Buccia di Banana/The MFW Carnival

buccia-di-bananaSempre più “mascherate”, sempre meno “vestite”. Un po’ bamboline, un po’ contadinelle, un po’ daltoniche. La Fashion Week milanese si è conclusa e come al solito ha regalato delle perle di stile che difficilmente si osservano nelle altre capitali europee. La concentrazione dei media va sì sulle passerelle, ma anche sulle “strade”, luogo ad altissima concentrazione di personaggi “contemporanei illustri ed autorevoli” che fanno moda sui loro corpi, decorandoli come solo loro sanno fare per catturare l’obiettivo del fotografo di Vogue, o perchè no, direttamente quello di Scott Schuman. Le parole d’ordine sono: SOVRACCARICARE e STUPIRE!!! Ed ecco lo street-style tingersi di glamour, colorarsi di eccessi e varietà e fornire spunti di riflessione. Pescare i 10 outfit più inquietanti non è stato facile…può darsi che me ne sia scappato qualcuno…può darsi che mi toccherà fare un’altra puntata! 😉img-4551-769346_0x440Scappata direttamente dalla “Casa nella Prateria”, la fatina in questione ha sicuramente scelto questo abito per intonarlo al colore degli occhi. Il centrotavola fiorato posizionato sul delicato chignon le conferisce un’area eterea e sognante. Ottimo l’abbinamento con la pochette verde marcio. #vintageassaiMilano-str-20_sett6Il giallo banana ci piace molto. Così come la borsa a righe blu/bianche in stile “marina”. Ma la scarpa?!? Trovi davvero che questo patchwork multicolor con tanto di borchie sia adatto? #hosceltolescarpealbuio

slide_013_640-480_resizeLa contadinella rock’n’roll sarà sicuramente una persona simpatica e auto-ironica. Non fa sul serio quando abbina la camicia da boscaiolo con la vecchia cappina della zia. E nemmeno quando ruba il tovagliolo dall’osteria sotto casa per annodarlo nei capelli. Nè tanto meno quando mette insieme la mega borsa con le frange (lucida) e le scarpe aperte azzurre. #questoèunoscherzoslide_015Il fantasma biondo con le scarpe fetish. Il pizzo e le borchie. Il denim strappato e la borsettina. Lo stiletto e le dita dei piedi, opportunamente smaltate di bianco, che sporgono oltre la suola della scarpa. Quante contraddizioni e contrasti in un unico look. #eramegliounsaccoaddosso

slide_023#holagiaccachepesaunquintalemasonofelicelostesso (perchè così carico d’oro nemmeno l’abito della domenica del Papa…OMG)!!!

img-4058-2932526_0x440Topolino (evvabbè). La felpa bianca con la gonna nera (la passiamo). La gonna nera è asimmetrica (e fa tanto anni 90, ma i 90 sono di moda, quindi andiamo oltre). Questa borsa argento pitonata mi lascia un po’ perplessa. Ma la bruttezza delle scarpe mi sconvolge. La combinazione d’insieme è un ottimo esempio di come non vestirsi MAI! #mixandmatchadocchichiusislide_018Qui c’è tutto il grunge dei tempi che furono, con tanto di voragini sui jeans (che non sono strappati, sono tagliati intenzionalmente a forbice). C’è il cappello a tesa larga. Ci sono gli occhiali da diva. C’è lo stiletto di pelle rossa da castigatrice. E c’è una borsa beige che non ha motivo di stare dov’è. #forselhaappenarubataslide_026Ancora un attimo di confusione per questo look controverso che lascia spazio alle fantasie. Sembra che abbinare il bianco casto e candido a delle scarpe da castigatrice un po’ mignotta sia davvero il trend del momento. In tutto questo è indispensabile un tocco di rosso (smalto o rossetto, vedete voi) e la pezzola in testa. Quella può essere riciclata nei momenti “hot” per legarlo alla spalliera del letto. O anche per chiudere la bocca alla blogger vicina di sedia alla sfilata. #stilettokillerVScontadinellaspauritaslide_006_640-480_resizeDa eccentrico ad eccessivo il passo è veramente breve. Prendi un abito di per se’ carico perchè realizzato con una fantasia etnica. Mettici una bella collana piumata gialla-strozza-collo. Condisci il tutto con delle scarpe tricolore e con una bella borsa bluette e nera. Ed ecco ottenuto il bordello. #iltroppostroppia img-1321-784636_0x440Lei ed il suo abito con foglia incorporata ha vinto tutto. Semplice. Elegante. Raffinata. #saràmaamesembraunatopa 

Sono sempre più convinta che lo stile abbia sempre meno a che fare con l’esibizionismo forzato e che, a volte, “less is better”!!! O no?!?

