Buccia di Banana/I super-stivali XtraLarge

Il mondo delle calzature è indubbiamente pieno di dibattiti: le follie degli stilisti si scontrano con i gusti del pubblico, scarpe discutibili diventano oggetti del desiderio e l’estetica viene spesso sacrificata alla comodità. Ma si sa, tutti i gusti sono…gusti e non è bello ciò che è bello ma è bello…insomma, abbiamo capito! 😉 Però se ne può sempre parlare insieme e se su ballerine, crocks e hogan ho già abbondantemente detto la mia, non posso ignorare la diatriba che si apre parlando dei morbidissimi stivali pelosi australiani, sopratutto dopo che dalle sfilate parigine sono arrivati loro: gli XXXL!!!

PARIS, FRANCE – JANUARY 17: A model, shoes detail, walks the runway during the Y/Project Menswear Fall/Winter 2018-2019 show as part of Paris Fashion Week on January 17, 2018 in Paris, France. (Photo by Peter White/Getty Images)

Chi li ama lo fa soprattuto per la loro infinita comodità e calore che sprigionano una volta indossati; chi non li può vedere è perché somigliano a delle pantofolone da casa, perché non sono sexy, perché non slanciano e tutta una serie di altre opzioni che fanno capo all’immagine di una donna sempre elegante, sexy, al massimo bon-ton, ma non certo una donna delle nevi con piede palmato, caviglie invisibili e passo felpato. Io li ho scoperti solo lo scorso inverno, quando mia nipote (a cui erano stati regalati) non li ha voluti e li ho presi io al suo posto…ed è stato subito amore! Sono caldi e comodi e per me che l’inverno lo tollero male e mi passa assolutamente la voglia di vestirmi, sono perfetti. Su questa versione gigante e avvolgente vista durante la settimana della moda parigina mi rimangono però dei dubbi…

Tutta questa quintalata di montone che si arrampica morbidamente fino a metà coscia non sarà un po’ troppo? Pare di no! Almeno così dice  Glenn Martens, il direttore creativo di Y/Project, che si è immaginato quanto sarebbe stato bello e confortevole essere ricoperti di pelo fino a metà gamba (e per questo bastava intervistare diverse donne che durante l’inverno danno tregua alla peluria coltivandola fino all’arrivo della primavera 😉 ). Ma invece di proporre un classico stivale sopra al ginocchio, chiamato cuissards dagli amici modaioli, ha preferito esagerare non solo con la lunghezza, ma anche con la larghezza, aumentando notevolmente il volume della gamba con pieghe e pieghe di pelle e pelo che nemmeno uno sharpei cucciolo possiede. Bastava anche meno, no?

Diverse sono state le varianti proposte, ma in tutte il comune denominatore è abbondanza e pelo. Da portare rigorosamente con cose altrettanto larghe, voluminose, spesse e pesanti. Anche per l’UOMO. In fin dei conti in inverno chi se ne frega di far vedere le forme, possiamo tranquillamente andare in giro come piccoli yeti o teneri peluche! O no?!? 😉 Lascio a voi ulteriori commenti…e buon lunedì.

 

Buccia di banana/Lisci come velluto

Ritornano. Ritornano sempre, con più o meno puntualità, ma ritornano. In questo weekend milanese ho dovuto amaramente prendere atto che il VELLUTO non solo è ritornato, ma ha preso piede a tutti i livelli (in compenso mi è sembrato di vedere molti meno risvoltini, ma forse è stata solo un’impressione dovuta all’assuefazione visiva…). Una tendenza che ha fatto impazzire le giovanissime, ha fatto venire nostalgia e anche ricordi orribili di adolescenze infami alle mie coetanee, ha sedotto anche le sciure di una certa età, affascinate da quel tessuto retrò…

