Le donne non sono mica tutte simpatiche, eh!!!

venerdibruttinoLa simpatia sembra una caratteristica quasi scontata per un essere umano. E invece non lo è. La gran parte degli esseri umani (uomini, donne, bruttine e gran fighe) è simpatica come un calcio negli stinchi inferto con quelle orrende scarpe con la punta di metallo! Gente pesante che non è capace di ridere, di sorridere, di prendersi in giro, di lasciarsi andare, di vivere le cose con leggerezza (visto che il contorno è già parecchio piombato), di essere brillante e piacevole. Che palle! Certe donne, poi, sono un asso in quanto a sbriciolamento di coglioni (sì, ho detto coglioni) e soprattutto quando “accoppiate” diventano insopportabili. Ecco, tutto questo delizioso cappelletto per dire alla mie “bruttine” che…

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La Bruttina Simpatica è un esempio per tutte le bruttine: è una persona solare, che sorride sempre (no, non ha un falso sorriso stampato sul volto, ma una sincera espressione di benessere), anche quando le girano le palle non negherà mai la sua espressione migliore al prossimo. Vivace ed allegra, sa stare agli scherzi, ha sempre la battuta pronta, spesso caciarona, è l’anima dei gruppi di amici, quella che tutti vogliono invitare alle cene, quella con cui ci si diverte in ogni luogo e con la quale è piacevole passare del tempo. Essere sociali e di compagnia è una virtù. Agli uomini questo piace. Perchè solitamente il maschio preferisce uscire con i suoi amici? Perchè con loro si diverte. Mentre con la grande maggioranza delle fidanzate si annoia dopo poco…Se la bruttina è simpatica ha diversi punti in più in suo favore.”massimebruttine50

Warning: attenzione, però, a non diventare le buffone di corte!!! Il vecchio pagliaccio non è troppo seducente! 😉

E voi quanto siete simpatiche? Io, La Mario e la Stefania tantissimo…talmente tanto che vi aspettiamo “on air” come tutti i venerdì per farvi fare altre due risate con la nostra viva voce (che tra l’altro la mia in radio è orribile…mi sono ri-ascoltata una volta e mi volevo seppellire)!!! Buon weekend…ah, se poi avete ancora voglia di leggere e sopratutto se non avete ancora i miei libri, questa bellissima recensione uscita su criticaletteraria potrebbe invogliarvi 😉

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Attenti all’orizzonte…sta arrivando “Il Mercantile”!

Il mondo del retail è un po’ come il mondo della moda: prima o poi, tutto ritorna! C’erano una volta gli ambulanti, poi i mercati, poi le botteghe artigiane, poi i negozi multiprodotto fino ad arrivare ai grandi department store della prima rivoluzione industriale. In epoca illuminata e creativa sono arrivate altre tipologie di store “evoluti”: concept stores, flagship stores, grandi outlet village e negozi in franchising. Oggi, tra un multibrand di lusso e l’ennesima catena di prodotti-in-serie-tanto-fashion-ma-senza-poesia (e qualità), sono tornati ad affacciarsi “pop up stores”(o itinerant shops) e mercati. La ragione è psicologica e sociale…ma non sono qui per farvi la lezioncina teorica (quelle le lascio ai miei poveri&pazienti allievi). Sono qui per presentarvi il progetto di un mercato che cavalca l’onda di questo trend, interpretato e pensato da due realtà sempre attente a quello che succede intorno. Pirati&Sirene e MatrioskaStudio sono liete di invitarvi alla prima edizione de “Il Mercantile“!!!

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Il Mercantile è un mercato itinerante del design artigianale e del baratto. Il 21 ed il 22 dicembre le porte di una grande serra a Rosignano Marittimo si apriranno per presentarvi una selezione di 40 espositori di design artigianale provenienti dalla Costa degli Estruschi (più qualche “outsider” opportunamente ammesso) in un ambiente sociale e socievole dove cibo e musica renderanno il soggiorno ancora più piacevole. (la rima mi è partita a caso, pardon…)

1395814_250940565064854_360207971_n Un mercato dove si spinge la qualità, la territorialità, il consumo consapevole, etico e la proposta del “km 0” come reale abitudine di vita. Questo primo esperimento vuole essere l’episodio pilota di una serie di eventi volti alla promozione di “eccellenze” locali, mostrando quel sottosuolo creativo che, nonostante la crisi, è sempre in continuo fermento. La dimensione del mercato poi, rende il tutto molto più caldo e personale: poter conoscere chi produce, interfacciarsi con chi crea, scambiarsi oggetti, parole, idee, sorrisi. (solitamente gli artigiani non hanno la faccia di culo che invece sfoggiano le commesse della maggior parte dei negozi)! 😉1399282_253465118145732_162599258_oEssendo il tutto ideato da due realtà attente all’estetica e devote al buongusto, il Mercantile avrà un sapore unico, un tocco di classe anche nelle piccole cose, dalla musica alla bustina del tè, dall’allestimento alla shopping bag appositamente realizzata per l’occasione  (se volete sapere di chi è questa fantastica illustrazione, basta cliccare qui)! 
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Ora, se volete avere informazioni più dettagliate, potete leggere questo articolo qui. Io tenterò di darvi i soliti 10 motivi sul perchè “imbarcarvi” con noi in questa nuova avventura…;)

1-Per curiosare in un ambiente giovane, dinamico e creativo ascoltando buona musica e potendo gustare prodotti locali (e già questo potrebbe bastare).

2-Per valorizzare il lavoro degli artigiani della Costa. (sono davvero tanti e parecchio bravi).

