In serie artigianale

Il finger food è tutto quello che si mangia con le mani. Per estensione è diventato anche tutto ciò che si mangia dentro a piccolissimi contenitori con piccolissime posate: bicchierini e ciotolini abbinati a forchettine e cucchiaini; va bene tutto, basta che sia pratico, veloce e mono-porzione. Dai salatini anni 90 alla pappa al pomodoro in bicchiere, tutto può diventare finger food...anche le polpette al sugo, basta farle piccoline ed appoggiarle su un piattino. Il finger food funziona negli aperitivi o agli eventi perché ti fa sentire meno in colpa se nel piatto hai 10 piccole ciotole invece di montagne di pasta, insalata di riso o pollo al curry. E poi non ti sporchi, è pratico e sembra che mangi di meno (in realtà finisci a provare tutti i bicchierini presenti in giro, a volte pure con il bis o la tripletta perché per capire di cosa sa te ne servono un po’). Ma i finger food sono uno sbattimento allucinante, figli di una certosina manodopera alla quale viene affidato un arduo compito, ovvero comporre una serie di piatti in serie, tutti meravigliosamente uguali, colorati, bilanciati e sistemati, come appena usciti da una confezione di Sofficini surgelati, tutti perfettamente identici nella loro fattura industriale. Invece dietro ad ogni piccola ciotolina c’è un paziente lavoro manuale, l’artigianalità nel posizionare gli ingredienti principali, il condimento, il decoro e pure la spolverata finale. Un gesto che viene ripetuto per centinaia di volte…fino a comporre quel vassoio allettante che viene attaccato brutalmente dai presenti, attratti dalla bellezza, ma non sempre coscienti del lavoro che c’è dietro. Ecco, la prossima volta che vi avventate senza rispetto sui vassoi dei finger food, fate un minuto di riflessione pensando a chi tutti quei bellissimi e buonissimi aperitivi se li è dovuti comporre pazientemente UNO per UNO. In serie. Artigianale… 😉

Finger food rigorosamente in serie dolci/salati di cucinamo

Se volete sapere con cosa sono composti questi bellissimi aperitivi dovete andare su Instagram di cucinamo firenze: lei lì scrive tutto! O quasi 😉

4, 37 e 18! (non sto dando i numeri)

Oggi è finalmente arrivato il cartaceo del 4° libro che ho scritto e pubblicatoOggi faccio la bellezza di 37 anni, che mi allontanano dai trenta e mi avvicinano a quell’altro numero che comincia con il 4 ma che non ci voglio nemmeno pensare. Tra due giorni, il 18, festeggerò entrambi questi eventi, ma più che altro il primo, al Caffè Letterario le Murate (Firenze), perché non c’è due senza tre ed il quattro non viene da sé, ti devi sempre fare quel gran culo per arrivare a fare quello che desideri (o almeno, a me non mi ha mai regalato niente nessuno).

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Manco a farlo apposta LUI quassù è arrivato oggi, una ciliegina sulla torta che non ho ancora mangiato (ma che sicuramente mangerò da qui a stasera, che posso anche non festeggiare, ma almeno un dolcino lo pretendo), un altro piccolo traguardo di questa passione che coltivo da sempre e che, da quando ho deciso di investirci con costanza, mi sta regalando delle gioie. Ebbene sì, scrivere è un’attività che non ho mai smesso di fare, ho sempre imbrattato quaderni e agende, riempiendole di cazzate più o meno sensate; poi è stato il turno del web, che mi ha permesso di scrivere e CONDIVIDERE perché, a differenza di quegli scrittori che “Ma no, figurati, io scrivo per me” (e allora continua a scrivere sulle agende invece di andare a cercare editori, no?), io scrivo perché qualcuno legga (le cose “per me” me le tengo nei miei quadernini). Poi è arrivata la “Bruttina“, la mia prima opportunità di carta su inchiostro in un sistema ordinato e coordinato definibile “libro“; poi il seguito, poi Sfashion e oggi magicamente mi ritrovo tra le mani il mio quarto libro. Che, devo dire la verità, mi fa sempre uno strano effetto. E’ un mix di sensazioni: quando consegno è come se non esistesse più; poi lo vedo dal vivo e lo guardo come se non fosse mio e soprattutto come se fosse una cosa talmente lontana nel tempo che me ne sono dimenticata; poi me lo guardo, lo rileggo in qua e là, gli voglio un po’ bene, però con la testa sono già oltre (patologia da noia? Boh…). Oggi che li ho visti tutti insieme, tutti e 4, tutti con quella punta di fuxia che li accomuna, li ho guardati e…niente, sono decisamente “figli” miei 😉

