Chiodo schiaccia chiodo: leggenda o possibilità?

Il mare è pieno di pesci” è una delle mie frasi preferite con la quale consolo le amiche con il cuore a pezzi perchè QUEL pesce le ha emotivamente distrutte. Uscire da una relazione non è mai facile: c’è chi si aggrappa alle ultime squame dello scorfano che le sta abbandonando, chi si ritira a vita privata e chi utilizza la famosa vecchia tattica del “chiodo-schiaccia-chiodo“. Il mio compare di lavoro qui a Ibiza dice di andare avanti praticamente un chiodo dopo l’altro, il che sto ancora valutando se si tratti di un bene o di un male, però si è talmente applicato a snocciolare la sua teoria che ho deciso di condividerla per vagliarne la reale utilità o meno. Perché diciamoci la verità, al pari della storia dei fighi che si incontrano la sera al supermercato, quella del chiodo che funziona sa un po’ di leggenda metropolitana. Perché il chiodo, se utilizzato male, ti buca e ti fa sanguinare (o alla meglio ti dai un martellata forte forte da solo). Ma andiamo con ordine: il CHIODO in questione è un qualcuno/a in grado di velocizzare il processo di rimozione mentale dell’EX, o almeno di non pensarci costantemente con sottofondi musicali strappalacrime e depressivi. E’ un modo per non buttarsi giù e non chiudersi nella bara sentimentale, quella che può tenere lontano dalle relazioni per lunghi mesi, o addirittura anni. Ci sono però alcune precauzioni da tenere ben presenti per non pungersi…

1-Il chiodo NON è l’uomo della vita. Non deve essere perfetto, non deve incarnare il vostro ideale maschile ma soprattutto DEVE essere leggero. E’ un chiodo, non un mattone!!!

2-Il chiodo deve essere un corteggiatore, disposto a coccolarvi e regalarvi attenzioni. Se è uno psicopatico-complicato che se la tira, non è il chiodo adatto!

3-Il chiodo è un intrattenimento piacevole, un modo per risollevare l’autostima che probabilmente l’altro ha infilato nel bidone dell’indifferenziata; tiene la mente (e il corpo) impegnata e nello stesso tempo offre ottime scuse per non rivedere l’ex.

4-Proprio per questi punti a favore è necessario dichiarare subito al chiodo del suo ruolo di chiodo e assolutamente NON fare proiezioni su di lui: farfalle nello stomaco vanno bene, ondate di energia positiva pure, ma NIENTE seghe mentali su possibili evoluzioni della storia, su ipotetici futuri o passaggi di stato. Avete mai visto un chiodo trasformarsi in un fidanzato?!? 😛

5-Per evitare quest’ultimo importantissimo e fondamentale dettaglio il mio amico suggeriva una scatola di CHIODI, perché è facilissimo, una volta incontrato uno che ti corteggia, ti coccola, ti fa fare del gran sesso, non è pressante ma presente e ti fa dimenticare l’altro in leggerezza, perdere la testa per lui/lei. Per questo ci vogliono svariati chiodi, almeno 3, per non avere attenzioni e sentimenti solo per uno (che poi diventa una catena di chiodi che scacciano il chiodo che aveva schiacciato il chiodo).

Insomma, tieni presente che il chiodo non serve a dimenticare, serve ad intrattenersi nel frattempo che si elabora la perdita. E non c’è niente di male a soffrire ridendo: non è che soffri meno, soffri solo in maniera diversa“. Così ha concluso la sua esposizione, sulla quale sto ancora riflettendo. Il chiodo non si sentirà usato? E se poi è lui che si innamora? Non è meglio godersi un po’ di solitudine?

Io credo di aver usato sempre i chiodi nel modo sbagliato e non penso sia realmente salutare ricorrere a questa cosa. Però, se si dichiara tutto in partenza ed entrambi sono consenzienti, perché no? Voi siete mai ricorsi ai “chiodi”? Hanno funzionato? Raccontatecelo qui o in diretta alle 182.0 su radio m2o. Io e LaMario siamo tutte orecchie...o meglio, io sicuramente! 😉 Buon fine settimana.

Colpi di testa post “anta” (da single a moglie in una stagione)