Ed è subito “Non è la rai”, mentre nello stereo riecheggiano le note delle Spice Girls ed in TV cerchiamo di riesumare le vecchie puntate di Beverly Hills 90210. In fondo è così, si stava meglio quando si stava peggio, le incertezze di un presente nebuloso e di un domani costellato di punti interrogativi le andiamo a compensare con i ricordi di quel passato che al momento ci sembra familiare e rassicurante. E la Moda questo lo sa benissimo. Ecco quindi riapparire il velluto ovunque, in ogni forma e colore, dal classico abitino sottoveste nero alla giacchina rosso mattone fino ai pantaloni a zampa e vita alta blu. Fortunatamente non ho visto la variante bianca, ma temo che sia nascosta da qualche parte in attesa del Santo Natale. Alcuni stilisti si sono impegnati nel proporre linee innovative e forme accattivanti, ma non c’è niente da fare: quell’effetto lucido cangiante e l’aspetto pelosetto-ma-non-troppo ci riportano immediatamente agli sfolgoranti anni 90, quelli dove ci sentivamo fighissime con questo tessuto scivoloso addosso, ma che se riguardiamo le foto adesso…AIUTO!

Però diciamo la verità, il tessuto ha un certo fascino, è l’esagerazione che satura: dopo che ne vedi tanto in giro non ne puoi più!!! Ed è importante che il velluto sia di una certa qualità, altrimenti è davvero brutto. Da non confondere il velluto con sua sorella ciniglia: la differenza tra i due sta nella consistenza del pelo (ebbene sì); il primo è a pelo corto, fitto, compatto e brillante, l’altra ha un pelo più lungo, aperto e morbido. Motivo per cui, da amante dell’effetto “tenero pupazzetto“, ho sempre preferito la ciniglia al velluto…fa più pigiama! 😉 Ma non siamo ancora nel periodo giusto per i pigiamini di ciniglia, molto meglio gli abitini anni 90 in velluto lucido da portare con scarpe pesanti e dettagli di pelle, senza dimenticare il fantastico collarino al collo, altrimenti la citazione storica non riesce completamente!

 Mentre osservo l’escalation del velluto e di tutto il vintage anni 90 tornato prepotentemente in voga, mi chiedo chi e quando avrà il coraggio di tirare di nuovo fuori questi…che a questo punto ci starebbero benissimo. Che dite? 😉 E non dite che non ve li ricordate…

Buon lunedì, scivoloso e brillante come una vestaglia di velluto!

Buccia di Banana/Pitti Peacoks

buccianewstyle

Che dispiacere non essere stata fisicamente al Pitti Uomo quest’anno!!! Mi diverto sempre a fare un giro nella fauna fashionsta che popola questo evento: è un po’ come uscire il giorno di carnevale, solo che in questa occasione le persone fanno finta di non essere mascherate. Ecco, questa è forse la cosa che mi infastidisce di più: nel mascherarsi non c’è niente di male, anzi, è un gioco che piace quasi a tutti e che fa bene al corpo e allo spirito, soprattutto se il vestiario è accompagnato da un bel sorriso; ma il prendersi sul serio o tirarsela esageratamente rende il tutto veramente ridicolo! Tipo, no…IMG_0885

E’ tutto molto bello e parecchio sexy, ma fattela una risata, no?!? IMG_0906

I pattern, poi, li amo. Ma per andare vestiti con i pigiamini ci vuole la faccia e l’atteggiamento giusto. Ma il vero report, quest’anno, lo ha fatto tale Aaron Christian, con questo mini documentario intitolato “The Life of Pitti Peacoks(La vita dei pavoni del Pitti), che ritrae magistralmente la vita di questi animaletti piumati che si aggirano stagionalmente per la fiera. Se non lo avete ancora incrociato in rete, ve lo posto qui:

Puntuale come una migrazione di uccelli, questo stormo di narcisi si trasferisce a Firenze cambiando il proprio piumaggio da neutro a variopinto. I tratti salienti per riconoscere la specie sono: pantaloni corti sopra la caviglia, carpe inglesi allacciate (o tremendissimi mocassini modello ciabatta), assenza di calze, tracce di cavigliere multicolor, revers della giacca larghi come ali di un boeing e tovaglie di lino usate come fazzoletti del taschino superiore. Poiché l’unione fa la forza, si muovono in gruppo di tre, quattro, a volte cinque. Lo scopo della strategia è semplice: attirare l’attenzione dei fotografi che accorrono a Firenze per ritrarli e postarli su instagram e sui siti di settore. Hanno dai 20 ai 70 anni. Sono proprietari di boutique di abbigliamento, responsabili commerciali di marchi di moda, strani personaggi alla guida di sedicenti showroom o ancora stilisti in cerca di autore. Li si nota, tra la folla, perché sono come una canzone sguaiata in un concerto da camera: vorrebbero essere melodia, ma risultano come stornelli cantati da un dandy ubriaco.FullSizeRender

Come non essere pienamente d’accordo con lui?!? Per la mia opinione approfondita su dandy e narcisi, bisognerà aspettare ottobre…e l’uscita del libro nuovo! 😉 Buon lunedì…e occhio ai pennuti!!!