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Giovedì 18 maggio alle ore 18.00 io e la mia amica giornalista fondatrice del magazine online Pollyanna Ludovica Monarca ci faremo una chiacchierata “fiorentina” (naturalmente al femminile) al Caffè Letterario Le Murate. Insieme a noi  ci sarà esposto il racconto fotografico nell’esposizione degli scatti di Erika Bastogi, fotografa e video maker che ha arricchito il libro con le sue immagini. Un tripudio di donne, di colori, di parole, di fiorentinità mista a quel tocco labronico che ormai fa parte di me da una vita. Insomma, lo spazio promozione è finito (altra cosa che odio è farmi pubblicità da sola, che palle 😛 ); chi vuole venire trova tutte le info qui—> https://www.facebook.com/events/527863714004026/?active_tab=about e chi è distante può comunque procurarsi il libro…o I LIBRI! 😉 Io nel frattempo vado a giocarmi questi 3 numeri…

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Buccia di Banana/Consigli per essere “giusti”

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Dopo aver letto i commenti di Marcelo Burlon sui “ragazzi del muretto“, ovvero lo stuolo di gente della moda vestita di tutto punto (da blogger a compratori a rappresentati ad espositori, ormai ci son tutti) che si appoggia con fare casuale facendo finta di leggere messaggi sul telefono in attesa di venire fotografati, non credo di dover aggiungere sul circo delle vanità che é diventata questa fiera, dove i padiglioni sono vuoti ma fuori è pieno di persone che fanno PR a suon di sorrisi falsi e aperitivi. (per approfondire questi argomenti ho scritto un libro) 😉 Però posso deliziarvi con le ultime tendenze, quelle da non farsi scappare per essere “giustissimi”; carta, penna e prendere appunti…

Bianco tutto l’anno!

E tutto bianco! Il total white, prerogativa dell’estate, viene reintegrato anche per la stagione invernale, ed il gelataio in versione pupazzo di neve è servito! Mi rimane solo la perplessità sulla giacca da neve abbinata ai pantaloni fini: non era meglio mettersi quelli da sci?!?

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aria!

La Saga delle Prese D’Aria non accenna a sparire. Anzi. Si fa ancora più estrema e hard…e stupida: perché se indossare le calze sotto ai jeans dilaniati è un’idea interessante per non patire il freddo, metterci quelle a rete con maglie grosse è sicuramente un tocco di stile prepotente ma quanto a praticità…Ma è così, per la Moda si può anche sfidare la perturbazione Antartica!

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la nuova frontiera del riciclo: i tappetini del bagno!

Non si butta via nulla! Ma proprio nulla! I jeans corti del fratello, gli occhiali da sole che si usavano per andare ai rave all’Imperiale (questa citazione è per i toscani, l’Imperiale era una nota discoteca nei pressi di Tirrenia dove, ai tempi, facevano serate techno-house-e-deliri-vari), le scarpe da ciber-punk comprate a Londra durante la gita del liceo…ma la cosa meravigliosa è il tappetino del bagno riutilizzato per questo capo-spalla accattivante dalla fattura artigianale ma molto contemporaneo. La particolarità è la chiusura stringata sul dietro (una chicca che mi dispiace non essere riuscita ad immortalare) e queste maniche oversize che si trasformano anche in guanti. Un pioniere dello stile. Un esempio. Una nuova icona! 😉

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babbucciamoci!

Dopo i pigiami, riecco le ciabatte. Per uscire! In versione regale, però, con corone d’oro e ricami preziosi. E quel tocco di velluto lucido che fa subito “principino“!

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Rosso…un amore che non posso!