Siamo abituati dalla società e dalle usanze comuni, almeno dalle parti occidentali, ad un iter romantico-sentimentale prestabilito, che consiste più o meno in: uscite conoscitive, frequentazione, fidanzamento, convivenza e matrimonio. Quest’ultimo step, per quanto possa sembrare obsoleto e fuori moda, in realtà resiste alle intemperie e anche le coppie più impensabili ed anticonformiste prima o poi ci cascano (anche solo per appianare beghe burocratiche in casi di estrema necessità). Tutto questo processo può durare molti mesi o addirittura moltissimi anni; meglio se dura più a lungo dicono, “così ci si conosce meglio e non si rischia di fare cazzate con il primo che si incontra“…dicono. Quelli che si incontrano e si sposano dopo sei mesi sono dei pazzi presi dall’entusiasmo che fanno colpi di testa improvvisi senza pensare. Ecco, ragionavo appunto su questa questione ultimamente per via di un evento che mi ha toccato da vicino. Una delle mie migliori amiche, single quasi arresa alla via della zitellaggine, mi chiama a inizio maggio dicendomi di aver ceduto alle avance di un corteggiatore che le faceva la corte da mesi; “oh, finalmente!” Sono sempre felice quando le mie amiche singole si lanciano in qualche avventura, anche solo per rimettere in gioco il cuore (e tutto il resto)! L’ho sentita durante la stagione con messaggi vaghi riguardanti prevalentemente il lavoro fino a quando non ci siamo sentite verso la fine di agosto e le chiedo, con il mio inconfondibile tatto “Ma il tipo esiste ancora o l’hai fatto già scappare?“; tossisce, ride, manca poco si strozza “No, no, c’è ancora, è qui davanti a me“. Ovviamente non la tartasso con tutte le domande indiscrete che avrei voluto farle, le dico solo che lo vorrò conoscere al più presto per dare la mia “approvazione” 😉 Il giorno dopo mi invia un messaggio vocale che suonava più o meno così “Senti, ti volevo dire una cosa abbastanza importante, volevo aspettare che tornassi in Italia, ma insomma…mi sono sposata!!!

MANCA POCO SVENGO! Prima di inviarle una risposta si sono incontrati nella mia testa pensieri a caso: ma che cazzo combina? Le è partito il cervello? L’ha circuita dicendole un monte di cavolate? Ha l’orologio biologico impazzito e magari ora mi dice che è pure incinta? E’ stata minacciata? E poi perché non mi ha chiamata…prima?!? Insomma, cose a caso e pensieri vari e poi una questione: perché, nonostante mi ritenga una persona aperta, la prima reazione è stata quella di pensare che forse “aveva fatto una cazzata ed era troppo presto“? Esiste davvero un troppo presto o troppo tardi? E un “dopo i 40 queste cose improvvise non si dovrebbero fare”? Che si sa, le cavolate a 20 anni si tollerano dando la colpa alla gioventù, ma a 40 a chi la dai la colpa di questi colpi di testa? Ecco, a nessuno…

Il “troppo presto” è un’altra invenzione dei nostri usi&costumi: il fatto di dover dare lungo spazio a fidanzamenti in casa e fuori casa, la convivenza che può protrarsi per decine di anni fino al giorno in cui ci si sposa per poi separarsi dopo un annetto scarso sono usanze socialmente accettate per cui chi esce da questo schema sembra stia facendo tutto sull’onda del momento. Cose che a 40 anni non si dovrebbero proprio fare…ed invece no. Credo che sia proprio passata una certa età che le donne diventano più consapevoli di se stesse, di quali sono le cose che cercano in una relazione (fosse solo un badante per la vecchiaia ;P ), sono più sicure e decise proprio perché si conoscono meglio e, al momento che trovano qualcuno che ritengono adatto, compiono scelte apparentemente repentine ma assolutamente guidate da chi sono e da cosa vogliono. Senza bisogno di perdere tempo o comunque prendendosi il tempo per vivere le cose a pieno e senza troppi giochetti (quelli li lasciamo ai ventenni, eh?!?). In fin dei conti

Per ripensarci c’è tempo, per cambiare anche. Certe scelte non sono irreversibili ed in fin dei conti è tutta vita vissuta. Tutto questo ci ho messo un paio di settimane a realizzarlo, ad eliminare i miei giudizi e pregiudizi iniziali; ancora mi sento scettica rispetto al matrimonio, forse perché non mi rimane molto simpatico in generale, ma sono contenta della scelta della mia amica, che è passata nel giro di una stagione da single a moglie! Una in meno della comune delle vecchie-single-gattare…:P

Cosa ne pensate di questi “colpi di testa” dopo gli anta? Ne avete fatti? Potete interagire con me e LaMario in diretta su radio m2o alle 18.20. Vi aspettiamo!

 

Go with the age (stop anti-age)!

Morgatta Lo Sa o almeno ci prova. Se non altro a riflettere sulle cose che vedo, sento o che mi raccontano/raccontate. CIAO, SONO TORNATAAAA…anzi, siamo tornate, io e LaMario, con la nostra rubrica interattiva che si può leggere sul blog, ascoltare in diretta radiofonica nazionale sulle frequenze di m2o (e anche in streaming su internet), commentare su tutti i profili social (qui c’è Instagram, qui la pagina FB e anche Twitter) e…anche vedere nei 31 secondi di video che mi impegnerò a fare tutti i venerdì (parto sempre con le migliori intenzioni, ma ci sta che da qui a poche settimane ci rinunci 😉 ). Per suggerirmi qualsiasi argomento o sottopormi le vostre storie la mail è sempre quella marina@morgatta.com! E ora basta dettagli tecnici, vi racconto cosa ho visto quest’estate…

