estetista, capelli, ecc.
  5. Leggere almeno un libro al mese (in genere si sceglie anche un filone che I libri avranno).
  6. Social life: essere “fiche” ed uscire di più, mostre, aperitivi e serate mondane (anche “fuori porta”, giusto per cambiare un po’ aria).
  7. Vita sentimentale: ripristinarla! Termine tecnico generico che sta ad indicare: a) per coloro che sono “accoppiate”, dedicare più tempo al partner,
    uscire insieme, riaccendere la vita sessuale; b) per quelle “scoppiate” (in tutti I sensi) la variante è cercare uno straccio di compagno per l’inverno…o di compagnie varie!
  8. Lavoro…beh, bisogna pur dedicarsi un minimo a quest’assurda attività!
  9. Rimettersi “economicamente” dopo gli stra-vizi estivi (…)!!!
  10. Avere del tempo da dedicare a se stesse e alla propria mente (associato a questo si segnalano attività come yoga, meditazione, ecc).

Molto probabilmente rimarranno parole su un foglio (nel 90% dei casi), ma solo il fatto di ripartire con impegni ed obiettivi da raggiungere dà un certo slancio…no?

Illustrazione Applicata

Scritto il 17/09/07 da Morgatta

Cristina Onofri disegna Babbu

Babbu

Un disegno, un personaggio, una serie di caracthers prendono vita. E’ la tendenza del momento: dare una forma utile e animare le illustrazioni affinchè diventino oggetti/ambienti di uso quotidiano.
Ecco che dalla mente (e dalla mano) di Cristina Onofri, giovane illustratrice di Cesena, nasce il personaggio di Babbu, piccolo orsetto bianco. Partito sulla carta, questo animaletto prende anima e corpo diventando una borsa in panno di cachemire, una spilla realizzata a mano in ceramica, un portafoglio. La caratteristica interessante è che, a differenza di molti altri colleghi illustratori che semplicemente stampano le loro creature su ogni genere di supporto, il lavoro di Cristina è quello di prendere I suoi disegni e dargli una forma e una consistenza materica. Questi oggetti sono assolutamente pezzi unici, tagliati, cuciti e applicati a mano su borse, portafogli, cappelli, ecc. Dopo la “nascita” di Babbu sono seguiti altri personaggi: animali, bambine e la volta di cartoni e personaggi di film come Heidy, Mary Poppins, Mercoledì, Pippi Calze Lunghe…Un immaginario in continua evoluzione, un esempio di come l’illustrazione possa essere manipolata, applicata ed indossata tutti I giorni.

Il sito

Genio Mollato, Capolavoro Assicurato

Scritto il 24/09/07 da Morgatta

La vendetta di un’artista

Sophie

Cosa succede quando un’artista concettuale molto quotata viene lasciata via MAIL da un povero scrittore narcisista incapace di starle accanto?

La sua perplessità, rabbia e incapacitò di rispondere sul momento si sono trasformate in un’opera d’arte che rappresenta la Francia alla Biennale di Venezia. Lei è Sophie Calle. La sua geniale vendetta è stata quella di prendere suddetta mail, che terminava con le truci parole “abbi cura di te” (diventate il titolo dell’opera, scritto a caratteri cubitali bianchi su parete rosso sangue), e di inviarla a 107 tra avvocate, criminologhe, scrittrici, artiste, ballerine, attrici, cantanti, perfino una pappagalla ed una marionetta di legno, e di farla interpetare secondo quello che la loro professione le suggeriva. E così la lettera viene dissezionata, recitata, cantanta, mangiata, diventa un racconto per bambini, un fumetto, un’illustrazione… una giovane adolescente risponde a tono via sms, Luciana Littizzetto la legge sbucciando cipolle, una psicologa archivia il caso come “soggetto patologico con incapacità di relazione“, Brenda (la pappagalla) arrotola la lettera e fa per mangiarsela… 107 risposte che sono altrettante opere d’arte, comiche, sadiche, agghiaccianti, sentimentali, serie o scazzatissime.

Lontane anni luce dalla posticcia solidarietà femminile.

E alla fine, di LUI, non rimane nulla.