3-Per passare qualche ora in compagnia della ciurma di “Pirati&Sirene” (e dare anche un volto reale ed una viva voce a quegli avatar che scrivono quotidianamente per voi).

4-Per supportare le produzioni indipendenti, etiche ed alimentare il mercato alternativo (invece che continuare a portare soldi a quelle multinazionali sfruttatrici produttrici di milioni di cose in serie).

5-Per scorrazzare in una serra invece che girovagare per affollati ed impersonali centri commerciali (mi viene l’ansia solo a pensarci).

6-Per gli ultimi (o i primi) regali di Natale: quelli pensati, quelli fatti con il cuore, quelli talmente unici che fanno sentire unica&speciale anche la persona che li riceve (e non il regalo uguale a quello fatto due anni fa perchè vi ostinate a comprarlo sempre nel solito negozio).

7-Per muovervi, uscire di casa, prendere la macchina, fare qualche km guidando con l’orizzonte marino di lato, magari godendovi un tramonto…una gita fuori porta, uscire dalla routine, cambiare abitudine e invece di dire “qui non c’è mai un cazzo da fare” poltrendo sul divano, alzare le chiappe perchè chi ha voglia di fare le cose c’è…basta sostenerlo ed appoggiarlo!!! (boia de’, ci stava bene)

8-Per respirare l’aria di mare anche d’inverno (perchè fare sempre le gite ai mercatini natalizi nei paesi del nord sommersi dalla neve? Basta casette di legno e renne, noi c’abbiamo la serra di vetro e l’Ape blu elettrico per le consegne a domicilio)

9-Perchè dove c’è Pirati&Sirene ci sono un sacco di belle signorine salate, uomini barbuti  e biondi surfisti (no vai, trovali in centro a Firenze se ti riesce…ops)! 😉

10-Perchè ci stiamo impegnando davvero tanto: volete rendere nullo tutto il nostro lavoro di questi mesi?!? (non è carino, siamo a dicembre ed essere più buoni è quasi automatico)

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Tutti questi motivi non vi bastano?!? Peggio per voi…I curiosi e gli intraprendenti (e quelli “giusti”) li aspettiamo SABATO 21 (15.00-24.00) e DOMENICA 22 (12.00-23.00) DICEMBRE!!! Per stare aggiornati e scoprire in anteprima alcuni degli espositori seguite la nostra scia nel mare di FB…

1477846_253102581515319_757691255_nAh beh…l’undicesimo motivo è che si saranno anche Pygiama&Superstar…e anche la Bruttina!!! 😉

L’amica della mamma

Prima di tutto…benvenutiiii!!! Questa rubrica ha finalmente un nome e un banner: I HATE MAMAS, perchè “if you hate it, you love it” e noi le mamme le amiamo e le odiamo allo stesso tempo. E pure i bambini. E viceversa. L’illustrazione è di Enrica Mannari. Lo so. E’ sempre lei. Ma è brava. E veloce. E capisce subito quello che voglio con l’utilizzo di una riga di spiegazione. Vi piace? A me, alla Fede e alla Giuditta tantissimo. 😉ihatemamas

Qualche settimana fa mi sono imbattuta in un divertente articolo che, in maniera onesta e spiritosa, parla delle amiche senza figli, ovvero le FFF (femmine-figli-free). Si intitola “cose che prometto di non fare ad un’amica senza figli” (ne consiglio vivamente la lettura). Ho provato un forte senso di empatia, leggendo ed annuendo fino alla fine del post. Non che le mie amiche (esseri scelti, meravigliosi ed evoluti nonostante abbiano figliato 😉 ) siano quel tipo di “mamme lì“, ma spesso con conoscenti, mamme-incontrate-occasionalmente e nonne è capitato di ritrovarmi in quelle situazioni in cui le ascolti e pensi “Sì, ma a me che me ne frega di quante volte caga tuo figlio?“. Ad ogni modo l’articolo mi ha fatto riflettere…ma in senso opposto! Essendo una persona molto altruista (oltre che un’ottima e modesta amica) ho deciso di stilare “le 10 cose che prometto di fare ad un’amica con figli“! Perchè anche le mamme hanno bisogno di aiuto…e di sicuro non lo chiederanno alla suocera!!! 😉

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1-Durante i nove mesi di gravidanza farò di tutto per non farla sentire una panzona sclerata con gli ormoni in subbuglio (nonostante di questo si tratti…ihihih). Asseconderò le sue voglie senza farla diventare una balena e palesandole esplicitamente quando sta esagerando, esortandola al movimento e alla cura del corpo. Prevenire è meglio che curare. E io alle mie amiche ci tengo.

2-Sarò sincera, sempre! Se si sta lasciando andare, glielo dirò. Se si sta rincoglionendo dietro a sua figlia, glielo dirò. Se non parla d’altro che di sua figlia, glielo dirò. Se pubblica solo foto di sua figlia, glielo dirò. Se ha cambiato completamente vita, azzerandosi, per via della figlia, glielo dirò (in maniera poco carina, anche). Se parla come un cartone animato con la vocina scema 24 ore al giorno, la mando a fare un corso di doppiaggio almeno monetizza questo vizio. Se ha smesso di fare sesso per via della figlia…la porto in un centro di riabilitazione!!! Insomma, l’amica della mamma è un po’ il grillo parlante della situazione. Un onesto e paziente dispensatore di saggezza amicale. 67c6d58a7b5eb29d3f6395883e8c32a0

3-Non farò mai sentire un’amica con figli una sfigata che sta chiusa in casa tra poppate, pannolini e cartoni mentre io faccio la “figa” in giro. Non sfoggerò il mio fisico palestrato quando a lei cala ancora la panza. Non esagererò volontariamente i racconti perchè lei si senta fuori dal mondo luccicante delle single (sfigate pure loro). Sono scelte di vita, vanno rispettate. Io posso capire solo in parte cosa si prova ad essere madre, lei però sa benissimo cosa si prova ad essere delle “cazzone” in giro per il mondo senza impegni&responsabilità materni. E se magari un po’ ne sente la mancanza, non c’è bisogno di girare il coltello nella piaga. (e sono convinta che tutte…un po’ rimpiangono “i bei vecchi tempi”).