Tieni al caldo le idee

L’inverno è arrivato (a giorni alterni, almeno qui a Firenze, ghiacci un giorno e sudi l’altro, così, a caso). Io lo sopporto poco, ma al momento non sono ancora in condizione di poter svernare al di là dell’Equatore, o comunque in un posto caldo. Quindi me ne sto qui, pensando al mare ma anche a come potermi proteggere il cervello dal freddo senza dover ricorrere al cappello (che con i ricci mi ingolfa sempre la testa). Ho guardato i fiocconi, ho trovato del tessuto peloso in casa…e sono arrivati i fiocconi invernali in lana e pelliccia (sintetica, ovviamente).IMG_8069IMG_7788

Dopo vari esperimenti e lotte con la macchina da cucire, nelle quali spesso vinceva lei, sono arrivata ad una soluzione pratica, stilosa e divertente, che mi ha permesso di giocare con l’anello centrale (il cerchio è il “cuore” del fioccone) e di mescolare tessuti e fantasie. La lana è stata accoppiata con il jersey, così come la felpa più pesante per chi ha problemi con i pelucchi lanosi. I fiocconi sono diventati invernali ma non per questo meno pop 😉 Gli accoppiamenti tra i tessuti e gli anelli fanno sì che non ce ne sia uno uguale all’altro. FullSizeRender-13Ma quelli che io preferisco sono quelli “a pelo lungo. Mi danno del filo da torcere, e soprattutto mi inceppano la macchina almeno cinque volte per ogni fioccone, ma il risultato è un misto tra una fascia, un colbacco di quelli che usavano nei film “Vacanze di Natale anni 90” ed un peluche arrotolato in testa. Sono talmente morbidi e caldi che io ormai li tengo anche in casa. Per non far scappare le idee sono l’ideale 😉IMG_7849

L’illustrazione appositamente ideata per questi fiocconi invernali è stata disegnata da Enrica Mannari, aka ME. E la foto, fatta dalla finestra di casa mia, l’ho gentilmente rubata dal suo account instagram.

12342328_1116632395028640_7779713766847057082_n

E questa testimonial d’eccezione è LaMario…anche lei indossa fiocconi, sia in estate che in inverno! Perché di idee da proteggere ne ha un sacco e lo fa sempre con un certo stile! 😉FullSizeRender-12

I Fiocconi sono anche personalizzabili o comunque ordinabili dalla pagina FB di Pygiama&Superstar. Per vederli dal vivo, in Toscana, il prossimo appuntamento è al Gran Bazar a Firenze il 20 dicembreIMG_8074

Se invece hai già un fioccone mi fai vedere come ti sta? Usa #ilfioccone su instagram e io ti verrò ad acchiappare!!! 😉

Cibo Leggero

tegamiescarpette

Il cibo leggero è quello pieno di aria, quello etereo come un palloncino, quello che si guarda e non si tocca, perché se si tocca…scoppia. Il cibo leggero è quello colorato, ludico, divertente, surreale, talmente finto da sembrare vero. Perché il cibo veramente leggero non esiste… 😉 Ma esiste invece chi, con leggerezza, ha usato l’immaginazione per costruire cibi finti che sembrano veri, rivisitazioni multi-materiali di dolci multi-strato, palloncini che prendono la forma di melanzane e grappoli di pomodori che solo a toccarli si distruggono. Still Life in chiave pop, minimal, eterea e giocosa. La foto illustratrice Vanessa McKeown si è divertita parecchio con il cibo, ma senza mangiarlo…e noi, a guardarlo, non rischiamo di ingrassare!!!

