Seconda chance?

“Ma secondo te, no, se con una persona che ti piace da tempo ci finisci a letto e la prestazione che ne viene fuori è deludente, ha senso riprovarci una seconda volta o terza volta o è meglio passare oltre perché l’intesa fisica non è scattata? E’ capitato di recente: mi sono invaghita di un ragazzo, ci siamo corteggiati per diverse settimane, poi quando siamo arrivati a letto…un flop totale, non nel senso che non ha funzionato, proprio nel senso che mi sono annoiata parecchio. Sono cattiva, ma ho pensato che me la sarei potuta risparmiare. E adesso lui vuole rivedermi e io non so che fare. Che faccio? Arianna” 

Ma come cosa faccio? Ma ti piace o non ti piace? Allora, prima di tutto sfatiamo un mito, o meglio, riportiamo tutto alla realtà:

Insomma, è anche una questione di culo, oltre che di chimica che, se scatta subito alla prima è meraviglioso e appagante, ma se non scatta subito può essere che scatti in un secondo momento. Tra due corpi non è detto che ci sia una reazione di complicità immediata, sappiamo benissimo che ci sono infinite variabili che possono giocare brutti scherzi: l’ansia da prestazione è sempre in agguato, l’emozione che frena la spontaneità, il posto che magari non è adatto, il gatto che ti fissa da in fondo al letto, il preservativo che non collabora, l’atmosfera che non è quella giusta…essere cestinati dopo la prima e unica volta non è propriamente carino. A meno che di questa persona non te ne freghi assolutamente niente: nel senso, se si tratta solo di una cotta momentanea, incentrata soprattutto sull’aspetto fisico, allora forse non è necessario andare oltre. Però se questa persona un minimo ti interessa io una seconda chance la concederei volentieri, proprio perché il sesso è anche una questione di confidenza, di prendere le misure dell’altro…no, non in senso geometrico, di riuscire a capire cosa, come, dove e perché. Per farle per bene certe cose richiedono anche tempo…

Ed è necessario anche non caricare certi episodi di aspettative. Il fatto che una prestazione sia “deludente” vuol dire che già nella tua testa ti eri fatta delle aspettative alte, o comunque diverse da quelle che si sono dimostrate in realtà, magari perché paragonate a quelle con i partner precedenti. Errore. Mai caricare persone o situazioni con pensieri irreali; si rimane sempre delusi. O se non sempre, spesso. E mai e poi mai fare paragoni con quello che c’è stato prima. Quindi, cara Arianna, non ti frenare davanti ad una prima volta andata male, magari è un diesel con la ripresa lenta o un timidone che ha bisogno del suo tempo per uscire dal guscio. Se poi non si ripiglia nemmeno dopo una serie di volte…no more chance! 😉

Voi vi fermate alla prima o ci riprovate almeno un altro paio di volte? Io e LaMario aspettiamo le vostre storie o suggerimenti, in diretta alle 18.25 (più o meno) su radio m2o! 😉

Telefono-dipendenza!

MLS_NS

“Morgatta la mia fidanzata è totalmente dipendente dal telefono: non si stacca mai un minuto, né quando è fuori con me né quando è con le sue amiche. Mai. Ogni  cinque minuti controlla Facebook o Instagram, ha mille chat su whatsapp, vive circondata di suoni e notifiche…è insopportabile!!! Starle accanto è diventato davvero difficile, momenti di intimità pochi e una volta voleva addirittura postare una foto appena avevamo finito di fare l’amore (ovviamente mi sono rifiutato). Quando provo a farle notare che tutto questo è eccessivo si arrabbia e mi dice che lei “ci lavora” (per la cronaca lei fa l’estetista). Sono disperato. Cosa posso fare? Dino”

Tagliale le mani o lasciala…a giocare con il suo telefono!!! Povero Dino, ho visualizzato per un attimo la situazione e credo che sia veramente di una tristezza infinita, oltre che tremendamente frustrante per te. La dipendenza da telefono è una patologia contemporanea reale, figlia di quest’epoca dove lo smartphone regna sovrano. Ci hanno convinto che essere sempre connessi è fighissimo e soprattutto necessario (?), ma in realtà hanno creato dei mostri che vivono sempre di più a testa bassa, piegati su loro stessi ad intrattenere relazioni filtrate dai monitor! Che paura!!! Non voglio scagliarmi contro il mezzo e contro la tecnologia, figuriamoci, pure io “ci lavoro“, ma come in tutte le cose serve buon senso e moderazione.