Cose da cui scappare!

venerdibruttinoAbbiamo parlato di stile, di personalità e di non seguire la moda in senso stretto. Ecco, insieme a questi suggerimenti di carattere generico&generale, vorrei andare nello specifico su certi oggetti che renderebbero bruttissima anche la più gnocca delle gnocche. Ebbene sì, ci sono degli oggetti che stanno bene al 10% della popolazione femminile del pianeta. E di queste, nessuna è una bruttina. Io ve li dico (motivandoli, chiaramente, non sparo cose a caso, ma solo dopo anni di attenta osservazione&riflessione). Poi fate voi 😉

Questi sono gli oggetti da cui una bruttina deve scappare

Le mezze lunghezze, come le mezze stagioni, dovrebbero essere abolite. Il pantalone capri, la gonna appena sopra o appena sotto al ginocchio, l’abito 3/4 (o spezzapolpaccio) sono il demonio. Ammazzano l’80% delle donne. Per portare questi capi devi avere come minimo delle gambe lunghe, un ginocchio discreto ed una caviglia medio-fine. Come minimo. Una gonna sopra ad un ginocchio cicciottone, magari portata con uno stivale a mezzo polpaccio, vi farà sembrare più basse e tozze. Così come i bermuda della stessa lunghezza o quell’imbarazzante “capri” che ha senso solo se portato con 10 cm di tacco (sempre se ci sapete camminare, altrimenti lasciatelo dov’è). Sembra incredibile, ma se non siete delle pertiche e se non avete delle belle gambe (non ho detto magre, ma almeno un po’ definite e proporzionate, anche se corte) optate sempre per le lunghezze drastiche: o corto corto o lungo lungo. Lungo copre ogni cosa, ma anche lì se siete alte aiuta. Corto evidenzia le gambe, allungandole, ed incornicia le chiappe. Unica eccezione di lunghezza “media” è per gonne, shorts o abiti a mezza coscia, ottimo escamotage anche per coprire gli odiosi cuscinetti. Prestare anche attenzione, bruttine nanette in primis, al cavallo estremamente basso e alla vita alta. Gli effetti collaterali suppongo che li abbiate ben presenti. Evitate.

massimebruttine36

I mutandoni della nonna…pensateci quando sarete nonne. Avete un sacco di altre opzioni a disposizione.

Il color carne è la brutta imitazione della vostra pelle. E’ una nuance bastarda che personalmente elminerei dalla scala cromatica. Guai alle calze di questo infelice colore. Vi invecchiano di 10 anni solo a guardarle.

L’outfit composto da pantalone a sigaretta, camicia da uomo bianca e ballerine, sta bene solo a donne oblunghe e con la faccia da maestrina fighetta. Lasciatelo a loro. Per quanto mi riguarda terrei le ballerine solo nelle classi di danza, essendo una scarpa che non esalta il piede della donna, anzi. E’ a metà tra una pantofola ed un piede a papera. Se il piede in questione è un po’ cicciotello, ecco che si trasforma in una frittatona rivestita. Le ballerine non si possono vedere.

massimebruttine37

I pigiamoni di flanella con animalini e animaletti. Non sono sexy. Per niente. Lo so che avete freddo in inverno, ma potete sempre indossare un baby doll con sopra una vestaglina corta di lana. O se proprio flanella deve essere, almeno sceglietela tinta unita. Ammessi anche stelle, cuori, pallini, righe e quadretti. Non tutti insieme.