11986609_1208819212468937_3564092924071820528_n

VanessaMcKeown_art-01

VanessaMcKeown_art-02

VanessaMcKeown_art-04

VanessaMcKeown_art-03
VanessaMcKeown_art-06

VanessaMcKeown_art-08

VanessaMcKeown_art-09

VanessaMcKeown_art-10

VanessaMcKeown_art-11

VanessaMcKeown_art-13

VanessaMcKeown_art-14

Buccia di Banana/Outing Time (ovvero i miei scivoloni)

buccianewstyle

Nella vita tutti possono sbagliare. Indossare per errore le ballerine una volta è ammesso, il perseverare comincia ad essere diabolico…e perseguibile dalle fatine del buon gusto! Prima di diventare una “scassapalle sparasentenze” con le mie “bucce di banana“, prima di avvicinarmi professionalmente al mondo della moda, prima ancora di aver capito cosa mi stava bene e cosa no (visto un rapporto poco piacevole con lo specchio), anche io ho commesso degli ORRORI. Dunque è il momento di fare un po’ di sano outing: oggi potete prendere per il culo ME e le MIE cadute di stile. Dopotutto “l’errore è parte del percorso…Non si fa una frittata senza prima avere rotto le uova” (A.Jodorowsky) E io di uova ne ho rotte un botto… 😉
FullSizeRender-1 Tipo quelle che spaccavo con gli anfibi quando scendevo dal booster. In quel periodo mi andava il black&white. Ma soprattutto uno strano mix tra maschile ed oversize che non mi rendeva molto merito. Rabbrividiamo!FullSizeRender-2 Le camicie da boscaiolo, quelle di flanella, quelle che vanno tanto adesso…io, a quei tempi, le collezionavo addirittura. E ne andavo anche fiera. Che situazione!!!

FullSizeRender-4Jeans chiari a vita alta ed orribili tronchetti ortopedici. Mi vergogno tantissimo…ma se uscissi ora vestita così sarei molto fashion, vero? Da notare poi la posa da ranocchio accartocciato per via di un’indigestione di vera pizza napoletana…e sì che pensavo essere molto cool. Invece niente. Avrei dovuto già capirlo allora che non ero portata per fare la fashion blogger... 😉11079691_10206000053097785_4095638943578876638_n copiaE nulla via, quelle scarpe mi piacevano. Anche con il calzino bianco risvoltato sopra! Però questa foto può testimoniare che quando ero giovine e passavo dei mesi al mare, mi abbronzavo. Non sono sempre stata un fantasma trasparente…

FullSizeRender-5Infamate multiple al calcio, ai calciatori, al calcetto, agli uomini che giocano e che seguono questo sport…eppure un tempo non solo tifavo abbestia per il Napoli, ma avevo anche il coraggio di andare in giro con la maglia ufficiale della mia squadra. Questo è uno scivolone galattico con musata allo spigolo del marciapiede. Eppure, guarda il caso della vita, ero fidanzata. (Ciccio almeno tu potevi dirmi qualcosa?!?) A commentare gli occhialini tattici da “cieca di Sorrento” pensateci voi, io sono ancora sconvolta per la maglia…

FullSizeRender-7Almeno quanto posso essere sconvolta dai maglioni oversize con le rose a punto croce della nonna. Diciamo che lo “stile sacco” era il mio preferito. Ah, gli occhiali erano sempre gli stessi. E, visto che in quegli anni “usava” la bandana, sappiate che io con quelle mi ci facevo la coda! #chiedoperdono

FullSizeRender-8Duffy Duck. Avevo una maglia con Duffy Duck. Che ci posso fare, mi stava simpatico. In quel periodo, poi, uscì quella linea con tutti i Looney Toons ricamati ovunque. Ho solo scelto il mio preferito. Duffy Duck…si può fare di peggio?

FullSizeRender-6Certo che si può!!! Guarda che simil ballerine di merda ho avuto il coraggio di mettermi ai piedi. Vinile bianco, cinturino spezza piede, suola nera e tacco largo. Una roba che può competere con un paio di Hogan beige e bianche ricoperte di strass. Ora vabbè, senza esagerare…

FullSizeRenderCrop top e boyfriend jeans? Non vi siete inventate nulla…io ne abusavo in tranquillità all’epoca. Ora li rifuggo come la peste (e rifuggo anche dagli stracci da cucina a quadretti…ma soprattutto rifuggo dalla cucina). Che dagli errori bisogna sempre imparare…
FullSizeRender-3
E se ai tempi, del mio vestito dei 18 anni da me disegnato e sviluppato (la mia seconda vera creazione, la prima era un abito a palloncino fuxia fatto fare quando avevo 12 anni per la comunione di mia cugina) ne andavo molto fiera, oggi lo guardo ed è la cosa più fighetta e pissera che io abbia mai indossato. Poi si capisce perché ad un certo punto, dopo anni di bianco e nero, abiti sacco, look maschili e fighettaggini poco convinte, ho sbroccato e dato libero sfogo a me stessa…

Scrivendo questo post e guardando queste foto-trash (che nessuno avrebbe avuto il coraggio di condividere), ho capito diverse cose:

L’adolescenza è il periodo più buio nella vita di ogni essere umano.