Il tocco di colore è importantissimo, almeno per stemperare l’ondata dell’esercito dei Cavalieri Neri. Il segreto di stile, però, è quello di avere vari richiami dello stesso colore…e portarsi dietro una amico in coordinato. Che sennò stona…;)

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PELI coordinati!

La vera nuova frontiera del coordinato è il pelo! Nel senso, abbinare parti pelose del proprio corpo con gli accessori indossati…meglio se i peli in questione sono visibili (sennò che senso ha?). Il giovanotto in questione sfoggia cappellino-barba-calzini in una vibrante tonalità di rosso, che danno un tocco di colore a questo look classico. Le donne posso provare con sopracciglia, baffetti o ciuffi di capelli.

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street style estremo!

Quando il vintage si mescola alle felpe, che si fondono con le calze da sci, che si arrotolano sui pantaloni da surfista per poi poggiarsi sulle scarpe da corsa che stanno sotto ai pantaloni di acetato della tuta, questo sì che è fare stile da strada. Nel senso che a sembrare uno scappato di casa è un attimo!

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occhiali, borsetta e…cane!

L’accessorio cool è il cane, rigorosamente vestito ed in abbinamento cromatico con il padrone! (Ora io vi devo raccontare la scena di costui che si è piantato in piedi, immobile come una statua di sale, con il suo completino mimetico con abbinato il cane (immobile e mimetico pure lui) ed il bomber, tremendamente anni 90, messo solo su una spalla con l’altra manica penzoloni; l’ho fissato per qualche minuto cercando di intercettare il suo flusso di pensieri e chiedendomi seriamente 1-Ma non ti senti un cretino? 2-Ma non ti fa freddo che c’è -2°? 3-Ti posso tirare su quella manica?)

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Poi l’ho lasciato lì, a godersi i suoi 10 minuti di fama, ed ho deciso di regalarglieli anche io. Sacrificare la propria salute per la Moda è un atto di coraggio e amore che va premiato. O_o

E non aggiungo altro. Il report “serio” lo trovate nel mio primo articolo per Lungarno Magazine! Buon lunedì…

 

Semplice

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Potevamo stupirvi con effetti speciali, potevamo suggerirvi menù natalizi a base di qualunque ingrediente, regalarvi suggestioni di piatti belli, buoni e vestiti a festa. Invece no. Le riviste già pullulano di nuove ricette e di ricche pietanze, di accostamenti inusuali e di rivisitazioni esotiche dei piatti della tradizione, idee su come apparecchiare e come presentare per stupire…i soliti parenti (o quelli nuovi acquisiti in seguito all’ultimo matrimonio estivo), ma alla fine sono sempre le “solite” ricette ad accompagnare le feste. Le tradizioni sono dure a morire ed ogni famiglia, ridotta o allargata, ha le sue. Meglio assecondarle, onorarle e amarle nella loro semplicità. La semplicità di un biscotto impastato insieme ai nipotini, del pane fatto in casa dalla nonna, dei momenti spesi in cucina tra le donne di casa, delle chiacchiere tra amiche dopo cena, del bucce di mandarino usate per segnare i numeri della tombola, degli aneddoti imbarazzanti scuciti dallo zio dopo qualche bicchiere di troppo, delle noccioline che accompagnano il pranzo come antipasto, contorno e digestivo. Perché in certi momenti non è importante quello che c’è sulla tavola, ma chi c’è intorno (se c’è qualcuno che vi sta sulle palle…sfiga)! 😉 Mangiate emozioni, godetevi il momento e sopratutto non postate pranzi&cene su FB, a meno che non vi stiate annoiando a morte. Perché quando siamo felici, solitamente, non siamo online…

semplici suggestioni natalizie di cucinamo firenze

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Però non scordate di lasciare latte e biscotti per Babbo Natale, per gli elfi, per le renne, per il Grinch,  per i gatti o per la colazione di chi si sveglia prima il 25 mattina 😉

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Io e Carolina, intanto, vi auguriamo Buone Feste!!! 🙂

Non puoi mangiare dolci!