4-Proverò a fare la Zia…a modo mio! Con i miei tempi, i miei metodi e le mie limitazioni. Quando l’amica della mamma non stravede per i pargoli o ha una soglia di tolleranza limitata, non potrà stare a giornate intere con vostro figlio, non gli cambierà il pannolino (perchè le vengono i conati di vomito, capita), non sorbirà i suoi pianti a ore (piuttosto avrà una gran voglia di strozzarlo). Nonostante ciò, sarà sempre disponibile, vedrà il “nipotino” volentieri, lo riempirà di regali di design ed alternativi (che compra più per suo diletto estetico che pensando al bimbo), aiuterà la mamma ad organizzare feste, festini e compleanni (perchè in fondo i party sono sempre party e l’amica della mamma ama i party), giocherà ed insegnerà le prime parolac**…ehm, parole. Insomma, si impegnerà…entro i suoi limiti! Voi abbiate il cuore di non chiedere di più 😉

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5-La spronerò sempre a lavorare, curare i suoi interessi e non rinunciare mai ai suoi obiettivi! Se la massima aspirazione era quella di fare la mamma…la inviterò a coltivare degli hobby. Perchè quando i figli crescono e la mamma rimane da sola e, guardandosi indietro, si rende conto di non aver fatto altro che la mammifera a tempo pieno, le appare un fumetto in testa con scritto “E ora?!?” tra sgomento, ansia e depressione. Anche in questo caso il compito dell’amica è quello di agire preventivamente, ricordandole spesso che deve dedicarsi anche ad altro.5d47eb8237eeacff299a3378048b78b8

6-Quando si sta esaurendo, la porterò fuori! Figli, compagno, casa, lavoro (quando c’è). L’amica con prole è sottoposta a stress quotidiano. Essere comprensiva è un dovere. Avvertire i segnali di squilibrio imminente è una finezza. Anticipare il tracollo e la voglia di gettare figli-e-marito dalla finestra è un dovere sociale. Portarla a scorrazzare lontano da tutto e vicina ad una serie di birre…è quasi obbligatorio!!! Cinema, teatro, weekend al mare, qualunque cosa, basta che escano! Lo so, poi si lagnano, ti fanno una testa così con le loro problematiche familiari rischiando di diventare pesanti…ma dopo il quarto shottino di rum saranno incredibilmente allegre e, perchè no, anche moleste. (w il flirtaggio)

0bad3dae373bffffe5f9cea5b53a96137-Diventerò una bestia quando si metterà a fare la mamma con me! Chi diventa mamma sembra diventi la mamma di tutte. Ogni tanto vanno rimesse a posto. “Ok, ora sei madre, ma non dimenticare che fino a un anno fa eri una testa di cazzo esattamente come me. Vuoi redimermi proprio tuuu?”. Dopo questa frase cominciare a fare l’elenco delle sue bravate…si calmerà e tornerà ad essere la cara vecchia amica!

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8-Le parlerò di tutto tranne che di figli! Se le mamme tendono ad essere mono-tematiche nelle loro digressioni (non lo fanno apposta, è che finiscono sempre lì), voi evitate di farle entrare sempre e solo in quell’argomento! Il trucco è portarle su altri temi: estetica, moda, religione, gatti, papere di gomma vibranti, il vostro nuovo trombamico, i progetti di vita, il loro nuovo taglio di capelli, la festa a cui la porterete il prossimo fine settimana. Qualunque cosa. Basta cambiare argomento. Vi seguiranno con una nuova lucina negli occhi (se ciò non accade…vuol dire che l’amica è quasi persa).

9-Le darò una sonora testata quando proverà a chiedermi per l’ennesima voltaQuando me lo fai un “cuginetto” per…?“. Oppure “Ma uno zio per…l’hai trovato?“. No che non l’ho trovato (ti ricordi che frequento solo scappati di casa con una scarsa propensione alle relazioni?) e no che non ti faccio un cuginetto (sono allergica ai figlioli). Cercare di convincere una FFF delle gioie della maternità è un’ottimo motivo per farla diventare una iena. Se accade, se ne accorgerà da sola. Altrimenti di gioie e dolori le basteranno i vostri.Schermata 2013-11-26 a 21.25.53

10-Farò in modo che si ricordi sempre prima di tutto di essere una donna! Perchè le mamme spesso si scordano di essere donne: non si truccano più, non si vestono più, non seducono più, non leggono più libri che non siano a tema “mamma&figlio” o “la mamma perfetta” o “crescere figli sani” o “meglio mamma che stronza”, non escono più con le amiche non-mamme, non si dedicano più del tempo. Ecco, l’Amica della Mamma è lì soprattutto per questo! Un gancio con il mondo reale, un’ancora di salvezza, una via di fuga…82332b9a3e5f8194d0c56e374e3f18c4E come tutte le promesse…ci sta che non ne mantenga nemmeno una! 😉 I hate mamas…

Banana Lovers #5

Dagli oggetti alla moda, passando per le banane vere. Gli amanti del frutto giallo sono tantissimi. Ed i confini del suo uso sono davvero infiniti (sembra stiano addirittura elaborando un tessuto con la fibra della buccia di banana). Per questo quinto appuntamento con l’ispirazione dal mondo bananesco ho scelto di dedicare una carrellata di immagini unendo due amori: le banane ed i pattern! Fantasie grafiche, pattern disegnati a mano, fantasie 3D, dal sapore vintage, retrò, decò o super-moderno. Tessuti, carte da parati, cartoline e o mega-poster. A tratti infantili, senza dubbio divertenti. Sempre e comunque POPGodetevi questa selezione di banana pattern… 😉 A me mettono subito allegria!