-“Essere figa è uno stato mentalema anche come ti conci può aiutare la mente a salvare l’autostima dal baratro! Meno male che a salvare me dal baratro sono arrivate le mie due “amiche-fatine“…

Tutto quello che va di moda adesso è presente in queste foto. Sì, quando andate a passeggio fiere dei denim chiari a vita alta, le scarpe ortopediche e le camicie da boscaiolo trentino, sappiate che il vostro appeal è come il mio in pieno delirio adolescenziale. Anche se non avete i capelli neri, il naso con la gobba, gli occhi a triglia e le orecchie a sventola 😉 Potete salvarvi. O tra qualche anno dovrete fare outing con i vostri outfit terricanti…anzi no, non c’è bisogno, sono già tutti online!!!

IMG_5116

Ora le frittate ho imparato a farle (anche se le omelette mi vengono decisamente meglio), ma le uova le continuo a rompere. Per i miei scivoloni contemporanei, però, è ancora troppo presto. Accontentatevi di quelli vintage 😉

Ed ora potete andare libere con prese di culo, me le merito tutte!!!

Everybody needs someBunny to love!

Prendi la pulizia tipica dello stile nord europeo, la mescoli con elementi pop, stile ed ironia ed ecco saltare fuori dalle scarpe delle orecchie di coniglio. Finte, chiaramente. Sono state proprio queste sneakers buffe a farmi entrare nel mondo di Minna Parikka10940410_1017236351623651_4122369497231475830_nDopo stagioni su stagioni di ginniche alate del caro Jeremy (che le adoro, ma dopo averle fatte in tutte le salse, pure di oro zecchino, possiamo anche cambiare argomento) sono spuntate loro, su instagram, catturando immediatamente la mia attenzione. Così mi sono addentrata nel mondo di questa designer con i capelli rosa di Helsinki che dal 2005 disegna e produce scarpe “fun and bold“, come ama lei stessa definire. Femminili, divertenti e con una grande attenzione ai dettagli e alla qualità. 11061714_1050069375007015_3274503760754047472_n Minna_Parikka_image_12_1600x800-1600x800

Eccentriche ma non eccessive, le scarpe di Minna sembrano uscite da un cartone animato parecchio stiloso. Dopotutto, come sostiene lei stessa (e come anche io sostengo da sempre), “LIFE IS TOO SHORT TO TAKE STYLE TOO SERIOUSLY”. E qui, di serio, c’è solo la manodopera (rigorosamente made in Spain): tutto il resto sono colori, ironia, texture, coniglietti, glitter e pattern che prendono posto su scarpe da ginnastica, scarpe con il tacco, stivaletti, stringate e…ahimè, anche ciabatte stile bikkembergs (queste mi piacciono un po’ meno, ma sono comunque divertenti). 10320561_1051420628205223_8455098433027416098_n 10409033_1017743108239642_5097871944975404355_n 10928828_1023879277626025_2020754589509127264_n

Inutile dire che lo stile di Minna ha conquistato artiste del calibro di Lady Gaga (che ha sempre la vista lunga per queste cose) e le vetrine dei negozi più belli di tutto il mondo, oltre che servizi ed editoriali su Elle, Vogue, Glamour, Marie Claire e company. Inoltre, nel 2012, si è aperta un negozio nella capitale finlandese, uno spazio tutto suo dove far vivere le sue creature e sfoggiare collezioni e collaborazioni (vetrine fighissime comprese).10255937_1028132350534051_7501365017539200957_nSchermata 2015-04-15 a 17.11.40

Io le trovo deliziose. Con delle scarpe così ai piedi…puoi anche uscire nuda (o meglio, in jeans e maglietta)!!! 😉 Che ne dite?