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Devi eliminare i dolci per un po‘”. Sgomento, paura, disperazione: no, dai, i dolci no. I dolci non sono solo dolci: sono coccole, sono regali, sono momenti di pausa, sono pornografia con l’aggiunta di zuccheri, sono attimi di felicità…sono una droga! Gli zuccheri danno dipendenza, un corpo abituato ad assumere zuccheri giornalmente va incontro a veri e propri sintomi di astinenza: voglia di uccidere chiunque, ricerca di sostituti che non saranno mai in grado di dare lo stesso piacere quindi genereranno incazzatura ed insoddisfazione, psicosi a caccia di dolci in ogni angolo della casa (per questo i “guru” della nutrizione ti consigliano di non far entrare zuccheri in casa, nemmeno se mascherati da Superman), scompensi ormonali durante i cicli mensili. Non importa, una persona con forza di volontà e che tiene alla propria salute ce la può fare. Mi documento, leggo alcune dritte:

-“Sostituire gli zuccheri con l’acqua. Le persone dipendenti dallo zucchero potrebbero avere difficoltà a distinguere la differenza tra la voglia di zucchero e la sete. Se non riesco a distinguere voglia di acqua da quella di zucchero vuol dire che sono veramente alla frutta (quella amara)!

-“Reagisci alle voglie con l’attività fisica”. Ecco, ora te lo dicevo quale attività fisica può contrastare la voglia di dolci…

-“Assicurati il supporto della famiglia e degli amici. Proprio come un tossicodipendente o un alcolizzato, chi è dipendente dallo zucchero ha bisogno dell’aiuto di amici e parenti.Sì, le mie amiche mi aiuteranno, io lo so, mi bacchetteranno tutti i giorni se serve.

“Bip Bip”. Messaggio. “Ah, è Carolina…”. Ecco, vediamo cosa mi ha mandato…

una carrellata di dolci, dolcini e dolcetti fatti da Cucinamo

Torta margherita (semplice, ma a colazione ci sta sempre bene

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A seguire con il Banana Bread (che adoroooo)!

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Crostata di frutta (che pare leggera, ma non è assolutamente vero)

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Cheesecake con frutti di bosco (comincio a soffrire)

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Mousse al pistacchio con lamponi e granella (mi sciolgo)

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Gran mix della morte: profiterole, panna cotta, torta al cioccolato, tiramisù (e poi muore)

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Dicevamo, le amiche?!? 😉 Rinunciare a qualcosa è sempre una prova impegnativa, che alla lunga ti tempra corpo e spirito, ma che lì per lì ti leva anche quella piccola gioia quotidiana. Però io guardo e non tocco, da brava! Voi a cosa fareste fatica a rinunciare in cucina?!?

Toscani Classici…e poveri!

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Nella vita non si finisce mai di imparare. Meno male, aggiungerei. Quando Carolina mi ha fatto vedere il suo barattolo di Tonno del Chianti le ho detto: “guarda bono il pesce sott’olio speziato”…mi ha fulminato facendomi sentire una completa ignorante. “Ah, non è pesce?” ho detto sorridendo a mille denti…No, non è pesce (ma so’ una sega io, sono terrona, in casa mia la tradizione è prettamente partenopea e per noi i tonni son tonni ed i maiali maiali) è maiale. E si sa, del maiale non si butta via niente. E’ una ricetta antica della cucina povera: la carne veniva super bollita in acqua e vino bianco insieme alle spezie e poi affogata nell’olio in allegra compagnia di pepe in grani, alloro, rosmarino e altre cose di cui non mi è dato sapere. Poi si deve tenere in frigo per un mese prima di mangiarlo. Ma la cosa incredibile è che assaggiandolo…ricorda il sapore del tonno, quello a forma di pesce. 😉 A quel punto sono stata istruita su altri piatti tradizionali fiorentini, storia, usanze e preparazioni: affascinanti. Ma io devo essere onesta: frattaglie, frattagline, trippe e lampredotti…non li affronto. Ho sempre quel problema con le consistenze mollicce…o eccessivamente “nervose”. A questo giro vado direttamente al dolce…ma voi potete accomodarvi alla tavola di Carolina!!!