Sono a Ibiza da ormai cinque mesi e qui se ne vedono di tutti i colori, come in tutto il resto del mondo, immagino, ma la concentrazione su questa isola è alta e sintomatica di come stanno girando le cose nel mondo (il campione è variegato e proveniente da ogni parte del globo). Quest’estate non ho potuto fare a meno di soffermarmi sulla incredibile quantità di plastica presente in giro; no, non nelle spiagge (che mediamente erano pulite sopra la media grazie a volontari ed associazioni e forse ad un minimo di civiltà in più degli esseri umani), ma nei corpi e nelle facce di uomini&donne. Tanti uomini dai connotati alterati visibilmente, non necessariamente avanti con l’età, eppure già lisciati come la sfoglia per fare le tagliatelle passata nella macchinetta almeno 5/6 volte. Tantissime le donne dotate di palloncini sempre-ritti anche quando sdraiate di fianco e facce riempite nei solchi, rimpolpate nei punti vuoti e allungate negli angoli che avevano mostrato segni di cedimento anche minimi. Tutto normale, no? Dopotutto la politica dei ritocchi è ormai socialmente accettata, anzi, caldamente suggerita e sponsorizzata su tutti i mezzi di comunicazione, dal web alle riviste fino alla tv; perché mai dovrei sconvolgermi? A farmi storcere il naso è stata sia l’alta concentrazione, sto parlando di almeno 2 su 3 ritoccate/i, sia l’anagrafica: non è più appannaggio di signore in là con gli anni che cercano di darsi un tono, ma anche di ragazze veramente giovani, appena superati i 20 anni, che già cominciano a cambiarsi i connotati o addirittura a prevenire l’invecchiamento. Prevenire l’invecchiamento a 20 anni?!? Combattere i segni del tempo a 50?!? ASPETTIAMO un attimo. Potrei farmi gli affari miei e lascia liberi gli umani di fare quello che vogliono con il loro corpo, ma sento il dovere sociale di sollevare una riflessione…

Da quando in qua il passare del tempo va combattuto e ostacolato con tutti i mezzi e gli intrugli possibili? Da quando fa comodo al sistema e alle aziende venderci qualunque cazzata ANTI-AGE per rallentare l’invecchiamento, come se il passare degli anni sia un mostro contro il quale difenderci, armandoci di creme alla bava di lumaca da 200€ ogni 20 grammi, punture di agenti che distendono la pelle da fare assolutamente almeno una volta al mese e trattamenti anti-cellulite che ringiovaniscono le cellule riportandole 20 anni indietro. Ora, con questo non sto demonizzando a priori tutta l’industria cosmetica e non sto assolutamente dicendo che quando mi guardo la pelle delle gambe che mostra segni di cedimento non mi girino un tantino le palle andando con la testa alla mia immagine di 17 anni fa (e non fate i conti, che ho 37 anni si sa), solo che la comunicazione rispetto a questo argomento andrebbe moderata: non si deve combattere l’età, si deve accompagnare il passare del tempo cercando di mantenerci nel migliore dei modi ma senza impazzire! E invece i media ci dicono che non si può invecchiare in santa pace, che le rughe vanno combattute e che i capelli bianchi vanno coperti a tutti i costi perché se no “pare brutto“, incatenandoci per anni a colorazioni coprenti e parrucchieri.

Le migliorie andrebbero fatte allo stile di vita, ricercando una serenità interna piuttosto che una perfezione esterna…tanto più quando si supera una certa età, ma educando le giovani fanciulle fin da subito. E stai sicura che meno ti impegni in questo combattimento contro te stessa e meno il corpo si segna. 😉 Io proporrei una nuova dicitura su creme&cremine: go with the age al posto dell’anti-age. So che sembra una minchiata legata alla semantica, ma se a questo si accompagnasse una bella campagna immagine dove quando spunta una nuova ruga ci si fa una bella risata sopra, noi donne avremo più tempo per pensare a cose più importanti o anche più divertenti. O no? 😉

Voi che rapporto avete con l’invecchiamento? Come lo affrontate? Prima puntata, vi aspettiamo io e LaMario in diretta su radio M2O alle 18.20 precise e puntuali! Non vedo l’ora…buon weekend!

Da 0 a 1000 in un giorno

Com’è possibile che le mie idee su un ragazzo siano cambiate da un giorno ad un altro? Ti spiego: c’è questo uomo, circa 15 anni più giovane di me, che stravede per me. Mi fa una corte spietata, mi manda messaggi a tutte le ore, mi riempie di complimenti e di attenzioni; insomma, mi cerca e mi vuole, credo sia sinceramente innamorato di me. Io non posso dire di non essere attratta da lui fisicamente, ma non gli ho mai voluto dare troppo spago per non creargli false speranze. Poi l’altra mattina si è presentato a casa con un regalo (un mio ritratto) e…ho ceduto. Ecco, da quel momento in poi, vedendolo muoversi per casa mia,  ho cominciato a pensare ad un futuro con lui, dei figli in giro per casa e altre cose del genere. Mi chiedo, sono normale? Devo frenarmi, vero? Angela

Nel senso…cosa vuol dire essere “normale”? No, non era una domanda a cui volevo dare una risposta, ma uno spunto di riflessione; dopotutto credo che di normale non ci sia niente e nessuno in giro, abbiamo tutti degli sprazzi di follia! 😉 Appurato ciò, credo che il repentino cambio di idea su una persona non sia in realtà un vero “cambio“, ma semplicemente un abbattimento di barriere mentali. Ovvero, così a occhio ti sei costruita tutta una serie di muri, probabilmente per non ferire lui e anche per tutelare te, che sono crollati dopo una notte. Come direbbe un mio amico “se te lo dà troppo bene subito ti innamori“. Tra il cedere e lasciarsi andare ed il visualizzare abito bianco, pargoli e case felici c’è però una bella differenza. E forse un problema di fondo un po’ più consistente.