FullSizeRender

A questa cosa che ti disturba (te e altri milioni di persone, tranquillo che non sei solo) è anche stato dato un nome: si chiama “partner phubbing“, da “snubbing” (snobbare) e “phone” (telefono): lo fa chi trascura, in modo assai poco educato, la persona con cui si è impegnati, non importa dove e in quale occasione, per controllare in maniera compulsiva il maledetto telefono. Questo porta a litigi e rotture, non perché ci si immagina che il compagno o la compagna abbiano attività illecite sui social, ma perché appena la conversazione cala (o peggio, anche quando c’è) una chat o una ricerca su internet o una notifica ci strappa letteralmente via il partner, che preferisce lo smartphone a noi (che tristezza immane)! Questo perché siamo convinti di avere una rete di relazioni virtuali composta da seguaci e ammiratori più ampia di quella effettiva e reale (e qui facciamoci tutti delle grandi domande).

FullSizeRender-1

Appurato che la tua fidanzata ha tutti i sintomi in questione, quello che ci puoi fare tu è veramente poco. Come in tutte le cose, se non ti accorgi e prendi consapevolezza di avere un problema, difficilmente farai qualcosa per risolverlo. Ci sono poi tantissimi metodi ed escamotage per limitare il problema, come la digital detox, ovvero passare almeno due giorni a settimana immersi nella natura SENZA TELEFONO, oppure dotarsi di App che ti segnalano quando stai esagerando con il controllo del telefono (come Break Free o Quality Time), o ancora imporsi due ore con cellulare spento, per concentrarsi meglio su un’attività o una cena con te, per esempio. Sono tutte metodologie che funzionano quando c’è una volontà. Parlale, esponi le tue perplessità o falle vedere questo video… https://www.youtube.com/watch?v=6_-xTxP1hD4 o questa foto…

140607728-bd1cb193-24d2-44b1-bcae-6951e7e91798

Se non accenna smettere, sottraiti alla vita di coppia e vedi che succede. Se non le fa né caldo né freddo, molla…abbiamo bisogno di attenzioni, non di partner che stanno appicciati ad un telefono 24 ore al giorno. Nemmeno se è “per lavoro“, che lavorare sempre non fa bene alla vita (e poi scusa, che fa trattamenti estetici via skype)?.

Voi quanto siete telefono-dipendenti? Ci sentiamo on-air su radio m2o per discutere di questo problema con LaMario e con tutti quelli che vogliono interagire con noi…ma solo se non sono fuori con amici o compagne 😉 Ore 18.30, come sempre…

Innamoramenti pre-partenza

MLS_NS

Ciao Morgatta, mi sono innamorato. E fin qui niente di male. Ho completamente perso la testa per una ragazza che conosco da tempo, solo che ci sono un paio di problemi. Primo, lei è la migliore amica della mia ex…storica. Secondo, io tra dieci giorni parto e starò via almeno fino alla fine di novembre. Non posso dirle di aspettarmi ma se penso che nel frattempo lei potrebbe invaghirsi di qualcun altro questa cosa mi manda fuori di testa. Il sentimento credo sia reciproco, anche se lei ha delle resistenze, credo per via della mia ex. Cosa posso fare? Grazie, Giorgio

Dimenticala! Scherzo, caro Giorgio, però diciamo che innamorarsi di una donna prima di partire per diversi mesi non è proprio una scelta geniale. Ma in fin dei conti…

FullSizeRender-3

Quindi un po’ sei fottuto, ma niente di irreparabile. Chiedere ad una donna ti “aspettarti” mentre tu sei via per mesi non ha assolutamente senso, soprattutto se tra di voi non è successo ancora niente, se non aperte dichiarazioni di interesse permeate da un’aria di “vorrei ma non posso”, specialmente dalla sua parte, che tu immagino saresti disposto a partire in tromba. L’ideale sarebbe lasciare che le cose seguano il loro corso senza forzarle ed aspettare il tuo ritorno per vedere cosa succede. Se succede e se non succede, pazienza (sì, lo so, sono un po’ fatalista, ma in questi casi non vedo molte altre soluzioni). Nel frattempo, fai quello che ti senti: se hai voglia di scriverle, scrivile; se vuoi condividere la tua nuova vita con lei, fallo, in libertà. Io non adotterei trucchetti strategici o tecniche pre-confezionate e nemmeno mi forzerei a dimenticarla, perché è proprio quando tenti di rimuovere una persona dalla testa con la forza che rimane a rimbalzare lì costantemente.