Walkabout: un Pitti in bianco&nero

IMG_3729

 

Sarà la versione “invernale“, sarà che la giornata era grigia, saranno state tutte queste sagome scure ad accoglierti all’ingresso dell’87esimo Pitti Uomo, ma girare per questa edizione della fiera è stato come muoversi in un film in bianco e nero. E magari ci voleva, dopo un’estate di super-cromatismi, o magari no, che poi andiamo tutti in giro tipo squadrone della morte. Per i dettagli degli individui incontrati in giro vi faccio attendere lunedì, ma questa è una breve escursione di quello che mi è rimasto impresso…IMG_3732Il salone ha introdotto delle novità, quest’anno, tre spazi dedicati uno ai brand “made in USA”, l’altro a quelli coreani ed un’ultima area chiamata “unconventional”, ed è proprio da questa che ho iniziato il mio giro. Lo spazio è industriale e decadente, ottima location, animato da dj set fin dalle prime ore del mattino (almeno ti leva dall’imbarazzo dei “padiglioni muti”, quelli in cui senti passi e respiri di chiunque) e riempito di brand, in prevalenza nord-europei ma anche nostrani, molto concettuali ma decisamente attuali: nero, bianco e nero, capi destrutturati, lunghe t-shirt che somigliano ad abiti da preti, accessori di argento, scarpe artigianali dalle linee moderne (a volte pure troppo) ed un paio di stand di cappelli originali, un incrocio tra lo stile steam-punk ed un moderno Sampei in versione gotica. IMG_3733 IMG_3736Nella porta accanto i “fratelli” americani, con il loro stile da boscaiolo-fashion, hanno se non altro proposto delle varianti al total black: dalll’abbinamento “evergreen” cuoio-blu al “classico” rosso-nero. Niente di entusiasmante, a parte gli immancabili superstilosi di The brooklin circus, che almeno danno quel tocco di “colore” allo stand 😉IMG_3769Per trovare un tocco di colore vero sono dovuta arrivare fino all’Urban Panorama dove, tra scarpe borchiate e pronto-moda travestiti da prét-a-porter, sono spuntate queste faccione da gatto. Tante faccione da gatto allucinato sotto forma di gruccia alle quali stavano appese felpe, t-shirt, pantaloni e pure costumi dalle mille fantasie. La sagra dell’all-over (lo so, tutto già visto e stravisto, ma vi assicuro che in un panorama monocromatico almeno si distinguevano) in versione digitale, Mr Gugu e Miss Go vengono direttamente dalla Polonia, hanno un catalogo con circa 300 stampe che realizzano dove vuoi (anche sulle mutande suppongo). Alcune buffe, altre esagerate, altre ancora decisamente trash, ma sapute abbinare magari funzionano. Dopotutto, sono pure sempre gli anni del pygiama-style, no?!?IMG_3754 IMG_3756 Allestimenti “minimal” per il Futuro Maschile ed anche “la piazza”, che di solito vanta installazioni di un certo tipo, a questo giro era piena di cilindroni rotanti raffiguranti città e paesaggi, una camminata figurata a spasso per il mondo…però in versione un po’ triste. Anche la parte “urban” non mi ha regalato molte soddisfazioni, a parte gli occhiali (già adocchiati la scorsa stagione) completamente made in Italy di Saraghina e gli ombrelli anti-vento Senz-Umbrellas. E non mi è dispiaciuta nemmeno la nuova collezione di Temporary K (del quale vi avevo parlato anche qui). Marchi di calzini come se piovesse (ed in effetti ci stanno, con tutte queste caviglie-a-vista) e dei ritorni di brand dal sapore street-anni-90 che non si vedevano in fiera da tempo: Globe, Etnies e addirittura O’Neil (chi se la ricorda?!?).IMG_3760 IMG_3761Insomma, una passeggiata che fa sempre bene: a) per guardarsi intorno; b) per capire quello che va e quello che non va; c) prendere ispirazione, anche per gli allestimenti degli stand; d) per rivedere “vecchi” amici e passare una mezz’ora a fare “i cappottini” ai passanti tentando di risolvere questioni sociali di fondamentale importanza tipo: “perché ora vanno tutti in giro vestiti da prete“? Questi ed altri dubbi…lunedì!

