Vintage Revolution: Il viaggio e l’esotico negli abiti del ‘900 – la giusta ispirazione per oggi!

DI FEDERICA PIZZATO

Gi abiti e il viaggio. Un connubio che ha da sempre forti connessioni sia dal punto di vista dell’utilizzo che da quello delle influenze estetiche tra culture diverse che si riversano sugli abiti. Nel corso dei decenni tante sono state le invenzioni nel campo dell’abbigliamento per far fronte al modo di viaggiare che mutava nel tempo e tantissime sono state le influenze culturali che il mondo della moda ha adattato alle sue esigenze.

Viaggiare con la mente indossando qualcosa che ci fa pensare a culture lontane o mettersi comodi in un abito pensato per affrontare un lungo viaggio è piacevole quasi quanto affrontare il viaggio stesso! Ed è per questo che ho deciso di riunire qui qualche suggestione che possa esservi d’ispirazione.

Anni ’20 – Kimono

L’esotismo era una corrente decisamente in voga negli anni’20 del ‘900: molto diffusi sugli abiti erano i motivi africani, egiziani e orientali che andavano a formare decorazioni preziose come quelle simili a lunghe collane.
Proprio in questo periodo fanno la loro comparsa gli abiti kimono (in seta ricamata erano tra i più gettonati) e le grandi maniche quadrate. Faceva capolino una nuova forma di bellezza basata sulla semplicità e sul design orientale. Anche molti abiti da pomeriggio avevano le maniche a taglio quadrato e la forma del kimono. Inutile notare il parallelismo con gli ultimi anni in cui il kimono è tornato alla ribalta in tutte le sue declinazioni. Ecco un esempio dell’epoca al quale potete ispirarvi!

Anni ’30 – è boom dello sport

In Inghilterra fu approvata la legge sulle ferie retribuite e fu boom del tempo libero per le classi lavoratrici. Fece quindi la sua comparsa l’abbigliamento creato a doc per queste occasioni di svago come i costumi da bagno e l’abbigliamento dedicato allo sport come il pantalone a gamba larga. E proprio “Pur le sport” era la dicitura che faceva capolino sui primi sensazionali maglioni ideati da Elsa Schiaparelli. Maglioni neri di lana con un grande fiocco bianco sul davanti (quasi a disegnare una sciarpa). Una grafica mai vista prima che fece furore e lanciò la stilista anche oltre oceano! Eccolo:

Fece la sua comparsa anche il jersey tanto utilizzato da Coco Chanel per i suoi comodi completi a pantaloni. In arrivo anche tanti capi adatti al mare come il “pigiama da spiaggia”: per le classi più elevate era un must da accompagnare a un grande cappello di paglia magari dai rimandi asiatici. Il costume da bagno così come lo intendiamo oggi è un’invenzione degli anni ’30: non più un nero, funzionale e monotono indumento da bagno ma un vero e proprio pezzo del look da mare con fantasie stravaganti.

Anni ’40 – l’utilità

Se si parla di comodità negli anni ’40 più che il viaggio salta in mente l’utilità e magari la virtù del recupero. In tempo di guerra era fondamentale risparmiare anche sui tessuti e sui filati che, soprattutto alla fine del conflitto scarseggiavano un po’ dappertutto. Un capo iconico che ha subito svariate reinterpretazioni (anche legate al viaggio) nei decenni successivi è la tuta anti raid aereo ideata da Schiaparelli ispiratasi alle correnti futuriste di inizio ‘900. L’abito era facile da togliere e da mettere grazie alla sostituzione dei bottoni con le cerniere (anche se non tutti potevano permettersele). Anche le tasche erano dotate di zip in modo che qualsiasi cosa si volesse salvare scappando non riuscisse ad uscire. Eccola:

Anni ’50 – New look si ma esotico

Negli anni ’50 si ritorna a pensare ai vezzi in modo massiccio anzi, in questo decennio più che mai! Le ampie gonne del New Look ideato da Christian Dior si decorano anche di motivi esotici. E come non parlare degli iconici pantaloni Capri se si parla di anni ’50! I pantaloni tagliati al polpaccio con risvolto o orlo alto e taglio a V sul fondo per rendere migliore mobilità. Tutte le star ne possedevano un paio da indossare, ovviamente nelle località di mare più in voga del momento, magari con una maglietta a righe bretoni e un leggero foulard a pois sulla testa. Eccoli!

 

Anni ’60 – spazio e psichedelia

Negli anni ’60 molte cose cambiano. La moda, per la prima volta fatta da chi la indossa, i giovani, si fa più audace. Il tema del viaggio si fa più ambizioso e prende addirittura spunto dalla corsa allo spazio per un immaginario volo oltre i confini del mondo! Fili metallici, dorati e argentati fanno capolino sugli abiti e materiali sintetici mai visti fanno sembrare le più aggraziate mise come provenienti da un altro pianeta. Nei tardi anni ’60 invece il viaggio on the road e la psichedelia fanno il loro ingresso tra le abitudini preferite dai più giovani e la moda non può restare indifferente: Emilio Pucci in questo periodo trae ispirazione dal flower power per i suoi pigiama palazzo. Il principe delle stampe osa con i colori come mai prima e le sue stampe sono ancora oggi un’icona indiscussa.

Anni 70 – Sahara e kaftani

Il movimento hippie, come abbiamo visto, già nei tardi 60s introduce il look etnico. Negli anni ’70 il trend continua e si modifica: arrivano i cotoni indiani e le stampe di ispirazione africana o etnica ad esempio ed i colori virano verso quelli che la natura ci regala. Anche il boom dei pacchetti vacanza, che diventano molto più accessibili, contribuisce a diffondere questa tendenza e, proprio in questo periodo, compaiono la tuta Sahara (di ispirazione anni ’40), gli abiti stile safari ed i kaftani: insieme ai kimono, al djellaba (una tunica marocchina con cappuccio) e ad altri modelli provenienti dall’India e dall’Africa, i kaftani sono stati adattati alla maniera occidentale rendendoli particolarmente adatti ad essere indossati come abiti da sera. Qui un kaftano di Pierre Cardin con finiture metalliche, fili d’oro e paillettes (1973).

Eccoci alla fine del nostro tour tra tessuti, stampe e forme che hanno fatto epoca. Spero di avervi regalato qualche istante di leggerezza. Vi lascio con una frase di diana Vreeland, iconica direttrice di Vogue negli anni ’60: “Straordinario è il modo in cui tutto quello che è moderno va d’accordo con quello che è antico. Una questione di combinazioni. Niente inizio, niente fine, solo continuità”

 

 

 

Viaggiare con la mente si può e si potrà fare per sempre! Le nostre passioni, la nostra cultura e la nostra voglia di sognare non ce le toglierà niente e nessuno. Se avete voglia di farvi accompagnare ancora per qualche attimo da me, seguitemi sul mio canale Ig @vestitialvento

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