FullSizeRender-2

Puoi decidere se mettere tutto in “stand by” e non farti sentire per un po’ (nella speranza che ti passi del tutto) oppure palesare la tua presenza per mantenere in vita questa piccola fiamma che si è accesa (che potrebbe rivelarsi un fuoco fatuo). La distanza, in questo caso, non ti aiuta. Ma io, fossi in te, mi godrei questa nuova vita senza mettermi paletti, né mentali né sentimentali. Magari nel posto in cui ti sei trasferito incontrerai colei che ti farà completamente perdere la testa e allora arrivederci&grazie a tutta questa storia. 😉

Vi è mai capitata una storia simile? A me solitamente sì, mi innamoravo in vacanza gli ultimi due giorni prima di ripartire per casa. Non è mai durata mezza di quelle storie! Ci sentiamo alle 18.20 in diretta su radio m2o, magari LaMario ci dà altre due dritte. 😉 Buon venerdì!

Lavori da incubo!

MLS_NS

Ciao Morgatta, ti scrivo questa mail perché ho bisogno di un consiglio spassionato. A fine anno mi hanno lasciato a casa da lavoro (dopo mille contratti a tempo determinato non potevano più assumermi); hanno detto che mi avrebbero voluto collocare in un’altra sede, con ancora più responsabilità, ma fino ad oggi (siamo quasi a maggio) non si è fatto ancora risentire nessuno (ma si fa?). In questi tre mesi, intanto, ho fatto diversi colloqui, tra cui l’ultimo la settimana scorsa per una grossa azienda di moda: mi hanno venduto questo lavoro come meraviglioso, in un negozio bellissimo e tante belle storie. Poi sono andato sul posto ed era l’outlet più triste che io abbia mai visto: un incrocio tra un magazzino e un centro scampoli, orrendo! La mia domanda è questa: sarebbe giusto secondo te accettare questo lavoro con il pensiero “ok, vediamo come va” o peccherei di presunzione a rifiutare un lavoro, nonostante lo stipendio, i benefit, gli ottimi orari, il buon nome del marchio, solo perché non corrisponde alle mie attuali aspirazioni e sarebbe solo la prima proposta concreta che mi verrebbe fatta? Grazie, Luciano”

FullSizeRender-1

Ecco, questo vizio delle aziende che ti dicono che ti richiamano e poi non si fanno più sentire è una delle cose che odio di più: rimanere nel limbo perché questi si scordano di averti dato una parola è insopportabile. Lo trovo veramente maleducato. Quindi io non starei più ad aspettare loro, se prima o poi si faranno sentire deciderai con quale parolaccia mandarli a fa…declinare gentilmente la loro offerta o giocare al rialzo. 

Schermata 2017-05-01 alle 11.38.59

Per quanto riguarda l’altra proposta ti darò due versioni. La mia parte moderata, quella che somiglia di più ad un’adulta responsabile, ti direbbe: prendi il lavoro anche se non ti piace moltissimo, inizia e nel frattempo continua a guardarti intorno fino a quando non trovi qualcosa di più stimolante che corrisponde alle tue aspettative. Alla fine i contratti non sono catene e tu sei libero di andartene quando vuoi. Se accetti fallo non perché speri in una crescita (che sono le classiche frasi che ti dicono i famigerati “head hunter” per indorare la pillola ed attirarti nella rete), ma perché ti serve al momento (economicamente soprattutto), cosciente che appena avrai trovato qualcosa di meglio lo lascerai (altrimenti rischi di accomodarti in un posto che non ti piace e di ammuffire senza troppe soddisfazioni).

FullSizeRender-2

L’altra me, cioè sempre io ma in versione “senza filtri“, ti consiglierebbe di aspettare e rinunciare. Il lavoro è importante, ma anche la salute mentale (e fisica): lavorare in un posto che te la fa prendere male prima ancora di cominciare non è il massimo della vita, anzi…è super-demotivante!!! Se devi stare in un posto orrendo, che ti mette già tristezza prima di iniziare e dove le tue mansioni sono manovalanza allo stato puro…ti dico subito di lasciar perdere. Passiamo almeno metà della giornata a lavorare e fare qualcosa di stimolante, che ci soddisfa e che ci piaccia penso che sia il minimo a cui aspirare per non ritrovarsi dopo qualche anno depressi, delusi e con la voglia di sparare a capo, colleghi o dare fuoco all’intera azienda. Se la tua situazione “economica” attuale ti permette di stare ancora qualche mese in cerca senza dover per forza accettare il primo lavoro, io mi prenderei il tempo per cercare qualcosa che si avvicina alla tua professionalità e alle tue aspettative. Non credo sia presunzione la tua: se sei sincero con te stesso ed hai preso di coscienza di chi sei e di dove vuoi andare, è giusto che tu scelga la strada che ti sembra più adatta a te. Non ti accontentare. Visualizza quello che desideri, muoviti in quella direzione e vedrai che si apriranno le strade giuste per te!