Adesso è il momento di fare outing: chi di voi ha almeno una di queste cose nell’armadio? E soprattutto…perchè?!? 😉 Mentre attendo le vostre confessioni, vi ricordo l’appuntamento alle 10.20 su M2o nella City della Mario!!! Qui potete riascoltare la replica di venerdì 20/09! Buon weekend…

 

I’m a Mess

Jeremy+Scott+Spring+2014+Details+BjhIHYFF5AulVisionario, eccentrico, eccessivo, pacchiano, a tratti immettibile. Sicuramente riconoscibilissimo nel suo stile folle e svarionato. Non si può associare il suo nome ad aggettivi come “glam”, “charme”, “eleganza”. Ma non posso negare che ancora esercita su di me un certo fascino. Jeremy è tornato con delle donne aliene “black&white” con le acconciature anni 50 e gli occhi truccati da gatto. JEREMY-SCOTT-SS14-SERENA-GOH13Saranno i colori, i pattern, i modelli improbabili, le stampe incredibili, o semplicemente l’assurda assiduità con cui continua imperterrito nel suo viaggio mentale, noncurante delle critiche, a farmi amare quest’uomo. Il lato ludico della moda, ecco cosa mi viene in mente ogni volta che guardo le sue sfilate, quel divertimento che manca in quasi tutte le altre passerelle (anche il nostrano Moschino non scherza in quanto ad ironia).jeremy_scott_spring_2014 Jeremy-Scott-Spring-2014-colorful-dressChiaramente i look da passerella non sono replicabili al 100% (ma questo in nessuna sfilata, dovremmo ormai aver capito che il momento dello show è immagine&comunicazione allo stato puro), ma qualche pezzo in qua e là, opportunamente estrapolato e ri-ambientato, è indossabilissimo. Jeremy-Scott-ss14-by-Kimberley-Denise-10 JEREMY-SCOTT-SS14-SERENA-GOH111JEREMY-SCOTT-SS14-SERENA-GOH8I’m a Mess” diventerà il mio maglione preferito!!! 😉 (tra l’altro, guarda caso, “mess” era proprio il nome del brand della collezione della mia tesi finale)

E voi che ne pensate di Jeremy? E’ davvero troppo…troppo?

101 Visions @ Polimoda

101 studenti che si avviano verso la fine del loro corso di studi. 101 entità differenti che sono pronte a dire la loro nel mondo della moda. 101 visioni uniche. Perchè si sa, nella moda o ti distingui o non emergi. E giovedì 26 settembre 2013 sarà la prima occasione dei diplomandi dei master Polimoda per esporsi al pubblico di addetti ai lavori e non.1236764_10153212946515305_743012769_n

Dalle 14.00 alle 18.30 le stanze di Villa Favard (via curtatone 1, Firenze) si animeranno con le creazioni degli studenti dei Master di Fashion Design Advanced, Footwear and Bag Design, Luxury Management, Fashion Merchandising and Buying, Fashion Styling, Fashion Communication. Attraverso linguaggi differenti gli studenti accompagneranno gli avventori nei loro mondi visionari, raccontando storie a forma di borse o impressionando con scarpe iper-tecnologiche, parlando tramite fotografie e abbinamenti inusuali, portando dentro al mondo del fashion business con un approccio nuovo e professionale. Nuovi talenti, tante culture, in un mix internazionale di visioni contrastantiilaria_capriglione300Progetti, proposte, portfolio, installazioni, video. Per comunicare se stessi, per presentarsi nel mondo del lavoro utilizzando idee, immaginazione, creatività e competenza. E, perchè no, anche un tocco di frizzante originalità. Tra i “diplomandi”, i miei studenti di Fashion Communication, “complici” nell’organizzazione dell’evento e “vittime” dei miei suggerimenti “non convenzionali“. marcy_linL’appuntamento è per giovedì 26 settembre. Io non perderei l’occasione per curiosare tra questi 101!

Photo editing by Ilaria Capriglione/Marcy Lin

Buru-Buru: la “boutique fantastique” è finalmente online!!!

Un nome buffo, una grafica tanto semplice quanto accattivante, un’idea di shop online a supporto della creatività, dell’handmade, della sostenibilità. Tutto “made in Italy”. Chi non ha mai sentito parlare di “Buru-Buru” forse è il caso che si attivi. E quale miglior occasione se non quella della messa online della versione definitiva avvenuta ieri?

copertina fb

La storia di Buru Buru è iniziata nel settembre del 2012 quando le due sorelle, Lisa e Sara Gucciarelli, provenienti una dal mondo dell’organizzazione di eventi culturali e dall’ingegneria informatica l’altra, hanno deciso di dare vita al primo e-commerce interamente dedicato alle piccole realtà autoprodotte. Niente di nuovo, Etsy Docet, ma non è nemmeno lontanamente paragonabile. A partire dalla veste grafica, dalla cura dei dettagli, fino all’amore di cui è intriso questo progetto (e che è visivamente percepibile). Così a dicembre dello stesso anno va in rete la versione “beta” (ovvero un test funzionante). Nel giro di pochi mesi i risultati sono cominciati ad arrivare: 250.000 utenti, 1.700 prodotti, 200 tra designer, creativi, artigiani e piccole imprese italiane. buru-buru-team