Facendo un paio di calcoli a occhio immagino che tu non abbia più 20 anni, ma nemmeno 25 (se no il problema è molto più grande del previsto 😉 ), quindi queste proiezioni immediate dal giorno alla notte possono denotare una carenza affettiva importante, per cui come ti lasci andare subito pensi ad agguantare l’omino di turno e farlo tuo; oppure ormoni che si sono coalizzati con l’orologio biologico e non vedono l’ora di farsi fecondare e dare nuove vite alla luce indipendentemente dal “con chi” o dalla storia; o ancora una naturale predisposizione alla sceneggiatura di film romantici non troppi originali. In tutti i casi non ti fa bene! Non che tu ti sia finalmente lasciata andare con una persona visibilmente innamorata di te, quanto che tu carichi immediatamente di ASPETTATIVE questa storia appena nata

Quindi si, io consiglierei vivamente di frenare la testa, i sogni e le previsioni smielate. Molto meglio godersi il presente, viversi il momento e non farsi prendere dall’ansia da costruzione forzata di nucleo familiare. Anche se è una cosa che desideri. Anche se è una situazione che ti è mancata per tanto. Le cose fatte con cura hanno bisogno di TEMPO. Lasciala andare e vedi come va…

https://youtu.be/zYwtkNRLVS8
O no? Ultimo appuntamento radiofonico alle 18.25 su radio M2O con LaMario. Facciamo una pausa estiva, ma alla mia mail rispondo sempre marina@morgatta.com! Va bene anche se mi volete mandare cartoline e saluti delle vostre vacanze. Intanto ringrazio io voi per i vostri messaggi ed aver condiviso con me le vostre storie. Grazie di ❤️ 

Pressing!

Morgatta cara, sto insieme ad una ragazza da un anno, entrambi 35enni, tutti e due siamo innamorati, eppure non riusciamo ad uscire da un problema. Lei continua a dire che io gli sto attaccato come una cozza, che sono appiccicoso, assillante ed opprimente. In parte ha anche ragione, nel senso che io vorrei stare sempre con lei, ma lei non sempre con me. Perché? Perché mi tocca insistere per vederci la sera anche se lei è libera? O per andare fuori il fine settimana? Cioè, dice che le piace viaggiare e poi quando le chiedo di andare via fa sempre tante storie…poi magari alla fine ci viene e si diverte anche, però devo sempre insistere. Tante storie, davvero, sempre; è talmente sfuggente che penso abbia un altro. Perché quando è libera non ha sempre voglia di vedermi? Io vorrei iniziare a costruire qualcosa, ma così è quasi impossibile, oltre che stancante. Come posso fare? Grazie, Martino”


Piantala di insistere! Mi sto sentendo male io per lei 😛 Scherzo (in parte), però mentre leggevo la tua lettera ho avuto l’immagine di te come una cozza gigante che prova a rincorrere lei, un’anguilla agile e veloce. Inutile dire che cozza e anguilla non stanno bene nemmeno nel risotto di mare, e che più tu ti accozzi più lei scappa. E’ un must, oltre che un pericolosissimo circolo vizioso nel quale più tu ti appiccichi e più lei si dà alla fuga. Ora le possibili motivazioni di questo comportamento possono essere svariate:

E’ uno spirito libero e ha bisogno dei suoi spazi: legittimo e da rispettare. Non tutte le donne sono uguali (fortunatamente); ad alcune piace stare sempre con il proprio compagno, altre hanno bisogno anche dei loro spazi. Magari una sera, anche se libera, preferisce stare sul divano a limarsi le unghie e mangiare schifezze mentre guarda la sua serie preferita piuttosto che stare a casa con te.

Sta cercando di mettere in pratica il detto “in amore vince chi fugge…e a quel punto per spuntarla inizia a sfuggire tu! Nel senso che se se la sta tirando consapevolmente e anche un po’ per sport, meglio non assecondare il suo gioco malato ma ritrovarsi su un piano di equilibrio in cui non c’è chi corre e chi insegue.

Ha effettivamente un altro. Nel senso, è tutto possibile nella vita, non te lo auguro, ma non si sa mai. Se sfugge sempre e continuamente e se non è MAI presente nella relazione forse è il caso di farle qualche domanda in più…o cercare nella vostra storia altri segnali di possibile disinteresse (tipo se non ti considera, scappa sempre, ha sempre altro da fare e fate sesso una volta ogni due mesi ecco…, vedi te!).