—>https://www.youtube.com/watch?v=TVpuGEAIN-I

Io la vedo così…voi come la vedete? Lo so che i tempi sono duri, ma se uno ha le idee chiare su cosa vuole per ogni cosa a cui si rinuncia si aprono nuove opportunità. 😉 Ne parliamo insieme a LaMario in diretta su radio m2o alle 18.20

Istinti (e conseguenze)

MLS_NS

Ciao marina mi chiamo Diego, 38 anni, ho un grandissimo problema. Convivo da 8 anni con una splendida donna. Due settimane fa sono stato a ballare con un mio amico ed ho trovato questa donna: all’inizio mi sembrava che mi prendesse in giro perché mi guardava e rideva; poi ci siamo rivisti su in pista a ballare…aiuto! Balla da dio molto sensuale e ci siamo scambiati uno sguardo e da lì e successo tutto il casino. Praticamente siamo andati in un posto appartato ed abbiamo iniziato a baciarci…e che baci! Lei non sa la verità, cioè non sa che convivo…Comunque mercoledì sono andato a casa sua ed abbiamo fatto proprio fuochi e fiamme; è stato bellissimo, non faccio altro che pensarla, però mi fa paura; non so cosa provo, è un mix di  emozioni: quando la sento tramite chat sento i brividi! Per favore Morgatta rispondimi ho bisogno dei tuoi consigli”.

“Il tradimento è un apostrofo rosso tra le parole “m’è scappato il pisello e non me ne sono nemmeno accorto”!

Brividi di paura, di freddo o brividi di passione? Perché se sono brividi di paura, scappa! 😉 Battute a parte, caro Diego, penso semplicemente che ti sia scappato il pisello dalle mutande, irretito da una donna molto sexy, probabilmente libera (o anche no), che si è divertita a sedurti una sera per portare il suo trofeo a casa. Che poi le sia piaciuto e voglia ripetere, che si diverta a chattare e sia interessata a continuare il suo gioco, è sua facoltà farlo. Il problema è tuo, hai ragione, nel momento in cui a casa ad aspettarti c’è una “splendida” donna che ti supporta, sopporta e che condivide la vita con te da ben 8 anni (mica briciole).FullSizeRender

Non hai fatto una cosa carina, e nemmeno corretta. Ma non voglio stare qui a farti la predica dall’alto o dire che “non avresti dovuto” o che “sarebbe stato meglio non farlo” (dopotutto, c’hai 38 anni, che sono quasi parenti di 40, non di 20). Come diceva la strega di Macbeth “Quel che è fatto non può essere disfatto”, e dalla tua mail non percepisco né grandissimi sensi di colpa né pentimenti in ginocchio sui ceci. Diciamo che quella sera l’ormone ha preso la rincorsa, non ha capito più niente e si è lasciato coinvolgere dalla situazione: capita, anche ai migliori, di seguire l’istinto, di dare sfogo a quella parte EGO-centrica che ha bisogno di gratificazioni, di novità, di sentirsi viva e voluta. Dopotutto la derivazione dell’uomo è animale e certi istinti, nonostante si possano benissimo controllare, ogni tanto sfuggono…FullSizeRender-2

Appurato questo fatto bisogna che tu capisca se è stata una sbandata di una sera o se in realtà questo colpo di testa è un riflesso di qualche mancanza nella tua coppia. Ed una serie di domande mi nascono spontanee: tu e la tua donna state bene insieme? Fate sesso soddisfacente? Lei ti sembra più distaccata? Sei innamorato o ormai è solo abitudine? In 8 anni non l’avevi mai tradita? Fatti davvero queste domande e datti una risposta sincera. Non credo sempre all’assioma che tradimento=qualcosa che non va nel rapporto, però magari se cerchi di capire ti aiuta a non andare in confusione. E’ normale che la “novità” del momento ti attiri e ti faccia emozionare: ma sei davvero pronto a mollare tutto quello che hai per una con cui hai fatto sesso mezza volta? O ancora: vuoi continuare ad avere una doppia relazione, una di coppia e l’altra di letto, l’una all’insaputa dell’altra? Una sbandata ci sta, il tradimento seriale e volontario è abbastanza irrispettoso (per non dire che è una merdata). Come diceva un’altro personaggio famoso, credo si chiamasse Gesù, “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Ecco, pensa e agisci di conseguenza. Se vuoi continuare a frequentare questa nuova persona, abbi le palle di mollare quello che hai. (O cazzo, ho detto palle…;) )

—>https://www.youtube.com/watch?v=ky4CdN0x58A (sto litigando con la nuova versione di wordpress, non mi mette più i video il maledetto)!!!