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Non c’è che dire…ce n’è davvero per tutti i gusti! BANANA is the new DOT!!! 😉

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Buccia di Banana/La “mutanda” che mancava

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Attenzione: proverò a scrivere questo post con il linguaggio più “politically correct ” possibile. Ma non è detto che ci riesca. Perciò siete avvisati in partenza. Scusate eventuali grezzaggini, ma il tema trattato potrebbe richiederlo.

Avrei potuto tralasciare l’argomento e lasciarlo passare come un dettaglio nascosto insignificante. E invece NO! Non ce la faccio a glissare sull’eventualità che questo oggetto entri di soppiatto nel cassetto della biancheria intima delle donne senza nemmeno passare un interrogatorio onesto e chiarificatore. Dopo il fastidio del tanga e della brasiliana, sentivamo tutte la mancanza di un capo passpartout come il C-STRING!!!c-string

Storia: non esiste una data precisa, ma lo sdoganamento ufficiale di questo indumento a tratti inquietante è stato sicuramente il Festival di Sanremo del 2012, anno in cui pubblicamente è apparso uno spacco inguinale senza segno della mutanda. Nè fili, nè silicone. Niente. Solo un “sexy” e “provocante” vedo-non-vedo contornato da quella farfallina de’ mmerda. Da allora dive e non dive hanno approfittato di questa invenzione per sfoggiare outfit sempre più…ammiccanti (per non dire zoccoleggianti)!!!429301_390064011019252_100000469684652_1586551_248056160_n ivana-mrazova-4-956494_0x410

Scheda Tecnica del Prodotto: il C-string, come dichiara il nome, non è altro che una toppa di tessuto che va a ricoprire appena la t*** (sì, appena! Se la hai un po’ fuori misura certe parti fuoriescono comunque) mentre un simpatico e semi-rigido filo si incastra delicatamente tra le vostre chiappe. Autoreggente (basta stringere le mele, ottimo effetto fitness), ergonomico ed elastico, sparisce tra le vostre parti intime, facendovi sentire sexy ed attraenti sotto a qualsiasi tipo di indumento. Caratteristica fondamentale che non segna e non si vede. Mai. Peccato sia comodo come infilarsi un cerchietto per i capelli al posto delle mutande. Ma la sua duttilità sta anche in questo: opportunamente incastrato può stare pure sulla vostra testa!!! 😉yst c string 6

Varianti&Fantasie: ah beh, ce n’è per tutti i gusti! Dal basico il microfibra, fino alle varianti “glam chic” in pizzo trasparente fino alle versioni “unconventional” con teschi, coniglietti di playboy, fiocchi, ghepardi, pon pon e addirittura…aperte! Ora…qualcuno mi spiega davvero quest’ultima a cosa serve?!? O meglio, a cosa serve lo capisco da sola, ma non parlatemi di praticità d’uso e di non segnare sotto ai vestiti…perchè per fare le gattone-per-una-notte il riquadrino della patonza potete farvelo da sole con un bel nastro di raso!!!c-slip-aperta-con-pizzo

Abbinamenti: nelle campagne immagine di questo delizioso oggetto la proposta è quasi sempre fatta con un reggiseno a triangolone ingombrante! Ma perchè?!? Voglio dire, mi stai proponendo una toppa di tessuto come slip e sopra vuoi incartare le tette dentro quintali di tessuto? Se dovete fare le zozze…ops, volevo dire se volete indossare il vostro miglior abito da sera senza che l’intimo vi segni rovinando la poesia di tanta chiccheria, utilizzate un paio di copricapezzoli…e basta! Questo è l’unico completo ammissibile: toppa sotto e toppe sopra!anteprima-belen-con-c-string cat-eyes-2-c-stringi_0_b

Usi alternativi: come al solito, una volta inventato il prodotto, ecco che arrivano le varianti. Come quella con apposita taschina frontale utilizzabile per…nasconderci gli spiccioli 😉 Schermata 2013-11-25 a 00.27.55

Precauzioni d’uso: a) Non utilizzare se non completamente depilate (copre talmente poco che vedere la toppa con i ciuffetti intorno può avere effetti controproducenti)! b) Attenzione a come lo levate (o a come ve lo levano), soprattutto durante momenti particolarmente focosi (sai se te lo sfilano male quel ferretto dove si infila?!? Ahi…). c) Occhio agli spostamenti: muoversi o sedersi in maniera maldestra potrebbero causare un cambio di “assetto”; nella migliore delle ipotesi vi troverete con le mani tra le mele a sistemarvelo in maniera poco elegante; nella peggiore potrebbe cascare a terra con simpaticissima figura di merda annessa!!! d) La camminata con il c-string addosso può diventare ridicola: per paura di perderlo quelle chiappe strette potrebbero rendervi simile a un militare…o a una che ha un’imminente voglia di andare al bagno! #sexyabbestiaSchermata 2013-11-25 a 01.03.22