In ogni caso  credo che a fregarci sempre in queste occasioni sia il senso di aspettativa! Ci si aspetta sempre che l’altro faccia quello che noi desideriamo: tu ti aspetti che lei ceni con te, che venga in vacanza con te, che abbia voglia di vederti sempre. Più lei ti dice di no, perché magari ha altri impegni o semplicemente vuole stare da sola e più tu ti senti frustrato. Così alla lunga finisce che ti annoi di rincorrerla o che lei sclera perché le stai troppo addosso e la storia va a farsi friggere. P A U S A di riflessione.

Mai aspettarsi qualcosa, mai dare per ricevere, mai chiedere con la pretesa di ottenere la risposta sperata.  E’ ovvio che se uno chiede è perché desidera qualcosa, ed è sempre meglio chiedere che stare zitti, ma anche esagerare con le richieste a volte può essere controproducente. Meno pretese. L’unica cosa che si può (e si deve) pretendere in una relazione è il rispetto. Per tutto il resto, prova a stressarla di meno e vedere come va…se sparisce del tutto vuol dire che non era LEI! 😉

Voi siete cozze pressanti o anguille sfuggenti? In diretta alle 18.25 su radio m2o potete raccontarcelo a me e a LaMario. Dai che sono le ultime puntate, poi non mi sentite più per tutta l’estate…

Quando lui non collabora

Morgatta sto impazzendo: sono andata a convivere da tre mesi con il mio ragazzo; dopo due anni che stavamo insieme abbiamo deciso di fare questo passo e abbiamo cercato casa. Dopo la prima settimana…il delirio! E’ super disordinato in tutte le sue cose, non pulisce, non cucina, non stira, non mi aiuta con le faccende di casa e si aspetta che lo faccia io. Io non sono una fissata con le pulizie, ma non mi piace nemmeno vivere nel porcile; quindi quando si accumula troppa confusione (perché ho adottato la tecnica del “aspetto e vediamo se lo fa”) poi lo faccio io. Ma sono già stanca. Ho provato a parlargli e mettere delle regole ma non ho ottenuto nessun risultato. Lo fa una volta e poi torna tutto punto e da capo. Hai qualche trucco? Suggerimento? Ho paura che così la storia durerà poco…Help! Lola

Rispediscilo a casa dalla mamma! Ecco l’unico consiglio immediato che mi viene in mente 🙂 Per un semplice motivo: parte della colpa dell’inettitudine domestica di una grossa percentuale di maschi è imputabile all’assenza di educazione ricevuta tra le mura di casa. Mamme in prima linea, che hanno sempre sollevato i figli maschi dal fare tutta una serie di operazioni: dal letto al rimettere in ordine, dal pulire i piatti fino a dare una spazzata a terra! Ora, in tempi antichi in cui erano gli uomini a lavorare e portare il pane a casa, la donna poteva impiegare il suo tempo diventando la regina del focolare e volteggiando allegramente tra scope, cenci e detersivi. Ma oggi tutto ciò è veramente inaccettabile (e non farti convincere del contrario da suocere o madri che inneggiano al sacrificio e ai doveri di una “donna di casa”: tutte cazzate, in paradiso non ti danno posto migliore perché hai lavato i piatti tutti i santi giorni della tua vita, ecco!). Tutti e due lavorano fuori casa, tutti e due devono fare i lavori dentro casa. Non ci sono né scuse né alternative.

Ci vuole equilibrio e rispetto, ma non è detto che tu, in quanto donna, ti debba fare carico ANCHE di tutti i lavori domestici. Fortunatamente non ho mai convissuto con un uomo, ma al momento convivo con 4 (sì, sto lavorando al mio harem 😛 ) ed ho adottato un paio di tecniche, iniziando con quella più simpatica fino alle minacce:

Il cartello simpatico: ho tappezzato la cucina ed i luoghi comuni di cartelli carini che inneggiavano alla pulizia e al mantenimento civile degli spazi comuni. Con tanto di Sponge Bob disegnato. Ovviamente ha sortito effetto per poco tempo, poi sono passata a…

La scenata napoletana: sclerata plateale, frutto del mio patrimonio genetico terrone, in cui ho evidenziato che io col cazzo che avrei pulito per tutti tutti i giorni. Ci sono andata giù pesante, ed in effetti qualcosa ha iniziato a muoversi. Ho proseguito la terapia con la proposta…

A pagamento: ebbene sì, una soluzione è quella di tirare fuori i soldi per qualcuno che faccia il lavoro al posto vostro! Io, in questo caso, mi sono proposta personalmente come donnina delle pulizie a pagamento: non avete voglia di farlo? Bene, lo faccio io, tirate fuori almeno 10€ a testa e siamo pari. Diciamo che le cose sono cambiate, ma faccio comunque…

La doccia cinese: è una tecnica con la quale una goccia d’acqua ritmica e costante riesce a fare le crepe nel muro. Mi sono messa nelle orecchie dei maschiacci come una zanzara noiosa ogni qualvolta qualcosa non veniva fatto come doveva (che i maschi, pure quando fanno, fanno a metà: tipo lavi la tazza ma non la macchinetta; oppure lavi la macchinetta ma i fornelli sono a pois peggio di un dalmata; approssimativi e sbrigativi). Diciamo che il mix, dopo un mese e qualche giorno, ha sortito gli effetti desiderati!

