Copertoni: da ruote a mensole

Il riciclo va oltre i pallet. Nel senso, i pallet hanno cambiato le case, i negozi, ed i locali di mezzo mondo, (e non finiremo mai di ringraziarli) ma non esistono solo loro. Trasformare cose è diventata un’esigenza, meno male, ed il riuso è all’ordine del giorno…tra un mobile dell’Ikea e l’altro! 😉 Mai pensato a cosa potrebbero diventare…le ruote delle vostre macchine? Sì, quelle che quando le vai a cambiare devi pregare il gommista che ti faccia un po’ di sconto, anche in cambio di rapide prestazioni sessuali tra un cambio gomme ed una convergenza. Da gomma in eccesso a mensole super stilose il passo è…lungo, ma non impossibile. Basta visualizzarle nella loro nuova forma, avere a disposizione gli attrezzi giusti o in alternativa un amico falegname da sfruttare gentilmente. O entrambi.IMG_9964

L’idea è di un gruppo di miei allievi, la realizzazione anche, con qualche consiglio mio e con l’aiuto di un paio di mani maschili in più. Con quattro ruote di una cinquecento e 50 € di materiali (compensato, viti, polistirolo, lucido e tinta bianca) ecco come è stata realizzata questa struttura espositiva. FullSizeRender-10
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Fai un cambio gomme. O in alternativa rubale al gommista. O alla macchina del vicino che non ti sta proprio simpatico.

Munisciti di una sega importante. Che le gomme con il taglierino non è che si affettino proprio bene.

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-La parte per i precisetti: realizzare una struttura interna in compensato che vada a creare la mensola e che dia lo spessore affinché la gomma non si ammosci (per quanto rigida possa essere, senza la parte interna…non regge). Meglio avere una sega da tavolo, che quella manuale per tagliare forme circolari non è il massimo. Una volta completata la struttura si può tingere del colore desiderato, meglio se in contrasto con il nero della gomma.

-Altro momento di precisione consiste nel sagomare del polistirolo da inserire nella parte finale della gomma che rimarrebbe aperta. Ottimo nascondiglio se in possesso di un gattino (piccolo, che se ci entra il micione di 6 kg porta giù tutto), ma meglio chiudere tutto. Il tocco finale è una bella passata di lucido sulla parte del copertone per levare quella patina da “battistrada” e dare un effetto più glam…et voilà, la mensola è pronta…per essere attaccata!

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Ecco, anche il momento di installazione merita un po’ di attenzione. Nel nostro caso le gomme dovevano essere incastrate in una colonna, precisamente negli spigoli. Con trapano, tasselli, viti, dei comodissimi reggi-mensola ad “L” ed una dose di pazienza condita da notevole forza (che certi muri si bucano facilmente, altri hanno la stessa consistenza di un blocco di piombo. Pieno) i ripiani sono stati montati. Non velocissimamente. Ed in questa occasione avere un uomo a disposizione è stato utile (ogni tanto servono davvero a qualcosa). Ma la prossima volta, giuro, lo riesco a fare anche da sola! Guardando si impara!

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Facile, no? No, forse è meglio tornare a lavorare i pallet… 😉 In ogni caso, riciclare dà un sacco di soddisfazione. Farlo con le proprie mani, di più!

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Letterone luminose FDT (ovvero fai da te)

Non sono un’artista del fai da te e nemmeno la regina della precisione. Però nell’arte dell’arrangiarsi sono fortissima (così come in quella del proporre cose che poi in qualche modo devo realizzare). Fatto sta che per le vetrine di marzo di un negozio per cui collaboro ho dovuto trovare il modo di fare delle letterone luminose. Sì, quelle che ultimamente si vedono in giro ovunque, che solitamente sono in metallo e che si aggirano tra i 29 ed i 70 € a seconda delle dimensioni. Chiaramente il mio budget non era così elevato, quindi ho sbirciato sul web e mi sono messa all’opera. Invocando la Santa Pazienza, recitando il Magico Mantra della Tranquillità per non distruggere ogni cosa a colpi di taglierino e chiedendo aiuto al Dio dei Precisi, quello che quando sono nata doveva essere ad un rave visto che non mi ha proprio considerata. Tutto questo misticismo deve aver funzionato…;)

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MATERIALI:

1-Lettere stampate su carta della dimensione e font desiderati. Se siete bravi e precisi e avete molto tempo a disposizione le potete anche disegnarle direttamente. Io no. Mi arrangio e soprattutto gioco sempre sul last minute 😉

2-Cartone spessore 3 mm per la “base”, formato 100×70 almeno (si possono fare anche più spesse ma poi per tagliarlo tocca invocare tutta una serie di altri Dei che è meglio lasciare dove sono)

3-Cartoncino 500 gr , anche qui 100×70 (più o meno, comunque non ondulato) per fare lo spessore (e questo si piega abbastanza bene e comunque quando le lettere sono in piedi…regge)!