L’opera, “Prenez soin de vous” è in mostra alla Biennale di Venezia fino al 21 novembre e in un libro distribuito in Italia da Contrasto.

Fusion is Juicy

Scritto il 15/10/07 da Morgatta

Justina Canton’s Art Application

Justina

Alla scoperta di nuove giovani talentuose, mi sono spinta molto molto lontano, fino in Argentina, per osservarne una in particolare, che è lo specchio di quanto sta accadendo artisticamente nel suo Paese.
Lei è Justina Canton, 27 anni, nata a Buenos Aires. Dopo aver studiato arte per circa un anno e mezzo, decide di cambiare “ambito” e di approdare alla moda. Così si trasferisce a Milano, alla Marangoni… mah, aihmè, non era proprio quello che si aspettava. Quello che cercava era il modo di mixare insieme arte e moda, esprimendo al massimo se stessa…ebbene sì, un’artista deve trovare il proprio modo per esprimersi al meglio. Ha partecipato alla prima edizione di “Freeshout”, è passata per “Fabbrica” di Benetton e finalmente decide di finire gli studi in fashion design nel suo paese.
Ed è proprio lì che è iniziata la sua sperimentazione artistica “applicata”, lavorando con il collettivo di giovani artisti “Lindo killer”, creando insieme a Defi (grafic designer) una linea di abbigliamento e poi… Justina non pone limite alla sua espressione: passa dai mobili agli abiti, dai muri alle gallerie d’arte, fino alla musica…e quanto altro ancora; come un albero, ogni ramo è una nuova opportunità. Con uno stile, il suo, davvero molto particolare.
Ed è solo una delle giovani menti cretive che stanno facendo crescere la produzione artistica del suon Paese, una realtà che avanza velocemente. Nel 2008, appunto, verrà fatta la seconda edizione di una fiera per giovani designer/artisti/illustratori… Ma per questo vi terrò aggiornati.

Some cool links about Justina and Lindokiller world…
Check the web
Justina’s works, life, art
The brand and Defi’s works
The Brand Web

L’indifferenza dei sessi

Scritto il 22/10/07 da Morgatta

Uno sguardo alle passerelle per un’inquietante indagine sociale

L’indifferenza dei sessi

Adorabili riviste femminili!

E’ un piacere sfogliarle quando esce lo speciale sfilate! Così, giusto per farsi un’idea delle cose improponibili che i miei (nostri) “colleghi” stilisti vorrebbero farci mettere addosso. A questo giro, a parte le solite stravaganze, quello che noto è l’estrema somiglianza tra la silohuette femminile e quella maschile; in parole semplici non si distinguono più le cose da uomo da quelle da donna.

O meglio: sono tutte molto simili!

Anche nell’estetica stessa di chi sfila: modelle ambigue come ermafroditi e modelli scialbi come adolescenti in via di sviluppo.

Unisex? Travestitismo? Eterosessuali vestiti da omosessuali?

Ma no!

Sembra che il discorso sia “evoluto” in qualcosa di più: gli abiti non devono vestire i sessi ma gli individui! E un individuo è un’entità complessa che va al di là della sua sessualità.

I vecchi stereotipi di donna-tutta-curve e uomo-solo-muscoli vengono sostituiti, sopratutto dai media (basta pensare ai protagonisti delle serie più seguite ora “Ugly Betty”, “Heroes”, “Nip&Tuc”, da caratteri sfaccettati, articolati e con sfumature molto sottili.

E così anche gli stilisti sembrano intraprendere una “guerra” alla moda di genere. Pioniera Miuccia Prada, che con la collezione Miu Miu fa sfilare insieme uomini e donne in un unico momento stilistico che ha come punto di riferimento l’abito più che il sesso.

Che sia una reazione alla mascolinità estremizzata? Che si stia cercando di risolvere (o facendo evolvere) la storia dei sessi e delle relazioni future alla luce di un nuovo periodo storico?
Una nuova consapevolezza dell’individuo?

Mah!

Personalmente, sfogliando quelle pagine l’interrogativo mi sorge spontaneo: c’è proprio bisogno di castigare gli uomini in pantaloni skinny abbinati con un adorabile twin-set e rinchiudere le donne in divise da ufficio che non esaltano nemmeno una forma???