In alternativa, spara a tutto volume questa canzone! In bocca al lupo e non cedere. Piuttosto tornate ognuno a vivere per conto proprio ma accollarsi tutto non ha assolutamente senso. E’ una mancanza di rispetto bella e buona!

E voi, avete altri suggerimenti? Io metterei educazione domestica come materia obbligatoria alle scuole medie, no? Con LaMario in diretta alle 18.25 su radio m2o vogliamo sentirvi…Buon weekend, senza pulizie di casa!!! 😉

Posso competere con l’altro?

Ciao Morgatta, ho preso una cotta stratosferica per un ragazzo, che conoscevo già da tempo, ma del quale mi sono accorta di essere innamorata ora. Ci siamo avvicinati molto, abbiamo passato molto tempo insieme e devo dire che stiamo davvero bene quando usciamo. Messaggi, anche “spinti” e poi una sera ci siamo anche baciati…nonostante lui stia con una ragazza che però mi dice sempre che vuole lasciare. Siamo andati avanti così per un po’, poi lui ha cominciato a fare passi indietro, a dire che era confuso e che non se la sentiva di approfondire la cosa con me. La cosa mi ha lasciata molto perplessa, siamo stati qualche settimana senza sentirci e quando ci siamo rivisti mi ha confessato che forse è ancora innamorato del suo ex ragazzo. Sono caduta un attimo dalle nuvole…sicuramente è confuso, ma secondo te ha senso insistere o è meglio lasciar perdere? Io sono davvero cotta cotta cotta…Giorgia

Accidenti, confuso mi sembra un eufemismo. Se ho capito bene, lui sta con un’altra, fa il flirtone con te e nel frattempo è innamorato ancora del suo ex, uomo? Vista così a occhio nudo e con quel pelo di freddo distacco tipico di chi non è sentimentalmente coinvolto ti posso dire di non lasciar perdere…di scappare direttamente a gambe levate! Quest’uomo ti farà impazzire (e in parte lo ha già fatto) e non ti darà mai quello che vuoi (ovvero una relazione stabile, tranquilla e monogama). O almeno, non al momento! E quando i momenti non coincidono aspettare è sempre un terno al lotto: potresti aspettare mesi e non ottenere mai quello che vuoi! Oppure, insistendo, magari riesci ad ottenere le sue attenzioni, magari finisce che cominciate una storia, magari dopo poco lo vedi fuggire dal suo ex e tu rimani lì, con il cuore frantumato. Quando c’è tutta questa confusione è davvero pericoloso lasciarsi coinvolgere…capisco che tu sia ormai con i piedi nelle sabbie mobili del sentimento, ma visto che hai scorto un ramo al quale appenderti (il tuo sesto senso che ti fa dubitare e scrivere, o comunque chiedere aiuto), io allungherei la mano e cercherei di salvarmi. Da sola. Anche perché…

…e ce ne saranno di uomini in giro! Dovrebbe scattare una sorta di istinto di auto conservazione grazie al quale capire che la situazione nella quale tentiamo di infilarci per forza non è quella giusta per noi. Pensa alle scarpe: le vedi, te ne innamori, le provi, non sono il tuo numero, ti fanno già male ancora prima di comprarle, ma tu ti sei incaponita e le compri lo stesso. Le porti tutti i giorni nella speranza che si adattino al piede, ma non lo fanno; si ammorbidiscono un po’, ma continuano a farti male, sempre. A malincuore le metti nell’armadio, provi a non pensarci più. Ma quando le rivedi ti illumini, provi di nuovo ad entrarci ed ecco il dolore, ancora. Ecco, io andrei a piedi scalzi per un po’, fino a quando non trovi una scarpa che ti entra senza distruggerti i piedi e le palle. 

E nemmeno che le storie che nascono da mille tribolazioni sono poi quelle più belle. Onestamente a questa età preferisco cose che nascono con la spontaneità e che filano nella meraviglia, anche degli intoppi, ma partire già con mille ostacoli mi fa già fatica. Sono mica un cavallo da corsa? Non voglio la strada spianata, ma nemmeno le prove di Giochi Senza Frontiere. Che tanto le rotture di palle ed i problemi arrivano lo stesso 😉 Se poi credi che ne valga la pena di lottare ADESSO per quest’uomo, accomodati.