4-Scotch bi-adesivo, volendo colla a caldo…e poi vabbè, matita, taglierino, riga, righello, squadrette, squadroni della morte…insomma, rispolverate l’armamentario delle medie di quando facevate tecnica. Ah, anche un cacciavite a portata di mano…

5-Bombolette spray del colore desiderato.

6-Lucine, meglio Led. Meglio se le prendete buone che sennò piglia fuoco tutto 😉

COME SI FA? Boh, io vi racconto come ho fatto io…

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Ritagliare le letterone sul cartone 3 mm, utilizzando il lettera-modello o il vostro meraviglioso disegno a mano.

-Una volta tagliate tutte, al centro segnare e bucare i punti dove si vogliono mettere le luci. Distanza…fate voi, io sono andata ad occhio. Per forare un bel cacciavite punta a stella e un po’ di sana ignoranza.

Sul cartoncino leggero tagliare delle strisce di 10 cm circa (dipende da quanto volete spesse le lettere). Su queste striscioline consiglio (dopo aver fatto la prima a cazzo pensando di riuscire ad andare dritta per chissà quale potere) di tracciare una riga non proprio al centro, tipo a 3/4 cm  che sarà il riferimento dove attaccare la “base“.

Cominciare il montaggio: conviene attaccare su quella preziosissima “riga” lo scotch bi-adesivo e converrebbe, (a questo ci sono arrivata dopo), segnare ed incidere appena con il taglierino leggero (senza squartare tutto) le misure dei pezzettini di lettera: tipo una “T” avrà il lato corto di 6 cm (faccio una tacca), poi il lato lungo di 35 cm (e ci rifaccio una tacca) e così via. Questo perché per piegare, una volta incollata la base sopra, si fa prima e pure meglio. (parlo così dopo aver fatto un porcaio sulla prima lettera e spiegazzato il cartoncino mille volte) Continuare così per tutto il perimetro. Spesso una striscia sola non basta: ci va messa la giunta, che io ho elegantemente aggiunto con il fedelissimo scotch di carta.

—>NB: questa fase non è divertente, anzi. Ti scappano via le cose di mano, ti incolli, le lettere curve sembrano simpatiche ma poi no…insomma, ci vuole pazienza.

-Una volta finito l’incollaggio con bi-adesivo, ho dato anche un giro di colla a caldo, che non si sa mai, meglio rincarare la dose che vederle scollarsi dopo un’ora! La parte noiosa è finita. Io le ho infilate in doccia per una notte a riposare…doccia perché con due gatti in casa è veramente pericoloso lasciarle altrove. FullSizeRender-2

Momento painting: il mio preferito! Spruzzare di colore come se non ci fosse un domani. A-da fare all’aria aperta; B-proteggere le superfici con telo di plastica o giornali che se no il terrazzo cambia colore; C-mettersi i guanti, non di lana, di lattice 😉FullSizeRender

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-E basta, son finite. Una volta asciugate incastrarci le lucine dentro ai buchi è un attimo.

Unica menata: da APPOGGIO vanno benissimo, da appendere…insomma. Io un paio ne ho appese, facendo un foro nella base rigida, ma non ho idea di quanto dureranno. Spero almeno fino alla fine del mese 😉 S

Ecco, questa sottospecie di tutorial (fatto su richiesta di Marta) è finito. Sul web se ne trovano di più seri e di più precisi, ma il mio è più simpatico! 😛

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Buone letterone a tutti!

