Il bagno e i limiti della confidenza

Qualche giorno fa ero a telefono con un’amica, aggiornamenti settimanali sulla vita, sui progetti, sui massimi sistemi e pettegolezzi vari. Dopo dieci minuti di conversazione sento un rumore di sottofondo, quello tipico dell’acqua che scroscia rumorosa…no, non nella vasca da bagno, proprio nel cesso! Niente di nuovo, lo abbiamo fatto tutte almeno una volta nella vita (e pure più di una) di parlare al telefono comodamente sedute sulla tazza. Le faccio scherzosamente notare che sono contenta di provocarle certe reazioni con i miei racconti (forse potrei propormi come lassativo-vocale, sicuramente con meno controindicazioni delle medicine) e lei ridendo mi confessa “Guarda che è un segno di estrema confidenza, mi sento a mio agio. Quando c’è il mio compagno in casa non ci riesco ad andare“. Immensamente grata per questo segno di amore, ho cominciato a riflettere sulla cosa, quest’ordinaria amministrazione che può diventare un ostacolo (e un pericolo per la salute in casi estremi) in una coppia che non ha non ha abbastanza confidenza, perché…

Confidenza arriva dal latino confidentĭa(m), ‘coraggio, fiducia, speranza‘ ed in questo caso prende proprio il significato di familiarità, assenza di formalità. Se in certi momenti questa estrema confidenza permette di fare di tutto e di più, quando si entra in argomento “bagno” la questione cambia, si creano barriere fisiche e mentali che tengono a distanza il partner. Dopotutto…

E quella che si crea in camera da letto non ha niente a che vedere con quella della stanza da bagno. Il bagno è sacro, soprattutto per lei, ma anche per lui. Il bagno è il santuario dell’io, il salotto della bellezza, il custode di mille segreti e di mille momenti. Ci sono cose che nel bagno si fanno da sole, e non parlo solo delle evacuazioni quotidiane: dal bagno rilassante in solitaria, ai rituali della mattina, fino al giorno dedicato alle cure estetiche o anche ad una sana seduta con lettura annessa. Avere la porta del bagno sempre aperta o barricarsi dentro chiudendo a chiave sono abitudini molto personali che non sono strettamente collegate al periodo di frequentazione (ci sono mogli che si chiudono a chiave anche dopo anni e anni di matrimonio), ma fanno più parte di una sorta di senso del pudore/bisogno di intimità di ognuno. E anche a quanto ti senti a tuo agio con la persona che hai accanto (trovandoti a condividere con l’uomo/donna che frequenti da tre mesi cose che con il fidanzato storico non avevi mai fatto). Ci sono almeno quattro gradi di confidenza:

Porte aperte e via: si fa tutto tutti insieme. E’ l’apoteosi della libertà, in cui non ci sono odori e rumori che imbarazzano, dove ci si sputa il dentifricio sulle mani lavandosi i denti insieme e dove lui ti chiede se per favore gli fai uno strappo sulla pancia mentre tu ti stai facendo la ceretta all’inguine. O_o

Un po’ aperta e un po’ chiusa, tutto quello che riguarda le abluzioni quotidiane (ma non il bidet) può essere condiviso, soprattutto in orari mattutini in cui è facile dove essere fuori di casa allo stesso orario. Per le sedute di gabinetto la porta si chiude, contribuendo a mantenere una certa distanza da questi momenti così privati.

Il bagno è mio e ci sto per conto mio: doccia, lavaggi, sedute e quant’altro sono il momento di relax da NON condividere con il partner. La porta non si chiude a chiave ma le regole sono chiare, quando ci sono dentro io, TU stai fuori. Poi che c’entra, se di tanto in tanto capita che ti scappa e io sono sotto la doccia puoi anche entrare, ma che non diventi un’abitudine.

Porta chiusa, acqua che scorre e musica alta: ci sono persone che non solo si barricano dentro il bagno, ma che proprio si vergognano profondamente di qualsiasi suono o rumore l’altro possa avvertire dall’esterno; che sia una naturalissima fuoriuscita d’aria dal culo o il simpatico brusio del silkepil la cosa non cambia, LUI(LEI) non deve sapere cosa accade dentro. -_-

Alcuni sostengono che troppa vicinanza, anche in questi momenti, distrugga il desiderio e porti ad una visione del partner TROPPO realistica (ma insomma, siamo tutti umani, o pensiamo ancora che le donne siano angeli profumati che non evacuano!?!) e che quindi sarebbe meglio mantenere una certa distanza; altri preferiscono vivere in totale libertà senza alcun tipo di tabù (anche perché più vai avanti più è possibile ritrovarsi in situazioni in cui devi avere a che fare a 360° con il corpo dell’altra persona). Io credo che tra chi se la tiene se lui è in casa a chi fa di tutto di più davanti a lui ci sia una via di mezzo corrispondente a quanto ti senti a tuo agio con la persona che hai a fianco in quel momento (o al tuo sentire).

Qual è la vostra barriera tra voi, lui/lei e il bagno? Alle 18.20 circa ce lo potete raccontare in diretta a me e LaMario su radio m2o. 😉 Buon weekend…io intanto volo verso Amman!