Scoop: il c-string esiste anche da uomo! Giuro! Non vi metto foto dell’oggetto indossato perchè mi inquieta, ma esiste davvero. A metà tra un sospensorio ed un parapalle, la mutandina minimale con filo interdentale semi rigido esiste anche per i maschietti. Dopo tutto, anche loro quando mettono abiti con gli spacchi potrebbero averne bisogno…rabbrividisco al pensiero. Alla vista di uno “dal vivo” potrei avere delle reazioni violente e sanguinarie “Bobbit style”!!! c-slip-da-uomo-nere

Ah…bei vecchi tempi, in cui per fare le provocanti non c’era bisogno di mostrare l’inguine (ed essere costrette ad indossare questi fili interdentali semi rigidi per fare le fighe) ma bastava scoprire una spalla od una caviglia. Come dice una mia cara amica labronica “Belle le mi donne d’artri tempi che quando volevano (a ragione per altro) far le “maiale” un se le mettevano le mutande“. E io non posso che sposare in pieno questa filosofia…”se la maiala vuoi fare, lo slip non indossare“. fontana-di-trevi-anita-ekberg-dolce-vita

Ma adesso ho bisogno dei vostri feedback…maschili e femminili: c-string sì o no? E se sì…quando?!? 😉

“Meglio Capace che Appariscente”

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Ogni tanto mi capita di riuscire a conversare con degli uomini che, oltre alla padronanza della lingua italiana, sono anche in grado di elaborare dei ragionamenti sensati (è rarissimo, ma quando accade è sempre un evento piacevole)! Durante una di queste conversazioni è spuntata la frase che dà il titolo a questo post (citazione opportunamente virgolettata in quanto non mia) che poteva essere benissimo il titolo del 5° capitolo del Manuale Sacro della Bruttina (intitolato invece “Bruttina ma Interessante”) e che mi introduce perfettamente al prossimo step per la ri-conquista della propria autostima. Mantenere il guscio è un dovere, riappropriarsi di un comportamento adeguato anche, essere persone interessanti e con interessi è un’ottima arma…

Essere belle ha senza dubbio dei vantaggi immediati. A breve termine. Se la bellezza non è supportata da qualcos’altro, rimane un godimento estetico che appaga i sensi per una quantità limitata di tempo. Almeno fino a quando il corpo comincia inesorabilmente a dare segni di cedimento (diceva un poeta moderno “Il bello stinge, il brutto si mantiene”) e gli uomini si voltano a guardare la ventenne di turno che, fresca e soda, gli zompetta vicino.  Mantenere il guscio in forma è un dovere, ma lottare contro il tempo è una guerra persa. Mentre la Bellona fa di tutto per rendere immortale principalmente la sua estetica (dopotutto, è su quella che ha deciso di investire in ogni campo della vita, visto che Madre Natura le ha fatto quel regalo e sprecarlo sarebbe poco gentile), la Bruttina Furbetta si dedica sapientemente anche ad altro. Così come un atteggiamento solare e vivace è un’arma spiazzante impugnata da una donna poco bella, così essere persone interessanti e con degli interessi è un asso nel push up della bruttina più piatta della storia.”

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Avere degli interessi, coltivare degli hobby, delle passioni, sapersi comportare, essere oltremodo simpatiche ed indipendenti e, perchè no, intelligenti, sono tutti punti in più per la bruttina. In questo modo l’attenzione viene catturata da altro, l’interesse va oltre l’aspetto e l’uomo si troverà inspiegabilmente intrappolato tra i vostri tentacoli, stordito dalla loquacità, dal senso dell’umorismo, dal vostro essere super-attive (e non noiosissime donne che parlano solo di unghie, smalti, gossip e figli).massimebruttine48

Vi vedo. State scuotendo la testa ed è apparso il fumetto “Da quando in qua gli uomini apprezzano l’intelligenza più di una bella gnocca?“. Allora noi belle gnocche non siamo, ma possiamo essere persone meravigliose. E questo, alla lunga, paga! Altrimenti cosa mi state leggendo/seguendo a fare? Se non vogliamo ricorrere alla chirurgia o agli antidepressivi, facciamo in modo che la nostra figaggine sia uno stato mentale e si palesi attraverso altri mezzi! Ecco. Lo so che sembra incredibile, ma è una verità accertata e confermata anche da esponenti del sesso maschile (come ad esempio il mio interlocutore notturno di qualche giorno fa…e non solo lui). Siate fiere delle vostre qualità intellettuali e delle vostre capacità…siete pronte per fare la lista?!?1426561_10151765242542227_797087399_n

Io poi vi suggerirò come utilizzarle al meglio per sedurre uomini, donne, cani, gatti, parenti, datori di lavoro&co. La seduzione è una forma di potere, perchè limitarci ad esercitarla su un solo esemplare di essere umano?!? 😉

Stay tuned…tra poco ne parliamo con La Mario su radio M2o alle 10.20 circa…come ogni venerdì!