TOSCANI CLASSICI: I PIATTI POVERI DELLA TRADIZIONE FIORENTINA BY CUCINAMO

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Crostone con Tonno del chianti

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MALtagliati in brodo di lampredotto

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risotto al parmigiano con riduzione di vino rosso

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zuppa di frattaglie

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panino con il lampredotto

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Lampredotto new style

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Hamburger di chianina con quaglia

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Trippa in insalata

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cantuccini

Verdure liquide

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Ora si comincia con la stagione delle insalatine. Del “fa caldo, non ho voglia di mangiare“, del “non posso prendere la pasta, sono a dieta da ieri“, del “a pranzo solo verdure“. Ecco, tra una tristissima insalata scondita e l’assunzione di vegetali ci sono mille sfumature di verdure. E anche mille consistenze. Se ordinare tre contorni a pranzo vi sembra da sfigati, se non ne potete più dell’insalata di pomodori, se le verdure lesse vi fanno venire in mente il cibo da ospedale…è ora di passare dalla cucina e dare nuova forma e colore agli amici vegetali. Per esempio trasformandoli in più o meno liquide zuppe che, se arricchite da spezie o timidi petali di fiore, fanno la loro coloratissima figura anche in primavera. Perché ci sono vellutate che sono perfette anche tiepide o fredde. E se le ordinate in qualche ristorante non ve le fate portare bollenti…;) (ah, e non chiedetemi che differenza c’è tra zuppa, vellutata e crema che non lo so…per me sono tutte morbide trasformazioni di solide verdure)!

VERDURE LIQUIDE: una galleria di zuppe! Di CUCINAMO FIRENZE

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Acqua cottaFullSizeRender-2

crema viola con cuore di caprinoFullSizeRender-3

crema di carote e taccoleFullSizeRender-4

crema di piselli e maltagliati di rafanoFullSizeRender-5

passato di verdure con riso venere e fiori d’arancioFullSizeRender-6

crema di porri patate e zucchineFullSizeRender-7

Vellutata di spinaci e cavolo neroFullSizeRender-8

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zuppa di pisellini verdi…ssimi

Se vi state per caso domandando cos’è l’acqua cotta… beh, chiedetelo alla chef…anche lei risponde!!! 😉

Strati di primavera

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Con i primi caldi passa la voglia di stare ai fornelli, di cucinare e tanto meno di mangiare cose calde. Fatta eccezione per me; a me la voglia di stare davanti ai fornelli non è mai venuta!!! Ma senza ombra di dubbio come sboccia la primavera sbocciano i pomodori nel frigo. Grappoli di rossi ciliegini diventano la base di pranzi, cene e spuntini. Spesso freddi, a volte solo lavati e presi a morsi, a volte sdraiati su enormi fette di pane toscano con olio e sale. Carolina ci fa anche le millefoglie, li compone come fossero sculture ed improvvisa capresi belle e buone. Che per fare bella figura non c’è sempre bisogno di cose elaborate. A volte basta solo guardarle e pensarle in modo diverso. Tipo a strati… 😉

Caprese, millefoglie e parmigiana rivisitata

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Il panettone

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Nella mia tradizione familiare il panettone non ha mai avuto molto spazio. O meglio, c’era, ma veniva in coda alla frutta secca, ai dolcetti di natale (praticamente delle bombe di cioccolato semi-puro), alle zeppole fritte con il miele e agli struffoli (fritti pure loro). Il panettone è sempre stato un extra, regalo di qualche collega o ospite che pareva brutto non aprire, ma che poi finiva sempre mangiato a colazione del giorno dopo. E poi io, a tutti quegli inserti di canditi e uvetta, ho sempre preferito l’inutile semplicità del pandoro. Più gestibile. Soprattutto se poi ci devi spalmare cose sopra, come la crema chantilly o la nutella (sì, nei momenti topici in cui desideri solo morire zuccheroso). Eppure anche il panettone ha il suo fascino, soprattutto quando lo vedi prendere forma in diretta. Dagli ingredienti all’impasto, ai dadini colorati di canditi fino all’uvetta, la tipica forma a cupoletta moderata una volta uscito dal forno (non troppo esosa, mi raccomando) e quel colore giallone che comunque mette allegria. Devo dire che era anche parecchio buono. Con la sua crema accanto poi…ciao! Devo ammettere, però, che tutto il procedimento richiede tempo, cura e mooolta pazienza. Non è una ricetta per me 😉

IL PANETTONE DI MARIO (in 6 scatti)

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Anche da asporto…solo al Caffè Notte! (FI) E voi siete per il panettone o pandoro?

