Il problema che non si vede: le micro-plastiche!

Si sta parlando molto in questi giorni di inquinamento, nello specifico di quello che sta accadendo ai nostri mari e alle specie che li abitano. Le foto che mostrano pesci ripieni di plastica e fiumi dove la superficie liquida è stata ormai rimpiazzata da solidi galleggianti sono note a tutti. Meno visibili, invece, sono le micro-plastiche: particelle delle dimensioni che variano dai 330 micrometri e i 5 millimetri ottenute dalla plastica in deterioramento sopratutto quando è a contatto con l’acqua.

La plastica quando finisce in acqua si discioglie in frammenti più piccoli per molti motivi, dall’effetto dei raggi ultravioletti al vento, dalle onde ai microbi e alle alte temperature. La produzione mondiale di plastica negli ultimi 70 anni è passata da 1,5 milioni di tonnellate a oltre 280 milioni di tonnellate…e più se ne produce più se ne butta! Più plastica finisce in mare più micro-plastica ingeriscono i pesci e quando noi mangiamo i pesci indovinate dove vanno a finire queste simpatiche particelle? Dentro di noi e no, non ci fanno per niente bene (danni al sistema endocrino, addirittura si parla di alterazioni genetiche)! Le micro-plastiche arrivano anche da altri mondi, quello della cosmesi ad esempio, dove molte case inseriscono piccole sfere plastiche in prodotti da risciacquo come dentifrici e peeling, e naturalmente dal mondo della moda con le sue fibre dei tessuti sintetici. E qui vi volevo…

Foto Credit: http://www.safia-minney.com

Vi ho già parlato del poliestere e di quanto il suo uso sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, arrivando ad essere una delle fibre più utilizzate dalle moda, solo o accoppiato ad altre fibre. Il problema più grande è il suo non essere bio-degradabile, per questo ci sono almeno 4 cose che noi possiamo fare per limitare i danni.

Controllare le etichette dei capi prima di acquistarli e cercare di evitare il più possibile (o evitare punto e basta ;P) quelli contenenti fibre sintetiche (poliestere, poliammide e tutti i loro amici)! Già il fatto di prendersi la briga di controllare è un buon inizio, giusto per rendersi conto. Se poi riusciamo a rinunciare al sintetico meglio: meno richiesta, meno produzione!

-Anche il packaging ha il suo peso! Davvero gli indumenti che compriamo devono essere infilati in un sacchetto di plastica? Se un marchio che vi sta a cuore usa questo tipo di imballaggio, fateglielo presente…

Attenti al lavaggio! Una volta appurato che i vostri capi contengono fibre sintetiche (e ci sta) fare attenzione a come si lavano è cosa buona&giusta. Perché? “Le fibre di plastica, come poliestere, acrilico e poliammide, vengono “erose” attraverso i lavaggi in macchina e poi drenati nei sistemi idrici. La Norwegian environment agency ha rilevato che ogni singolo indumento, a ogni singolo lavaggio, rilascia fino a 1.900 fibre sintetiche.” (LifeGate) Una buona abitudine è quella di utilizzare la Coraball o la Guppybag per ridurre il rilascio delle particelle nell’acqua e anche evitare di lavare questi capi quotidianamente.

Far durare questi capi è un altro modo per essere meno di impatto sui nostri poveri mari (e pure sulla nostra pelle)! Prima di cestinarli, proviamo ad aggiustarli, ripararli, trasformarli o scambiarli con altri che potrebbero averne bisogno. Allungandogli la vita la allunghiamo un po’ anche a noi… 😉

Il resto delle grandi azioni le stanno intraprendendo i governi dei vari Paesi con leggi e decreti ad hoc per vietare l’uso di micro plastiche nei cosmetici, dei sacchetti di plastica e di tutta quella plastica “usa&getta“, come piatti, bicchieri, posate, cannucce, cotton fioc, ecc che siamo abituati ad usare giornalmente. Ed è proprio nel cambio di abitudini che dovremmo dirigerci per fare qualcosa di concreto, anche se so benissimo che gli “abitudinari” sono restii a cambiare la via vecchia per quella nuova. Qui alcuni spunti, semplici, per la vita di tutti i giorni.

E voi cosa fate giornalmente per questo problema? Ci pensate? 🙂

3 pensieri su “Il problema che non si vede: le micro-plastiche!

  1. theblablachain ha detto:

    Ci penso, cerco fi fare ddl mik meglio con piccoli accorgimenti come ben spieghi tu…non compro nemmeno più l’acqua in bottiglie di plastica, banditi bicchieri, cannucce o piatti di plastica…non sono assolutamente impeccabile ma ogni giorno voglio fare qualche errore in meno, per migliorarmi sempre. Il tuo articolo è utile, preciso, di effetto. Complimenti

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