Mangiami! 3 sfumature di cacao pt.3

“Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie”.

STORIA IN 3 PIATTI E 3 PUNTATE: MANGIAMI! 3 SFUMATURE DI CACAO PT.3

[] “Il marketing è una disciplina così fredda…io sono molto più orientata alla soddisfazione del cliente tramite una cura del rapporto diretto, lo trovo più personale…“. Soddisfazione. Rapporto. Personale. Le tre parole in sequenza continuavano a risuonare nella testa di Vito in un loop pericoloso che cominciò ad accendergli strani pensieri in testa. Varcare la soglia, andare dietro al bancone, afferrarla per la vita e far scivolare via quel grembiulino a pois, così da poter affondare la faccia tra quelle tette giganti, e poi portarla nel laboratorio, dove sarebbe iniziato un gioco erotico tra creme e impasti, in un tripudio di sensi, mani, dolci, bocche…e perché no, un bel bombolone al cioccolato. Ritornò alla realtà solo quando il rumore dello sportello che si apriva gli fece notare che Agnese stava uscendo dal banco, aveva delle chiavi in mano, forse quelle del frigo (ma da quando in qua esistono frigoriferi chiusi a chiave…in una pasticceria?).

Vediamo di accontentarti. Ho in mente qualcosa di speciale…per farti fare bella figura con tua sorella“. Lo guardò un secondo dall’alto in basso e poi fece una risatina. Solo in quel momento Vito si accorse di avere una matita in tasca, la sua, che era in vena di complimenti, molti complimenti, quasi un’ovazione quando si fermò sul lato B di Agnese, che nel frattempo aveva chiuso la porta del negozio a chiave. Dette una rapida occhiata all’orologio: forse era già ora di chiusura? No, erano appena le sei…una vampata di calore lo fece arrossire, quando se la ritrovò davanti, a distanza ravvicinata: “Se vuoi seguirmi ti mostro il mio regno! In laboratorio ho tantissime cose appena sfornate, magari ne scegli una e te la decoro sul momento. Posso fare qualcosa di veramente speciale…” Ansia. “Non vorrei disturbare troppo, magari quei cupcake al cioccolato possono andare bene“. “Perché accontentarsi dei cupcake quando puoi avere un dolce pensato apposta per te“. “Eh, già, perché…“. La seguì, trascinato da quella figura smaliziata e provocante che lo aveva intortato nel giro di dieci minuti a suon di dolci, sguardi e doppi sensi. Forse voleva davvero fargli scegliere una torta…ed in effetti, appena entrato nel laboratorio, fu investito da un’ondata di vaniglia, cioccolato, fiori d’arancia e cannella. Era tutto bianco con degli accenti di rosa, come il grembiule, pieno di barattoli con polveri, granelle e chicchi colorati; pan di spagna, bignè, cupcake appena sfornati e impasti in lavorazione. Stordito dagli odori e dalla situazione surreale non si accorse di Agnese alle sue spalle: era appoggiata dalla sua schiena, la bocca si avvicinò pericolosamente al collo, vicino all’orecchio…”Cosa vuoi cominciare ad impastare?” [Fine]

cupcake con musse al cioccolato al latte e gocce di cioccolato fondente di cucinamo