Stay Fashion, Stay Pitti! 😉

Festa della donna è…Female Jam!

La donna, la donna…non sono mai stata “femminista” (anche se ci provano ad etichettarmi così, ma a me le etichette non piacciono…nemmeno sui vestiti), sono poco femminile (lo sono quando voglio, ecco), ma ho sempre lavorato bene con le mie colleghe donne (nonostante alcune “prime donne” che mi snervano di sovente). Ma siamo così, un po’ competitive un po’ comprensive, sicuramente parliamo la stessa lingua e quando c’è da fare facciamo, senza bisogno di chiedere troppo o di spiegazioni troppo lunghe. E’ anche questo uno dei motivi per cui è nata Female Jam (evento di cui vi ho parlato qui). Ed è proprio per celebrare tutte le grandi donne che quest’anno festeggeremo con questo evento proprio l’8 marzo!!!JAM_2014_MANIFESTO_A3_72DPI

Niente uomini nudi, niente serata trash nella quale le donne danno sempre il peggio di se stesse ed il maschio alimenta questo business prestandosi a giochi assurdi farciti di tanga imbarazzanti, pantaloni a strappo e quintali di olio di cocco. Qui si parla di skillz, di creatività, di anni di studio, di crescita personale, di danza, di cultura musicale, di street art, di moda, di gusto, di socialità, del piacere della condivisione, di spettacolo, di intrattenimento e soprattutto di RISPETTO!!! Il tutto in una dimensione di gioco, alimentata da imprevisti e colpi di scena (che speriamo non siano troppi altrimenti il colpo mi viene a me…al cuore)!
1688086_10151980644729646_690089102_n 1891064_10151982493749646_1529402352_nAncora una volta ce la metteremo tutta per realizzare una due giorni di qualità indimenticabile e nella quale poter stare bene, apprendere, conoscere, divertirsi. Ancora una volta realizzata in completa autonomia creativa, mosse solo dalla passione e dall’amore per questa cultura. E, vi assicuro, ce ne vuole davvero tanto per imbarcarsi tutti gli anni in questa impresa. Questo il programma per tutti i curiosi, appassionati e last minute 😉

FEMALE JAM DANCE CLASSES
c/o Max Ballet Academy, Via Francesco Landini, 9

SABATO 8 MARZO

14.00-15.30 AFRO-Gerard Dibi
15.30-16.30 DANCEHALL-Animal
16.30-17.30 JAZZ ROCK-Dominique Lesdema
17.30 – 18.30 WACKIN – Giorgia

DOMENICA 9 MARZO

11.00-12.00 POPPIN – Storm
12.15-13.15 LOCKIN – Storm
13.30-14.30 DANCEHALL-Animal
14.45 – 15.45 HOUSE – Fritz
————————————

FEMALE JAM ONE NIGHT
c/o
SPACE CLUB, Via Palazzuolo 37
Ingresso+ drink 13 €
Ingresso+drink+iscrizione contest 16 €

Opening 21.00

21.30 RAOUL+RUBEN SOCIAL CLASS “In da club” (Open class gratuita aperta a tutti)

22.00 SELEZIONI BONNIE&CLYDE with Crazy Kid (bboy&contest dj)

23.00 *Dre Love & The Band – live set (FRESH YO! LABEL) ITA

23.30 BONNIE&CLYDE-Dj Crazy Kid+Live Band (leggere regolamento)

24.30 *Biga – dj set (FRESH YO! LABEL / Ragnampiza) ITA with *Millelemmi – Hosting (FRESH YO! LABEL) ITA

SHOWS: GOSSIP GIRLS (Roma)
POIS ZEBRAS (Aosta, Firenze, Pistoia)

HOST : Er Susie & Er Sima

FOTO: Eric Gimenez

VIDEO: Studio Arcobaleno

ILLUSTRAZIONE E ADV: Anna Puorro

ALLESTIMENTI: Luca Masselli
————————————
SPONSOR: GUMP (https://www.facebook.com/gumpsneakers), PYGIAMA&SUPERSTAR (www.pygiamaandsuperstar.com), SPACE

PARTNER: MALAFEMMENA, SPAGHETTI, SHUT UP&DANCE, EVE DANCE CONVENTION (Germany), LILITH FESTIVAL, FRESH YO! LABEL, FLAVOURAMA

Ah…e non dimenticate il dress code: “Play with the roles, Play with the clothes“!!! 😉
6cbd7c63befd1c17afbd0bccfd850729                                        8 MARZO we celebrate ladies with style 

                                                            FEMALE JAM!!!

