A cena da solo Pt.2

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Andare al ristorante da soli è da sfigati

STORIA IN 3 PIATTI E 3 PUNTATE: A CENA DA SOLO PT. 2

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[] Le mani cominciarono a muoversi veloci sul foglio, danzando con movimenti leggeri e decisi; alzava gli occhi solo pochi secondi, captava qualcosa, poi ritornava al suo blocco e alla sua matita. Questa attività incuriosì ancora di più Eva, la cameriera, che nel frattempo, tra un cliente e l’altro, non l’aveva perso di vista un secondo, quasi ipnotizzata da quella figura insolita. Quando si avvicinò per portare via il piatto non poté fare a meno di sbirciare sul foglio e notare come in pochi minuti quell’uomo aveva ritratto i signori del tavolo di fronte in maniera magistrale.

Ti piace?

Eva si scosse, imbarazzata, come se fosse stata sorpresa a rubare limoni nel giardino del vicino “Ehm…sì, sì, molto”. Diventò rossa e corse via. Immediatamente arrivò il lungo capo sala “Desidera altro?” – “Sbaglio o avevo incrociato una tartare di tonno sul menù?” – “Ma certo. Arriva subito”. Sorrise, ed immediatamente la mano tornò sul foglio a fermare su carta quella figura oblunga e dinoccolata dall’apparenza così fragile ma che dirigeva magistralmente la sala di quel ristorante sul mare. Gli ricordava il proprietario di un locale dove andavano sempre lui e la sua ex moglie in vacanza a San Teodoro…la matita si fermò. Bei tempi quelli, in cui erano appena sposati e felici, con tanta voglia di girare, divertirsi, scoprire il mondo e fare milioni di cose insieme. Insieme…

Prego”. L’onda dei ricordi venne spezzata dal tonno e dalle mani della cameriera che appoggiavano il piatto a tavola. “Come ti chiami?” – “Eva…” rispose timidamente. “Grazie Eva, questo piatto ha un aspetto fantastico. E guarda la combinazione di colori. Io la trovo perfetta, non credi?” – “Beh, sì, in effetti è un gran bel piatto.” Diventò rossa nuovamente mentre cercava di dileguarsi un micro-passo all’indietro dopo l’latro.

E’ da tanto che lavori qui?

Beh, ormai sono sette anni.

Accidenti, hai cominciato giovanissima?

Veramente non sono così giovane come pensi.” L’imbarazzo le stava facendo attorcigliare le budella; ok, era un bell’uomo, un tipo interessante e con un fare misterioso, ma era pur sempre un cliente. E con i clienti bisogna essere gentili, carine ma mai superare il limite della cortesia del servizio. Così le avevano insegnato, così si comportava da anni.

Ovviamente non ti chiederò gli anni, dicono che sia scortese domandare ad una donna la sua età. Però sappi che te li porti davvero bene”. Strizzò l’occhio e prese la forchetta.

Eva raggiunse toni di fucsia acceso nel volto ed una vampata di calore l’attraversò da capo a piedi. Accennò un sorriso e si rimise in marcia. Carlo sorrise da solo, iniziò a mangiare e voltò pagina del suo quaderno. Era davvero tempo di voltare pagina…[continua]

Tartare di tonno, avocado, ginger e limone di cucinamo

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