I know, “l’abito non fa il monaco”, ma…

Cool people to know about:

-Miuccia Prada
-Heidi Slimane

Books about:

“La confusion des sexes” Michel Schneider (ed Flammarion)

Viaggiare con Stile (e Furbizia)

Scritto il 29/10/07 da Morgatta

Le “invenzioni” da viaggio di due designers

Tepper Jackson

Oddio! Fare le valigie!!!
Che confusione!
Cosa ci metto? Che mi porto? E il beaty? I trucchi dove me li infilo adesso che nel bagaglio a mano non posso portare liquidi?
Tranquille! Ci hanno pensato loro a “salvarci” dagli sbattimenti pre-partenza.
Tepper Jackson nasce dall’unione creativa di Linda Tepper e Jackie Shapiro, che hanno ideato e realizzato la loro linea for “traveller”.
Si compone, infatti, di una serie di accessori utili per chi viaggia. A partire, ovviamente, da valigie, piccoli bagagli a mano, beauty-case, porta documenti, tag per l’indirizzo, portapassaporto, ecc. Ma non si ferma qui. Per non appesantire il vostro bagaglio, pigiami leggerissimi, pantofole ultrapiatte e accappatoi ultra-slim che occupano pochissimo posto. Il tutto realizzato con fantasie pop, funky, coloratissime e divetrenti. (Di sicuro sul carrello dell’aereoporto non rischiate di confondere la vostra valigia con quella del vicino)! Pensata fino all’ultimo dettaglio, il coordinato si estende anche agli accessori per “fido”, da prendere rigorosamente in style con il vostro set.
Ma la vera invenzione di Tepper Jackson è 50 ml: una speciale confezione di plastica composta da bustine trasparenti (ognuna contenente 50 ml, appunto, quelli consentiti dalla legge aereoportuale), dove infilare i vostri “cosmetici” da viaggio!.
Insomma…non vi resta che prenotare il prossimo viaggio!

Check the web:
www.cute-distribution.com
www.tepperjackson.com

Poesia Dorsale

Scritto il 5/11/07 da Morgatta

Poesia dorsale

No! Non è come pensate! Niente poeti che scrivono strane rime sulle schiene altrui e nemmeno componimenti a tema “muscolare” umano.

Vi è mai capitato di soffermarvi a guardare dei libri impilati uno sull’altro e leggere i vari titoli? E magari accorgervi che le frasi che ne uscivano fuori creavano una “storia” nuova? Magari con un senso compiuto?

Beh, lo so che detta così sembra un gioco da fare in casa quando il tasso alcolico cominicia ad alzarsi, ma qualcuno l’ha fatto…ed è diventata “un’arte” che ora va anche in mostra. Il primo pensiero su questa strana pratica è venuto in mente a Silvano Belloni (graphic designer e fotografo), ma l’ufficializzazione avviene da parte di una donna, giornalista, Antonella Ottolina. Incontrandosi e discutendo sull’argomento, Antonella comincia a creare uno, dieci, venti, cinquanta componimenti ottenuti impilando e mettendo in fila libri. Alla fine questi componimenti sono stati “immortalati” da Silvano. 40 di questi sono in mostra dal 22 settembre al festival “Parole nel tempo”, in una mostra curata dalla photo editor Chiara Corio, che unisce le sue due passioni, letteratura e fotografia, in un unico percorso.

Attenzione: comporre una “poesia dorsale” non è per niente facile; tante rimangono incompiute, tante non soddisfano, ma alla fine quello che viene fuori rispecchia i pensieri e gli stati d’animo di chi le compone. Poi viene “pubblicamente” condiviso.

E così anche i libri assumono un valore aggiunto in più: pensate di fare un regalo con cinque libri che formano una poesia dedicata a chi la riceve…

Provare per credere…

Leggere per verificare: www.poesiadorsale.it

Sfighe di stagione

Scritto il 12/11/07 da Morgatta

e rimedi di stile

Sfighe di stagione

Superstiziosi? No, grazie!

Beh…bisogna stare attenti! Soprattutto quest’inverno!

La moda proprone come “must-have-di-stagione” quanto di più ritenuto portasfiga dalle credenze popolari (o impopolari)!