Banana Lovers #21: Banana Tattoo

La mia ricerca per l’articolo di oggi era iniziata con un altro scopo. I tatuatori, per esercitarsi prima di marchiare definitivamente la pelle altrui, spesso fanno esperimenti su altri tipi di superfici, come quella delle banane o delle patate (giusto due a caso…). A volte vengono fuori delle cose talmente fighe che ho cominciato la mia caccia sul web; ma mentre cercavo testimonianza on-line di tutto ciò mi si è aperto un altro mondo: i banana lovers sono tantissimi…e le banane se le fanno tatuare addosso! Tatuaggi bananosi realistici, kawaii, la banana di Andy, banane che nascondono altro, bucce di banana, banane mignon o decisamente ingombranti. Ora, io alla banana gli voglio bene, soprattutto alla mia piccola alata, ma non so se riuscirei a marchiarmela sulla pelle forever and ever. Ma di folli innamorati di questo frutto ce ne sono parecchi. E dopotutto: perché le ciliegie sì e le banane no?!? (perché devono essere fatte davvero bene ed in maniera spiritosa che se no alcune sembrano davvero cazzi...ecco, l’ho detto)! 😉 Che ne dite?

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E poi ci sono delle banane che nascondono…piselli! (Spero solo per il proprietario che non sia un personale riferimento fallico altrimenti non sta messo proprio bene…ihihih)!

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Il 2015 dai muri (di muro)

A chi scrive massime filosofiche sui “wall” di FB preferisco quelle lasciate a pennarello o a bomboletta sui muri veri. La spontaneità, la velocità, il tratto fugace, l’illegalità (comunque) di un’azione per condividere un pensiero, spesso grezzo, ma sicuramente onesto, mi incanta. I teppisti della parola gettata sui muri mi stanno più simpatici dei “click&share” seduti dietro alle scrivanie. Alle smielate di fine anno, cariche di finti propositi ed analisi (che chiaramente vi proporrò anche io domani…sennò che ultimo dell’anno è?!? 😛 ), sostituisco le lezioni della strada. Fanno riflettere e ridere allo stesso modo. Grazie a #veritàsuimuri che regala perle quotidiane 🙂 Io le traduco per voi…IMG_3839

#1- Sempre tenere alta l’autostima. Che gli altri non sono sempre meglio di noi!!! 
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#2 – Leggerezza, libertà e improvvisazione. Anche nelle relazioni. Basta farsi mille seghe mentali, basta alzare muri, seguire le pulsioni invece che la testa, a volte, è liberatorio! No?IMG_7429 #3- Il Mondo è composto di alti e bassi, giornate belle e giornate di merda che si alternano allegramente. IMG_7805 #4- Lo stile urla la sua parte. Senza prendersi sul serio, ma fateci un po’ di attenzione. E comunque le Hogan NO!
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#5- C’è un sinonimo in italiano per tutto. Anche per MILF!!!
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#6- O lavori pesanti supportati da droghe leggere. Sempre con moderazione. Per entrambi!FullSizeRender-19

#7- Non si può dare mai niente per scontato. Nemmeno il Rappresentante Supremo del Divino in Terra!!! 😛FullSizeRender-20

#8- Prendiamoci il nostro tempo. Meno ansia, meno stress, più salute. Ci dicono di correre, di essere sempre disponibili, di non staccare mai la spina…per farci morì prima e non essere costretti a pagarci quelle pensioni miseria che ci stanno riservando!FullSizeRender-21

#9- Orgoglio Femminile! E non cercate l’altra metà della mela…che noi siamo intere, mica mezze!!! FullSizeRender-16

#10- La vita è simpatica, ma fa anche il cazzo che gli pare molto spesso. Per questo va goduta in ogni secondo, sia mai che gli scappi uno scherzo di cattivo gusto last minute… 😉

Buon penultimo giorno di quest’anno!!!

Banana Lovers #20: Banana Songs

Ho appreso dal web che la banana si sta estinguendo. Non è uno scherzo o un doppio senso (questa volta no, giuro), ma un bastardissimo parassita killer che sta colpendo circa il 90% delle piantagioni. Sconvolta dalla notizia ho deciso di dedicare questo ultimo appuntamento dell’anno di Banana Lovers alle “serenate” e canzoni che sono state scritte in nome della giallona o usando il suo nome. Lo sapete che ne sono state scritte un sacco? Ecco la playlist più gialla del web…e anche la più “happy”, ovvero tanto felice quanto idiota. (ma in queste giornate un po’ grigie un po’ fredde ci sta). Ode alla banana…anche nelle canzoni! 😉8070256bananasingCD

Spike Jones: “Yes, We Have No Bananas”

