Buccia di Banana/Parliamo di rompHim, ovvero di tutine (per lui)

Tutti i super-eroi indossano una tutina. E non quella da ginnastica, ma quelle tutine belle aderenti che mettono in evidenza le forme del corpo. Loro poi la corredano di un mantello, la decorano con il proprio logo o ci aggiungono un bel cappuccio…però sempre con una tutina sono vestiti. E sono dei gran fighi super-eroi. Quest’estate possono essere super-eroi tutti, perché sono tornate di moda le tute intere da uomo, soprannominate con il nomignolo RompHim, che forse è più imbarazzante del capo stesso (come sempre mi fisso sulle parole, mea culpa)! 

I giornalisti nostrani potevano fare lo sforzo di chiamare il pagliaccetto con il proprio nome (romper=pagliaccetto), ma gli inglesismi sono sempre più golosi, ed in questo caso anche meno ridicoli, forse, visto che stiamo parlando di pagliaccetti di uomo, ribattezzati con una bella specifica del genere RompHim, che così non ci sbagliamo con il destinatario 😉 Tutine, quindi, pezzo unico, dove pantaloni e camicia sono uniti, in un unico comodissimo indumento che ti evita lo sbattimento dell’abbinamento. Inutile dire che io adoro le tute, le trovo pratiche e risolvono un sacco di problemi: una cosa sola che si infila e via. Il pagliaccetto di solito è appannaggio di piccoli umani che gattonano, ideato per agevolargli il movimento ed evitare che si scombinino dopo cinque minuti di gioco;  poi è approdato al guardaroba femminile, diventando un capo-simbolo negli anni 70, specialmente quello realizzato in spugna, per conferire ancora di più l’aspetto di tenero orsetto! 
Ah, eccolo già indossato da un uomo (e che uomo), durante le riprese di 007 (anche Bond, in fondo, è un super eroe). Ed eccolo ritornare in auge per questa stagione, in milioni di varianti, dalle più composte a quelle più colorate, maniche corte o lunghe, con pantalone corto o lungo, non attillate come quelle di superman e con un dettaglio fondamentale che fa la differenza tra il pagliaccetto “femminile” e quello “maschile”: una pratica zip pronta per essere aperta in caso di emergenza urinaria. Essì, perché il “problema” delle tute intere è sempre quello del bagno, che ti costringe a spogliarti completamente (evvabbè, voglio dire, i problemi sono altri); mentre per le signorine la questione è sempre più complicata, all’uomo basta una zip per estrarre l’augello senza intoppi. 

A mettere su il brand i ragazzi di ACED design, che con una campagna di Kickstarter hanno non solo raggiunto il loro obiettivo, ma lo hanno superato di gran lunga, segno che la tutina acchiappa un sacco! Ovviamente c’è già chi le sbeffeggia: troppo femminili, troppo colorate, troppo aderenti, troppo corte, troppo ironiche. Io, invece, le appoggio: fatevela una risata ogni tanto, ci si può anche vestire divertendosi, o no?!?
E comunque meglio la tutina del risvoltino! Ecco, l’ho detto! 😉 Buon lunedì

2 pensieri su “Buccia di Banana/Parliamo di rompHim, ovvero di tutine (per lui)

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