Che il viola, colore trendy della stagione, portasse sfiga lo sapevamo tutti. Ma che le piume, soprattutto quelle di pavone, sono ancora peggio…io non me lo immaginavo. Eppure ci sono, in tutte le sfilate: piume, piumini, boa piumati, cappelli, monorecchini con VERA piuma di pavone. Che fare? Rinunciare all’Accessorio con la “A” maiuscola?

Certo che no!

Insieme a queste “sfighe-di-stagione”, ecco che arrivano pronti i rimedi. Coccinelle, corni e conrini in tutti i formati (collane, bracciali, orecchini, anelli, ciondoli), spille a forma di scarabeo, ciondoli a forma di ferro di cavallo, di quadrifoglio, con il numero 13, campanelle delle fortuna…Quindi, via libera all’abito viola, orecchino piuma-di-pavone e vecchio anello con piccoli corni!!!

E comunque bisogna attrezzarsi in ogni caso, perchè l’elenco delle cose da “non fare” è lungo!

Esempio?

In 13 a tavola no: il primo che si alza sarà il primo a morire.

Mai farsi regalare spille, perle e fazzoletti: porteranno lacrime. Ma se proprio vi regalano una collana di perle, date una moneta a chi ve la dona.

Gli innamorati devono aver paura di vedere una gazza ladra: le speranze di felicità si azzerano. E ovviamente, niente ombrelli aperti in casa!

Nel caso, uno scampanellio allontana i demoni, come anche il ferro di cavallo appeso alla porta; tenete le forbici appese al muro e, se vedete uno spillo per terra, raccoglietelo sempre…porterà fortuna per tutto il giorno!

La fortuna…che fatica conquistarla!!!

Oh, no…ho un gatto nero in casa…sarà per quello che…(ovviamente scherzo, anzi, 17 novembre giornata nazionale contro la superstizione dei gatti neri)!

Supernova – Emergenze Creative

Scritto il 13/11/07 da Morgatta

Two days Report from Morgatta’s view

Supernova

L’emergenza c’è…e si vede!

Ma perchè cominiciare subito con le critiche…lascerò che si insinuino lentamente tra le righe! =)
Un’iniziativa organizzata dal Comune di Firenze (Assessorato alle Politiche Giovanili) per mettere in luce le nuove generazioni di “creativi” che ci sono in città, per confrontarsi, per costruire relazioni e scambiarsi esperienze. (se non altro se ne sono accorti)! Uno spazio, quello del Viper Theatre, decentrato ma interessante per la grandezza, la distribuzione su due livelli, la presenza di un palco, due bar: una struttura ampia e duttile che si presta ad ogni tipo di evento/performance. Le premesse sono ottime.

DAY ONE: Giovedì 8 novembre

Arrivo alle 21.30! (anche io “partecipo” nello spazio fashion design). Secondo il programma gli spettacoli dovevano già essere iniziati, ma quello che vedo entrando è poca gente, un po’ sperduta, che si gira intorno chiedendosi cosa succederà…

supernova - Emergenze Creative

Mentre finisco di sistemare il mio spazio, l’organizzatore dal palco cominicia a descrivere l’evento, presenta l’Assessore, premia il vincitore di un concorso per un logo (non s’è capito di cosa)…mah! Si scusa dicendo che le performance cominceranno in ritardo. Faccio un giro al piano di sotto: è allestito con le opere di un’artista livornese, disegni e pupazzi, a breve dovrebbe partire la sua “live painting”. Scopro che non sono previste bevute omaggio per i cari “creativi” che hanno partecipato/collaborato alla manifestazione. Vabbè. Pago ‘sto santo birrino, torno su, comincia lo spettacolo del Balletto di Toscana (davanti a 30 persone); prima che inizi quello successivo passano altri 45 minuti nei quali l’attenzione si disperde. Arrivano altre persone (non troppe), giusto per il dj set di Hiro e Danex (la parte meglio della serata). A loro il compito di far muovere quei pochi che hanno resistito fino ad ora! Io lascio la scena, domani tocca un’altra seratina…