Alberto Sordi e Monica Vitti: “Ma ‘ndo hawaiiii”

Madonna: “I’m going bananas”

Carmen Miranda as “the Lady in the Tuti Frutti Hat”

Minions: “Banana Song”

Harry Belafonte:  “Banana Boat Song”

Bananas in Pyjamas Theme Song

Gilberto Gil “Chiclete com Banana”

Guy Marks: “Loving You Has Made Me Bananas”

Pearl Bailey: “Two Ladies In De Shade Of De Banana Tree”

Sergio Mendes feat. Mr. Vegas: “Bananeira”

Louis Prima: “Please No Squeeza Da Banana”

Big Pun: “Loco Bananas”

Southern Culture on the Skids : “Banana Puddin'”

Garibaldi: “Banana”

Bonde do Rolê: “Banana Woman”

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Se ne conoscete altre mi aiutate a continuare la lista? Buona giornata…che accompagnata da questo sound non potrà che essere “ridente” (o almeno si spera)! 😉

Banana Lovers #19: BananaMix

Ogni tanto vado a caccia di banane (di design, chiaramente 😉 ): per arricchire la mia collezione, per guardare un po’ che applicazione trova in giro (ora che sembra tanto tornata di moda), per colorare la giornata con le interpretazioni artistico-creative (e pure culinarie) del giallo frutto. Visto che ultimamente giro parecchio su instagram, ho provato a cercare anche lì, sia mai spuntasse qualcosa di nuovo o il progetto bananoso di qualche instagramers. Progetti pochi, a parte il Banana Graffiti di cui già avevo parlato, ma ho dovuto constatare che con l’ #hashtag “Banana” o “Bananas” vengono fuori una ricca percentuali di mezzi busti nudi di donne, con tanto di capezzoli al vento o tope in vista. Pausa. Dov’è la pertinenza tra soggetto e parola che descrive la foto? (hashtag tirati a caso) E poi i nudi su instagram…ci sono sempre stati? Mentre rifletto, condivido con voi questo mix di banane-iconeIMG_7160 Bananashop FullSizeRender-1 FullSizeRender-21 FullSizeRender IMG_6794 IMG_7311 IMG_7836 IMG_7837-1 IMG_7838 IMG_7839

E cosa c’è di meglio di una banana? Una banana e un gattino messi insieme…

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#banana—>puppe…io continuo a non capire!!! Mah 😉

Incantate dal “Giardino dei Tarocchi”

Tra il voler fare una cosa ed il farla, a volte, passano anni. Altre volte, invece, bastano 5 minuti per prendere 3 amici, salire in macchina e raggiungere la meta desiderata. Sabato scorso è andata così: dopo due anni che dicevamo che saremmo volute andare al Giardino dei Tarocchi, abbiamo imboccato la superstrada e siamo andate dirette fino a Capalbio, a confine tra Toscana e Lazio, per scoprire questo luogo incantato…

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Il Giardino è l’immaginario artistico di Niki de Saint Phalle, artista eclettica e visionaria (avete presente quelle sculture colorate di fronte al Centre Pompidou a Parigi? Ecco, lei…) che si concretizza tra le colline toscane, sul terreno di amici (che gentilmente glielo hanno prestato), con sculture gigantesche che rappresentano i tarocchi ma che più di tutti incarnano l’artista stessa. Ispirata chiaramente a Gaudì, Niki è riuscita a dare un tocco completamente personale alle sue creazioni. Dopotutto, come dice lei stessa: “Io sono l’architetto di questo giardino. Ho imposto la mia visione perché non ho potuto fare altrimenti.” Egocentrica? No, semplicemente Artista…

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Un lavoro cominciato negli anni 70 e terminato solo nel 2002, alla sua morte. Un incredibile accozzaglia di forme mostruose, donne dalle tette gigantesche, colori sparati, texure bianche e nere, mosaici di specchi, marchingegni di metallo che muovono teschi di mucca, volti, punti interrogativi, cuori, stelle e serpenti. Tra ulivi e terra rossa, un viottolo di cemento con scritte e numeri guida (o lascia perdere?) tra le figure, piccole o grandissime, colorate o monocrome, alcune visitabili, altre alle quali si può solo girare intorno a caccia di minuscoli particolari…come la mela appoggiata tra due improbabili Adamo ed Eva seduti a fare l’aperitivo, noncuranti del serpente e del teschio al posto dei semini del frutto…