Foodscapes: insoliti paesaggi commestibili

C’è chi il cibo lo mangia, chi lo osserva, chi lo cucina, chi lo rinchiude in un libro di ricette, chi lo fotografa costantemente, chi lo evita, chi lo teme, chi lo adora, chi ne ha fatto un lavoro. C’è invece, chi lo utilizza per creare paesaggi: scenari surreali, immagini realistiche, mondi immaginati e riproduzioni fedeli di scorci ben noti. Un po’ come fare le costruzioni, utilizzando però patate, piselli, foglie di lattuga, ananas e altro. Vi sembra folle? Forse un po’ lo è, considerato il lavoro certosino che c’è dietro. Lui si chiama Carl Warner ed i suoi Foodscapes sono super richiesti…

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Da illustratore e fotografo di still life a produttore di scenari realizzati con il cibo sono passati diversi anni di esperienza e lavoro in agenzie pubblicitarie (la storia completa la trovate qui). Ma un creativo non può smettere mai di rinnovarsi e ricercare nuovi modi di esprimersi. Ed ecco come la visione di alcuni funghi durante la passeggiata in un mercato hanno dato vita al primo “foodscape” chiamato “Mushroom Savanna” (quando dico ai miei studenti che l’ispirazione è dappertutto…non scherzo)!!! 😉Mushroom-Savanna3

Dal 2008 queste immagini commestibili hanno cominciato a girare dappertutto, generando curiosità e nuove opportunità lavorative. Questi mondi mangiabili hanno dato vita al primo libro “Carl Warner’s Food Landscapes”, corredato di “dietro le quinte” e ingredienti con i quali compone gli scenari. A questo ne è seguito un secondo “A World of Food” dedicato ai bambini: ambientazioni monocromatiche per far avvicinare  più piccoli al cibo in maniera ludica e salutare. Book-1-Cover

Il lavoro di progettazione e realizzazione è molto lungo, portando via anche diversi giorni per la sua definitiva concretizzazione: dall’idea allo schizzo alla creazione dello scenario nel suo studio di Londr;  il casting di broccoli e patate che avviene all’interno dei supermercati, ricreare l’illuminazione desiderata, inserire il fondale…scattare e ritoccare affinchè tutto sia così incredibilmente reale&surreale.  Schermata 2013-11-20 a 16.18.12Un po’ modellista, un po’ scenografo, un po’ fotografo…un misto tra Arcimboldi e Dalì in versione contemporanea. Indubbiamente creativo, abituato a vedere oltre gli oggetti ed il loro uso comune, andando oltre ad una fetta di salmone in quanto tale ed immaginandola come superficie marina…(ma quando va a cena al ristorante mangia o si fa i film su tutti i piatti che gli portano?!?)Salmon-Sea

Le fantasie paesaggistiche di Carl non finiscono con il cibo. Ogni elemento, secondo lui, può diventare altro. Basta decontestualizzarlo e dargli una nuova forma. Come, ad esempio i corpi umani nudi che diventano valli deserte o montagne…
The-Cave-of-Abdo-men

Perdersi nei dettagli è un attimo. Immaginare come sono stati realizzati è il minimo…ma basta dare uno sguardo a questo video per farsi un’idea del lavoro certosino che c’è dietro…


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Coralscape

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Io da oggi non potrò più guardare un broccoletto senza immaginarmelo albero 😉

Banana-Balloon

Ci sono galosce e galosce!

di Federica Primavori

L’autunno è arrivato, abbiamo abbandonato l’ora legale, le giornate si sono accorciate, la stagione sta cambiando. A dimostrarlo le foglie. Il rosso, l’arancione e il giallo prendono il posto del verde colorando parchi e giardini, come a contrastare il cielo che perde il suo colore e diventa grigio. La pioggia diventa una costante e noi mamme dobbiamo attrezzarci. Nello shopping autunnale non possono mancare ombrelli, impermeabili e soprattutto gli stivali di gomma, o galosce, come dir si voglia!!

01 Un tempo per la pioggia i bambini indossavano un semplice paio di stivali. Le bambine in particolar modo erano felici di imitare la loro amata Pippi Calzalunghe. Oggi, maschietti e femminucce vogliono le galosce, complice la loro nuova eroina, Peppa Pig, che per saltare nelle pozzanghere di fango  al termine di quasi ogni puntata indossa gli stivali di gomma!02

Ma ci sono galosce e galosce!!!03


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FASHION. Zoubaby.com vi da la possibilità di rendere unici gli stivali da pioggia dei vostri figli. Si possono personalizzare scegliendo caratteri, font e colore di un monogramma di tre lettere che vi sarà stampato sopra.
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UMANITARIE. Roma è un brand americano che nasce con lo scopo di sfruttare la moda per aiutare bambini poveri e orfani. Il fondatore di origini rumene, Samuel Bistrian, ebbe questa idea durante i suoi frequenti viaggi in Romania, vedendo bambini di strada camminare sulla neve e sotto la pioggia a piedi nudi o con scarpe rotte. 06 07

Ad ogni paio di stivali di gomma venduti ne corrisponde uno donato a un bambino bisognoso. Mamme (papà, zii, nonni) cosa aspettate??08

TECNICHE e SOSTENIBILIKamik è un’azienda canadese che dal 1898 produce calzature forti e resistenti al freddo. Design deciso e sportivo per i piedini più freddolosi!! Interessante la loro politica degli ultimi vent’anni tutta incentrata verso l’eco-sostenibilità.

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PRATICHE. Per le mamme che vogliono evitare che i loro dolci frugoletti entrino in casa con gli stivali sporchi di fango ci sono le galosce protettive Giulive, ovvero dei copriscarpa in silicone. Una volta pulite si possono riporre nella comoda confezione richiudibile (da portarle sempre con voi nella stagione autunnale!!no?!)

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Ora tocca a voi. Mi raccomando, scegliete bene!!!

 

Funky Colour Heads

Indubbiamente si tratta di uno dei trend stagionali per quanto riguarda l’hair-styleTeste super-colorate spuntano sempre più spesso tra un castano caldo ed un biondo cenere. Prima appannaggio di poche elette ritenute particolarmente eccentriche, ora capriccio modaiolo frequente che desta comunque attenzione ed interesse. Il capello iper-colorato è stato sdoganato, almeno in parte, diventando un vero e proprio fenomeno di costume. Teste multicolor o con piccole ciocche dipinte, con eleganti sfumature degradè o con arcobaleni in piena regola. Dalla ragazzina alla signora di una certa età, i colori più brillanti sembrano approdati sulle teste di tutti. Ma attenzione: per il capello colorato ci vuole la faccia e l’attitudine giusta. Ecco perchè tra le fashioniste con due-ciuffi-rosa-tanto-per-fare e le vere colour-head-lovers esiste una sostanziale differenza: per le ultime, il capello colorato è uno stato mentale, una passione, una necessità. 