Voi come la vedete? Insistereste anche in queste palesi situazioni di confusione dell’altro? Fatemi sapere, che sono curiosa…

 

Amore fotocopia

Ciao Morgatta, sono fidanzata da quasi un anno con un ragazzo di 35 anni. Va tutto bene, siamo molto affiatati e la relazione non è per niente noiosa. L’altro giorno, però, mentre guardavo sul suo FB, sono andata un po’ indietro negli anni e ho visto un sacco di post e foto di quando stava con la sua ex. Tutti hanno un passato e lui ha definitivamente chiuso con questa storia, però ho visto che con lei faceva esattamente le stesse cose che sta facendo con me. Stessi posti dove andare a cena, stessi posti per il mare, le vacanze e addirittura lo stesso soprannome con cui chiama me (zucccherino). Questa cosa mi ha disturbato non poco. Cosa cerca di fare, una relazione-fotocopia della precedente? Dovrei dirglielo? Mariella

Ciao zuccherin…ehm, Mariella. Mi sento prima di tutto di dirti una cosa importantissima…

Appurato ciò sappi anche che la serialità non è necessariamente sintomo di replica della relazione precedente,  ma semplicemente perché essere abitudinario o volendo anche un po’ banale. Le abitudini non sono da vedere in negativo per forza, magari è una persona innamorata di certi posti e di certe situazioni ed ha piacere di condividerle con chi ama. Cioè anche con te…sì, ho detto “anche” apposta: tutti abbiamo un passato e non è possibile né cancellarlo né oscurarlo o pretendere che venga dimenticato del tutto. In fin dei conti quello che siamo nel presente è frutto anche di quello che è successo anni addietro, nel bene e nel male. Non è una supercazzola, giuro, ma solo una dimostrazione del fatto che ci portiamo tutti dietro un bel bagaglio di cose che molto spesso trasliamo da una relazione all’altra, a volte anche inconsciamente. Con questo non voglio dire che la cosa non ti deve dare fastidio, anzi. E’ successo anche a me di vedere una foto dello stesso identico posto e pure con la solita didascalia sotto…solo con un’altra; in più lei l’aveva pubblicata su FB a me questa cosa non era stata permessa perché “la nostra storia è solo nostra” (cagata stratosferica per nascondere relazioni parallele alla sua “fidanzata” ufficiale…e stendiamo un velo pietoso); immediatamente il primo pensiero è stato di ri-pubblicare la foto sotto a quella dell’altra e scrivere qualcosa di estremamente acido, poi di andare a casa sua e tirargli una testata forte forte (magari tornava normale), infine ho deciso che non avrei fatto niente, solo constatare con un sorriso quasi compassionevole che mi ero levata un inetto di torno 😉

La cosa che mi darebbe fastidio veramente è quel nomignolo identico, non tanto perché identico quanto perché veramente insulinico (e io amo gli zuccheri, ma dai, zuccherino non si può sentire). Senza fargli capire che ha visto che chiamava anche la sua ex allo stesso modo, gli intimerei di non utilizzarlo più, pena che tu inizi a chiamarlo “Pisellino” davanti a tutti i suoi amici 😛 Cattiverie a parte, io non darei troppo peso a queste cose e non mi sembrano nemmeno motivi per iniziare una discussione o anche solo chiedergli il perché. Le relazioni sono tutte uniche perché tu non sei la sua ex e quello che nasce con te, anche negli stessi posti e nelle stesse situazioni, è comunque irripetibile! In ogni caso, consiglio…

Vi sono capitati anche a voi amanti-seriali con il vizio di ripetere cose e situazioni? In diretta su radio m2o alle 18.25 ce lo potete raccontare a me e a LaMario! Stay tuned e chi vuole può scrivermi MARINA@MORGATTA.COM (rispondo anche d’estate)!

Seconda chance?

“Ma secondo te, no, se con una persona che ti piace da tempo ci finisci a letto e la prestazione che ne viene fuori è deludente, ha senso riprovarci una seconda volta o terza volta o è meglio passare oltre perché l’intesa fisica non è scattata? E’ capitato di recente: mi sono invaghita di un ragazzo, ci siamo corteggiati per diverse settimane, poi quando siamo arrivati a letto…un flop totale, non nel senso che non ha funzionato, proprio nel senso che mi sono annoiata parecchio. Sono cattiva, ma ho pensato che me la sarei potuta risparmiare. E adesso lui vuole rivedermi e io non so che fare. Che faccio? Arianna” 

Ma come cosa faccio? Ma ti piace o non ti piace? Allora, prima di tutto sfatiamo un mito, o meglio, riportiamo tutto alla realtà:

Insomma, è anche una questione di culo, oltre che di chimica che, se scatta subito alla prima è meraviglioso e appagante, ma se non scatta subito può essere che scatti in un secondo momento. Tra due corpi non è detto che ci sia una reazione di complicità immediata, sappiamo benissimo che ci sono infinite variabili che possono giocare brutti scherzi: l’ansia da prestazione è sempre in agguato, l’emozione che frena la spontaneità, il posto che magari non è adatto, il gatto che ti fissa da in fondo al letto, il preservativo che non collabora, l’atmosfera che non è quella giusta…essere cestinati dopo la prima e unica volta non è propriamente carino. A meno che di questa persona non te ne freghi assolutamente niente: nel senso, se si tratta solo di una cotta momentanea, incentrata soprattutto sull’aspetto fisico, allora forse non è necessario andare oltre. Però se questa persona un minimo ti interessa io una seconda chance la concederei volentieri, proprio perché il sesso è anche una questione di confidenza, di prendere le misure dell’altro…no, non in senso geometrico, di riuscire a capire cosa, come, dove e perché. Per farle per bene certe cose richiedono anche tempo…