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Una visita che ti porta ad osservare ogni minimo dettaglio, dal pavimento al soffitto, dalla cucina completamente rivestita di specchi (forno compreso) fino alla doccia del bagno che in realtà è un simpatico serpente dal quale esce acqua. Perché Niki, durante i lavori, in quella grande signora, ribattezzata “Sfinge“, ci ha vissuto. Una fiaba a cielo aperto, con tanto di draghi, principesse “curvy“, streghe e palazzo di cristallo che farebbe invidia a quello di Elsa (di Frozen, per chi non ha dimestichezza con i cartoni moderni). Una lavorazione certosina, quella di vetri sapientemente accostati l’uno all’altro e le ceramiche dipinte; un’incredibile quantità di superfici e colori che ti fanno venire voglia di toccare tutto: un po’ come i libri per bambini dove ad ogni pagina trovi un materiale diverso con il quale sviluppare tatto e sensibilità.

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Una passeggiata in un mondo surreale che ad ogni passo ti fa domandare “Ma come ha fatto?“. Lo ha immaginato, lo ha pensato, lo ha realizzato. Senza filtri. Senza censure. Senza limiti. E proprio in questi momenti, in cui mi sto mettendo in discussione per via della costante ricerca di una “via di mezzo” tra me e il resto del mondo, per non essere mai “troppo” ma senza snaturarmi,  (in quanto persona e anche nel lavori), è stato di grande ispirazione. La meraviglia di questo posto è data dal fatto che Niki ha eseguito esattamente quello che voleva, come voleva. Una trasposizione reale di un universo interiore composto da ogni sua piccolissima passione…ed il risultato è meravigliosamente SUO!

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A parte il gran casino, il kitsch e la passione per i colori, mi trovo a condividere in pieno la sua filosofia…

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Un po’ come Alice, perdersi in questi specchi è anche un modo per ritrovarsi… 😉

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Un pomeriggio, invece del solito centro commerciale, perdetevi da queste parti…ne uscirete, comunque, arricchiti!!!

Cibo Leggero

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Il cibo leggero è quello pieno di aria, quello etereo come un palloncino, quello che si guarda e non si tocca, perché se si tocca…scoppia. Il cibo leggero è quello colorato, ludico, divertente, surreale, talmente finto da sembrare vero. Perché il cibo veramente leggero non esiste… 😉 Ma esiste invece chi, con leggerezza, ha usato l’immaginazione per costruire cibi finti che sembrano veri, rivisitazioni multi-materiali di dolci multi-strato, palloncini che prendono la forma di melanzane e grappoli di pomodori che solo a toccarli si distruggono. Still Life in chiave pop, minimal, eterea e giocosa. La foto illustratrice Vanessa McKeown si è divertita parecchio con il cibo, ma senza mangiarlo…e noi, a guardarlo, non rischiamo di ingrassare!!!

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Banana Lovers #18: Banana-else

Non può cominciare settembre senza un po’ di banane! Banane che si trasformano, banane che diventano qualcos’altro, in un gioco di forme e parole. Sempre dallo sfondo giallo…

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La mia collezione di banane è anche su pinterest https://www.pinterest.com/morgatta/banana-stuff/. Per tutti i vecchi articoli basta cercare #bananalovers!!! E come sempre More Bananas, More Love!!!

The Taable, unconventional food photography

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Ormai cibo&piatti sono i soggetti preferiti delle foto di tutti (dopo puppe&culi, ovviamente). Ma quello che mi ha colpito nelle composizioni di “The Taable” è la semplicità, l’accostamento di forme e colori piatti, la somiglianza di questi scatti a disegni vettoriali, e sicuramente l’ironia che si cela dietro questi still life tanto minimal quanto pop. Dietro a questo progetto ci sono Axel Oswith e Amanda Kusai, che curano la direzione artistica e la fotografia, e che, spinti dalla passione per la cultura visiva, si sono dedicati a trasformare l’ordinario in qualcosa di più con le loro interpretazioni spiritosi e intelligenti di cibo, oggetti e non solo. Anche su instagram3be86259f93e3cde71d6b444d9d7ff48 3cf1fc66fff92bb072b24f74ac97f919 7b229062f0a30059a97dc61e9bda12a0 13a1e4f969a792dab1726bd98f4826db 61ebd1cea2d0769e2ffbaf5da3975a41

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