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Quando ho chiesto a Clara, la “pinkissima” creatrice della pagina FB  Strange are other dedicata ai capelli colorati, come e perchè aveva deciso passare dalla sua morbida chioma albicocca alla testa super-pink, lei mi ha risposto: “…ho avuto un passato bon ton e di repressione. Poi ho scoperto che ero ancora viva, mi sono tagliata i capelli e c’ho dato dentro di rosa…e non mi sono mai sentita così ME come adesso“. 1379652_1405272693038568_7726492_n

Dopotutto, è universalmente noto che esiste uno stretto rapporto tra psicologia&capelli (soprattutto per quanto riguarda il simpatico universo femminile). O meglio, tra quello che accade nella vita e la sua ripercussione sulla chioma. Sei felice e ti colori i capelli. Ti lascia e ti tagli i capelli. Cambi lavoro e vai a farti un nuovo look. Sei ai ferri corti con la femminilità e subito sei pronta per un taglio palla-da-bowling. Diventi mamma ed i capelli passano in secondo piano allungandosi a non finire.  Il capello è un reale termometro dello stato vitale e psicologico di una donna. Certo, la moda e le tendenze influiscono sulla tipologia di “rivoluzione” scelta, ma le scelte cromatiche sono strettamente legate allo stato mentale della persona…
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Io, per 26 anni ho avuto i miei lunghi capelli ricci castani scuro. Non ho mai avuto un gran rapporto con il parrucchiere e conservare la mia chioma intatta, quando intorno a me tutte cambiavano tagli&colori in continuazione, mi dava una certa stabilità, coerenza, sicurezza. (sicurezza apparente, ovviamente) Il cambiamento è stato graduale, piccoli timidi passi per arrivare a quello che veramente desideravo: dal castano al riflessante rosso, dal rossino al rosso semaforo, un passaggio di viola, prima di approdare ad una fiammata fuxia. E il primo fuxia non si scorda mai…dal rosa all’arcobaleno modello mio-mini-pony il passaggio è stato solo un susseguirsi di esperimenti cromatici. Ebbene sì, come Picasso, sono nel pieno del mio periodo rosa. A chi mi suggerisce (spesso) di tornare scura, rispondo che non sono pronta. Ed è la verità. Il nero mi incupisce, scura non mi vedo. Ho bisogno del colore intorno alla mia faccia bianca…IMG_7250E se anche voi avete voglia o sentite il bisogno di dare un tocco di colore, ecco alcuni suggerimenti utili.

Per la prima volta affidatevi ad una persona competente! Se non siete bionde e se non avete una grande abitudine a manipolare tubetti e colori, andate da uno bravo che sia in grado di farvi una decolorazione decente senza distruggervi i capelli. (Non c’è bisogno di ricordarvi che ogni volta che vi decolorate il capello soffre…pure parecchio, quindi andateci piano e fatelo con prodotti appositamente creati per questo scopo) Maschere ricostituenti e grandi dosi di balsamo aiutano a ridare una certa consistenza al capello provato. Poverino!!!
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Utilizzate colori nutrienti e non tentate di farvi le ciocche colorate con l’uniposca! Piuttosto, se di piccoli tocchi si tratta, ci sono a disposizione mascara e pastelli che durano uno shampoo. Per tutto il resto ci sono Signori Colori che durano un tantinello di più (al massimo un paio di mesi). 

gessetti-colorati-per-capelliciocche-capelli-colorateIl capello colorato crea una dipendenza. Va tenuto e mantenuto come si deve. Se non avete cifre stratosferiche da investire mensilmente dal parrucchiere, procuratevi prodotti seri e diventate delle artiste del fai-da-te! Grandi soddisfazioni vi attendono. Soprattutto quando riuscite ad ottenere l’effetto desiderato con le vostre manine. Sinceratevi ogni volta del risultato sulla parte posteriore della testa (lì sì che ci vuole dell’arte). 😉 
pink-hair--large-msg-1356836549011376378_1405348786364292_1560228415_nTesta colorata=look adeguato=trucco studiato!!! Uno degli “errori” che ho commesso all’inizio della mia avventura nel mondo delle teste dipinte è stato quello di mantenere lo stesso guardaroba iper-colorato ed andare in giro…senza trucco, con il risultato di sembrare (a volte, mica sempre, eh) un pappagallo impazzito. In realtà l’abbigliamento va ri-studiato creando armonie di colore che bene si accostano (o contrastano) con il colore dei capelli. Ed il trucco…via, soprattutto in inverno, un po’ di trucco ci vuole. (io non sono una fan del make up, mi fa molta fatica, ma la differenza si vede…ora che c’ho una certa età poi)!!! 😉 Ogni tanto è ammesso anche il look da Iridella, ma che non diventi un’abitudine. Come dire, per un risultato ottimale conviene bilanciare…
1379995_1405268689705635_2014893445_n 1380194_1405345839697920_1474800670_n 1394361_1405276153038222_499978825_n

Portate la vostra testa colorata in giro con fierezza, senza vergogna e senza curarsi dei commenti altrui! Infatti, nonostante il trend affermato, c’è ancora chi si gira per strada facendo facce strane quando incontra una testa non convenzionale…Cos’hai da guardare con quella faccia schifata…hai le Hogan ai piedi, vuoi davvero parlare di stile? Come direbbe Clara, gli strani sono gli altri…
1395803_1405367766362394_1590076923_nControindicazione: il maschio medio difficilmente è a favore della testa colorata. O meglio, da una parte ne è inspiegabilmente attratto, dall’altra ne è visibilmente terrorizzato. Tra una testa verde acqua ed una castana…inutile dire quale sceglieranno. Quindi, se siete a caccia disperata di uomini, non passate alla testa variopinta: vi ci vorrà il doppio del tempo! 😉 Ma almeno dalla scrematura iniziale avrete eliminato i soggetti per voi inutili:  selezione naturale!