Lisa e Sara hanno messo su un piccolo team, attualmente composto da Sara Campani (in qualità di buyer), Andra Lungu (web developer), Benedetta Semplici (social media manager), Paolo Buti (web graphic designer) e Giulia Trupo (product assistant), con il quale hanno continuato a lavorare duramente per presentarvi la versione ufficiale del sito in tutto il suo splendore.Schermata 2013-09-23 a 18.59.27leticia-estebanUn luogo magico dove guardare, conoscere, scoprire e curiosare tra le produzioni di designer innovativi di qualità. Un’opportunità, quella che Buru Buru offre ai creativi selezionati, di essere esposti, pubblicizzati e venduti su una delle piattaforme online “nostrane” più curate. E’ universalmente noto che tra il produrre cose meravigliose ed il riuscire a venderle e presentarle il passo non è così immediato. Ecco perchè realtà come queste sono indispensabili partner per creativi-e-basta! Infatti si occupa di tutto, dalla promozione alla commercializzazione, con un servizio ad hoc sia per il cliente finale che per il “crafter” (così a loro stesse piace definire i produttori di oggetti). E si trova di tutto: abbigliamento, accessori, borse, oggettistica e giochi per bambini. Ma non solo: visto l’amore sconsiderato per l’illustrazione, selezionano grafiche o pattern da riprodurre su t-shirt, shopper o poster.zbbbz zupLa creatività ha valore“. Ed il mondo di Buru Buru ha deciso proprio di valorizzare e spingere la creatività, educando al bello, esplorando nuovi mondi e riattivando l’immaginazione. In effetti, anche solo leggendone il nome o ascoltandone il suono, si possono immaginare un sacco di cose…immagine profilo fbSe invece di immaginare volete VEDERE, non vi resta che andare qui: http://www.buru-buru.com/…Happy Shopping!!! 😉

I Meggings…parliamone!!!

buccia-di-banana

Buongiorno. Oggi vorrei davvero la vostra attenzione per cinque minuti per sottoporvi un oggetto che mi sta creando incubi&dubbi. Dopo l’inflazione dei leggings (che ricordo a tutti non essere pantaloni) e dei jeggings (la versione in denim delle attillate calzamaglie spesse), ecco arrivare i Meggings, ovvero i fuseaux da uomo opportunamente ribattezzati con questo nome inquietantediversi-modelli-di-meggings

Sarà che sempre stata visivamente abituata ai jeans baggy e ai pantaloni oversize per via della mia passione per l’hip hop e dintorni. Ho fatto l’occhio allo stringersi della gamba, fino ad arrivare a questi maledettissimi skinny hipsteriani dei quali poco sopporto la mania del risvolto, ma ancora trovo difficoltà nel vedere le gambe degli uomini fasciate dentro strettissimi meggings. (a questo punto meglio gambe nude, depilate e svettanti sopra 15 cm di tacco in un divertente show di Drag Queen)meggings3 Patrick Kingsley takes to the streets in men's leggingsEd invece eccoli sfilare elegantemente sulle passerelle di tutto il mondo, in varie fogge, colori e materiali. Abbinati con giacche (molto eleganti, sì), maglioncini corti (ad evidenziare il lato B) e t-shirt/saccone (delle quali vi parlerò a breve). Come se non bastasse anche questi sono stati pensati per lasciare scoperta la caviglia quel tanto che basta per evidenziare l’orrendo mocassino che appare sotto. E poi le fantasie con cui si sono sbizzarriti: pattern, righe, fiori, motivi animalier, disegnetti stupidi. Insomma, non solo l’oggetto in sè lascia delle perplessità, ma addirittura farcirlo, non è un po’ troppo?!?