Le GGD Toscana ritornano in campo il 18 dicembre

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La vita fa giri strani: nell’agosto del 2008 scrivevo un pezzo sulle Geek Girls Dinner nella mia rubrica “Female Touch” sul sito di Goldworld…

Chi ha detto che le donne sono anti-tecnologiche? E che quelle che poco poco interessate all’hi-tech hanno l’appeal da piccole nerd? Tutti! Ma si sbagliano! Le donne appassionate di computer e mondi tecnologici ci sono, sono molte ed anche ben organizzate. Si è svolta lo scorso 20 giugno al Fiat Pop-Up store di Milano, la prima GGD (Geek Girls Dinner) ovvero un evento ideato per far conoscere e comunicare signorine che lavorano nel campo della tecnologia. Le Geek Dinner sono un fenomeno mondiale ormai diffuso, approdato in Italia circa un anno fa grazie ad Amanda Lorenzani, responsabile comunicazione del portale Excite.

…oggi sono ad invitarvi al primo evento (che in realtà è il numero 9) del rinnovato team GGDToscana: GGDToscana9–Christmas Lab Venerdì 18 dicembre all’Andersen Cafè!!!12279062_10153768766763308_2347766856791467428_n

Dopo un anno di assenza il gruppo, guidato dalla veterana Cinzia Risaliti, torna rinnovato con ragazze geek e appassionate di comunicazione: Laura Fusi, Angela Spulcioni, Sherri Ellis e…Marina Savarese (sì, sono io)! Il nuovo team ha già in programma una serie di appuntamenti che si susseguiranno per tutto il 2016 e che diventeranno un momento di incontro e confronto per donne interessate alle tecnologie e ai nuovi media, ma non solo.

Per iniziare abbiamo deciso di puntare su qualcosa di diverso, arte antica e misteriosa quanto attuale. Per anni è sembrato che l’arte del cucito fosse qualcosa che riguardava le nostre nonne, che le donne moderne non ne volessero sapere, ed invece non è così: crafter e makers stanno riportando in auge il lavoro manuale ed artigianale, facendolo in qualche modo ritornare trendy in una maniera sana e divertente!  Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare la #GGTOSCANA9 – Christmas Lab alla sartoria. Oltre a digitare dietro ai monitor abbiamo pensato di invitare tutte e muovere le mani per costruire qualcosa utilizzando ago&filo. A guidarci in questo intricato mondo sarà il nostro partner Merenda in Sartoria, realtà fiorentina nata da un’idea di Romana Rocchino con l’intento di creare uno spazio in cui fondere attività ricreative e didattiche, dove imparare a cucire ritorna ad essere un attività di bottega, in cui si impara facendo. Romana aiuterà i partecipanti all’evento a realizzare con ago e filo qualcosa di magico e in linea con le atmosfere natalizie.Locandina GGDT9

La location della serata è l’ Andersen Cafè,  del quale vi ho ampiamente parlato in questo articolo. Luogo che amo fin dalla prima volta (praticamente un colpo di fulmine) e dove sarò anche questa domenica 6 dicembre per l’edizione dedicata agli accessori del Christmas Market. (momento di pubblicità poco-occulta)

Media Partner dell’iniziativa è FULFirenze Urban LifeStyle – Magazine free press cartaceo e web su tutto ciò che riguarda la vita di Firenze, mentre tra gli sponsor ci sono FamiDeal primo sito a capitale 100% italiano di offerte a tempo per famiglie con bambini e ANG un Bebè brand artigianale e made in Italy per neonati e bambini. Infine, altro sponsor affezionato dei nostri eventi è Yelp Firenze.

L’Appuntamento, quindi, è per venerdi 18 dicembre 2015 dalle ore 19.00

Costo serata (aperitivo + laboratorio) € 15,00

I biglietti sono disponibili su EventBrite al seguente link: http://bit.ly/1I37o1p

Per maggiori informazioni: http://www.girlgeekdinnerstoscana.com 

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STAY GEEK, DO HANDMADE!!! 😉 Vi aspettiamo!