Seguire i propri istinti sì o no? E il tradimento: si fa o non si fa? Credo già di sapere cosa ne pensa LaMario, ma noi ascoltiamo volentieri anche voi: in diretta alle 18.20 circa su radio m2o. Sintonizzatevi che ci salutiamo prima del ponte. 😉

Ciaccioni silenziosi

“Morgatta…mi spiano sui social!!! Non solo il mio ex-ragazzo dal quale mi sono lasciata già tre anni fa, ma anche delle mie “amiche” che non frequento più o con le quali in passato ho litigato, o anche conoscenti che quando incontro per strada sanno tutto di me e me lo ripetono fieramente ma che non si fanno vivi con nessun tipo di interazione sul web. Mi seguono su instagram, vedo che guardano le mie stories, che mi spiano da lontano senza mai mettere un like o dare segno della loro presenza. Ma che senso ha tutto ciò? Non potrebbero semplicemente farsi la vita loro e lasciare perdere la mia? E’ così divertente guardare cosa faccio? Marika”

Diceva un vecchio detto:

Quindi, cara Marika, stai tranquilla, lo spionaggio fa parte degli usi e costumi di quest’epoca malata di esibizionismo, dove la vita si vive in parte off-line ma viene esposta in gran parte online. Quelli che tu mi descrivi nella tua mail sono quelli che io chiamo “ciaccioni silenziosi“, ovvero i ficcanaso che senza proferire like seguono ogni movimento che avviene in rete, in maniera subdola e costante. Sono quelli che non solo spiano e guardano, ma commentano pure con gli ALTRI amici o conoscenti di quello che tu fai o non fai, usandoti come perfetto argomento di conversazione. Dà fastidio eh? In parte sì, in parte lasciali guardare e parlare, evidentemente si tratta di persone che non hanno una vita abbastanza interessante e devono intrattenersi con quella altrui, esattamente come se stessero guardando una serie televisiva. O sono semplicemente affetti da voyeurismo internettiano, che non è una malattia grave, ma che rompe le palle a chi la subisce. E a questo proposito la contro-domanda è lecita: ma tu, gli altri, non li spii mai?!? 😉

La curiosità è il movente di tutti: amici che non vedi più, quelli con i quali hai litigato e pure quel tuo ex fidanzato, che nonostante siano passati tre anni, forse non ha ancora risolto la questione e ha bisogno di vedere cosa fai, dove vai e soprattutto con chi stai…nel caso in cui tu ti fossi rifatta una vita sentimentale senza di lui! Esiste anche una legge che punisce con pene fino a tre anni di carcerechi abusa di queste piattaforme per controllare i propri amici o la dolce metà“; sono già partite milioni di querele di mogli ed ex mariti che hanno superato i confini dello spionaggio leggero e sono diventati veri e propri invasori del mondo virtuale altrui. Ora, questo non mi sembra il tuo caso e non mi pare valga la pena di mettere su una causa per un po’ di amici ficcanaso!

Ecco, io credo che l’unico modo per tutelarsi rispetto a questi simpatici spioni del web, che ci sono e ci saranno sempre, sia quello di condividere solo quello che vogliamo sia visto da TUTTI; che sì, esistono delle impostazioni della privacy per far vedere certi contenuti solo a certe persone (amici, amici stretti, amici lontani o quelli vicinissimi), ma in un modo o nell’altro c’è sempre il modo per venire a farsi i fatti tuoi: basta guardare il tuo profilo da quello di un altro e il gioco è fatto. Insomma, il buon senso tuo e qualche accortezza in ciò che condividi dovrebbero essere più che sufficienti per proteggere le tue informazioni. E sennò lasciali guardare e fregatene!!! 😉

O no? Voi siete ciaccioni silenziosi o “vittime” di spionaggio? In diretta alle 18.20 circa su radio m2o ne parliamo insieme a LaMario! Aspettiamo i vostri commenti…e buon fine settimana, con ponte o senza! Baciii

Fìdati (o malfidàti)?