24368735_no-il-meggings-no-0 me-GLa prima domanda che mi sorge spontanea è: qual’è l’occasione d’uso di questi attillatissimi non-pantaloni? Te li metti per andare a lavoro corredati di giacca, camicia e mocassini? (spero di no) Oppure per andare in palestra con canotta, ginniche e felpina simil-vintage lasciata aperta per far intravedere i muscoli (o la panza)? O ancora per il tempo libero, con t-shirt, maglioncino e converse? O per serate in disco sfoggiando il modello tigrato?!? In tutte le situazioni in cui li penso, mi appaiono ridicoli…versacemeggings--638x366La seconda domanda è: chi è che davvero può permettersi di andare in giro mostrando gambe, sedere e pacco, inguainati in questo modo? Anche il Meggings, infatti, funziona come evidenziatore, segnando tutto senza pietà. Ora, se uno possiede le gambe grosse, il polpaccio importante e anche un bel culotto…è il caso che li adoperi? Immaginatevi uno basso, con quadricipite femorale pieno di muscoli…non sembra un prosciuttone? E, a mio avviso, non fanno nemmeno una bella figura su un soggetto eccessivamente magro, che assume immediatamente le fattezze di uno stambecco! Per finire poi con una considerazione delle parti bassi: insomma, sia che il “gioiello” sia decisamente grande che timidamente piccolo, è proprio il caso di metterlo così in primo piano?!?18a6215c639d5b6fb26014e1a968623835984d22_60052381695_meggings2_xlargeHo provato a guardare le varie proposte di questa nuova tendenza, ma non riesco davvero a capacitarmi del perchè un uomo debba abbassarsi ad indossare questo oggetto così poco sexy e poco utile. E un altro quesito appare nella mia mente: se ci hanno sempre fatto sorridere i ballerini in calzamaglia, perchè non dovrebbe farci ridere (parecchio) un uomo in meggings? Questo mondo della moda è sempre più strano ed inquietante…abbinamento-dei-meggings-a-righeVi prego, se qualcuno ha delle opinioni in merito, mi aiuti a capire e magari a ricredermi o comunque a darmi una spiegazione sensata a questo fenomeno. Per il momento, credo che se un uomo mi si presenta orgogliosamente fasciato nei suoi meggings…SCAPPO!!! 😉 (se ha le gambe più magre delle mie poi…)

W i baggy!!!!

Bruttine stilose…a modo proprio!

venerdibruttinoEcco la nuova stagione, ecco i nuovi look, ecco i nuovi “must have“. Ora, prima di lanciarsi a capofitto nella Moda-da-Rivista, copiando improbabili look dalle vetrine o immedesimandosi in fashion blogger con pessimo gusto, molti più soldi e fisici decisamente diversi dal vostro, è opportuno fare una seconda operazione: dopo aver fatto pace con lo specchio, la Bruttina deve cercare di individuare un suo stilemassimebruttine33

La bruttina deve utilizzare i capi di abbigliamento per valorizzarsi…

massimebruttine34

…Abbiamo visto che alcune bruttine si vestono solo ed unicamente per coprirsi, nascondersi, rendersi invisibili; tante sono le bruttine che si trascurano proprio a partire dal loro aspetto esteriore. Sbagliato. Essere curate è un buon inizio. Attenzione: curate non vuol dire mascherate-truccate-tirate-inverosimilmente a lucido. La mattina non si va a fare le sfilate, essere imperfette è cosa buona e giusta. Curate nel senso di prestare attenzione a cosa si indossa, al come (le maglie sporche prima si fanno passare dalla lavatrice) e a sentirsi a proprio agio con quello che ci siamo appena messe. Naturali sì, ma non selvagge. Anche dietro al look spettinato e “acqua&sapone” di Kate Moss ci sono cure ed attenzioni. Imparate a scegliere cosa vi sta bene e cosa no (se non siete in grado di vedervi con obiettività, affidatevi ad un’amica, VERA, non una stronzetta che vuole tenervi sempre “sotto”). Scegliete sempre qualcosa che vi faccia sentire belle, qualcosa che vi gratifichi e che vi rappresenti. La tuta da ginnastica, la gonna vintage della nonna, l’abitino bon-ton, un paio di scarpe a cui avete fatto la corte per anni. Non è necessario seguire le ultime tendenze. Anche se, come abbiamo visto, è molto facile che la bruttina (e non solo) cada nei trabocchetti modaioli, facendole desiderare cose che, pur non essendo adatte a lei, finiscono inspiegabilmente nel suo armadio. Fuggite dalla tentazione ogni volta che vedete un determinato oggetto a più di cinque persone, soprattutto quando è iper-fashion.”