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Se volete altri trucchi, consigli e suggerimenti variopinti, diventate FAN di questa paginaColorate o naturali, l’importante è stare bene con la propria testa! 😉 Buon Colore a Tutti!!!

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Buccia di Banana/Star goes Bananas

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Da Amsterdam a Roma è bello vedere che c’è un sottile filo conduttore che lega il mondo del cinema a quello della musica. La scorsa settimana è stata scandita da due manifestazioni imperdibili…in quanto entrambe produttrici di pessimi look: l’interessantissimo evento ggiovane per eccellenza, gli MTV Europe Music Awards (la cui cosa più bella è stata solo il ritorno in scena di Eminem), ed il moderato ed intellettuale Festival del Cinema romano. Che si tratti di attrici nostrane o starlette made in u.s.a. il problema rimane lo stesso: ma come cazzo ti conci?ema-2013-miley-cyrus-2-436x400 Miley-CyrusNon dovrebbe più stupire la nostra leccatrice di martelli dopo il suo ultimo video. Nonostante ciò avevamo sperato che, almeno in occasioni ufficiali, si desse una moderata. E invece no. Per sfilare sul red carpet ha scelto un sobrio vestito da cubista ibizenca degli anni 90 corredato da stivale sopra al ginocchio in pieno stile “Pretty Woman” (quando batte, non quando fa finta di essere una signora rivestita). Mentre la sua performance, iniziata entrando in scena con una sovversiva canna in bocca (ohoho…che cosa trasgressiva una canna ad Amsterdam…mah) è ancora corredata dal body-superscosciato di Jane Fonda e pellicciotto modello orsacchiotto-polare-gonfio. Che eleganza. Miley, uno specchio? Una Stylist? Un’amica vera che ti consiglia? No, eh? #trovaunamicaamiley

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Dopo Belen, la farfalle e la scoperta della mutanda invisibile, ecco sdoganati gli abiti raso-topa. Il modello rivela-inguine sembra andare per la maggiore. Non era questo l’intento del vedo-non-vedo…Qui si vede tutto. Troppo.  Aderisci anche tu alla #campagnaperlacoperturadellinguinestarflop1Inutile vestirsi di lungo e in bianco se poi ti scappa mezza puppa di lato. L’espressione angelica, il capello nature ed il fidanzato non ti fanno sembrare una brava ragazza. Ma si può?!? Queste cose o le fai con la faccia giusta…o non le fai! #riacchiappalatettasfuggentestarflop2Con il nero si va sempre sul sicuro. E’ una bufala. Il total-pizzo-trasparente, oltre ad aver annoiato un po’, fa un po’ porno-strega. Anche il mezzo-pizzo-trasparente aggiunge quel tocco da zia vorrei-ma-non-posso che è davvero superato. E anche il look da segretaria in versione serale: pelle, pizzo, trasparenza, il reggiseno delle tredicenni…aiuto! #eramegliountubinonero

starflop4Dov’è finito lo stile italiano? Di sicuro non in quel di Roma, dove attrici e comparse hanno dato il cattivo esempio. Da in alto a sx troviamo, in sequenza: il tegame raccattato sulla Tuscolana, con il suo nuovo vestito comprato nel sexy shop all’angolo; la sciatta, che non aveva capito di essere stata invitata e ha pensato bene di indossare del lurex dimenticandosi addosso il denim con cui stava facendo le pulizie a casa; la vedova in nero accollata-ma-scosciata; la dama in lungo, con quelle belle braccione incorniciate dai manicotti; la ragazza acqua e sapone con l’outfit del manichino di H&M. A metà tra lo stregatto, un lombrico ed una mummia vestita a festa, il total black fiorato e super accollato. Anche Elisa ha avuto dei problemi con l’armadio: shantung di seta verde vomito?!? Giacca quadrata e Gonna sotto al ginocchio da Sciura? Anfibi bassi con calzino che esce? No words! #compriamodeglispecchivepregostarflop3Camaleontica Kate Perry. Ma tra la rete da pesca con i catenacci d’oro e la giostra?!? Io preferisco la giostra…#ocomefaràasedersi?

starflop5Cotona il ciuffo. E’ un imperativo di stile per la prossima stagione. #piùciuffonipertutti

starflop6Sguardo fiero, acconciatura elegante, volto serissimo…ma come fa a mantenere quell’espressione sicura quando poi si gira e ha la vera pezza-ar-culo? L’abito tappa-punti-erotici è la vera finezza. A questo punto #eramegliolafogliadifico

I quesiti, come al solito, sorgono spontanei. C’è crisi anche ai piani alti e dovendo risparmiare sono state licenziate le stylist? O c’è carenza di specchi? O gli outfit vengono decisi sotto gli effetti dell’alcool? O hanno letto il manuale di stile della Ferragni?!? #signoredelbuongustointervienitu…fulminale tutte!!! 😉