La belle(zza) e la bestia: un giro nel mondo del beauty

La moda non si esaurisce certo con i vestiti. C’è un altro settore al quale, se vogliamo essere coerenti e rallentare i ritmi consumistici a largo spettro, bisogna dare uno sguardo e prestare un po’ di attenzione: accomodiamoci nel fantastico mondo del beauty!!!

L’industria della bellezza non è bellissima: avvelena la fauna selvatica con microplastiche (quelle che di sovente si trovano in scrub e peeling) e glitter (sì, pure quelli finiscono in mare), rovina gli oceani con contenitori non riciclabili e rappresenta un terzo di tutti i rifiuti di discarica (120 miliardi di unità di imballaggi non riciclabili ogni anno, la maggior parte dei quali impiega fino a 1000 anni per decomporsi). Abbiamo tutti diversi barattolini in bagno, a tutti piace prendersi cura del proprio corpo e della propria pelle (ed è una cosa buona e giusta), ma come al solito gli eccessi fanno danni. Eccessi che negli ultimi anni sono stati fomentati dalla rete e dalla grande quantità di beauty-guru che si sono affollati sugli schermi di Youtube! Tutorial di trucco e di routine al bagno hanno creato un circolo vizioso (e competitivo) nel quale l’influencer di turno cerca, grazie a codici sconto e contratti con grosse aziende, di far comprare di più. Insomma, il meccanismo poco si differenzia da quello del fast fashion, tanto che c’è chi parla anche di fast beauty. Il creare delle necessità laddove non ci sono è una vecchia legge del marketing in fondo, ma c’è bisogno di avere rossetti con 10 sfumature di rosso o mille prodotti per il contouring (Il contouring è una tecnica di trucco che consiste nel disegnare con appositi correttori zone di luce o di ombra sul viso, in modo da ridefinire i volumi. Nata in ambito teatrale, e più specificatamente nel mondo del drag per emulare i tratti femminili, è stata portata alla ribalta dalla signora Kardashian), inutili a meno che non si debba fare show in teatro? Anche in questo caso l’idea è quella di spingere il consumatore a comprare infinite quantità di prodotti dei quali non c’è bisogno (ovviamente con la scusa della bellezza e del divertimento travestito da empowerment e affermazione di sè…una leva sulla quale si spinge sempre troppo spesso e che è anche diventata retorica) e che verranno utilizzati molto poco.

Un peccato, considerato che i cosmetici non hanno una vita poi così lunga (mascara un paio di mesi, rossetti al massimo due anni, creme anche meno), e accumularli senza usarli è decisamente insostenibile. A questo c’è da aggiungere che moltissimi produttori di cosmetici hanno dislocato le loro produzioni in Cina e nel Sud Est Asiatico, con un cambio non tanto nella composizione dei prodotti, quanto nelle condizioni di lavoro e nella possibilità di fare test su animali (cosa che in Europa è vietata dal 2013). Quello che poi ci mettiamo a contatto con la pelle dovrebbe avere la nostra attenzione, imparando a leggere gli INCI(International Nomenclature for Cosmetic Ingredients), ovvero la famosa lista degli ingredienti. Insomma, ben vengano creme e cosmetici, ma senza accumulare in maniera compulsiva in un nome di una società basata ancora sulla bellezza a tutti i costi; e sopratutto senza compromettere il benessere del pianeta e del prossimo.

sostenibilità, cosmetica E routine

Anche per quanto riguarda i prodotti per la cura della pelle esistono alternative valide create tenendo conto della responsabilità sociale e ambientale. Queste comprendono la scelta delle materie prime prevalentemente naturali e biologiche, l’approvvigionamento etico,  gli imballaggi biodegradabili o riciclabili. Attenzione e cura, dall’inizio alla fine, per il cliente e tutto l’ambiente circostante. Sono sempre più le aziende orientate in questa direzione e prestare un po’ di attenzione anche a cosa ci mettiamo sulla pelle, oltre ai vestiti, fa parte di un processo verso una consapevolezza maggiore a 360°. Quindi, ben venga la beauty routine, ma con i prodotti giusti (domanda: esattamente, quanti prodotti usate la mattina?!?) e senza farsi prendere da bulimia e fascino dell’ennesimo barattolino che promette miracoli formato crema. Prima finite sempre quella che c’è già sulla mensola del bagno…o no? 😉

Io da piccola piccola avevo una passione per le creme di mia mamma (e della mamma della mia migliore amica), che puntualmente mettevamo per gioco chiuse in bagno (e non vi dico gli urli quando ci scoprivano)! Il prendersi cura del proprio corpo è un insegnamento che la Mamy mi ha passato in maniera sana ed equilibrata (almeno credo :P), ma non ho mai avuto un ordine disciplinato e regolare per la beauty routine…poi sono arrivate le rughe, si sono avvicinati i 40 e sono diventata più disciplinata! Vediamo quanto duro…;)

—>In foto la linea di prodotti che sto usando al momento: sono naturali “Eden-Energia della Natura“, senza parabeni, paraffine, siliconi e profumi aggiunti; formulati con estratti vegetali, oli essenziali e sostanze provenienti da agricoltura biologica…che si vedono! (L’olio iodato con il sale e le alghe marine nella bottiglia è il mio preferito in assoluto). E poi sono completamente Made in Tuscany, un altro modo per sostenere l’economia locale e far crescere aziende di zona che si impegnano in maniera etica e sostenibile. Con piccoli accorgimenti si può fare tutto senza 😉

Con il codice —> P006/20 un piccolo sconto per provarli andando sullo shop https://www.edenshop.store/ <—

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