E non mi stancherò mai-mai-mai di ripetere (per belle&brutte):

massimebruttine35

Vi ricordo l’appuntamento on-air alle 10.20 circa su radio M2o con La Mario. Ma mi avete ascoltato almeno una volta? Nemmeno la replica?!? E io vi posto anche quella di venerdì 13…che, anche solo per la data, mi sembra doveroso risentire 😉 Dal minuto 21.00 http://www.m2o.it/special/mario_and_the_city_reloaded/ Buon weekend!!!

Messaggi (e scorci) napoletani

E’ vero, sono napoletana. Anzi, i napoletani “veri” dicono che sono di provincia; io preferisco dire che sono della costiera sorrentina (che fa parecchio più figo); in realtà sono proprio di Vico Equense, ridente località “marina” patria dell’Università della Pizza (che se non conoscete siete sfigati voi)! 😉 Pignolerie geografiche a parte, ci ho vissuto talmente poco tempo che queste ultime 36 ore passate al Sud sono state per me fonte di scoperte e conferme.1265105_549148505156832_1897418466_oLa conferma che è una città meravigliosa, tra scorci, scale, vicoli, panni stesi, motorini in controsenso ed il sapore di mare che si respira anche in cima a S.Martino. Le chiese, i teschi, gli artigiani dei presepi, i teatri, il fritto, Pulcinella e San Gennaro, Sacro e Profano, caos e ordine, salite e discese, storia e contemporaneità. Il delirio, i sorrisi, le persone, i personaggi seri e quelli buffi, la musicalità delle parole e le canzoni cantate da sopra ad un balcone che arrivano a solleticare le orecchie dei passanti. IMG_7171 IMG_7187 IMG_7193Anche i gatti, a Napoli, ti fanno capire chi è che comanda, che la città non si tocca e che o la ami o è meglio che cominci a fuggire. Perchè Lei è ostile con chi è ostile con Lei!!!IMG_7214La scoperta è che a Napoli parlano tutti, ma proprio tutti (di questo ne avevo il sospetto osservando mia madre, che è una radiolina). Anche i muri parlano, mandano messaggi di rivolta, di minaccia, di protezione, di amore. Ho scoperto la leggenda del “munaciello“. Ho scoperto che ci sono antichi teatri incastrati nelle case e che sotto le strade c’è un mondo da scoprire. Ho capito com’è fatta la città e come muovermi. Ho capito che è sempre meglio avere con sè un cornetto anti-sfiga (anche se la sfortuna non esiste, meglio non sfidare la sorte)!!! 😉IMG_7186 IMG_7192 IMG_7217IMG_7222

E credo anche di aver capito perchè al Sud sono tutte tettone…ma non ve lo dico!!! 😉 Posso solo lasciarvi sulle note di una canzone che mi fa emozionare da sempre, orgogliosa di essere “terrona!!! 

http://www.youtube.com/watch?v=iZlO0R6AbiU

IMG_7173One Love!!!

These are the breaks

Cico - Portrait

Ph Mauro Puccini/© Red Bull Media House/Content Pool

A metà tra atleti e angeli. A volte volano. Altre volte sfidano la forza di gravità, sempre in precario equilibrio. Sembrano di gomma, mentre passano agilmente dall’avambraccio al gomito per poi alzarsi sulla testa. Pensi siano delle piume, invece sono pieni di muscoli, eppure (a volte) terribilmente leggeri. Potenza. Stile. Flow. Musicalità. Chi non ha mai visto b-boy in azione, dovrebbe farlo (e dal vivo) almeno una volta nella vita.

B-Boys - Portrait

Ph Mauro Puccini/© Red Bull Media House/Content Pool

L’hip hop ha ormai compiuto 40 anni, ma le sue discipline, grazie a vecchie e nuove generazioni di appassionati, continuano ad andare avanti, tra contest, jam e serate. Come quella dello scorso sabato che si è tenuta a Napoli, tappa finale del BCOne della Red Bull (una delle gare più importanti a livello mondiale di breaking “uno-contro-uno”). Portare la street dance nei teatri, cosa che è già stata fatta lo scorso anno con il Flying Bach, rende ancora tutto più suggestivo e a tratti surreale: dalle signore ben vestite, frequentatrici di teatri, ai ragazzini con sneakers e cappelli (frequentatori di tutt’altri ambienti) c’è una bella differenza. Ma il contrasto, a mio avviso, funziona benissimo.