DAY TWO: Venerdì 9 novembre

A questo giro mi presento decisamente più tardi, ore 22.30! Se non altro a primo impatto l’affluenza mi sembra maggiore. L’organizzazione però, sembra vacillare come ieri (se non peggio) e si ripete nei rituali di “spiegazione”… insomma, tante belle parole e buoni propositi che non si rispecchiano nell’ambiente circostante: la situazione è “vuota”, sconclusionata e non chiara alla maggioranza dei presenti.

supernova - Emergenze Creative

But “the show must go on” e quindi, mentre il locale continua a riempirsi, prendono vita (ovviamente a distanza di circa tre quarti d’ora l’uno dall’altro) degli spettacoli teatrali, interessanti ma parecchio concettuali, di quelli che se non segui con profonda attenzione ti sembrano la solita svarionata post-moderna di teatranti che vogliono fare gli alternativi (in realtà sono convinta che avessero un senso, ma nel caos non sono riuscita a percepirlo)! In ritardo parte il Live dj set con A Smile for Timbuctù: finalmente qualcosa di veramente figo! La gente balla, l’ambiente si scalda e la serata prende la forma di un vero party, i presenti interagiscono…Finally!

Ma l’emergenza creativa rimane! Non per quanto riguarda le realtà coinvolte, ma l’organizzazione.

supernova - Emergenze Creative

E’ mancata una comunicazione decente in tempi utili, non è stato realizzato un programma che avesse un senso logico, e sono stati trascurati tanti piccoli dettagli che avrebbero potuto dare un risultato diverso alla manifestazione.

Peccato! L’idea non era per niente male!

Questo accade quando chi si mette ad organizzare queste manifestazioni NON SA e non ha le competenze/idee/inventiva per coordinare e mixare gruppi di creativi insieme. Ma cosa ci potevamo aspettare da chi organizza un evento sui creativi comodamente seduto nel suo grigio ufficio del Comune???

Ma noi abbiamo “fede” e speriamo che alla prossima occasione abbiano l’umiltà (e un po’ di furbizia) di affidarsi a delle persone competenti…!

In the city

Scritto il 26/11/07 da Morgatta

Designer Zone

Designer Zone

Cosa accade quando una serie di giovani designer-imprenditori annoiati di come si muove la loro città decide di “coalizzarsi” e dare vita a qualcosa che nelle capitali europee esiste già da tempo?

Ecco che prende vita “Designer Zone”, ovvero l’ufficializzazione di un movimento creativo/culurale/commerciale che coinvolge una zona geografica ben precisa della città, quella che va dalla fine di Borgo degli Albizi, Borgo Pinti e Piazza dei Ciompi da un lato e via Verdi, piazza S.Croce, via De’ Benci e Corso Tintori dall‘altra. In quest’area stanno proliferando (alcune anche da parecchio tempo) diverse realtà giovani e creative: negozi, laboratori, atelier, concept stores e “cool places” nei quali si producono e si commercializzano prodotti di abbigliamento, accessori, oggettistica, editoria veramente innovativi ed accattivanti.

E’ la realtà di una zona del centro storico di Firenze (leggermente decentrato) nella quale poter assaporare qualcosa di nuovo. Un percorso creativo eterogeneo che lega una serie di giovani che vogliono dare una boccata d‘aria fresca alla loro città proponendo delle valide alternative ai soliti giri “commerciali” che stanno invadendo e impoverendo l’estetica della città stessa.

Ma non è solo “commercio”. Designer Zone ha in mente una serie di iniziative culturali e di intrattenimento, come mostre itineranti, serate, party e collaborazioni. Infatti, oltre ad ufficializzare tramite una locandina/mappa che disegna questo nuovo percorso, si progettano per l’immediato futuro diverse iniziative.

Un tentativo di smuovere e dare una scossa alla città (e a chi ci vive annebbiato dalle SOLITE cose). Ci riusciranno?
Ecco chi sono le realtà coinvolte: A ritroso, Be Have, Gold, Moltissimo, Ninotchka, Open, Penny Lane, Sol Gabriel, Tramando, White-Artemisia. (ad oggi, dicembre 2011, 6 di queste 10 realtà hanno CHIUSO…devo dire che Firenze premia sempre l’innovazione)

80% donne 20% uomini…=)

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