Ed è necessario anche non caricare certi episodi di aspettative. Il fatto che una prestazione sia “deludente” vuol dire che già nella tua testa ti eri fatta delle aspettative alte, o comunque diverse da quelle che si sono dimostrate in realtà, magari perché paragonate a quelle con i partner precedenti. Errore. Mai caricare persone o situazioni con pensieri irreali; si rimane sempre delusi. O se non sempre, spesso. E mai e poi mai fare paragoni con quello che c’è stato prima. Quindi, cara Arianna, non ti frenare davanti ad una prima volta andata male, magari è un diesel con la ripresa lenta o un timidone che ha bisogno del suo tempo per uscire dal guscio. Se poi non si ripiglia nemmeno dopo una serie di volte…no more chance! 😉

Voi vi fermate alla prima o ci riprovate almeno un altro paio di volte? Io e LaMario aspettiamo le vostre storie o suggerimenti, in diretta alle 18.25 (più o meno) su radio m2o! 😉

Telefono-dipendenza!

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“Morgatta la mia fidanzata è totalmente dipendente dal telefono: non si stacca mai un minuto, né quando è fuori con me né quando è con le sue amiche. Mai. Ogni  cinque minuti controlla Facebook o Instagram, ha mille chat su whatsapp, vive circondata di suoni e notifiche…è insopportabile!!! Starle accanto è diventato davvero difficile, momenti di intimità pochi e una volta voleva addirittura postare una foto appena avevamo finito di fare l’amore (ovviamente mi sono rifiutato). Quando provo a farle notare che tutto questo è eccessivo si arrabbia e mi dice che lei “ci lavora” (per la cronaca lei fa l’estetista). Sono disperato. Cosa posso fare? Dino”

Tagliale le mani o lasciala…a giocare con il suo telefono!!! Povero Dino, ho visualizzato per un attimo la situazione e credo che sia veramente di una tristezza infinita, oltre che tremendamente frustrante per te. La dipendenza da telefono è una patologia contemporanea reale, figlia di quest’epoca dove lo smartphone regna sovrano. Ci hanno convinto che essere sempre connessi è fighissimo e soprattutto necessario (?), ma in realtà hanno creato dei mostri che vivono sempre di più a testa bassa, piegati su loro stessi ad intrattenere relazioni filtrate dai monitor! Che paura!!! Non voglio scagliarmi contro il mezzo e contro la tecnologia, figuriamoci, pure io “ci lavoro“, ma come in tutte le cose serve buon senso e moderazione.

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A questa cosa che ti disturba (te e altri milioni di persone, tranquillo che non sei solo) è anche stato dato un nome: si chiama “partner phubbing“, da “snubbing” (snobbare) e “phone” (telefono): lo fa chi trascura, in modo assai poco educato, la persona con cui si è impegnati, non importa dove e in quale occasione, per controllare in maniera compulsiva il maledetto telefono. Questo porta a litigi e rotture, non perché ci si immagina che il compagno o la compagna abbiano attività illecite sui social, ma perché appena la conversazione cala (o peggio, anche quando c’è) una chat o una ricerca su internet o una notifica ci strappa letteralmente via il partner, che preferisce lo smartphone a noi (che tristezza immane)! Questo perché siamo convinti di avere una rete di relazioni virtuali composta da seguaci e ammiratori più ampia di quella effettiva e reale (e qui facciamoci tutti delle grandi domande).

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Appurato che la tua fidanzata ha tutti i sintomi in questione, quello che ci puoi fare tu è veramente poco. Come in tutte le cose, se non ti accorgi e prendi consapevolezza di avere un problema, difficilmente farai qualcosa per risolverlo. Ci sono poi tantissimi metodi ed escamotage per limitare il problema, come la digital detox, ovvero passare almeno due giorni a settimana immersi nella natura SENZA TELEFONO, oppure dotarsi di App che ti segnalano quando stai esagerando con il controllo del telefono (come Break Free o Quality Time), o ancora imporsi due ore con cellulare spento, per concentrarsi meglio su un’attività o una cena con te, per esempio. Sono tutte metodologie che funzionano quando c’è una volontà. Parlale, esponi le tue perplessità o falle vedere questo video… https://www.youtube.com/watch?v=6_-xTxP1hD4 o questa foto…

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Se non accenna smettere, sottraiti alla vita di coppia e vedi che succede. Se non le fa né caldo né freddo, molla…abbiamo bisogno di attenzioni, non di partner che stanno appicciati ad un telefono 24 ore al giorno. Nemmeno se è “per lavoro“, che lavorare sempre non fa bene alla vita (e poi scusa, che fa trattamenti estetici via skype)?.

Voi quanto siete telefono-dipendenti? Ci sentiamo on-air su radio m2o per discutere di questo problema con LaMario e con tutti quelli che vogliono interagire con noi…ma solo se non sono fuori con amici o compagne 😉 Ore 18.30, come sempre…