Fragole Amare

“La fragola strega, mica ammazza”

FRAGOLE AMARE: UN INGREDIENTE, UN RACCONTO

C’era del rosa ovunque. Sul tavolo della cucina, per terra, sul tappeto del salotto e anche in camera da letto, purtroppo. Lo scenario era quasi surreale, ricordava vagamente la casa di Barbie, a metà tra la camera di una liceale troppo in fissa con il rosa e l’interno di una pasticceria americana, di quelle che sanno di zucchero filato, panna e fragole 24 ore su 24. Peccato che la casa appartenesse in realtà a tale Raoul, un colombiano di 130 kg con la pelle ricoperta di tatuaggi e la testa senza un capello, nonostante avesse appena compiuto 30 anni. Aveva sempre vissuto da solo in quella casa, accompagnato dal suo fedele gatto rosso chiamato Fresa e dalla sua più grande passione/ossessione: le fragole. Raoul le amava inverosimilmente sopra ogni cosa, in qualunque forma, dimensione e modo. Amava dipingerle in ogni posizione, amava mangiarle in ogni modo, cucinarle, tagliarle, coltivarle e soprattutto utilizzarle in modo ludico durante i suoi svariati incontri sessuali con le varie donne che settimanalmente portava a casa. Non era portato per la monogamia, tanto meno per le relazioni a lungo termine, ma la sua passione per le donne, soprattutto per il loro corpo, lo obbligava a sedurre, corteggiare e possederne almeno una alla settimana. E ci riusciva, nonostante non fosse di una bellezza esilarante.

Quella settimana, però, qualcosa era andato storto. O almeno questo era quello che aveva pensato il commissario Savarese alla vista del cadavere ritrovato in camera da letto di Raoul: donna bionda, massimo 25 anni, completamente nuda, rivolta a faccia in su, completamente ricoperta di quella che a prima vista sembrava crema di fragole, faccia gonfia di un color rosso acceso. Mentre guardava gli uomini della scientifica al lavoro, intenti a raccogliere campioni su quel corpo ormai freddo, non poteva fare a meno di restare stordito da tutte quelle fragole che aveva intorno: a fette, disposte in maniera maniacale su una crostata, intere in una coppa di champagne, dipinte sui muri a grandezza naturale e microscopiche addirittura sulla carta igienica in bagno; per non parlare di saponette, cuscini e pupazzi sparsi ovunque. Singolare passione per un idraulico colombiano dall’aspetto truce. “Reazione allergica” – il commissario si scosse – “Niente segni di violenza, né stupro, né utilizzo di armi o lame. Una banale e violenta reazione allergica“. Scosse la testa di nuovo. “Sfiga. Se solo fosse stata allergica al kiwi…E ora portatemi fuori da questa Big Babol gigante“. FINE

fragola in tutti i modi di cucinamo

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