“Ciao Morgatta, questa volta lui me l’ha fatta grossa! Non è una cosa grossa in sé, ma è il principio che non mi piace affatto. Io e il mio ragazzo stiamo felicemente insieme da due anni. Il suo migliore amico in questo periodo è parecchio in crisi con la sua di ragazza e quindi passano molto più tempo insieme, si confidano e si confrontano; e va bene, ci sta. L’altra sera il mio fidanzato mi ha chiamata decisamente arrabbiato dicendomi che lo sapeva che io ero arrabbiata con lui perché non volevo che uscisse con Gabriele (il suo amico) e che ero gelosa del loro rapporto. Tutto queste cavolate qua gliele sarebbe andate a dire il suo “amico”, riportate dalla sua “fidanzata”. Ora, a parte questo giro di passaparola che nemmeno a 16 anni; come ha potuto fidarsi ciecamente di una cosa riportata invece che di me? Come gli è venuto di darmi subito addosso senza nemmeno chiedermi spiegazioni? E’ questa la fiducia che ha in me dopo due anni? Io per il momento mi sono presa un attimo di pausa, poi vedremo. Faccio male? Antonia”

Qualche saggio diceva “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Ora, la fiducia è un argomento importante, ma è un requisito altrettanto fondamentale in una relazione: se manca quella è un casino…o meglio, possono capitare dei gran casini. Incomprensioni, gelosie ingiustificate, scazzi e anche veri e propri litigi generati dalle malelingue che non si fanno gli affari loro! Perché diciamoci la verità, questo fantomatico “migliore amico” mi sembra un infelice che si diverte a mettere zizzania per compensare la sua relazione disastrosa, come a cercare un compagno di sfighe per non doversele rigovernare* (*affrontare) da solo. Forse trasportato da questa persona, forse in uno slancio di empatia eccessivo, forse perché in quel momento gli si è tappata la vena, il tuo lui si è lasciato condizionare dai racconti e ha pensato bene di scaricarsi su di te prendendo per buono quello che lui gli ha detto: è una cosa che può capitare! Effettivamente puoi averla vissuta come una mancanza di fiducia nei tuoi confronti, e meno male che lui non gli è andato a dire che ti aveva visto con un altro! Ti immagini?!? No, dai, non te lo immaginare, era solo un banale esempio per dirti di valutare bene se non hai accanto un bamboccio che crede a qualunque cosa gli viene detta o se è stato semplicemente uno sbaglio dettato dalle circostanze. Su questa cosa della fiducia diceva un altro saggio “Colui che non crede a nessuno sa che egli stesso non è degno di fiducia” (Berthold Auerbach): che tu abbia a che fare con un insicuro cronico? Che sia tu stessa insicura? La cosa si complica, ma la soluzione è facile: ti fidi tu di lui? Sì o no!

In ogni caso se non è tornato da te chiedendo scusa in tutte le lingue del mondo altro che pausa di riflessione: salutare e spedire senza biglietto di ritorno. Che lo sbaglio ci sta, ma rendersene conto e chiedere scusa è il minimo sindacale delle relazioni tra adulti maturi e civili. La tua pausa di riflessione, se senti di averne bisogno, è più che legittima: due anni non sono tantissimi ma nemmeno pochi, ed anche se l’altro non lo si conosce mai fino in fondo, dovrebbe sapere che una cosa del genere tu non l’avresti mai detta (perché non l’hai detta, vero?), o insomma almeno poteva venire a parlarne con te senza partire con le sfuriate. Io, che non sono tanto saggia e vivo nel mio mondo utopico, penso che…

E ti dà anche una sensazione di libertà e sicurezza incredibile…Detto questo ti lascio riflettere con questa canzone-spezzone del filmONE Titanic, dove in un momento topico il Leo fa la famosa domanda “Ti fidi di me?“. Anche in questo caso entrambi si sono fidati ma, mentre a lei è andata comunque bene, lui era meglio se non si fidava, morto congelato perché lei non gli ha fatto spazio su quella maledetta zattera...l’amore dà, l’amore toglie! 😉

Voi siete diffidenti di natura o vi fidate abbastanza? Ditecelo, in diretta su radio m2o alle 18.30 più o meno. Io e LaMario siamo fiduciose…e vi aspettiamo. Buon weekend e Buona Pasqua!!! 🙂

 

Dimmi che (camera da) letto hai…

Ciao Morgatta, non mi prendere in giro per quello che sto per raccontarti. Vorrei condividere una cosa che mi è successa un paio di volte e sapere se succede solo a me o accade anche ad altri (tutti i miei amici mi dicono che sono strano io): ho un problema con le camere da letto. Nel senso che ci sono delle stanze che mi inibiscono e non mi fanno proseguire la…”performance”. Tempo fa sono uscito con una donna di 42 anni, dopo un paio di sere siamo finiti a casa sua; quando siamo finiti in camera mi sono ritrovato nella stanza di una sedicenne, con tanto di poster di attori e cantanti attaccati alle pareti, pupazzi in giro e pile di libri “rosa” sul comodino. Mi sono bloccato immediatamente. Ora sto uscendo con una intelligentissima manager di 38 anni, ma anche la sua stanza da letto mi ha fatto rabbrividire: pareti scure, letto basso, molto minimal, senza tende né tappeti né quadri, asettica e piena di monitor, computer con due schermi sulla scrivania, i pad sul comodino, due televisori a schermo piatto (uno gigante), radio ed anche una tastiera elettronica. Sembrava di stare in una centrale operativa. Questa cosa mi fa passare l’eccitazione subito. E’ patologico? Come la risolvo? Alessio