IMG_7166

Ensi - Portrait

Ph Mauro Puccini/© Red Bull Media House/Content Pool

Così come hanno funzionato l’apparizione di Clementino con tanto di maschera da Pulcinella, la tenuta del palco dell’mc/presentatore Ensi, le performance in bmx di due atleti del team Red Bull che hanno incredibilmente volteggiato sulle loro biciclette. Peccato solo per il pubblico poco attivo (ma i napoletani non facevano casino di solito?!?), per la musica con un volume decisamente basso e per il look dei partecipanti! Lo so, non è una gara di moda, ma lo “stile” si vede anche da come si presenta il ballerino. Come dire, forma&sostanza devono esserci entrambi, o no?!?IMG_7197

Tutto sommato la vittoria di questa tappa se l’è aggiudicata un italiano. Quindi, fieri e trionfanti, portiamo il tricolore a Seul a suon di breakbeat! E io mi sono passata un fine settimana “ggiovane” in compagnia dei miei intramontabili&inseparabili amici di trasferte “black”. IMG_7211

L’atmosfera non è la stessa, ma per un assaggio di quello che è stato basta guardare qui: https://www.facebook.com/photo.php?v=10151824477728119 (per un attimo compaio anche io) e come sottofondo “l’inno storico” dei b-boy!

E per vedere la gallery con le foto ufficiali scattate dal mio amico Mauro Puccini, basta cliccare qui! (e non chiedetevi come fa ad immortalare queste evoluzioni così bene, lui è bravONE e ci riesce)!!! 😉

Buccia di Banana/Zip Invadenti

buccia-di-bananaLa zip è quel meraviglioso accessorio che serve a tenere chiusi pantaloni, gonne e giubbotti. Perdersi nel mondo delle Zip è un attimo: ce ne sono di tutte le forme e colori, plastica, metallo, con la catena piatta o a spirale, invisibili e gigantesche. Utilizzarle in maniera inappropriata, anche!!!953303bb6c68838159585a4fe0d78e3e

Scegliere una zip per completare un abito sembra una cosa banale, invece è proprio uno di quei dettagli in grado di decretare la scelta di un capo oppure no, perchè se posizionata male o particolarmente sproporzionata rispetto all’oggetto stesso, stona incredibilmente. Ecco, queste sproporzioni sembrano essere diventate ultimamente un VIZIO, addirittura un trend quello di mettere zip a caso, zip giganti, zip INVADENTI laddove andavano inserite coperte…o addirittura evitate!!!502e84816da201ab032f9153f5397bdb zip2La zip, solitamente cucita in modo tale da rimanere coperta, viene applicata a mo’ di toppa, applicata così, scoperta, con i suoi bordi irregolari e non proprio estetici, a sfoggiare la sua magnificenza su capi che non la richiederebbero. Che ci sia un’ondata di sarte pigre in giro? O una massa di designer senza gusto? O un esubero di zip?!?0d65d7556a7e9cd72ee8719323f73d55tumblr_m3bbjsenpU1qg6qk5o1_500

A volte gigantesche e sproporzionate, altre volte talmente in contrasto di colore da essere un elegante colpo nell’occhio senza senso, altre volte…ce ne infilano veramente TROPPE!!!

9cfc187ecfe9138e9acd012063ef388a 2684047ee89422664e1ecf3151906ffcAiuto! Certe cose, in apparenza “geniali” creazioni di esuberanti stilisti, in realtà sono delle grandissime schifezze!!! Oltre al fatto, non di poco conto, che la zip lasciata a “bordi liberi” (soprattutto quella in metallo) graffia, tira i capelli e si impiglia dappertutto! Un vecchio saggio diceva “il troppo stroppia”: per quale motivo, allora, riempire un leggings con 60 zip sulle gambe?!?0f0366c852766b7f83b6c0b13830ac60E vogliamo parlare di quando le zip approdano sulle scarpe aggiungendo quel tocco di ignoranza anche allo stiletto più stiloso? Sì, anche il caro Tom ha esagerato con le zip…Sia per la misura, che per il colore. E poi basta con questo abbinamento nero/oro, che mi fa tanto Signora-Bene degli anni 90!!!b39b142f0d7b198b66a79e0586e75a96zip1

Io fonderei un comitato controllore per promuovere “l’uso moderato della zip” perchè queste toppe apribili su certi capi non si possono proprio guardare! Che dite, sto diventando troppo pignola?!? 😉

Love your zip: use it properly!!!

Post inspired by la Mimo, che anche a lei queste zip non piacciono proprio!