Buccia di Banana/ Banana Peel…from London!

buccia-di-bananaGoodmorning!!! Lo so, siamo già a giornata iniziata, anzi, qualcuno forse già vede la quasi-fine delle otto ore di lavoro. Io sono da poco tornata da un mini-pellegrinaggio londinese. Era dai tempi della mia prima sfilata che non mettevo piede in quel di Londra (stiamo parlando del 2003) e devo ammettere che, nonostante i cambiamenti, gli enormi palazzi di vetro dalle forme falliche gettati più o meno a caso tra le case basse, i milioni di mercati&mercatini, c’è sempre un bel movimento; fermento creativo nel quale fa sempre bene tuffarsi a caccia di ispirazione. E pure a caccia di scivoloni di stile. Perchè ‘sti inglesi, diciamoci la verità, fanno un sacco di cose belle, ma quando se le devono mettere addosso fanno degli accozzi che lasciano sempre perplessi. O almeno, a me fanno questo effetto. Ladies&Gentlemen, my “banana peels” from London. Enjoy…(le cose belle ve le racconterò in questi giorni)! 😉
1402072391_hg_temp2_m_full_l Continua ad imperversare la tendenza barboneggiante o meglio ancora ho-un-solo-bagaglio-a-mano-tutto-il-resto-lo-indosso! Non credo di avere altre spiegazioni plausisbili…ah, sì: c’era la LondonFashionWeek!!!IMG_8215 La signora in realtà aveva classe, ma quel sandalo aperto palesemente estivo con la calza nera spessa? Non possiamo aspettare la stagione più mite per indossarlo senza niente? Va bene che le mezze stagioni non esistono più, ma certi capi/accessori sono decisamente stagionali…o no?IMG_8243Ora, il leggings lucido di finta pelle di prima mattina…evvabbè. Il magliettone over-size che ti copre le chiappe, passa. Ma quelle scarpe da running?!? (in tutto ciò vi devo svelare che era un uomo…con le gambette fasciate in quegli strettissimi pantaloni)
IMG_8311 L’uomo del mistero si aggira incappucciato, stretto dentro al suo cappotto-vestaglia, con degli amabili shorts sotto…e l‘immancabile calzino britannico a mezzo polpaccio! Che stile!!!IMG_8344 A Londra il vintage funziona tantissimo (che due palle…alla lunga, eh). Capi anni 90 si sprecano, così come questa improbabile combinazione di giacca a vento, panta-gonna con tanto di spacco laterale dal quale fanno capolino degli irriverenti leggings giallo fluorescente…ed ancora running ai piedi (questo è un orribile trend che ho potuto verificare: 8 su 10 le hanno). Ah, per la cronaca, era un uomo anche lui…IMG_8354 Beata gioventù, che appena vede un raggio di sole si spoglia (capisco che in quella città è raro quanto reperire un single intelligente sulla faccia del pianeta)! Però a me quei calzettoni con quelle brutte scarpe mi sdubbiano proprio…ma tantooo!!!IMG_8374

Mi chiedo solo come mai, per il “tempo libero“, per passeggiate domenicali nei mercatini cool della “city”, c’è bisogno di conciarsi come lei: un po’ corridore, un po’ massaia, un po’ pesco le prime cose dall’armadio e me le tiro addosso…a caso!
IMG_8362Ed ecco la coppia più bella del mondo, sembravano usciti da non so quale film: sembravano due spie russe. Aggressivi, teschiati, pelle, frange, ghepardi, borchie, rete, peli…ce l’avevano tutte!!! Però sorridevano…;)
IMG_8389

Ed infine non mi ha risparmiato nemmeno la hostess di terra della Ryanair alle 6 di mattina. Porella, lo so che non è colpa sua, ma coloro che pensano alle divise dovrebbero tenere presente un concetto fondamentale, ovvero “le mezze lunghezze dovrebbero essere vietate“. Perchè o ti scegli solo stanghe di 1,90 o il risultato è quello di far sembrare le zampone ancora più zampone…;)