Premettiamo che io, nonostante la stronzaggine insita nei miei ricci, non prendo MAI in giro nessuno di voi che mi scrivete, mai! Ti pare che mi prendo gioco di chi si confida con me? Non sarebbe per nulla carino, e non è nel mio stile. Sebbene la tua storia mi suoni davvero singolare: è la prima volta che la sento, ma suppongo che tu non sia il solo (anche se forse lo spero)! 😉 Se tu facessi l’architetto o il designer di interni questa cosa mi sembrerebbe meno strana e la imputerei ad una giustificabile “deformazione professionale“; in fin dei conti anche io, ad esempio, ho una fissa sulle scarpe degli uomini e se non sono di mio gradimento diciamo che l’essere in questione perde già dei punti in partenza, ma generalmente riesco poi ad andare oltre (in alcuni casi, in altri assolutamente no)! Eppure questa cosa della camera da letto mi fa pensare che…

Oltre all’abito, anche la casa fa il monaco! Nel senso che anche la casa parla di noi (e ora mi spiego perché in casa mia tanti ci entrano una volta e poi non si fanno rivedere più)! 😀 Di quello che ci piace, di quello che vogliamo avere intorno, dei nostri gusti e preferenze anche in campo “casalingo“. La camera da letto poi diventa una rappresentazione importante di quello che è il modo di vivere la dimensione privata e, perché no, anche quella sessuale. Tu ti sei ritrovato a casa di una 40enne con la sindrome da Peter Pan e a casa di una donna in carriera ossessionata dal lavoro. Effettivamente lì per lì può essere spiazzante o lasciare perplessi, ma il fatto di non riuscire a continuare mi fa anche sospettare che A) tu non fossi così “preso” da queste donne; B) che sei un maniaco osservatore dei dettagli. Che vanno bene entrambe le opzioni, però nel primo caso ti inviterei ad uscire con persone che ti piacciono davvero e con le quali riesci ad essere coinvolto senza farti distrarre dal contorno; nel secondo caso…fermarsi in salotto senza arrivare in camera da letto?!? Voglio dire, va bene anche il tavolo della cucina, la doccia, il tappetino del bagno; se l’ostacolo insuperabile è lì dove c’è il letto, puoi anche non arrivarci, o no?

Immagine pagina 114 de L’Internazionale – La camera da letto

Non posso dire se si tratta di una patologia reale o solo di una fissazione momentanea; ho sentito di uomini fortemente inibiti dagli sguardi di felini o altri animali domestici presenti in stanza durante l’atto, ma messo in crisi dai mobili o dai poster è davvero strano. Io credo sinceramente che tu non fossi così convinto delle donne con cui stavi uscendo. Prova a fare questo esperimento se stai ancora uscendo con la donna-monitor: lavora di fantasia, chiudi gli occhi e immagina di essere nella tua camera da letto ideale e nel frattempo concentrati su di lei. O alla peggio usa tutti gli schermi per guardarci un bel filmino erotico…;)

E ora ho davvero bisogno di capire se questa cosa succede o è mai successa anche a voi: vi siete mai fissati su un dettaglio della casa che vi ha fatto immediatamente passare la voglia? Dite la verità? E lo chiederò anche a LaMario, in diretta come tutti i venerdì su radio M2O alle 18.30. Il mondo è talmente vario da essere meravigliosamente incredibile! Buon fine settimana…

Le donne e l’ego

Si può essere femminili e femmine senza essere cretine? Oppure anche le donne più intelligenti e in gamba hanno comunque bisogno di così tante conferme che poi si ritrovano in atteggiamenti estremamente stupidi? Ho una collega di lavoro che è davvero brava, efficiente sul lavoro, ma tutto questo non le basta: lei deve sedurre per forza, flirta con tutti i colleghi e credo sia anche finita a letto con qualche “superiore”. Tra noi c’è una simpatia, ma non so se mi va di approfondire perché questo lato così frivolo ed ego-maniaco non lo riesco ad accettare. Ma son tutte così le donne? Francesco”

Caro il mio Francesco, io non direi che “son tutte così le donne“, direi invece che l’essere umano è in gran parte così: l’ego comanda il 90% delle nostre azioni quotidiane, anche inconsciamente, ma lo fa. Sono una minima percentuale quelli che lo riescono a riconoscere e tenere sotto controllo. Il più delle volte sfugge…a uomini e donne, non ne farei una questione di genere. Anche perché…

“Flirtare e sedurre non sono una prerogativa femminile”

E non possiamo nemmeno mettere in croce le donne, soprattutto quelle single, se si divertono a “fare le cretine“. Che poi questa terminologia è veramente insopportabile, di un retaggio medievale quasi cavernicolo: la seduzione è un gioco, fino a che rimane su questo piano non c’è niente di male; se poi diventa una costante, allora forse c’è davvero un ego traballante che ha bisogno di continue conferme. In ogni caso, la sfera delle conferme emozionali non ha niente a che vedere con quella lavorativa: non è che se una è affermata sul lavoro diventa automaticamente un monaco-ninja che non flirta e non seduce. Il piacere della conquista è un’altra cosa e sì, ci sta che a donne in gamba sfuggano atteggiamenti “stupidi”. Non a tutte e non sempre, ma sì, è possibile. Diceva un detto delle mie parti…

(*Se una bella donna viene tentata e rimane onesta, vuol dire che non è stata tentata abbastanza)

…quindi, caro Francesco, se sei così integro, centrato e non riesci ad accettare che una donna intelligente e lavorativamente efficiente sia anche una a cui piace interpretare anche il ruolo della “femmina” conquistatrice, lascia che si diverta con altri. Io, al posto tuo, ne sarei talmente intrigato da voler scoprire qualcosa di più 😉 In ogni caso ricorda che

O no? Ci sentiamo in diretta dalle 18.30 su radio m2o con LaMario per sviscerare l’argomento! Buon ultimo venerdì di marzo.

Mi accontento e lo sposo?

Ciao Marina, scrivo a te perché ormai le mie amiche mi dicono sempre la stessa cosa: ovvero sposalo! Sono 3 anni che sto insieme ad un uomo adorabile: è gentile, premuroso, lavora, è uno sportivo, non ha smanie di nessun genere…e mi ha chiesto di sposarlo.  La verità è che gli voglio molto bene ma non è quel “grande amore” che ho sempre sognato. Ho 40 anni, tutte mi dicono che dovrei accettare la sua proposta e lasciar perdere queste smanie di amore folle, che dopo tutto è una persona brava e perfetta per costruire una famiglia. Accetto o abbandono e aspetto il prossimo? E se poi non arriva? Grazie, Nicole

E qui Nicole le domande mi nascono spontanee, in una cascata simile ad un flusso di coscienza incontrollato: cos’è il “grande amore”? Esiste per davvero? Se sì, si presenta con la scritta in fronte che lo identifica? E poi ha un certificato di garanzia o una scadenza che ti molla sul più bello? Ed ancora: che amiche cattive hai, che ti vogliono far spostare con uno del quale non sei più innamorata solo perché hai 40 anni? Ma soprattutto, tu, cosa vuoi davvero per la tua vita?…Pausa, riprendo fiato e vado con ordine&disciplina.  Ora, io a questa storia del grande amore non ci credo, ma forse è colpa del mio cinismo; però credo fermamente una cosa…

Accontentarsi non è un atteggiamento che contemplo, almeno quanto il “mettersi ad aspettare”: cosa aspetti, che ti piombi quello che ti farà esplodere d’amore e con il quale vivere felice e contenta nel mondo degli unicorni glitterati? Beh, ci sta che arrivi come no! Per questo credo che la cosa migliore da fare sia mettersi in connessione con la parte più profonda di se stesse e farsi delle domande. Di sicuro la persona che hai accanto sarà meritevole e potrebbe rivelarsi il perfetto compagno di vita, ma tu lo vuoi un compagno di vita? Ha senso sposarsi nel 201…volevo dire ha senso sposarsi di una persona della quale non sei innamorata (pensa anche cinque minuti a lui)? Basta con questa storia dei 40 anni e del doversi sistemare a tutti i costi: che poi, sistemarsi cosa vuol dire? Lo so, più che una posta del cuore oggi sembra una puntata di Marzullo, ma anche sulle convenzioni nutro del profondo dissenso, sopratutto su quelle sottili imposizioni sociali che hanno a che fare con la vita privata della persone.

Quindi io, cara Nicole, non avrei dubbi sul cosa fare. Non accontentarti, qualche compromesso va bene ma un matrimonio…vedi te! 😉

Noi ci sentiamo puntuali come tutti i venerdì alle 18.20 con LaMario in diretta su radio m2o! Voi cosa fareste? Buon fine settimana…